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Pietro: In genere viene rappresentato con le chiavi, che sono le chiavi del Paradiso, ma lo si può anche vedere accanto a una barca, simbolo della Chiesa, della quale era responsabile; un gallo rappresenta il suo rinnegamento di Cristo; la croce invertita è l'espressione del suo martirio; la tripla croce indica la sua dignità papale.
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Matteo: Viene spesso rappresentato con una lancia, una spada o un'alabarda, gli strumenti del suo martirio; l'angelo lo rappresenta come autore di un Vangelo. È anche rappresentato con un borsellino, un baule del tesoro o una bilancia, a rappresentare il suo status passato di pubblicano.
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Giovanni: Il “discepolo che Gesù amava” è spesso rappresentato con un calderone di olio bollente – tortura a cui sopravvisse – o mentre tiene in mano un calice da cui emerge la testa di un serpente, in riferimento a un miracolo avvenuto dopo che gli venne offerto da bere da un recipiente avvelenato.
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Andrea: In genere viene rappresentato su o con la croce – spesso a forma di X – sulla quale venne martirizzato. Spesso si vede con i piedi e i polsi legati alla croce da corde.
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Giacomo il Maggiore: Oltre alla conchiglia diventata un simbolo con il pellegrinaggio a Compostela e l'armatura da cavaliere che deriva dalla leggenda secondo la quale combatté contro i mori in Spagna, l'apostolo viene anche rappresentato con il bastone del pellegrino e il rotolo o il libro della nuova Legge, e a volte con una spada che evoca la sua decapitazione.
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Filippo: Oltre alla croce del suo martirio, l'apostolo viene anche rappresentato con una pietra a testimoniare la sua lapidazione. A volte stringe un rotolo nella mano sinistra.
© Wikimedia. San Filippo, di Giuseppe Mazzuoli, nell'arcibasilica di San Giovanni in Laterano a Roma.
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Bartolomeo, chiamato anche Natanaele: Viene spesso rappresentato mentre tiene in mano la propria pelle – venne scorticato vivo – o con un lungo coltello, lo strumento del suo supplizio.
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Tommaso: Viene spesso rappresentato con un dito nella ferita sul fianco di Cristo, con una squadra da architetto a richiamare il suo lavoro di costruttore in India o con una lancia, lo strumento del suo martirio.
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Giuda Taddeo: Viene rappresentato con un bastone o un'alabarda, a ricordare il suo martirio. Spesso ha una fiamma sul capo o un'immagine di Gesù su un panno o un grande medaglione.
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Simone Zelota: Viene spesso rappresentato con una sega, una nave o un libro – in riferimento ai Vangeli – o una spada a simboleggiare il martirio. Molte volte è accompagnato da fratellastro, Giuda Taddeo.
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Giacomo il Minore: Lo vediamo con la mitra come primo vescovo di Gerusalemme, o a volte con un bastone che evoca il suo martirio.
Giacomo il Minore secondo François Boucher.
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Giuda Iscariota: Viene rappresentato soprattutto impiccato a illustrare il suo suicidio o con un sacco di denaro, o mentre dà un bacio a Gesù in ricordo del suo tradimento.
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L'apostolo Paolo, anche se non faceva parte dei “Dodici”: La sua caduta da cavallo illustra la conversione sulla via di Damasco. Viene anche rappresentato con un libro o un rotolo della nuova Legge, le sue epistole o la spada a ricordare sia la sua decapitazione che il fatto che la Parola di Dio è tagliente.