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venerdì 9 giugno
Beato Luigi Boccardo

Canonico, fondatore delle “Figlie di Gesù Re”

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Beato Luigi Boccardo

Canonico, fondatore :

Figlie di Gesù Re

Luigi Boccardo nasce a Moncalieri (TO) il 9 agosto 1861, settimo dei dieci figli di Gaspare Boccardo e di Giuseppina Malerba. Il primogenito, nato nel 1848, era Giovanni Maria che da sacerdote (beatificato nel 1998 >>> B. Giovanni Maria Boccardo) gli sarà guida ed esempio, nelle varie tappe della vita consacrata.
Di gracile costituzione, Luigino, com’era chiamato in casa, crebbe nella tranquillità della sua famiglia. Visto la sua inclinazione allo studio, i genitori, contadini, lo iscrissero al “Real Collegio” dei padri Barnabiti di Moncalieri, già frequentato dal fratello Giovanni che convinse i riluttanti genitori ad accogliere la vocazione sacerdotale di quel secondo figlio.
Luigi Boccardo nasce a Moncalieri (TO) il 9 agosto 1861, settimo dei dieci figli di Gaspare Boccardo e di Giuseppina Malerba. Il primogenito, nato nel 1848, era Giovanni Maria che da sacerdote (beatificato nel 1998 >>> B. Giovanni Maria Boccardo) gli sarà guida ed esempio, nelle varie tappe della vita consacrata.

 

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Nell’ottobre 1875 entrò nel Seminario di Giaveno, dove vestì l’abito clericale il 23 settembre 1877, e vi frequentò la quarta e quinta ginnasio, dopo aver superato un violento tifo, che l’aveva portato alla soglia della morte.

Nell’autunno del 1877 il chierico Luigi Boccardo, entrò, per lo studio della filosofia, nel Seminario di Chieri, dove era direttore spirituale il fratello maggiore che lo consigliava e sosteneva nei momenti di scoraggiamento o problematiche tipiche dell’età.

 

Dopo due anni Luigi passò al Seminario Teologico di Torino. Qui trovò, come padre spirituale, il canonico Giuseppe Allamano (beatificato nel 1990 >>> B. Giuseppe Allamano). Fu ordinato sacerdote il 7 giugno 1884 dal cardinale arcivescovo Gaetano Alimonda; il giorno dopo celebrò la sua prima messa nella parrocchia d’origine a Moncalieri, alla presenza commossa dei genitori, dei numerosi fratelli e sorelle, del parroco e fedeli.

Dopo un anno nel seminario di Torino, venne destinato, ancora per un anno, a Pancalieri, borgo a 30 chilometri da Torino, dove era parroco il fratello Giovanni. In quel periodo vi fu una epidemia di colera, con oltre cinquanta vittime, e don Luigi fu in prima linea per assistere gli ammalati e i moribondi.

 

Il 12 aprile 1886, il canonico Giuseppe Allamano, chiamò don Luigi Boccardo (i due lavoreranno insieme per ben 30 anni dal 1886 al 1916, in completa sintonia) come vicerettore e padre spirituale dello storico Convitto Ecclesiastico della Consolata a Torino, fondato nel 1817 dal teologo don Luigi Guala. Il prestigioso Convitto, scuola di teologia basata sulla dottrina di S. Francesco di Sales e di S. Alfonso Maria de’ Liguori, in contrapposizione con la morale rigorista, sarà determinante nella storia della Chiesa torinese. Quasi tutti i sacerdoti, santi, beati, venerabili, servi di Dio del XIX secolo, che resero splendente la Chiesa di Torino, provenivano da questo Convitto Ecclesiastico, che ebbe come rettore dal 1849 al 1860, S. Giuseppe Cafasso.

 

Don Luigi, nel 1913, diede alla stampa la sua prima opera ascetica Il figlio spirituale; parte prima della sua maggiore opera: Confessione e Direzione, la seconda parte Il padre spirituale e l’appendice Le celesti vocazioni, furono edite negli anni dal 1913 al 1928 con numerose ristampe.

 

Il 30 dicembre 1913, il fratello Giovanni Maria, prevosto di Pancalieri e fondatore dell’Ospizio per non vedenti e delle “Suore figlie di S. Gaetano” morì, indicandolo come successore alla guida delle opere da lui fondate.

