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venerdì 9 novembre
San Giovanni in Laterano

Memoria della dedicazione della Basilica papale di San Giovanni in Laterano

BASILICA
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La Basilica Lateranense, meglio nota come S. Giovanni in Laterano, è la cattedrale della diocesi di Roma e la sede ecclesiastica ufficiale del Papa, nella quale esercita la funzione di vescovo di Roma. È inoltre la basilica più antica d’Occidente.

Il suo nome completo è : « Archibasilica Sanctissimi Salvatoris et Sancti Iohannes Baptista et Evangelista in Laterano omnium urbis et orbis ecclesiarum mater et caput » (Arcibasilica del Santissimo Salvatore e dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista in Laterano madre e capo di tutte le chiese della città e del mondo). Il titolo di arcibasilica le deriva dal fatto di essere la più antica e quella di rango più alto tra le quattro basiliche maggiori; le altre tre, tutte caratterizzate da una Porta Santa ed un Altare Papale, sono :

 

– San Pietro in Vaticano

– San Paolo fuori le mura (o Basilica Ostiense, in quanto in Via Ostiense)

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– Santa Maria Maggiore (o Basilica Liberiana, dal nome del suo fondatore Papa Liberio)

 

La dedica ai due SS. Giovanni, voluta da papa Gregorio Magno, è solo secondaria: Santissimo Salvatore e Santi Giovanni Battista ed Evangelista in Laterano. Il nome di Laterana o in Laterano le viene dal fatto di sorgere sulle antiche terre dei Laterani, nobile famiglia romana caduta in disgrazia sotto Nerone, le cui proprietà erano quindi passate nel demanio imperiale.
La prima e più antica dedicazione della basilica lateranense risale all’anno 314, da parte di S. Milziade (311-314), che la consacrò dedicandola al Redentore. La dedicazione ufficiale della Basilica e del Palazzo del Laterano fu compiuta da S. Silvestro I (314-335) nel 324, che dichiarò entrambi Domus Dei.

 

In conseguenza del primato della Basilica nel mondo, sulla facciata sono incise le parole « Sacrosancta Lateranensis ecclesia omnium urbis et orbis ecclesiarum mater et caput »(Santissima Chiesa Lateranense, madre e capo di tutte le chiese nell’Urbe e nel Mondo).
La Basilica ed il Palazzo del Laterano sono stati dedicati altre due volte:

– Pp Sergio III ( 904-911) li dedicò a S. Giovanni Battista nel X secolo, consacrando il battistero;

– nel XII secolo Pp Lucio II (Gherardo Caccianemici dall’Orso, 1144-1145) dedicò il Palazzo del Laterano e la Basilica anche a S. Giovanni Evangelista.

La Chiesa divenne così la più importante in onore dei due santi, che non sono spesso venerati congiuntamente. In seguito nel Palazzo del Laterano fu insediato un monastero di Benedettini.

Accanto alla Basilica è situato il Palazzo del Laterano, il cosiddetto Patriarchìo, cioè la residenza di un Patriarca, in questo caso il Patriarca di Roma.

Fino al 1309 il Palazzo del Laterano era la residenza ufficiale dei Papi. Resti del vecchio Palazzo sono ancora visibili nella cappella detta Sancta Sanctorum che si trova in cima alla Scala Santa. Fino al XIX secolo tutti i Papi furono incoronati in Laterano.

Pp Bonifacio VIII (Benedetto Caetani, 1294-1303) indisse qui il primo Giubileo del 1300, e diede inizio alle celebrazioni dal loggiato, come ricordato da un frammento d’affresco di Giotto, conservato all’interno della Basilica.

 

La Basilica Laterana sorgeva originariamente al centro dei palazzi lateranensi, ed era l’unica delle tre grandi basiliche risalenti a Costantino che si trovava all’interno delle mura della città. Le basiliche di S. Pietro e di S. Paolo fuori le mura si trovavano sulle tombe degli Apostoli, fuori dalle mura aureliane.

In quanto cattedrale del Vescovo di Roma e Patriarca della Chiesa Latina, contiene il trono papale (Cathedra Romana) ed è perciò di rango superiore a tutte le altre chiese nella Chiesa Cattolica, perfino alla Basilica di S. Pietro in Vaticano. Perciò vi si fece battezzare, nel 774 Carlo Magno.

