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La discesa dello Spirito Santo, Libro delle Ore di Étienne Chevalier

In questa miniatura estratta dal Libro delle Ore di Étienne Chevalier, Fouquet riporta l'episodio biblico della Pentecoste cristiana. Sullo sfondo, Parigi nel medioevo. A destra ponte Saint-Michel, a seguire le sagome dell'Hôtel-Dieu e la torre dell'episcopio. Infine Notre-Dame con la guglia del XIII secolo.
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Johan Barthold Jongjind, Notre-Dame vista dal molo de la Tournelle, 1852

A seguito della sua installazione in Francia, l'artista olandese si è ispirato ai paesaggi francesi del XIX secolo, in particolare a quelli di Corot, che ammira. Paul Signac qualificava Jongking di “rinnovatore del paesaggio moderno”, come testimonia questa vista cupa di Notre-Dame dal molo de la Tournelle. Siamo nel 1852 e la guglia di Viollet-le-Duc non è stata ancora costruita.
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Eduard Gaertner, Rue Neuve Notre-Dame à Paris, 1826

Un punto di vista raro: Notre-Dame intravista dalla Rue Neuve, nel mezzo del traffico cittadino. Anche se la si scorge appena, la sua torre nord è perfettamente riconoscibile.
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William Bourguereau, La zingarella, 1890

Perché una zingarella? Basta spingere lo sguardo a destra per riconoscere Parigi e la sua famosa cattedrale. E come non pensare all'Esmeralda del romanzo di Victor Hugo?
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Frank Myers Boggs, Notre-Dame da Pont au Double, 1900

Vista della Cattedrale dal Pont au Double – un ponte che dall'epoca è molto cambiato. Oggi è riservato ai pedoni che desiderano recarsi sul sagrato, mentre nel XIX secolo era pieno di negozietti e vi si poteva circolare in carrozza.
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Maximilien Luce, Molo Saint-Michel e Notre-Dame, 1900

A cavallo fra i due secoli, Maximilien Luce, discepolo del neo-impressionismo per una decina d'anni, usa ancora una volta la pennellata scomposta in diverse tele consacrate alla cattedrale. Che s'erge al centro della tela, luminosa.
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Maurice Utrillo, Notre-Dame, 1909

Notre-Dame de Paris in tutto il suo splendore. Massiccia e imponente. Né gioco di luce né profondità. L'artista si concentra anzitutto sulla grandezza della cattedrale.
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Albert Marquet, Notre-Dame de Paris, 1909

Marquet amava particolarmente dipingere Parigi, le sue strade e le sue piazze, i suoi moli e i suoi ponti. Svincolato dai dettagli, rappresentava gli elementi in maniera brutale, andando all'essenziale. Qui, Notre-Dame non è più se non una massa oscura, per quanto la sua silhouette si riconosca senza difficoltà.
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Paul Signac, Pont des Arts, 1925

Davanti al Pont des Arts, il preferito di Paul Signac, degli operai al lavoro. Di lontano, fra coriandoli di colori pallidi, s'indovinano le torri di Notre-Dame.
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Eugène Galien Laloue, Notre-Dame vista da molo Saint-Michel, 1941

Come evocare Parigi senza menzionare i rigattieri dei lungosenna? Come all'epoca di Laloue, sono ancora lì. È l'eternità della cattedrale che costeggia e domina la vita umana, effimera e indaffarata.