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La mattina del 16 aprile, in mezzo alle macerie della cattedrale – devastata la sera prima da un incendio durato più di nove ore – la Croce stava in piedi, come miracolata. Simbolo della speranza e della fede, della vita che trionfa sulla morte. Situata dietro l'altare, anche la Pietà, statua monumentale dello scultore Nicolas Coustou commissionata da Luigi XIV come ex voto del padre Luigi XIII, è intatta.
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Guardando quest'immagine non ci si può trattenere dal pensare alla magnifica preghiera alla Vergine Maria pronunciata il 30 maggio 1980 da Giovanni Paolo II a Notre-Dame.

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Devastata dalle fiamme, una gran parte del tetto attuale di Notre-Dame de Paris risaliva al XIII secolo. Era uno dei più antichi della capitale, insieme con quella di Saint-Pierre de Montmartre (1147). Le sue capriate in legno (chiamate vezzeggiativamente “la foresta” in ragione della quantità di tronchi che sono stati necessari per realizzarla) destava la meraviglia di tutti.
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Collassando, la guglia (che culminava a più di 90 metri di altezza) ha trascinato con sé tre reliquie inserite nel gallo che la sovrastava. Si trattava di un frammento della Santa Corona, di una reliquia di San Dionigi e di una di Santa Genoveffa.

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Le sedici statue di rame che ornavano la guglia di Notre-Dame de Paris, rappresentanti i dodici apostoli e i quattro evangelisti, sono fortunatamente sfuggite alle fiamme. Erano state ritirate il precedente giovedì per lavori di restauro.
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Notre-Dame de Paris custodisce tre organi, di cui uno notevole, costruito a partire dal XV secolo, constante di quasi 8mila canne. Queste ultime, fabbricate in una lega di stagno e piombo, mal sopportano il calore ma a quanto pare hanno resistito all'incendio. Niente è bruciato, niente è fuso. Pare però che sia stato danneggiato dall'acqua usata per domare l'incendio.

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Gli annunci di donazioni per aiutare il restauro di Notre-Dame de Paris non cessano di arrivare da ogni dove. Stando ai nostri calcoli, più di 735 milioni di euro sono stati promessi da parte di mecenati francesi e stranieri.

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Appena pochi minuti dopo la fuga delle fiamme, numerose persone hanno cominciato a raccogliersi in Place Saint-Michel, in pieno cuore del Quartier Latin, a poche centinaia di metri dalla cattedrale Notre-Dame. Una veglia di preghiera che si è prolungata fino a notte fonda: l'arcivescovo di Parigi, mons. Aupetit, vi si è unito poco dopo mezzanotte.

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Più di 400 pompieri si sono mobilitati per tutta la sera e nella notte fra lunedì e martedì 16 aprile per salvare Notre-Dame de Paris. Grazie al loro lavoro e alla loro perseveranza, la struttura della cattedrale ha potuto essere «salvata e preservata nella sua globalità».

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Le statue degli apostoli e degli evangelisti si sono salvate perché erano state prelevate (per lavori di restauro) quattro giorni prima dell'incendio. Dopo l'incendio del 15 aprile scorso, la diocesi di Parigi propone a quanti lo desiderano di affidare un'intenzione di preghiera o di condividere un ricordo vissuto a Notre-Dame de Paris su una pagina apposita.
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