 

Ripetutamente distrutta e riedificata lungo il medioevo : da Alarico e dai Vandali nel V secolo, da un terremoto nell’896, da due incendi nel 1307 e nel 1361; la decadenza del Laterano cominciò con la cattività avignonese. Ci furono invii di somme di denaro da Avignone per il suo mantenimento, ma la chiesa non tornò più al suo splendore originario. Al ritorno da Avignone, i papi scelsero di spostare la loro residenza al Vaticano e il Laterano perse parte della sua importanza.

Alla fine del XVI secolo Pp Sisto V (Felice Peretti, 1585-1590) fece demolire sia il palazzo che la basilica e li fece costruire “ex novo“. Tra i molti progetti di ricostruzione della basilica, Sisto V scelse quello del suo architetto preferito, Domenico Fontana.

Un’ulteriore risistemazione dell’interno ebbe luogo in seguito sotto la direzione di Francesco Borromini, incaricato da Pp Innocenzo X (Giovanni Battista Pamphili, 1644-1655).

La visione di Pp Clemente XII (Lorenzo Corsini, 1730-1740) per la ricostruzione fu ambiziosa. Indisse una gara per progettare una nuova facciata. Il vincitore fu Alessandro Galilei; la facciata, come appare oggi, fu completata nel 1735.

 

Nel calendario liturgico della Chiesa Cattolica, la festa della Dedicazione della Basilica di San Giovanni in Laterano è il 9 novembre.

Come sede vescovile di Roma, S. Giovanni ospita grandi liturgie, ed era anticamente meta delle principali processioni della Roma papalina. Proprio in funzione di tutto ciò Pp Gregorio XIII (Ugo Boncompagni, 1572-1585) aprì, alla fine del 500, la via Merulana, poi prolungata da Pp Sisto V per offrire un adeguato scenario a processioni e cortei pontifici tra Santa Maria Maggiore, San Giovanni in Laterano, la Scala Santa e Santa Croce in Gerusalemme. Di queste grandi e frequenti processioni sussiste ancora solo quella del Corpus Domini, ripristinata da San Giovanni Paolo II (Karol Józef Wojtyła, 1978-2005).

 

Alla presentazione del nuovo pontefice, eseguita attraverso il tradizionale annuncio dell’Habemus Papam, segue, solitamente dopo pochi giorni la solenne cerimonia di incoronazione papale nella basilica di S. Pietro in Vaticano, che avvia il complesso delle cerimonie di insediamento, che comprendono, nei giorni successivi, le visite alle basiliche patriarcali di S. Paolo fuori le mura e Santa Maria Maggiore e che si concludono con la solenne cerimonia di presa di possesso dell’Arcibasilica lateranense, con una solenne processione lungo le vie di Roma.

 

Nel 1929 i Patti Lateranensi assicurarono la sovranità alla Città del Vaticano e, tra le altre cose, lo statusextraterritoriale al Laterano e a Castel Gandolfo, come possedimenti della Santa Sede.

 

Fonte principale: wikipedia.org («RIV.»).

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℣. O Dio, vieni a salvarmi.

℟. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

Inno

Cristo, pietra angolare,
fondamento immutabile,
stabilito dal Padre
per unire le genti!

In te salda si edifica
la Chiesa una e santa
città del Dio vivente,
tempio della sua lode.

Vieni, dolce Signore,
vieni nella tua casa;
accogli con clemenza
i voti dei fedeli.

In questa tua dimora
la grazia dello Spirito
discenda sulla Chiesa,
pellegrina nel mondo.

Sia onore al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo,
al Dio trino ed unico
nei secoli sia gloria. Amen.

1a antifona

Una casa di preghiera
sarà la mia casa.

SALMO 62,2-9
L'anima assetata del Signore

La Chiesa ha sete del suo Salvatore, bramando di dissetarsi alla fonte dell'acqua viva che zampilla per la vita eterna (cfr. Cassiodoro).

O Dio, tu sei il mio Dio, all'aurora ti cerco, *
di te ha sete l'anima mia,
a te anela la mia carne, *
come terra deserta, arida, senz'acqua.

Così nel santuario ti ho cercato, *
per contemplare la tua potenza e la tua gloria.
Poiché la tua grazia vale più della vita, *
le mie labbra diranno la tua lode.

Così ti benedirò finché io viva, *
nel tuo nome alzerò le mie mani.
Mi sazierò come a lauto convito, *
e con voci di gioia ti loderà la mia bocca.

Nel mio giaciglio di te mi ricordo, *
e penso a te nelle veglie notturne,
tu sei stato il mio aiuto; *
esulto di gioia all'ombra delle tue ali.

