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La prima studentessa Down a diplomarsi alle scuole pubbliche di Washington cum laude

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via State of Madison

John Burger - Aleteia - pubblicato il 16/06/16

La madre ha esortato la scuola a trattarla come chiunque altro, e i risultati si sono visti

Madison Essig ha raggiunto un traguardo fondamentale nella sua vita, e può averne fornito uno anche al sistema di istruzione pubblica della capitale degli Stati Uniti.

La 18enne ha appena ottenuto il diploma presso la Woodrow Wilson High School ed è diventata la prima ragazza affetta dalla sindrome di Down a diplomarsi cum laude.

Secondo il The Washington Post, Madison potrebbe essere la prima studentessa Down a diplomarsi in un liceo pubblico di Washington, DC in generale da quando le scuole pubbliche della città hanno iniziato a tenere dei registri digitali nel 1996, e lo ha fatto come parte della National Honor Society, diplomandosi con una media di voti del 3.7.

“Sono così felice di essermi diplomata”, ha detto Madison alla cerimonia svoltasi martedì presso la Bender Arena della American University. “Sono arrivata lontano”.

La fine di questo capitolo avrebbe potuto essere molto diversa se non fosse intervenuta la mamma di Madison, Kimberly Templeton.

“Quando Madison è nata, ci è stato detto che avrebbe potuto camminare ma non c’erano garanzie sul fatto che sarebbe mai riuscita a leggere o a scrivere”, ha spiegato la signora Templeton all’affiliato di Washington della Fox.

Madison e sua madre hanno affermato che l’ostacolo principale non sono state le capacità di Madison, ma il sistema educativo. Le scuole erano riluttanti a concederle l’accesso al curriculum completo, perché dicevano semplicemente che non era mai stato fatto prima. E allora la signora Templeton ha spinto perché le cose cambiassero.

“Volevo che non venisse etichettata come una bambina con la sindrome di Down, ma come una bambina che aveva delle opportunità”, ha dichiarato. “Finché non dimostra di non farcela, non fermiamola”.

Madison ha seguito la maggior parte dei corsi senza aiuto, mentre ne ha seguiti altri – come quello di geometria – in una classe con un insegnante speciale, seguendo però il curriculum e il carico di lavoro standard.

“Spero che Madison sia l’esempio che per una persona affetta dalla sindrome di Dowm è possibile raggiungere il massimo del proprio potenziale se ne ha l’opportunità”, ha detto la signora Templeton.

“Non gettate la spugna”, ha detto Madison dal canto suo. “Onestamente, la scuola sarà la vostra migliore amica anche se può non piacervi. Sarà la base di molte altre cose che vi aiuteranno nella vita”.

Madison è stata accettata al programma Learning Into Future Environments (LIFE) della George Mason University, ideato per studenti post­liceali con handicap intellettivi. Vuole studiare le politiche sulla disabilità e sull’assistenza, soprattutto nel sistema educativo.

Per evitare che il fratello 17enne Zach si senta messo in ombra dal risultato di Madison, va detto che anche lui si è diplomato martedì alla Wilson, insieme ad altri 400 studenti. I due sono stati nella stessa classe dalla terza elementare, quando la signora Templeton ha notato che Madison aveva problemi a livello sociale e le ha fatto perdere un anno perché potesse stare vicino a Zach e alla sua sorella gemella.

“È molto più popolare di me”, ha detto Zach al Post, aggiungendo che Madison spesso arriva a casa parlando di un nuovo amico che ha conosciuto quel giorno. “La sua felicità è contagiosa”, ha commentato.

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John Burgerapporta i suoi 23 anni di esperienza ad Aleteia. È stato editore del National Catholic Register e reporter per Catholic New York, e ha scritto per un’ampia gamma di pubblicazioni cattoliche.

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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Tags:
sindrome di down
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