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Come amare il corpo che Dio ti ha dato, anche in costume da bagno

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Cambiando la nostra prospettiva interiore, possiamo cambiare il modo in cui ci sentiamo

Noi donne siamo abituate a sentirci dire cosa pensare del nostro corpo. Ovunque guardiamo, c’è sempre qualche “esperto” che ci dice come possiamo essere più magre, forti, belle o sane. E non c’è motivazione più forte per prestare attenzione a questi “esperti” dell’arrivo dell’estate e della stagione dei vestiti leggeri e dei costumi da bagno.

 Anche se voler avere un bell’aspetto ed essere sane e forti sono cose positive, sappiamo molto bene che queste idee possono anche superare i limiti e rovinarci a livello fisico e mentale, o addirittura farci sviluppare un’avversione nei confronti dei nostri corpi imperfetti.

 Questa prospettiva, secondo Christine Valters Paintner, dottorata in Spiritualità Cristiana, badessa virtuale di AbbeyoftheArts.com e autrice del libro The Wisdom of the Body: A Contemplative Journey to Wholeness for Women [La saggezza del corpo: un viaggio contemplativo verso la pienezza per le donne], non è la visione che dovremmo avere del nostro corpo o della nostra vita.

 La Paintner ha iniziato a esplorare i propri problemi corporei quando le è stata diagnosticata una malattia autoimmune subito dopo aver terminato l’università, a 21 anni.

 “La stessa malattia aveva devastato il corpo di mia madre”, ha affermato. “Mi ha fatta entrare in un processo, che tuttora porto avanti, per imparare ad amare il mio corpo con tutte le sue gioie e le sue difficoltà”.

 La sua scoperta l’ha aiutata a lavorare con le donne mettendo in atto ausilio e direzione spirituale per far raggiungere loro la “pienezza” che prova lei stessa.

 “La nostra cultura promuove messaggi onnipresenti che stabiliscono il valore del nostro corpo e ci offrono migliaia di modi per spendere denaro per migliorarci”, ha osservato. “Questa critica, ovviamente, viene interiorizzata, e quindi abbiamo nella testa un flusso costante di pensieri critici sul nostro corpo. Una situazione che ci consuma a tanti livelli, nel corpo, nel cuore e nello spirito”.

 

Ed è questo il problema che affrontano molte di noi. Anche quando cerchiamo di “migliorarci” a livello esteriore, ci stiamo distruggendo dentro. La nostra anima soffre per il bene del nostro corpo, e questo, secondo la Paintner, è un errore evidente.

 

Abbiamo esteriorizzato troppo la prospettiva del nostro corpo”, spiega. “Per la maggior parte di noi, la prospettiva è completamente filtrata da come immaginiamo che gli altri vedano il nostro corpo, e ci preoccupiamo per come ci giudicheranno”.

 

Ma possiamo aspirare a qualcosa di più, ricorda: “Si verifica un cambiamento enorme semplicemente quando assumiamo una prospettiva interiore e ci chiediamo: ‘Come si sente ora il mio corpo? Cosa gli apporterebbe ringiovanimento, piacere, riposo o nutrimento?’ Quando rivendichiamo la nostra autorità e ci apriamo a una conversazione con il nostro corpo, possiamo scoprire un immenso pozzo di saggezza su come muoverci nella vita in modo più gentile e affettuoso nei confronti di noi stesse”.

 Non si tratta di un processo facile. Secondo la Paintner, si inizia essendo consapevoli delle volte in cui siamo troppo rigide nei confronti del nostro corpo, a livello sia fisico che mentale.

 “Si tratta di un’avventura e di un processo lenti”, ha aggiunto. “Iniziamo accogliendo le nostre esperienze corporee in modo consapevole, intavolando l’amicizia con la diversità di sentimenti che affrontiamo”.

 

“È molto simile alla pratica della meditazione: impariamo ad essere più consapevoli dei nostri pensieri. Quando sorge l’autocritica, possiamo imparare ad accoglierla con misericordia anziché aumentare i giudizi”.

 Leggi anche: tenersi in forma…pregando

“Possiamo imparare a ridurre il nostro ritmo e a verificare regolarmente lo stato del nostro corpo semplicemente con tre respiri lenti e profondi e rivolgendo la nostra attenzione verso la nostra interiorità per un minuto, chiedendoci come ci sentiamo in quel momento. Queste semplici azioni aiutano davvero a invertire il ciclo vizioso”.

Imparare a respingere i messaggi culturali sul nostro corpo e sui pensieri negativi può richiedere “tutta una vita”, ricorda la Paintner, ma “ne vale senz’altro la pena”.

Man mano che ci avviciniamo alla stagione dei costumi da bagno, dovremmo forse tenere a mente alcuni esercizi che la Paintner insegna da anni alle donne, “volti al processo anziché al prodotto”:

 

Accettare l’invito

 “Questi inviti alla meditazione, al movimento e all’espressione creativa sono modi per entrare in un incontro con il nostro corpo e negli aspetti intuitivi e ricettivi della saggezza corporea”, spiega la Paintner.

 L’obiettivo non è il fitness né perdere peso, ma è più simile a una preghiera. È un modo per coltivare i rapporti. Bisogna concentrarsi sul processo stesso di scoperta”.

 

Ammorbidire l’armatura

 La Paintner propone di “iniziare semplicemente abbassando il ritmo quanto basta per ascoltare i messaggi del proprio corpo. Datevi il tempo di tre respiri lunghi e profondi. Ritengo che il primo passo sia recuperare la dolcezza, ammorbidire l’armatura fisica che si è costruita negli anni. Gli esercizi che lavorano con la respirazione e i movimenti dolci possono renderci più consapevoli di tutte le sedi di tensione e repressione. Quando lavoriamo in modo dolce con il corpo fisico, troviamo anche sollievo emotivo e spirituale. È tutto collegato”.

 

Fate domande e ampliate la grazia

 La Paintner ama presentare alla gente Santa Ildegarda di Bingen, la badessa benedettina del XII secolo esperta in erbe curative, e la sua idea sulla viriditas, ovvero “il potere di ‘rinverdire’ di Dio”. Con questa idea, la Paintner invita la gente a “mettere in discussione tutto quello che fa e a valutare se rivitalizza o consuma”. Questo presuppone il fatto di chiedersi se un’attività o un processo “apporterà un senso di di abbondante pienezza” alla propria vita.

 “Uso spesso questo come strumento di discernimento”, ha affermato. “L’altro elemento fondamentale è non ricadere nei giudizi quando faccio scelte sbagliate, ma accettarmi con bontà e amore”.

 

 

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

 

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