A te si stringe *
l'anima mia.
La forza della tua destra *
mi sostiene.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

1a antifona

Una casa di preghiera
sarà la mia casa.

2a antifona

Benedetto sei tu, Signore,
nel tempio santo della tua gloria.

CANTICO Dn 3,57-88.56
Ogni creatura lodi il Signore

Lodate il nostro Dio, voi tutti, suoi servi (Ap 19, 5).

Benedite, opere tutte del Signore, il Signore, *
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
Benedite, angeli del Signore, il Signore, *
benedite, cieli, il Signore.

Benedite, acque tutte, che siete sopra i cieli, il Signore, *
benedite, potenze tutte del Signore, il Signore.
Benedite, sole e luna, il Signore, *
benedite, stelle del cielo, il Signore.

Benedite, piogge e rugiade, il Signore. *
benedite, o venti tutti, il Signore.
Benedite, fuoco e calore, il Signore, *
benedite, freddo e caldo, il Signore.

Benedite, rugiada e brina, il Signore, *
benedite, gelo e freddo, il Signore.
Benedite, ghiacci e nevi, il Signore, *
benedite, notti e giorni, il Signore.

Benedite, luce e tenebre, il Signore, *
benedite, folgori e nubi, il Signore.
Benedica la terra il Signore, *
lo lodi e lo esalti nei secoli.

Benedite, monti e colline, il Signore, *
benedite, creature tutte che germinate sulla terra, il Signore.
Benedite, sorgenti, il Signore, *
benedite, mari e fiumi, il Signore.

Benedite, mostri marini
e quanto si muove nell'acqua, il Signore, *
benedite, uccelli tutti dell'aria, il Signore.
Benedite, animali tutti, selvaggi e domestici, il Signore, *
benedite, figli dell'uomo, il Signore.

Benedica Israele il Signore, *
lo lodi e lo esalti nei secoli.
Benedite, sacerdoti del Signore, il Signore, *
benedite, o servi del Signore, il Signore.

Benedite, spiriti e anime dei giusti, il Signore, *
benedite, pii e umili di cuore, il Signore.
Benedite, Anania, Azaria e Misaele, il Signore, *
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.

Benediciamo il Padre e il Figlio con lo Spirito Santo, *
lodiamolo ed esaltiamolo nei secoli.
Benedetto sei tu, Signore, nel firmamento del cielo, *
degno di lode e di gloria nei secoli.

2a antifona

Benedetto sei tu, Signore,
nel tempio santo della tua gloria.

3a antifona

Lodate il Signore,
nell'assemblea dei santi.

SALMO 149
Festa degli amici di Dio

I figli della Chiesa, i figli del nuovo popolo esultino nel loro re, Cristo (Esichio).

Cantate al Signore un canto nuovo; *
la sua lode nell'assemblea dei fedeli.
Gioisca Israele nel suo Creatore, *
esultino nel loro Re i figli di Sion.

Lodino il suo nome con danze, *
con timpani e cetre gli cantino inni.
Il Signore ama il suo popolo, *
incorona gli umili di vittoria.

Esultino i fedeli nella gloria, *
sorgano lieti dai loro giacigli.
Le lodi di Dio sulla loro bocca *
e la spada a due tagli nelle loro mani,

per compiere la vendetta tra i popoli *
e punire le genti;
per stringere in catene i loro capi, *
i loro nobili in ceppi di ferro;

per eseguire su di essi *
il giudizio già scritto:
questa è la gloria *
per tutti i suoi fedeli.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

3a antifona

Lodate il Signore,
nell'assemblea dei santi.

Dal Vangelo di ✠ Gesù Cristo secondo Giovanni (2, 13-22)
Si avvicinava intanto la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme.
Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe, e i cambiavalute seduti al banco.
Fatta allora una sferza di cordicelle, scacciò tutti fuori del tempio con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiavalute e ne rovesciò i banchi,
e ai venditori di colombe disse: «Portate via queste cose e non fate della casa del Padre mio un luogo di mercato».
I discepoli si ricordarono che sta scritto: Lo zelo per la tua casa mi divora.
Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?».
Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere».
Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?».
Ma egli parlava del tempio del suo corpo.
Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.

℣. O Dio, vieni a salvarmi.

℟. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

Inno

Gerusalemme nuova,
immagine di pace,
costruita per sempre
nell'amore del Padre.

Tu discendi dal cielo
come vergine sposa,
per congiungerti a Cristo
nelle nozze eterne.

