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SAN SEBASTIANO: È certamente uno dei più celebri martiri romani. Ufficiale nell'esercito di Diocleziano nel III secolo, tentò di nascondere la propria fede cristiana. Sfortunatamente, fu scoperto. Avendo rifiutato di abiurare, fu condannato dall'Imperatore. Legato nudo a un albero, servì da bersaglio ai propri soldati, che lo trafissero di frecce dappertutto.
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SAN QUENTINO: Nato a Roma, san Quentino era cristiano, partì con i suoi compagni (tra cui san Luciano di Bellavista) per evangelizzare la Piccardia. Il successo della sua evangelizzazione provocò la collera del prefetto Rictiovarius, che lo arrestò a Soissons. Gli fece subire diversi interrogatori e numerosi supplizi. Gli atti del suo martirio raccontano in particolare gli infilarono uno spiedo dalle spalle fino alle cosce.
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SANTA PERPETUA: Perpetua e la sua schiava Felicita sono le prime martiri cristiane dell'Africa romana. Cristiana, Perpetua rifiutò di rinnegare la propria fede. Condannata alle bestie con la sua schiava, le due donne furono messe in un anfiteatro. Una vacca dalle grandi corna si accanì su di loro senza giungere a ucciderle. Dovettero essere sgozzate.
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SAN LORENZO: Oriundo spagnolo, san Lorenzo fu nominato diacono di Papa Sisto II ed era tesoriere della Chiesa. Proprio come il Papa, fu martirizzato sotto le persecuzioni di Valeriano, nel III secolo. In effetti, in quanto tesoriere, i suoi persecutori gli domandarono di consegnare loro le ricchezze della Chiesa. Allora lui presentò loro degli orfani. Furioso, il prefetto lo fece straziare a colpi di frusta e lo fece arrostire su una graticola.
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SAN PIETRO: Discepolo di Cristo, partì per predicare a Roma con San Paolo. Pietro fu arrestato dall'imperatore Nerone. Condotto davanti al prefetto Agrippa, quest'ultimo lo condannò alla crocifissione per via del suo status di straniero. Per umiltà e non volendo subire il medesimo martirio di Cristo, chiese di poter essere crocifisso a testa in giù.
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SANT'AGATA: Originaria di Catania, Agata desiderava consacrare la vita a Cristo e restare vergine. Il prefetto romano di Sicilia, attratto da lei, cercò ciononostante di sedurla. Poiché questa resisteva alle sue profferte, finì per essere torturata: legata a una colonna a testa in giù, le strapparono i seni con una tenaglia. La notte seguente san Pietro le apparve in prigione e la guarì. Dovettero finirla trascinandola su carboni ardenti finché morte non fosse sopraggiunta.
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SANTA CATERINA D'ALESSANDRIA: Per aver rifiutato di sposare l'imperatore Massenzio e per averlo criticato in seguito alle persecuzioni contro i cristiani, la giovane principessa convertita al cristianesimo fu condannata al supplizio della ruota. Massenzio fabbricò quattro ruote fornite di punte di ferro destinate a smembrare e dilaniare le sue carni.
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SANTA BLANDINA: Giovane schiava, santa Blandina fu martirizzata con altri compagni cristiani a Lione, verso il 180 d.C. Blandina, condotta al patibolo, non rinnegò mai la fede. Sospesa per le braccia e offerta alle bestie, i leoni rifiutarono di divorarla. Quindi fu flagellata, piazzata su una griglia rovente e poi abbandonata in una rete a un toro che la strapazzò a morte lanciandola in aria con le corna.
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SANTA BARBARA: Suo padre, pagano, cercando un mezzo per sottrarla alle brame degli uomini, la rinchiuse in una torre con due finestre. Un'altra leggenda racconta che il padre voleva maritarla a forza, mentre lei avrebbe voluto consacrarsi a Cristo. Un giorno un prete, travestito da medico, s'introdusse nella torre e la battezzò. Il padre, furibondo all'apprendere la notizia, volle metterla a morte. La ragazza subì numerosi supplizi: la frustarono, le straziarono le membra con dei pettini di ferro, la bruciarono con delle lame roventi e il padre finì col decapitarla con le sue proprie mani.
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SANTA CRISTINA DI BOLSENA: Nel III secolo, giovane convertita, Cristina si rifiutò di sacrificare ad Apollo, spezzò gli idoli d'argento e d'oro e ne distribuì i frammenti ai poveri. Per questo fu perseguitata da suo padre che la consegnò ai carnefici. Fustigata, fu legata a una ruota che si spezzò. Si tentò di annegarla nel lago di Bolsena, legando al suo collo una macina da mulino, ma Cristo in persona venne a salvarla. La immersero quindi in un bagno d'olio bollente. Dopo altri supplizi, le spaccarono la testa con un'ascia.
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SANT'APOLLONIA: Nel III secolo l'imperatore Decio promulgò un editto per obbligare tutti i cittadini a offrire sacrifici agli dèi per la salvaguardia dell'Impero. I cristiani che rifiutarono di sottomettersi furono perseguitati dai pagani. Tra le vittime Apollonia, che faceva parte di un gruppo di vergini consacrate, fu presa a parte. Le fracassarono la mascella e le spezzarono tutti i denti. Piazzata davanti a un rogo, la minacciarono di gettarvela dentro se avesse rifiutato di maledire Cristo. Al suo rifiuto, fu lei stessa a saltare nel rogo.