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Taide (dal greco: coccarda).
Santa Taide visse nel VI secolo in Egitto, ed era una delle cortigiane più ricche e più ricercate dagli uomini. Fu convertita da un eremita, san Pannunzio, e le si trovò posto in un convento. Dopo tre anni di penitenza, si unì alla comunità femminile che l'eremita dirigeva. Vi morì qualche anno dopo in odore di santità.
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Zita (dal greco: “zeta”, la sesta lettera dell'alfabeto greco).
Santa Zita è nata nei pressi di Lucca, in Toscana, verso il 1218, in una famiglia di poveri contadini. A 12 anni fu collocata come serva nella ricca famiglia dei Fatinelli, a Lucca, e restò al loro servizio fino alla morte, a 60 anni. Molto pia, Zita si alzava presto per andare a messa ogni giorno. È nota per aver fatto prova di grande carità verso i più poveri.
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Teresa (dal greco: “colei che osserva e rispetta”).
Santa Teresa di Gesù Bambino era la quinta figlia di una famiglia cattolica, nella quale quella crebbe «circondata di amore». A 4 anni perse la madre, e suo padre si trasferì allora a Lisieux. Poi le sue sorelle Pauline e Marie, che entrando al Carmelo aveva scelto successivamente come “piccola madre”. A 15 anni, durante “una corsa da gigante” verso il Dio-Amore, si recò a Roma per gettarsi ai piedi del Santo Padre e ottenere di entrare a sua volta al Carmelo malgrado la giovane età. Lì la ragazza corse fedelmente il suo percorso verso la santità. Il Signore le mostrò poco a poco la sua “piccola via” di abbandono e di fiducia audace. Morì nel 1897, a 24 anni, promettendo di far cadere sulla terra «una pioggia di rose» e di passare il suo cielo a fare del bene sulla terra. Nel 1997 fu proclamata patrona delle missioni della Chiesa universale e Dottore della Chiesa.
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Vincenza (dal latino: “che trionfa”).
Santa Vincenza seguì dall'Italia in Belgio suo fratello, san Landoaldo, verso il 650: lì evangelizzò la regione del Limbourg. Morta a Wintershoven, il suo corpo fu trasportato nel 977 al monastero di Saint-Bavon, a Gand, dov'è venerata.
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Giacinta (nome greco di una pietra preziosa).
Giacinta Marto, piccola pastorella di Fatima, in Portogallo, fu una dei tre bambini cui apparve la Vergine, a sei riprese tra il 1917 e il 1918. La sua sola preoccupazione era di convertire i peccatori e di preservare le anime dall'inferno. Recentemente salita agli onori degli altari, è stata canonizzata il 13 maggio 2017 da Papa Francesco. Morì il 20 febbraio 1920 di influenza spagnola, all'età di 9 anni. Con suo fratello Francisco, sono i primi bambini fratello e sorella non martiri a diventare santi insieme.
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Marta (dall'ebraico: “padrona di casa”).
Santa Marta viveva a Betania al tempo di Gesù, era la sorella di Maria e di Lazzaro (proprio quello rianimato da Cristo). Marta offrì ospitalità a Gesù (Lc 10, 38-42), lo servì con bontà, pur criticando la sorella Maria, che non la aiutava nelle faccende. Santa Teresa d'Avila dirà: «Le sorelle si ricordino che dev'esserci tra loro qualcuna che prepari il pasto per il Signore. Che si stimino felici di servirlo come Marta».
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Giuseppina (dall'ebraico: “Dio aiuterà”).
Santa Giuseppina Bakhita, la Piccola Madre Nera, come la chiamavano affettuosamente le persone che la conoscevano, è nata in Sudan nella regione di Darfour nel 1869. Fu cresciuta da trafficanti di schiavi fino ai 9 anni, poi venduta più volte a mercanti africani e subì una crudele schiavitù. Riscattata da un console italiano, che la portò con sé a Venezia, incontrò delle religiose canossiane e comandò, a 24 anni, di diventare religiosa tra le Figlie della Carità. Passò il resto della sua vita a Schio, in provincia di Vicenza, prodigandosi per i bisogni di tutti, e morì nel 1947. È stata dichiarata santa il 1mo ottobre 2000 da Papa Giovanni Paolo II.
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Margherita (dal latino “perla”).
