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Comunione e/è pace
Ottima la pratica della comunione spirituale: il Papa stesso l'ha incoraggiata e raccomandata, in questo periodo difficile. [read_also art1="473900" /] Non ci si limiti però a trasformare l'intimità divina con Cristo in intimismo che escluda il prossimo: la preghiera della Chiesa rinnova e rinforza la Chiesa che la fa (anche la “Chiesa domestica”), e questo richiede di essere palesato con segni tangibili che non si è certo impossibilitati a porre. Una carezza in più, un abbraccio, un bacio, un incoraggiamento, un aiuto concreto… Allo stesso tempo, mentre ci si stringe a quelli che ci sono fisicamente vicini, non si dimentichino i fratelli più lontani, specialmente quelli che vivono costantemente la privazione dell'eucaristia che noi proviamo ora per un limitato lasso di tempo: si pensi soprattutto ai malati e agli anziani. E non si manchi di meditare su quanto poco consideriamo, in genere, i fratelli e le sorelle che vivono in regioni remote del pianeta, per i quali l'eucaristia è ancora un lusso (e se la tv fosse una soluzione al Sinodo sull'Amazzonia l'avrebbero proposta).
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