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NEL MEDIO EVO
Nelle famiglie contadine (non che la miniatura rappresenti ciò), il più delle volte la ragazza portava la sua abituale tenuta del giorno di festa.
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NEL MEDIO EVO
Per i matrimonio principeschi come quello di Carlo IV, nel 1322, la donna porta un abito colorato con bordi in ermellino bianco, all'epoca animale domestico.
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NEL RINASCIMENTO
Lungo il rinascimento l'abito nuziale si ispirava alla moda dell'epoca. Scompare lo strascico. I vestiti vengono confezionati con stoffe pesanti quali il velluto e il broccato, spesso bordati di fili d'oro e d'argento. Le donne portano un guardinfante: una gonna di stoffa grossolana per far gonfiare l'abito attorno alle anche. La cuffia è riservata alle donne modeste. Invece quelle provenienti dalla nobiltà portano delle retine e delle perle per tenere i capelli.
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NEL “GRAND SIÈCLE”
Le donne che stanno alla corte di Versailles si sposano in tenute molto belle. Portano lunghi abiti chiari in pizzo e tessuti leggeri, vaporosi, aerei. In occasione di un matrimonio reale, la sposa può mettere una cappa blu (colore regale) per coprirsi le spalle. Come per il matrimonio di Luigi di Francia e di Maria-Adelaide di Savoia nel 1697.
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SOTTO IL “PRIMO IMPERO”
L'abito della sposa, in quest'epoca, è molto segnato dalla moda: le linee sono alleggerite, la parte di sopra è fluida, serrata sotto al petto, spesso con delle maniche a palloncino, un diadema e un lungo strascico.
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SOTTO IL “PRIMO IMPERO”
L'abito da sposa è sovente accessoriato con motivi dorati, con un collier e un diadema, che diventano elementi essenziali di trucco e parrucco.
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NEL XIX SECOLO
A partire dal 1840, l'abito da sposa assume una nuova importanza. Alla maniera delle celebrità attuali, quello della regina Vittoria divenne un gran classico, tanto che ancora oggi si parla di “abito d'ispirazione vittoriana”. Il matrimonio della regina Vittoria, celebrato con grande pompa, influenza ancora oggi i matrimoni. Il suo abito è lungo, in forma “principessa” (stretto alla vita, molto svasato in basso), dotato di lungo strascico, nude le spalle, ricchi decori in ricami, pizzi e gioielli.
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NEL XIX SECOLO
Sissi nel suo abito di fidanzamento, d'ispirazione vittoriana: l'abito è bianco con le spalle nude, nella forma detta “principessa”, accompagnata da ricami. La capigliatura è ornata di stelle in diamanti.
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FINE XIX SECOLO
La contessa di Parigi, Marie-Isabelle d'Orléans, nel 1864. Gli abiti divengono più sobrii. La crinolina scompare. Le future spose portano il velo, una corona di fiori naturali fra i capelli, del pizzo. Il colore bianco diventa definitivamente istituzionale. Questa comparsa del bianco è legata alle premesse della secolarizzazione e della più grande distinzione tra matrimonio civile e religioso. L'abito da sposa bianco diventa il simbolo della verginità e della purezza.
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GLI ANNI ’20
MAtrimonio di James de Rotschild con Claude Dupont. L'abito da sposa degli anni folli è bianco, con gli orli raccorciati, pizzi e ricami. Ma è la forma che cambia radicalmente, diventando androgina. Ampia, svasata, fluida, non segue più la vita ma le anche. I motivi sono sovente grafici, ispirati all'Art Déco. Con degli accessori-gioielli per i capelli: cerchietti, diademi, penne e pettini, molto caratteristici dell'epoca.
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DURANTE LA SECONDA GUERRA MONDIALE
L'abito da sposa è minimalista, tenuto conto della penuria di tessuto. Le donne comprano spesso un tailleur così da poterlo riutilizzare nel quotidiano. Plebiscito per l'abito corto.
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NEGLI ANNI ’50
Il matrimonio di Grace Kelly col principe Ranieri di Monaco diventa mitico. Dire che è «il più bell'abito da sposa di tutti i tempi» non ha nulla di esagerato. Ci sono volute 36 sarte per parecchie settimane, per venire a capo di quest'opera d'arte della moda. L'eleganza dell'abito in tulle di seta, in forma di tulipano, ornato di merletti, non è mai stata eguagliata dal 1956 ai nostri giorni. Tutti i dettagli: capelli lisci, coroncina e orecchini brillanti fanno ormai parte dei canoni della moda nuziale.
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NEGLI ANNI ’50
L'abito nuziale di Audrey Hepburn, divenuto leggendario, prova che gli abiti corti non rappresentano sempre l'avanguardia e il rifiuto della tradizione. Firmato dalla casa di moda francese Balmain, esso è realizzato in organza bianca. Ricorda l'abito da sposa che portava nel film “Funny face”.
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DOPO GLI ANNI ’80
Dopo gli anni ’60 e ’70, segnati dalla moda hippie, l'abito da sposa ritrova il suo splendore e l'eleganza a partire dagli anni ’80. Trent'anni più tardi, la principessa di Galles abbaglia i futuri sudditi con un abito da sposa tutto ricamato e con le maniche lunghe. Con una sottile eleganza, la Duchessa consacra lo stile classico raccogliendo il meglio della tradizione.