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ALTARE – Rappresenta la tavola su cui Gesù e gli Apostoli hanno celebrato la Cena del Giovedì Santo, dovendo quindi mantenere il senso di tavola di refezione per celebrare la Cena del Signore. Simboleggia anche la Croce di Gesù, l'“altare” su cui Egli ha offerto il sacrificio della propria vita per la nostra redenzione.
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TOVAGLIA D'ALTARE – Evoca la dignità e il rispetto dovuto all'altare della Cena del Signore. In genere è bianca e lunga e dev'essere impeccabilmente pulita.
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CROCIFISSO – Collocato al centro dell'altare, ricorda il sacrificio di Gesù per redimerci.
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CANDELE ACCESE – Evocano Cristo come Luce del mondo.
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CANDELIERE – Usato per sostenere ogni candela, resta sull'altare durante la liturgia, oltre ad essere portato anche in processione. Sull'altare ce ne sono in genere due, quattro, sei o, se la Messa viene celebrata dal vescovo, sette.
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CERO PASQUALE – È un tipo specifico di candela che resta accesa nel Tempo Pasquale, a rappresentare Cristo Risorto. Ogni parte ha il suo senso complementare: la fiamma accesa rappresenta il fuoco di Dio che guida il popolo nel deserto; i 5 grani di incenso infissi nel cero simboleggiano le 5 piaghe di Cristo; la croce simboleggia la Passione; i numeri formano l'anno attuale; le lettere alfa e omega, prima e ultima dell'alfabeto greco, rappresentano Dio come Principio e Fine (Ap 21,6).
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Il purificatoio: Tradizionalmente rettangolare e piegato, ornato da una croce ricamata, questo lino è utilizzato dal prete dopo aver bevuto al calice. Lo utilizza per asciugarne il bordo e il fondo. Questo gesto si chiama “purificare”, e da esso il lino prende il nome.
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CALICE – È il più degno di tutti i vasi sacri, destinato a portare il Preziosissimo Sangue di Cristo.
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CORPORALE – È un panno quadrato che si piega tre volte in verticale e tre in orizzontale. Viene spiegato sull'altare e vi vengono posti sopra i vasi sacri con le Sacre Specie dell'Eucaristia.
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PALA - Lino sacro di forma quadrata che serve a proteggere il contenuto del calice durante la Messa.
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VELO DEL CALICE – Lino che si sovrappone al calice con il purificatoio, la palla e la patena. Il suo colore varia in base al periodo liturgico. Su di esso va la borsa del corporale, con il corporale all'interno. Attualmente il velo del calice e la borsa del corporale sono poco usati nel rito ordinario della Messa.
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BORSA DEL CORPORALE – È una specie di tasca formata da due parti rigide unite dal tessuto che le avvolge. Serve per portare il corporale, e viene collocata sul velo del calice. Il colore varia in base al periodo liturgico. Attualmente il velo del calice e la borsa del corporale sono poco usati nel rito ordinario della Messa.
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OSTIE – Chiamate anche particole, sono fatte di farina senza lievito, e una volta consacrate si transustanziano nel Corpo di Cristo. L'ostia grande viene consumata dal sacerdote celebrante, quelle piccole dai fedeli.
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CIBORIO – È anche detto pisside ed è un vaso sacro simile al calice, ma con coperchio e più largo. Porta il Santissimo Corpo di Cristo per la Comunione dei fedeli. Quando è coperto, porta su di sé il velo del ciborio – a meno che contenga solo ostie non ancora consacrate.
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VELO DEL CIBORIO – Oggetto liturgico sempre di colore bianco usato per coprire il ciborio quando contiene il Corpo di Cristo, ovvero le ostie già consacrate.
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TECA EUCARISTICA – Il termine "theke", in greco, significa "deposito" o "scatola". La teca fa parte dell'insieme dei vasi sacri. Ha proporzioni minori e un coperchio, usato per custodire le ostie consacrate nel tabernacolo, e principalmente per portarle come viatico ai malati.
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CAMPANELLO – Piccolo insieme di campane usato in genere per richiamare l'attenzione dei fedeli nel momento più solenne della Messa, la consacrazione dell'Eucaristia. La parola viene usata anche per riferirsi a uno strumento musicale a percussione, formato da una tastiera e da una serie di campane di varie dimensioni.
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PATENA – Oggetto circolare che ricorda un piatto e viene usato per portare l'ostia grande durante la liturgia eucaristica. Oltre a questo oggetto, il termine “patena” viene anche impiegato per riferirsi al vassoio della Comunione usato dall'accolito o dal chierichetto durante la distribuzione della Comunione per evitare che qualche particola dell'Eucaristia cada a terra mentre il fedele si comunica.
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AMPOLLINE – Recipienti per l'acqua e il vino durante la celebrazione eucaristica. In genere vengono portati all'altare durante la processione delle offerte.
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LAVABO – Insieme di brocca e bacile che il chierichetto o l'accolito presenta al sacerdote perché vi si lavi le mani al termine dell'offertorio. Sono accompagnati dal manutergio.
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MANUTERGIO – È un lino usato insieme al lavabo perché il sacerdote si asciughi le mani dopo averle lavate.
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SACRARIO – Specie di nicchia in cui viene custodita l'Eucaristia dopo la celebrazione. È noto anche come tabernacolo.
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LAMPADA DEL SANTISSIMO – È una piccola luce che resta costantemente accesa quando il Santissimo Sacramento è presente nel tabernacolo. Attualmente è molto comune che sia una lampadina elettrica di luce rossastra.
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CONOPEO – Velo per coprire la porta del tabernacolo, con il colore che cambia in base al periodo liturgico.
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OSTENSORIO o CUSTODIA - Vaso sacro usato per esporre il Santissimo Sacramento all'adorazione dei fedeli. Oltre che nelle chiese è usato anche nelle processioni, come quella del Corpus Domini.
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LUNETTA – Piccolo oggetto che sostiene l'Ostia Sacra all'interno dell'ostensorio. Ha la forma di una mezza luna, il che spiega il suo nome.
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TURIBOLO – Vaso di metallo in cui si brucia l'incenso e che in certi riti viene usato per incensare l'altare e il Santissimo Sacramento. Nella parte inferiore si collocano le braci incandescenti e si versano piccole quantità di incenso. La parte intermedia, chiamata opercolo, si apre per collocare le braci e l'incenso. La parte superiore, separata, prende le correnti necessarie. Il turibolo forma un insieme con la navetta.
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NAVETTA - Recipiente che custodisce l'incenso da usare nella liturgia. Piccole quantità di incenso vengono tirate fuori dalla navetta e collocate nel turibolo. Il termine “navetta” deriva dalla sua forma, che ricorda una piccola barca (in latino “navis”).