Nel 1914 venne nominato Superiore Generale della Congregazione. Iniziò così per lui una nuova fase della vita; fatto per la stabilità ed il raccoglimento monastici, dovette adattarsi a viaggiare in tutt’Italia per seguire e organizzare le varie comunità sparse ovunque e dividersi tra vecchi, malati, bambini e sacerdoti anziani.

 

Nel 1924 fece riesumare e traslare nella Casa Madre delle suore a Pancalieri, la salma del fratello Giovanni.

 

Cedendo alle insistenze di quanti gli chiedevano di erigere una chiesa aperta ai fedeli presso la Casa delle Suore, alla fine intraprese i lavori di edificazione del Santuario di Gesù Re che fu consacrato il 24 ottobre 1931 dal card. Maurilio Fossati.

Tra i suoi molti ministeri, don Luigi si dedicava con speciale attenzione alla confessione e alla direzione spirituale. Rimaneva ore nel suo confessionale del Santuario della Consolata, accogliendo innumerevoli penitenti di ogni classe e condizione.

 

Da anni era il direttore spirituale dell’Istituto delle Cieche e aveva potuto così conoscere alcune giovani desiderose della vita consacrata, aveva cercato di indirizzarle presso qualche monastero, ma a causa della cecità erano state rifiutate.

Il 18 gennaio 1932 egli comunicò la sua decisione, alle ragazze non vedenti dell’Istituto, di fondare un nuovo ramo contemplativo delle Povere Figlie di S. Gaetano : le “Figlie di Gesù Re” e il 29 ottobre 1932 ci fu la vestizione delle prime suore non vedenti. Il loro compito era di pregare per la Chiesa, per il Papa, per i sacerdoti, specie quelli in crisi

Il suo carisma, di formatore e di fondatore, è stato rivelare l’Amore misericordioso di Gesù sacerdote e Re ai suoi fratelli, particolarmente nella formazione del clero, nel sacramento della Riconciliazione e nella direzione spirituale di quanti si accostavano al suo confessionale.

 

Presagendo l’approssimarsi della fine, il canonico Luigi lasciò man mano le varie Opere, alla cura di altri successori fra cui il teologo Camillo Dionisio; oppresso da vari malanni, celebrò l’ultima Messa all’altare della Consolata nel suo Santuario di Gesù Re il 26 aprile 1936, poi si mise a letto. Fra alti e bassi, confortato dalle visite di vescovi, amici, sacerdoti e suore, si arrivò fino al 9 giugno, quando morì serenamente e nella massima semplicità.

 

Inviato da Papa Benedetto XVI (Joseph Ratzinger, 2005-2013), il prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, il Card. José Saraiva Martins, ha iscritto Luigi Boccardo nello stesso Albo dei Beati, dove vi era già il fratello Giovanni Maria dal 1998, il 14 aprile 2007, durante la solenne concelebrazione eucaristica presieduta nella chiesa del Santo Volto dall’Arcivescovo locale, il Card. Severino Poletto. Questi scrisse sul bollettino diocesano La Voce del Popolo :  “L’evento di due fratelli, sacerdoti della nostra Diocesi, che vengono dichiarati Beati dalla Chiesa è una grazia straordinaria”.

 

Per approfondimenti:

>>> Povere Figlie di San Gaetano

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℣. O Dio, vieni a salvarmi.

℟. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

Inno

O Gesù salvatore,
luce vera del mondo,
accogli le primizie
della nostra preghiera.

Risveglia in noi la fede,
la speranza, l'amore;
dona pace e concordia
e letizia perfetta.

Lenisci con le lacrime
la durezza dei cuori,
accendi il desiderio
della patria beata.

A te sia gloria, o Cristo,
speranza delle genti,
al Padre e al Santo Spirito
nei secoli dei secoli. Amen.

1a antifona

Tu gradisci il sacrificio del giusto,
sopra il tuo altare, Signore.

SALMO 50
Pietà di me, o Signore

Rinnovatevi nello spirito della vostra mente e rivestite l'uomo nuovo (cfr. Ef 4, 23-24).

Pietà di me, o Dio,
secondo la tua misericordia; *
nel tuo grande amore
cancella il mio peccato.

Lavami da tutte le mie colpe, *
mondami dal mio peccato.
Riconosco la mia colpa, *
il mio peccato mi sta sempre dinanzi.

Contro di te, contro te solo ho peccato, *
quello che è male ai tuoi occhi, io l'ho fatto;
perciò sei giusto quando parli, *
retto nel tuo giudizio.

