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Isabelle d’Ornano: La fede è il mio tesoro

© Janis Ratnieks

Marzena Wilkanowicz-Devoud - Aleteia Polonia - pubblicato il 20/07/17

Sisley, un’epopea famigliare la cui figura di spicco, Isabelle d’Ornano, non cessa di ispirare le donne. In occasione dell’uscita del suo nuovo profumo, Izia, ci riceve nei suoi appartamenti parigini. Famiglia, lavoro, arte di vivere fede… Isabelle d’Ornano si confida. Un’intervista… magica!

Isabelle d’Ornano incarna la bellezza e la riuscita, col successo mondiale della marca Sisley. Si direbbe che le fate madrine si siano date da fare, quando era piccola, sulla sua culla. Ma pensare così significherebbe conoscere poco e male la vita e il carattere di questa donna che ha sempre trovato, nella fede, le chiavi per matrimonio, famiglia, lavoro e gioia di vivere.

L’ultimo arrivato in casa Sisley è il suo profumo, Izia, diminutivo di “Isabelle” in polacco. Un’essenza moderna e stupefacente, tanto singolare quanto le rose che la compongono. La famiglia di Isabelle d’Ornano era proprietaria del castello di Lançut, nel sud della Polonia. Isabelle ne conserva il ricordo con dei roseti che ha voluto ricreare, nel bel mezzo della Francia, a casa sua. Gli effluvi unici di Izia le sono venuti al naso durante una passeggiata nel giardino di casa, nel cuore del Berry. Izia è un bouquet di rose in un flacone immaginato dallo scultore polacco Bronislaw Krzysztof. La fragranza è nata dalla collaborazione tra più donne: la profumata Amandine Clerc-Marie, Christine d’Ornano e l’artista Quentin Jones. Per incarnare Izia, Isabelle ha scelto sua nipote Sonia come volto. La famiglia e le radici, ancora e sempre. E ora le confidenze…

© Sysley
Visuel du parfum Izia

Lo spirito di famiglia

Suo marito, Hubert d’Ornano, ha raccontato nel suo libro autobiografico La beauté en partage, l’appassionante storia della famiglia d’Ornano. Una storia intimamente legata a Sisley, uno dei brand più vincenti della cosmetica francese. Pensa che questo spirito di famiglia sia la chiave del vostro successo?

Hubert ha sempre lavorato nel mondo dei cosmetici. Prima succedendo a suo padre Guillaume, che fu il co-creatore di Lancôme. In seguito ha lanciato la marca Orlane con suo fratello Michel. Questa riscontrò un grande successo, prima di essere rivenduta nel 1968, quando Michel decise di entrare in politica. A quell’epoca mio marito avrebbe potuto vivere di rendita. Aveva 49 anni e quell’idea era decisamente contraria al suo temperamento. Abbiamo allora deciso di creare Sisley. Hubert mi ha proposto di unirmi a lui. Anche questa era una bella avventura che cominciava: lavorare in coppia.




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Proprio in quel momento, peraltro, lei lavorava nella moda al fianco di Jean-Louis Scherrer…

Adoravo quel mondo! Mio marito aveva comprato la marca Scherrer con l’idea di sviluppare un profumo. Il suo prêt-à-porter girava molto bene, specie negli Stati Uniti, dove io avevo contribuito allo sviluppo. È in questo contesto che gli presentai la famiglia Kennedy.

Famiglia con la quale lei aveva legami di famiglia: la sorella di Jackie Kennedy, Lee, ha sposato suo zio, il principe Stanislaw Radziwill.

Sì, eravamo tutti molto legati. Jean-Louis vestiva Jackie, ma soprattutto Pat Lawford e Rose Kennedy. Jackie l’ha molto sostenuto, le piaceva tanto, in lui, quel suo senso di eleganza alla francese.

Perché ha deciso di lasciare la moda e di seguire suo marito?

Volevo stare con lui. Per Hubert, Sisley doveva essere la nostra creazione comune. Devo dire che il passaggio dal mondo dell’alta moda ai cosmetici è stato per me un cambiamento enorme. È come per un architetto passare dalla progettazione di belle ville a un’architettura molto più rigorosa. L’universo della bellezza è tanto più stretto, con tutte le regolamentazioni, i condizionamenti, le esigenze scientifiche… Ci voleva un’indefettibile volontà di riuscire, una disciplina di ferro.

I vostri figli si sono uniti anch’essi all’impresa. Elisabeth è rimasta a lungo a guida della marca. Philippe ne è ora il presidente e Christine è la direttrice generale. Lavorare in famiglia è una ricchezza?

Elisabeth aveva fatto delle sessioni fotografiche per un articolo su Marie Claire. Non era una modella professionista, ma era molto bella e aveva l’eleganza naturale delle ragazze. Ci assomigliava. Trovammo che il suo stile incarnasse idealmente Sisley.

Philippe voleva diventare giornalista, ma dopo la morte di suo fratello Marc ha deciso di rilevarne il posto. A sorpresa, ha presto scoperto in sé una grande passione per questo mestiere.

Quanto a Christine, ha diretto benissimo la filiale inglese, prima di prendere la direzione generale.

La nostra impresa è diventata di famiglia perché la famiglia ne era capace. Non bisogna mai dimenticare che gli affari sono cosa così dura che non ci si può arrischiare ad affidarne le redini a persone sì vicine ma che non ne sarebbero all’altezza. Le cose sono venute così, naturalmente, ma non le avevamo pianificate in questo modo.

Abbiamo scoperto degli immensi vantaggi nel lavorare in famiglia. A condizione che ciascuno avesse il proprio campo di competenza e soprattutto che ci si intendesse veramente bene. Allora ci si può chiamare in qualunque momento, si prendono le decisioni molto in fretta oppure – al contrario – si torna indietro e ci si dà più tempo per riflettere… Quando l’impresa è tua, questo ti permette un’unità e una visione che un manager non può avere perché è troppo legato agli obiettivi degli azionisti o dei gruppi.

© JANIS RATNIEKS
Isabelle Ornano et sa fille, Christine

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Tags:
bellezzafamigliafemminilitàimpresamoda
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