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La cappella di San Damiano. Prima cappella ricostruita da san Francesco, nel 1205. All'inizio della conversione, quando questo posto era solo una rovina e lui pregava davanti al crocifisso, Francesco intese Cristo chiedergli di «ricostruire la sua casa in rovina». Questo evento segnò per sempre la sua vita. È lì che compose il Cantico delle Creature, che celebra la vita e la creazione. È lì che mise Chiara di Assisi con un gruppo di giovani ragazze che davano la luce al primo convento dell'Ordine delle Dame Povere, o clarisse. Chiara vi morì nel 1254.
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La basilica di Santa Maria degli Angeli. Edificata nella Valle di Spoleto tra il 1569 e il 1679 per ordine di Pio V in omaggio al santo, la basilica ingloba la Porziuncola e il Transito, che sono la cappella restaurata da san Francesco e il dispensario dove, nel 1226, egli morì.
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La cappella della Porziuncola. Oggi incastonata nella basilica di Santa Maria degli Angeli. È qui che san Francesco concretò la chiamata a vivere l'Evangelo alla lettera e, nel 1209, fondò l'ordine dei Francescani. Questo luogo gli fu così caro che nel 1226 volle morire lì. Da 800 anni, il 2 agosto vi si celebra il “grande perdono di Assisi”, una delle più belle tradizioni francescane.
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La Cappella del Transito, dietro la Porziuncola. Ecco il dispensario in cui, il 3 ottobre 1226, san Francesco morì. Vi si trova una statua in terracotta di san Francesco che tiene in mano il Vangelo e una croce, statua realizzata nel 1490. Sulle pareti, gli affreschi risalgono al 1520, e riproducono scene di vita dei primi frati minori.
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L'eremitaggio della Verna. Situato a circa 1.200 metri di altitudine, è in questo luogo solitario e boschivo che Francesco ricevette le stigmate della Passione nel 1224. Verso la festa della Croce Gloriosa, il 14 settembre, mentre era in preghiera, vide discendere dal cielo un serafino con le sei ali risplendenti. L'angelo gli si avvicinò e Francesco vide tra le ali un uomo crocifisso su una croce. La visione scomparve dopo aver marchiato la sua carne con i chiodi dell'uomo crocifisso.
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Eremitaggio delle Carceri. Vicinissimo ad Assisi. È lì che Francesco era solito ritirarsi coi suoi frati per meditare nel raccoglimento e nella solitudine. Dato a Francesco dai benedettini, non vi si trovava allora che una cappellina, qualche grotta scavata nelle rocce e dei ripari provvisori ad uso di chi vi si ritirava. Si può vedere il campo dove Francesco predicò agli uccelli.
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Santuario di Poggio Bustone. È qui che ebbe luogo una tappa fondante della sua vita. Lì il santo ricevette l'assicurazione del perdono completo delle sue colpe e l'assicurazione che il suo ordine avrebbe attratto numerose vocazioni in tutto il mondo. È pure là che Francesco inviò in missione i suoi primi frati, per apportare un messaggio di pace al mondo.
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Santuario de La Foresta. Fondato da san Francesco, è in questo santuario che il Poverello, secondo la tradizione, moltiplicò i raccolti di un prete e fece il miracolo del vino. Lo si chiama “la Cana francescana”. Lì Francesco compose anche una parte del suo Cantico delle Creature.
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Santuario di Greccio (Rieti). Questo eremitaggio è stato fondato da san Francesco in memoria del primo presepe, nel 1223. In effetti è qui, in una grotta, che il santo ricostruì la nascita di Gesù. Dopo questa celebrazione, l'uso natalizio del presepe si diffuse nella famiglia francescana e nelle case. È la “Betlemme francescana”.
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Santuario di Fonte Colombo, vicino a Rieti. È in questo eremitaggio, fondato dalle sue cure, che dopo quaranta giorni di digiuno egli scrisse, sotto dettatura di Cristo, la Regola dell'Ordine dei Frati Minori, tuttora in uso in tutto il mondo nelle comunità francescane. Vi si rifugiava anche per tentare di curare gli occhi che gli si indebolivano così tanto che finì per perderne l'uso. Vi si trova la Cappella della Maddalena (XII secolo), dove apparve il T, emblema della croce disegnato dal Poverello. Vi si trovano anche la grotta e il tronco d'albero dove Gesù apparve al santo.
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La basilica di san Francesco, ad Assisi, dove si sovrappongono due spazi per le sinassi – uno chiamato “basilica inferiore” e l'altro “basilica superiore” – conserva il corpo di San Francesco dal 1230, ma lo stesso è esposto al pubblico solo dal 1818. La seconda chiesa, eretta al di sopra della prima, è decorata con gli affreschi di Giotto che celebrano la vita di san Francesco, secondo i desideri dei francescani che volevano presentare agli occhi del pubblico un ciclo visivo che ripercorresse la vita del santo fondatore.