Santa Margherita di Scozia è la nipote del re d'Inghilterra, sposata al re di Scozia Malcom III, al quale diede otto figli. S'interesso da vicino alla gestione del regno e della Chiesa, e tentò di conformare le pratiche religiose scozzesi coi riti della Chiesa. Diede prova di una grande pietà e di generosità tra i poveri, dando così un eccellente esempio di sposa, di madre e di regina. Morì nel 1093 a Edimburgo. È la santa patrona della Scozia.
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Clara (dal latino: “chiara, brillante”).
Santa Clara di Assisi è nata nel 1193 in seno a una ricca e nobile famiglia, che lei lasciò a 18 anni per adottare il modo di vita proposto da San Francesco, che lei aveva incontrato ad Assisi. Rinunciò a sposare l'uomo che i suoi genitori le destinavano e si consacrò a Dio. Fondò un monastero e redasse una regola che propone una povertà radicale, una profonda umiltà e una fiducia totale in Dio. Nel 1252, Papa Innocenzo IV accettò la loro Regola di vita e la bolla di approvazione fu promulgata il 9 agosto 1253.
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Zelia (dal latino: “solenne”).
I santi Louis Martin e Marie Azélie Guérin, genitori di santa Teresa di Lisieux, hanno vissuto il servizio cristiano nella famiglia, costruendo giorno dopo giorno un'atmosfera piena di fede e di amore. È grazie a questo clima che sono germogliate le vocazioni delle loro cinque figlie, tra le quali santa Teresa di Gesù Bambino. Teresa fu profondamente segnata dalla loro fede intensa e dal fervore religioso della sua famiglia. Scrisse: «Il buon Dio mi ha dato un padre e una madre più degni del cielo che della terra». Furono canonizzati il 18 ottobre 2015 da Papa Francesco.
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Eulalia (dal greco: “che parla bene”).
Sant'Eulalia di Merida veniva da una ricca famiglia della città spagnola, e rifiutò, a 13 anni, di rinnegare la sua fede cristiana durante le persecuzioni ordinate da Diocleziano. Subì il martirio con un coraggio estremo e morì nel 304. Al momento in cui Eulalia spirò, si vide una colomba bianca uscire dalla bocca di lei e alzarsi verso il cielo. La sua età ne fece una delle martiri più venerate della tradizione spagnola.
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Eugenia (dal greco: “nata bene”).
Sant'Eugenia di Roma era la figlia di un governatore. Un giorno, mentre passeggiava, sentì una predicazione e dei canti che la rapirono. Decise di raggiungere quelli che cantavano, che erano dei monaci, e di vivere come loro. Si fece passare per un uomo e acquisì grande fama, nel monastero, in particolare per il suo potere di guarire i malati. Ma l'imperatore Valeriano riprese le persecuzioni contro i cristiani ed Eugenia fu condannata a morte e decapitata verso il 257.
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Elena (dal greco: “splendore del sole”).
Sant'Elena, madre dell'imperatore Costantino, era cameriera d'albergo quando incontrò un officiale dell'imperatore Aureliano, Costanzo Cloro, che le diede un figlio, Costantino, e che la ripudiò vent'anni più tardi, quando divenne Cesare. Una volta imperatore, Costantino fece venire sua madre Elena a Roma, le costruì un palazzo magnifico e fece battere la sua effigie su delle monete. Ella si convertì al cristianesimo e intraprese un pellegrinaggio a Gerusalemme nel 326. Fu all'origine della prima restaurazione dei luoghi santi, e diede impulso alla costruzione di tre basiliche. Scoprì le reliquie della Passione di Cristo e incentivò moltissimo i pellegrinaggi in Terra Santa.
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Cecilia (dal latino: “cieca” o “invisibile”).
Santa Cecilia di Roma è nata verso il 200 in una ricca famiglia romana. Cristiana, fece numerosi doni ai primi papi. Secondo la Legenda Aurea di Jacopo da Varagine, fu fidanzata ad un giovane pagano di nome Valeriano, che convertì al cristianesimo. Evangelizzarono insieme un gran numero di romani. Denunciati per la loro fede, e avendo rifiutato di onorare le divinità romane, furono decapitati entrambi.
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Agata (dal greco: “buona”).
Sant'Agata di Catania è nata nel III secolo in Sicilia, in una famiglia nobile, ed era di grande bellezza. Quintiano, proconsole di Sicilia, desiderava sposarla per godere della sua bellezza e della sua fortuna. Ma Agata, che aveva votato la propria vita a Dio, rifiutò le sue profferte, e fu torturata. La sua fedeltà a Cristo le conferisce posto nel Canone Romano insieme con santa Lucia, sant'Agnese e santa Cecilia.