
Tre semplicissime verità sul corpo… da insegnare anche ai bambini
La teologia del corpo non è roba da adulti e basta! Ecco tre semplicissime verità che ogni bambino dovrebbe conoscere, riguardo al proprio corpo.

L'influencer americana Mary Haseltine porta la teologia del corpo alle donne sui social ed è in attesa del settimo figlio. Parla dell'efficacia dei metodi naturali e chiede "perché nessuno crede davvero che siamo felici per questo numero sette?"

Un'altra recensione cinematografica alla luce della Teologia del Corpo: "Her" mostra drammaticamente la sete d'amore iscritta in ogni persona umana e la profonda ferita del peccato originale che ci confonde, che crea disordine, che nasconde la vera bellezza dell'eros. Ma la guarigione è possibile ed è già in atto, proprio per la vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte.

Il cammino cristiano non è perfezionismo. Scopri l'amore all'origine del tuo essere, lasciati amare da Dio.

In una canzone autobiografica come questa è però contenuto un senso profondo e universale, che parla della relazione d'amore tra un uomo e una donna e della loro solitudine originaria. Parla della tentazione del possesso e della radicale insaziabilità del cuore di ogni creatura umana, fatta per trovare pace solo in Dio.

Tra i tanti anniversari legati al pontefice polacco c'è anche questo: il sessantesimo della sua opera teatrale forse più famosa e senza dubbio più salutare per la vita matrimoniale.

Occorre recuperare il suo linguaggio, comprenderne la bellezza e la sacralità.

Non c'è nulla come l'amore di un uomo e di una donna per ricordarsi che siamo fatti per l'eternità.

La tenerezza è vitale per il benessere della coppia. Tuttavia è necessario capire cos’è la vera tenerezza per poterla offrire al nostro coniuge.

Quando si pensa alla sessualità, forse non è la santificazione la prima cosa che ci viene in mente. Il piacere o la vergogna, magari, il matrimonio o l’infedeltà, la fiducia e la violenza, la libertà e la schiavitù… San Giovanni Paolo II, però, ci ha fatto scoprire una dimensione incredibilmente profonda della sessualità. Un vero tesoro lasciatoci sotto il nome di “teologia del corpo”.


La bellezza e la profondità del pensiero di San Giovanni Paolo II nella sua Teologia del corpo, letta da chi la vive.

A partire dal tesoro prezioso dell'antropologia cristiana, nella declinazione che ne ha fatto San Giovanni Paolo II con la cosiddetta Teologia del Corpo, comprendiamo i pericoli cui ci espone la pornografia e riscopriamo la bellezza della sessualità come dono di Dio.

Pubblicato il 16 dicembre e ricevuto con prime reazioni positive (per quanto sovente parziali e ideologizzate), “Che cosa è l'uomo?” è “un itinerario di antropologia biblica” utilissimo per chiunque si occupi di antropologia teologica, in particolare per le implicazioni tipiche del nostro tempo. Poiché si è parlato perlopiù (tanto abbondantemente quanto sommariamente) delle pagine dedicate al giudizio etico sull'omosessualità, di quelle stesse pagine esponiamo qui ordinatamente il vero contenuto.

Per san Domenico, che proprio l’8 agosto ricordiamo, ogni preghiera si snoda in tre tempi differenti: l’accoglienza, l’incontro e il dono. Così, colui che prega può esprimersi con i gesti del corpo: l’accoglienza inginocchiandosi, l’incontro aprendo le braccia verso il cielo e il dono mettendosi in cammino per andare verso gli altri. Questi tre gesti – insieme simbolici e potenti – effettuati sia fisicamente sia interiormente, ci fanno entrare in modo profondo nella prossimità con Dio e con gli altri.

Una donna come tante, una superdonna come tutte, Michelle ci fa viaggiare nel suo cuore a bordo della sua simpatia.

Il filosofo Fabrice Hadjadj stabilisce qui un paragone tra la coppia e il barometro, la cui lancetta oscilla tra “molto secco” e “tempesta” (passando per “bel tempo”). Ma si può davvero ridurre la sessualità a un apparecchio ben lubrificato? No, il filosofo insiste sull’incontro, sull’avventura, sul dramma che si snoda tra due persone di sesso differente e sulla necessaria fecondità – naturale e spirituale – di una coppia, senza la quale ci si riduce a misurare qualcosa di cui s’ignora bene l’entità.

Il paradosso dell’oblio del corpo femminile