Dentro le tue mura,
risplendenti di luce,
si radunano in festa
gli amici del Signore:

pietre vive e preziose,
scolpite dallo Spirito
con la croce e il martirio
per la città dei santi.

Sia onore al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo,
al Dio trino ed unico
nei secoli sia gloria. Amen.

Oppure:

Urbs Ierúsalem beáta,
dicta pacis vísio,
quæ constrúitur in cælis
vivis ex lapídibus,
angelísque coronáta
sicut sponsa cómite,

Nova véniens e cælo,
nuptiáli thálamo
præparáta, ut intácta
copulétur Dómino.
Platéæ et muri eius
ex auro puríssimo;

Portæ nitent margarítis
ádytis paténtibus,
et virtúte meritórum
illuc introdúcitur
omnis qui ob Christi nomen
hic in mundo prémitur.

Tunsiónibus, pressúris
expolíti lápides
suis coaptántur locis
per manum artíficis;
disponúntur permansúri
sacris ædifíciis.

Glória et honor Deo
usquequáque altíssimo,
una Patri Filióque
atque Sancto Flámini,
quibus laudes et potéstas
per ætérna sæcula. Amen.

1a antifona

Dio ha santificato la sua dimora;
egli vi abita: e sarà stabile per sempre.

SALMO 45

Dio è per noi rifugio e forza, *
aiuto sempre vicino nelle angosce.

Perciò non temiamo se trema la terra, *
se crollano i monti nel fondo del mare.
Fremano, si gonfino le sue acque, *
tremino i monti per i suoi flutti.

Un fiume e i suoi ruscelli rallegrano la città di Dio, *
la santa dimora dell'Altissimo.

Dio sta in essa: non potrà vacillare; *
la soccorrerà Dio, prima del mattino.
Fremettero le genti, i regni si scossero; *
egli tuonò, si sgretolò la terra.

Il Signore degli eserciti è con noi, *
nostro rifugio è il Dio di Giacobbe.

Venite, vedete le opere del Signore, *
egli ha fatto portenti sulla terra.

Farà cessare le guerre sino ai confini della terra, †
romperà gli archi e spezzerà le lance, *
brucerà con il fuoco gli scudi.

Fermatevi e sappiate che io sono Dio, *
eccelso tra le genti, eccelso sulla terra.
Il Signore degli eserciti è con noi, *
nostro rifugio è il Dio di Giacobbe.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

1a antifona

Dio ha santificato la sua dimora;
egli vi abita: e sarà stabile per sempre.

2a antifona

Andiamo con gioia alla casa del Signore.

Salmo 121

Quale gioia, quando mi dissero: *
«Andremo alla casa del Signore».
E ora i nostri piedi si fermano *
alle tue porte, Gerusalemme!

Gerusalemme è costruita *
come città salda e compatta.

Là salgono insieme le tribù, le tribù del Signore, †
secondo la legge di Israele, *
per lodare il nome del Signore.

Là sono posti i seggi del giudizio, *
i seggi della casa di Davide.

Domandate pace per Gerusalemme: *
sia pace a coloro che ti amano,
sia pace sulle tue mura, *
sicurezza nei tuoi baluardi.

Per i miei fratelli e i miei amici *
io dirò: «Su di te sia pace!».
Per la casa del Signore nostro Dio, *
chiederò per te il bene.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

2a antifona

Andiamo con gioia alla casa del Signore.

3a antifona

Lodate il nostro Dio,
voi tutti, suoi santi.

CANTICO Ap 19, 1-7
Alleluia
Salvezza, gloria e potenza sono del nostro Dio; *
veri e giusti sono i suoi giudizi.

Alleluia
Lodate il nostro Dio, voi tutti suoi servi, *
voi che lo temete, piccoli e grandi.

Alleluia
Ha preso possesso del suo regno il Signore, *
il nostro Dio, l'Onnipotente.

Alleluia
Rallegriamoci ed esultiamo, *
rendiamo a lui gloria.

Alleluia
Sono giunte le nozze dell'Agnello; *
la sua sposa è pronta.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

3a antifona

Lodate il nostro Dio,
voi tutti, suoi santi.

Lettura breve

Ap 21, 2-3. 22. 27

Vidi anche la città santa, la nuova Gerusalemme, scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo. Udii allora una voce potente che usciva dal trono: Ecco la dimora di Dio con gli uomini! Egli dimorerà tra di loro ed essi saranno suo popolo ed egli sarà il "Dio-con-loro" (Lv 26, 11; Ez 37, 27).
Non vidi alcun tempio in essa perché il Signore Dio, l'Onnipotente, e l'Agnello sono il suo tempio. Non entrerà in essa nulla d'impuro (Is 52, 1), né chi commette abominio o falsità, ma solo quelli che sono scritti nel libro della vita dell'Agnello.

