
Come può aiutarci il fatto di immaginare gli occhi vigili di Gesù?
Quando pensiamo che Gesù ci guardi, è più difficile peccare sotto il suo sguardo. Un consiglio di San Pierre-Julien Eymard

Quando analizza il modo della tentazione, il teologo fa vedere come il diavolo conosca la psicologia umana

Bisogna evitare valutazioni superficiali di questo tipo. Ecco perché le tentazioni non vengono mai dal Signore!

Spesso il purgatorio è descritto come un fuoco purificatore (anzi, l’aggettivo “purgatorius” è attestato – in riferimento a “ignis” – ben prima del sostantivo “purgatorium”), ma che cos’è che brucia, esattamente? Lungi dal consistere in una orribile tortura, il fuoco del purgatorio è un mezzo per preparare i nostri cuori alla gioia del cielo.

Che c’entro io, coi peccati degli altri, e soprattutto che c’entrano gli altri con i peccati (pochi e piccoli) miei? Più di quanto si pensi, in realtà…

Essere santi non significa essere perfetti, ma soprattutto invocare continuamente il perdono e la misericordia di Dio.

La catechesi di don Luigi Maria Epicoco in occasione del IV Capitolo del Monastero Wi-Fi. "C’è una cosa più terribile che peccare (...) è non aver imparato la lezione da quella caduta. Quella caduta non deve essere sprecata".

Come mettere in pratica il lodevole proposito di liberarsi dalla pigrizia?

In base ad alcune interpretazioni, ci troveremmo nella quinta era della Chiesa, corrispondente a quella della Chiesa di Sardi nell'Apocalisse

C'è una ragione che spinge a rappresentare il peccato nell'arte?

"Infatti non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori". Lo sguardo di Gesù non censura nulla di noi, ci viene a chiamare dal nostro buio.

Nei Salmi si chiede che i peccati siano, rispettivamente, cancellati (mahah), lavati (kabas) e mondati (tahar). Ecco come

Un biblista spiega il senso di questa scelta ai filosofi

Dobbiamo usare sempre un linguaggio adeguato per elevare le persone, non per abbatterle

Non abbiamo bisogno di autosufficienza, ma di essere liberati da quei peccati che ci tengono schiavi delle nostre miserie.

Nel Vangelo odierno, Gesù a spiega che disgrazie e sventure non sono da attribuire a Dio. Allo stesso modo, spiega il Papa all’Angelus, i terribili fatti di queste settimane non sono un castigo dell’Onnipotente. “È il peccato che produce la morte; sono i nostri egoismi a lacerare le relazioni; sono le nostre scelte sbagliate e violente a scatenare il male”. La vera soluzione è la conversione

Diciamo “cadere nel peccato”, ma per essere colpevoli dev'esserci sempre una libera scelta

Il teologo Salutati: il ritardo si può considerare un peccato solo come atto di egoismo e mancanza di carità verso il prossimo