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Frate Angelico, Armadio degli argenti, 1451-1453, tempera su legno, Firenze, museo di san Marco, dettaglio. «E avvenne che, dopo tre giorni, lo trovarono nel Tempio, seduto in mezzo ai dottori che li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che lo udivano erano stupiti della sua intelligenza e delle sue risposte» (Lc 2, 46-47). Ultima scena del ciclo dell'infanzia di Gesù, il ritrovamento di Gesù nel Tempio è rappresentato da frate Angelico, ancora una volta, in un interno architettonico famigliare al pittore. Secondo Michel Feuillet, la decorazione è quella di una sala capitolare di un convento domenicano del XIV secolo. Tra i dottori che circondano Gesù, a destra si vede un domenicano, che potrebbe essere il pittore stesso. Al centro della scena, Gesù sta in mezzo ai dottori. Il suo uditorio è pieno di ammirazione e lo ascolta con attenzione. A sinistra Maria e Giuseppe, il viso grave, sono appena sopraggiunti. A quel punto Gesù ribatte ai suoi inquieti genitori: «Perché mi cercavate? Non sapevate che devo occuparmi delle cose di mio Padre?» (Lc 2, 49). L'istante raffigurato da frate Angelico marca una rottura. Gesù non è più un “infans”, cioè etimologicamente “uno che non parla”. Parla: è la Parola di Dio», spiega Michel Feuillet.
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