Ecco, nella colpa sono stato generato, *
nel peccato mi ha concepito mia madre.
Ma tu vuoi la sincerità del cuore *
e nell'intimo m'insegni la sapienza.

Purificami con issopo e sarò mondato; *
lavami e sarò più bianco della neve.
Fammi sentire gioia e letizia, *
esulteranno le ossa che hai spezzato.

Distogli lo sguardo dai miei peccati, *
cancella tutte le mie colpe.
Crea in me, o Dio, un cuore puro, *
rinnova in me uno spirito saldo.

Non respingermi dalla tua presenza *
e non privarmi del tuo santo spirito.
Rendimi la gioia di essere salvato, *
sostieni in me un animo generoso.

Insegnerò agli erranti le tue vie *
e i peccatori a te ritorneranno.
Liberami dal sangue, Dio, Dio mia salvezza, *
la mia lingua esalterà la tua giustizia.

Signore, apri le mie labbra *
e la mia bocca proclami la tua lode;
poiché non gradisci il sacrificio *
e, se offro olocausti, non li accetti.

Uno spirito contrito *
è sacrificio a Dio,
un cuore affranto e umiliato, *
tu, o Dio, non disprezzi.

Nel tuo amore
fa' grazia a Sion, *
rialza le mura
di Gerusalemme.

Allora gradirai i sacrifici prescritti, *
l'olocausto e l'intera oblazione,
allora immoleranno vittime *
sopra il tuo altare.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

1a antifona

Tu gradisci il sacrificio del giusto,
sopra il tuo altare, Signore.

2a antifona

Tu sei la gloria, Signore,
tu la giustizia del tuo popolo.

CANTICO Is 45, 15-26
Tutti i popoli si convertano al Signore

Nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio (Fil 2, 10).

Veramente tu sei un Dio misterioso, *
Dio di Israele, salvatore.

Saranno confusi e svergognati *
quanti s'infuriano contro di lui;
se ne andranno con ignominia *
i fabbricanti di idoli.

Israele sarà salvato dal Signore
con salvezza perenne. *
Non patirete confusione o vergogna
per i secoli eterni.

Poiché così dice il Signore, che ha creato i cieli; †
egli, il Dio che ha plasmato e fatto la terra *
e l'ha resa stabile;

l'ha creata non come orrida regione, *
ma l'ha plasmata perché fosse abitata:

«Io sono il Signore; non ce n'è un altro. †
Io non ho parlato in segreto, *
in un angolo oscuro della terra.

Non ho detto alla discendenza di Giacobbe: *
Cercatemi in un'orrida regione!
Io sono il Signore, che parlo con giustizia, *
che annunzio cose rette.

Radunatevi e venite, †
avvicinatevi tutti insieme, *
superstiti delle nazioni!

Non hanno intelligenza
quelli che portano un idolo da loro scolpito *
e pregano un dio che non può salvare.

Manifestate e portate le prove, *
consigliatevi pure insieme!
Chi ha fatto sentire ciò da molto tempo *
e chi l'ha predetto fin da allora?

Non sono forse io, il Signore? †
Fuori di me non c'è altro Dio; *
fuori di me non c'è Dio giusto e salvatore.

Volgetevi a me e sarete salvi, †
paesi tutti della terra, *
perché io sono Dio; non ce n'è un altro.

Lo giuro su me stesso, †
la verità esce dalla mia bocca, *
una parola irrevocabile:

davanti a me si piegherà ogni ginocchio, *
per me giurerà ogni lingua».

Si dirà: «Solo nel Signore *
si trovano vittoria e potenza!».
Verso di lui verranno, coperti di vergogna, *
quanti fremevano d'ira contro di lui.

Nel Signore saranno vittoriosi e si glorieranno *
tutti i discendenti di Israele.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

2a antifona

Tu sei la gloria, Signore,
tu la giustizia del tuo popolo.

3a antifona

Venite al Signore con canti di gioia.

SALMO 99
La gioia di coloro che entrano nel tempio

Il Signore fa cantare ai redenti il canto della vittoria (sant'Atanasio).

Acclamate al Signore, voi tutti della terra, †
servite il Signore nella gioia, *
presentatevi a lui con esultanza.

Riconoscete che il Signore è Dio; †
egli ci ha fatti e noi siamo suoi, *
suo popolo e gregge del suo pascolo.

