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San Filippo Neri (1515 – 1595)
Era più o meno sulla stessa barca. Nei momenti di slancio mistico più intenso, era costretto a sbottonare la tonaca, bere acqua fredda, spalancare le finestre anche in pieno inverno e arieggiare il letto. Frequentemente, le sue mani erano bollenti come quelle d’un malato con la febbre alta e il santo soffriva di intense palpitazioni, che potevano essere percepite addirittura dagli amici che, nel salutarlo, l’abbracciavano.
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