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1/12
All'amato

Quando il tuo sguardo (ansioso pellegrino)
varcò la soglia della mia anima
ed il mio, per l'opposto cammino
venne in te al suo riposo,

ogni mortale opacità disparve
dai nostri sensi fatti puri e divini,
e dispersa in un soffio la nebbia di solitudine
ci riconoscemmo come nell'eterno.

Sì, noi sapemmo allora - troppo intensa per l'esilio -
quale grazia unisce i cieli beati.
Ed io in te contemplai il mio splendore,
mentre da me il tuo splendore irradiava,

e come tersi cristalli posti a fronte
ci specchiammo e rispondemmo, anima ad anima,
né parola fu tra noi, ma solo un'alta
conversazione di silenzio e di luce.

Quel che il tempo non donò, il tempo invano reclama.
Esso che gioventù, fama e bellezza disperde,
dei suoi terrori altri adombri, non già noi che portiamo
un segno che la sua notte profonda non sommerge,

luce della memoria, presto ancora in visione
rivelata, allorché nuovamente accompagni
il tuo passo sicuro al mio, sopra la sponda
che già in sogno toccammo, o mio celeste compagno.

Margherita Guidacci
2/12
Genesi

Vorrei un figlio da te che sia una spada
lucente, come un grido di alta grazia,
che sia pietra, che sia novello Adamo,
lievito del mio sangue e che risolva
più quietamente questa nostra sete.

Ah, se t'amo, lo grido ad ogni vento
gemmando fiori da ogni stanco ramo
e fiorita son tutta e d'ogni velo
vo' scerpando il mio lutto
perché genesi sei della mia carne.

Ma il mio cuore, trafitto dall'amore
ha desiderio di mondarsi vivo.

E perciò dammi un figlio delicato,
un bellissimo, vergine viticcio
da allacciare al mio tronco, e tu, possente
olmo, tu padre ricco d'ogni forza pura
mieterai liete ombre alle mie luci.

Alda Merini
3/12
O frenetiche notti!

O frenetiche notti!
Se fossi accanto a te,
Queste notti frenetiche sarebbero
La nostra estasi!

Futili i venti
A un cuore in porto:
Ha riposto la bussola,
Ha riposto la carta.

Vogare nell'Eden!
Ah, il mare!
Se potessi ancorarmi
Stanotte in te!

Emily Dickinson
4/12
Una felicità così grande

Poiché ti amo, possiedo la terra.
Mie le radici degli alberi, miei sono i frutti.
Le stagioni mi cingono del loro diadema.
Davanti si libera il vento, per me il mare incurva
le sue onde scintillanti. Per me gli sciami
delle stelle, api d'oro, distillano il miele
d'una felicità così grande che non so come accoglierla.
Le mie esili mani premono contro il cielo -
che già più non la contiene.

Margherita Guidacci
5/12
Come due mietitori

Ci siamo seduti accanto
come due vecchi contadini, due mietitori
che han sopportato il peso della giornata
in due parti diverse del campo
ed ora insieme, un attimo, riprendono fiato
prima di avviarsi ciascuno alla propria dimora.

Così ti avevo predetto e così è avvenuto,
solo che il paragone dev'essere più vasto:
perché tu, per me, non sei solamente il compagno a cui narro

della mia fatica e del grano mescolato alle spine,
ma sei lo spazio stesso della mia pace,
sei la dolcezza dell'ora a cui stanca mi abbandono,
sei la brezza che reca frescura alle erbe e alle acque,
sei la luce dorata del mio tramonto.

Margherita Guidacci
6/12
Ciao! Né freccia né pietra:

io! – La più viva delle donne:

vita. Tutte le mie carezze –

al sonno incompiuto.

Vieni qui! (vale a dire:

Tienimi! – è questione di senso)

Afferrami tutta così felice

e semplice come mi vedi!

Stringimi! – che oggi lontano navighiamo,

stringimi! – che sciamo! – con un filo di seta!

Oggi porto una pelle nuova:

quella dorata, la settima!

– Mio! – altro che ricompense

in cielo, se tra le braccia, sulla bocca

c’è la Vita: la felicità sfacciata

di dirti ciao ogni mattina!

Marina Cvetaeva
7/12
Eccoti. Finalmente. Ero tutta una smania di te.
Rechi rifiato all'anima, bruciante
di brama.

Saffo
8/12
Se avess'io

Se avess'io levità di una fanciulla
invece di codesto, torturato,
pesantissimo cuore e conoscessi
la purezza dell'acque come fossi
entro raccolta in miti-sacrifici,
spoglierei questa insipida memoria
per immergermi in te, fatto mio uomo.

Io ti debbo i racconti più fruttuosi
della mia terra che non dà mai spiga
e ti debbo parole come l'ape
deve miele al suo fiore. Perché t'amo
caro, da sempre, prima dell'inferno
prima del paradiso, prima ancora
che io fossi buttata nell'argilla
del mio pavido corpo. Amore mio
quanto pesante è adducerti il mio carro
che io guido nel giorno dell'arsura
alle tue mille bocche di ristoro!

Alda Merini
9/12
Sapevo che tu mi sognavi
per questo non potevo addormentarmi.

Il canale cangiò dal torbido all'azzurro illuminandomi la via.

Tu vedevi il giardino della Zarina,
l'ingegnoso palazzo bianco
e il nero arabesco dei cancelli
dinanzi ai sonori scalini
di pietra.

Andavi senza sapere
la via
e pensavi:
"Più presto, più presto.
Oh, potessi almeno
trovarla,
non svegliarmi prima
d'incontrarla!"

Ma il guardiano delle
rosse porte
ti ha gridato:
"Ehi! Dove vai?"
Il ghiaccio si fendeva scricchiolando
e l'acqua si faceva scura
sotto i piedi.

"È un lago - pensasti -
sul lago esiste certo un'isoletta..."

E d'improvviso un'azzurra fiammata
uscirà dalla nera tenebra.

Ti sei svegliato all'acuta luce
del primo mattino
e ti sei angustiato,
poi ad alta voce mi hai chiamata per nome
per la prima volta.

Anna Achmatova
10/12
Come potrei

Come potrei sbagliare strada, se tutte le direzioni ormai sono una sola?

Già alla partenza il cammino è compiuto: in un atto, in un attimo,

Io ti ho raggiunto; vi è un «oltre», ma solamente
perché a te mi riporti, e l'inizio sia ancora una meta.
Tu mi sei slancio e quiete. Nido e ala.

Margherita Guidacci
11/12
Poiché tu sei eterno...

Poiché tu sei eterno ed io sono
eterna, come ci volle Dio,
anche se un giorno agli altri diverremo invisibili,
sarà eterna la nostra gioia,
la incontreranno ad ogni nuova generazione
quelli che vanno teneramente vagando
a due a due nei giardini di primavera
o sostano abbracciati sulla riva del mare,
e amandosi ci ameranno senza saperlo,
dentro la bianca pioggia dei petali d'aprile
o nei barbagli d'una scia lontana,
orma dei nostri passi silenziosi.

Margherita Guidacci
12/12
Porta d'amore

Il mio amore che nasce
in te, non finisce
in te. Sei la porta d'amore
attraverso cui passo
incontro all'universo, tendendo a tutto le braccia.

Sei la mia libertà, che oltre la diga spezzata
riversa le acque trionfanti -
ed apre tutte le gabbie, le vuota in un attimo,
empiendo il cielo di migliaia di uccelli
che non si lasceranno mai più imprigionare.

Margherita Guidacci
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