Varcate le sue porte con inni di grazie, †
i suoi atri con canti di lode, *
lodatelo, benedite il suo nome;

poiché buono è il Signore, †
eterna la sua misericordia, *
la sua fedeltà per ogni generazione.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

3a antifona

Venite al Signore con canti di gioia.

Lettura breve

Ef 4, 29-32

Nessuna parola cattiva esca più dalla vostra bocca; ma piuttosto parole buone che possano servire per la necessaria edificazione, giovando a quelli che ascoltano. E non vogliate rattristare lo Spirito Santo di Dio, col quale foste segnati per il giorno della redenzione.
Scompaia da voi ogni asprezza, sdegno, ira, clamore e maldicenza con ogni sorta di malignità. Siate invece benevoli gli uni verso gli altri, misericordiosi, perdonandovi a vicenda come Dio ha perdonato a voi in Cristo.

Responsorio Breve

℟. Al mattino, o Dio, * fammi conoscere il tuo amore.
Al mattino, o Dio, fammi conoscere il tuo amore.

℣. Insegnami la via da seguire, *
fammi conoscere il tuo amore.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Al mattino, o Dio, fammi conoscere il tuo amore.

Antifona al Benedictus

Il Signore ha visitato
e redento il suo popolo.

CANTICO DI ZACCARIA
Lc 1, 68-79

Il Messia e il suo Precursore

Benedetto il Signore Dio d'Israele, *
perché ha visitato e redento il suo popolo,

e ha suscitato per noi una salvezza potente *
nella casa di Davide, suo servo,

come aveva promesso *
per bocca dei suoi santi profeti d'un tempo:

salvezza dai nostri nemici, *
e dalle mani di quanti ci odiano.

Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri *
e si è ricordato della sua santa alleanza,

del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, *
di concederci, liberati dalle mani dei nemici,

di servirlo senza timore, in santità e giustizia *
al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.

E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell'Altissimo *
perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade,

per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza *
nella remissione dei suoi peccati,

grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, *
per cui verrà a visitarci dall'alto un sole che sorge,

per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre *
e nell'ombra della morte

e dirigere i nostri passi *
sulla via della pace.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

Antifona al Benedictus

Il Signore ha visitato
e redento il suo popolo.

Invocazioni

Invochiamo con fede il Cristo, che con la sua santa croce ha redento il mondo:
Mostraci, Signore, la tua misericordia.

O Cristo, sole di giustizia, illumina, la nostra vita,
- allontana da noi le oscure suggestioni del male.

Ispira i pensieri, le parole e le opere,
-perché in questo giorno possiamo essere graditi alla tua volontà.

Distogli il tuo sguardo dai nostri peccati,
- cancella tutte le nostre colpe.

Per la tua croce e la tua risurrezione,
- riempi i nostri cuori della consolazione dello Spirito Santo.

Padre nostro

Padre nostro, che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male.

Orazione

O Dio, che con la luce del tuo Figlio, parola di verità, disperdi le tenebre dell'ignoranza, accresci in noi il vigore della fede, perché nessuna tentazione possa estinguere quella fiamma che la tua grazia ha acceso nei nostri cuori. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

℟. Amen.

Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna.

℟. Amen.

Dal Vangelo di ✠ Gesù Cristo secondo Marco 12, 35-37.
In quel tempo, Gesù continuava a parlare, insegnando nel tempio: «Come mai dicono gli scribi che il Messia è figlio di Davide?
Davide stesso infatti ha detto, mosso dallo Spirito Santo: Disse il Signore al mio Signore: Siedi alla mia destra, finché io ponga i tuoi nemici come sgabello ai tuoi piedi.
Davide stesso lo chiama Signore: come dunque può essere suo figlio?». E la numerosa folla lo ascoltava volentieri.

℣. O Dio, vieni a salvarmi.

℟. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

Inno

O Gesù redentore,
immagine del Padre,
luce d'eterna luce,
accogli il nostro canto.

Per radunare i popoli
nel patto dell'amore,
distendi le tue braccia
sul legno della croce.

Dal tuo fianco squarciato
effondi sull'altare
i misteri pasquali
della nostra salvezza.

A te sia lode, o Cristo,
speranza delle genti,
al Padre e al Santo Spirito
nei secoli dei secoli. Amen.

1a antifona

Risanami, Signore,
ho peccato contro di te.

