
Donne, lusso, soldi: il mendicante “Fango” è come il Figliol prodigo
Roberto Allegri scrive una rivisitazione della celebre parabola raccontata da Gesù

Almeno una volta nella vita anche noi abbiamo deciso di allontanarci e siamo tornati pentiti tra le braccia del Padre

Che gioia tornare nell'abbraccio del Padre che mi aspetta per fare festa. Invochiamo spesso San Giuseppe per stare come lui sempre in compagnia di Gesù e Maria.

È difficile spiegare a ragazzi che hanno storie familiari complicate o che non hanno mai avuto un padre che c'è un Padre che li ama, ma diventa possibile dentro un'amicizia in cui sentono l'abbraccio di Dio.

È molto più di una storia: è la realtà della mia vita, e della mia chiamata all'Ordine Domenicano e al sacerdozio di Gesù Cristo

La misura dell'accoglienza di Dio non è meritocratica, ma piena di una misericordia che pregusta la gioia di un ritorno quando ancora l'anima dell'uomo è persa nei suoi tentativi egoisti

Predisposti alla vita interiore, i bambini hanno tutto da guadagnare nel familiarizzare presto col sacramento del perdono.

Una normale Messa domenicale e la sorpresa di cogliere in un passo del Vangelo un nesso mai visto prima. La Parabola del Figliol prodigo e la carestia che si abbatte sul paese lontano, straniero. Parla anche di noi, del nostro tempo che vuole liberarsi dei più deboli e non sa che invece sono loro la fonte più abbondante di grazia e persino di ricchezza!

Dio porta ciascuno di noi nel suo cuore di Padre con le nostre sofferenze, con le nostre povertà perché ognuno di noi possa sentirsi finalmente a casa.

Alcuni biblisti l'hanno definita “il Vangelo nel Vangelo”, per quanto efficacemente essa richiama temi fra i principali dell'annuncio di Gesù. Ci sono anche delle motivazioni “inconsce” per le quali tutte le generazioni hanno amato (e segretamente detestato) questa pagina ineffabile. Ci sono però anche alcune tentazioni comuni da cui stare in guardia, perché ci impediscono di cogliere il cuore del testo

Un libro racconta le 350 conversioni più "clamorose" degli ultimi 100 anni

La storia di Jacques Fesch spiega la causa della nostra gioia in questa Domenica Laetare

Abbiamo paura di diventare buonisti, o del lassismo morale, o del relativismo. Così dimentichiamo che la misura di Dio è amare senza misura