Responsorio Breve

℟. Beato chi vive * nella tua casa, Signore.
Beato chi vive nella tua casa, Signore.

℣. Ti loderà per i secoli dei secoli *
nella tua casa, Signore.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Beato chi vive nella tua casa, Signore.

Antifona al Magnificat

Santa è la casa del Signore:
qui si invoca il suo nome,
qui Dio è presente tra noi.

CANTICO DELLA BEATA VERGINE
Lc 1, 46-55

Esultanza dell'anima nel Signore

L'anima mia magnifica il Signore *
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,

perché ha guardato l'umiltà della sua serva. *
D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.

Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente *
e Santo è il suo nome:

di generazione in generazione la sua misericordia *
si stende su quelli che lo temono.

Ha spiegato la potenza del suo braccio, *
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

ha rovesciato i potenti dai troni, *
ha innalzato gli umili;

ha ricolmato di beni gli affamati, *
ha rimandato i ricchi a mani vuote.

Ha soccorso Israele, suo servo, *
ricordandosi della sua misericordia,

come aveva promesso ai nostri padri, *
ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

Antifona al Magnificat

Santa è la casa del Signore:
qui si invoca il suo nome,
qui Dio è presente tra noi.

Intercessioni

Innalziamo la nostra preghiera al Cristo Salvatore, che ha dato la sua vita per riunire in una sola famiglia tutti i figli di Dio dispersi:
Ricordati della tua Chiesa, Signore.

Signore Gesù, che hai edificato la tua casa sulla roccia,
- confermaci nella fede e nella speranza.

Signore Gesù, che dal tuo petto squarciato hai fatto scaturire sangue e acqua,
- purifica e rinnova la tua Chiesa con i sacramenti della nuova alleanza.

Signore Gesù, presente in mezzo a coloro che si riuniscono nel tuo nome,
- esaudisci la preghiera unanime della tua Chiesa.

Signore Gesù, che insieme al Padre e allo Spirito Santo stabilisci la tua dimora in coloro che ti amano,
- rendi perfetta la tua Chiesa nell'esperienza del tuo amore,

Signore Gesù, che non respingi coloro che vengono a te,
- accogli tutti i defunti nella casa del Padre.

Padre nostro

Padre nostro, che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male.

Orazione

O Dio, che con pietre vive e scelte prepari il tempio della tua gloria, effondi sulla Chiesa il tuo Santo Spirito, perché edifichi il popolo dei credenti che formerà la Gerusalemme del cielo. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

℟. Amen.

Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna.

℟. Amen.

Sant'Agostino (354-430)

vescovo d'Ippona (Africa del Nord) e dottore della Chiesa

Discorso Morin n°3, 4 ; PLS 2, 664

“Egli parlava del tempio del suo corpo”

Salomone, poiché era profeta, ha fatto un tempio di pietra e legno… per il Dio vivo che ha fatto cielo e terra e di cui la dimora è nei cieli… Perché Dio ha chiesto di costruirgli un tempio? Gli mancava una dimora? Sentite il discorso di Stefano al momento della sua passione: “Salomone poi gli edificò una casa. Ma l'Altissimo non abita in costruzioni fatte da mano d'uomo” (At 7,47-48). Perché dopo ha costruito o fatto costruire un tempio? Per prefigurare il corpo di Cristo. Il primo tempio non era che un’ombra (Col 2,17): quando viene la luce, l’ombra se ne va. Cerchi ora il tempio costruito da Salomone? Trovi rovine. Come mai non restano che rovine? Perché la realtà che annunciava si è compiuta. Il vero tempio, il corpo del Signore, anche lui è caduto, ma si è rialzato e in modo tale che non potrà mai più cadere…

E i nostri corpi? Sono membra di Cristo. Sentite San Paolo: “Non sapete che i vostri corpi sono membra di Cristo?” (1Cor 6,15) Quando dice: “I vostri corpi sono le membra di Cristo”, cosa vuol dire se non che i nostri corpi, uniti alla testa che è Cristo (Col 1,18), fanno insieme un unico tempio, il tempio di Dio? Col corpo di Cristo i nostri corpi sono questo tempio… Lasciatevi costruire nell’unità, per non cadere in rovina se siete disuniti.

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