SALMO 40
Preghiera di un malato

Uno di voi mi tradirà, uno che mangia con me (cfr. Mc 14, 18).

Beato l'uomo che ha cura del debole, *
nel giorno della sventura il Signore lo libera.

Veglierà su di lui il Signore, †
lo farà vivere beato sulla terra, *
non lo abbandonerà alle brame dei nemici.

Il Signore lo sosterrà sul letto del dolore. *
Gli darai sollievo nella sua malattia.

Io ho detto: «Pietà di me, Signore; *
risanami, contro di te ho peccato».
I nemici mi augurano il male: *
«Quando morirà e perirà il suo nome?».

Chi viene a visitarmi dice il falso, †
il suo cuore accumula malizia *
e uscito fuori sparla.

Contro di me sussurrano insieme i miei nemici, *
contro di me pensano il male:
«Un morbo maligno su di lui si è abbattuto, *
da dove si è steso non potrà rialzarsi».

Anche l'amico in cui confidavo, †
anche lui, che mangiava il mio pane, *
alza contro di me il suo calcagno.

Ma tu, Signore, abbi pietà e sollevami, *
che io li possa ripagare.
Da questo saprò che tu mi ami *
se non trionfa su di me il mio nemico;

per la mia integrità tu mi sostieni, *
mi fai stare alla tua presenza per sempre.

Sia benedetto il Signore, Dio d'Israele, *
da sempre e per sempre.
Amen, amen.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

1a antifona

Risanami, Signore,
ho peccato contro di te.

2a antifona

Il Signore dell'universo è con noi,
rifugio e salvezza è il nostro Dio.

Salmo 45
Dio rifugio e forza del suo popolo

Sarà chiamato Emmanuele, che significa “Dio con noi” (Mt 1, 23).

Dio è per noi rifugio e forza, *
aiuto sempre vicino nelle angosce.

Perciò non temiamo se trema la terra, *
se crollano i monti nel fondo del mare.
Fremano, si gonfino le sue acque, *
tremino i monti per i suoi flutti.

Un fiume e i suoi ruscelli rallegrano la città di Dio, *
la santa dimora dell'Altissimo.

Dio sta in essa: non potrà vacillare; *
la soccorrerà Dio, prima del mattino.
Fremettero le genti, i regni si scossero; *
egli tuonò, si sgretolò la terra.

Il Signore degli eserciti è con noi, *
nostro rifugio è il Dio di Giacobbe.

Venite, vedete le opere del Signore, *
egli ha fatto portenti sulla terra.

Farà cessare le guerre sino ai confini della terra, †
romperà gli archi e spezzerà le lance, *
brucerà con il fuoco gli scudi.

Fermatevi e sappiate che io sono Dio, *
eccelso tra le genti, eccelso sulla terra.
Il Signore degli eserciti è con noi, *
nostro rifugio è il Dio di Giacobbe.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

2a antifona

Il Signore dell'universo è con noi,
rifugio e salvezza è il nostro Dio.

3a antifona

Tutte le genti verranno ad adorarti, Signore.

CANTICO cf. Ap 15, 3-4
Inno di adorazione e di lode

Grandi e mirabili sono le tue opere, †
o Signore Dio onnipotente; *
giuste e veraci le tue vie, o Re delle genti!

Chi non temerà il tuo nome, †
chi non ti glorificherà, o Signore? *
Tu solo sei santo!

Tutte le genti verranno a te, Signore, †
davanti a te si prostreranno, *
perché i tuoi giusti giudizi si sono manifestati.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

3a antifona

Tutte le genti verranno ad adorarti, Signore.

Lettura breve

Rom 15, 1-3

Noi che siamo i forti abbiamo il dovere di sopportare l'infermità dei deboli, senza compiacere noi stessi. Ciascuno di noi cerchi di compiacere il prossimo nel bene, per edificarlo. Cristo infatti non cercò di piacere a se stesso, ma come sta scritto: gli insulti di coloro che ti insultano sono caduti sopra di me (Sal 68, 10).

Responsorio Breve

℟. Cristo ci ama, * ci ha liberati con il suo sangue.
Cristo ci ama, ci ha liberati con il suo sangue.

℣. Ha fatto di noi un regno e sacerdoti per il nostro Dio, *
ci ha liberati con il suo sangue.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Cristo ci ama, ci ha liberati con il suo sangue.

Antifona al Magnificat

Il Signore ha soccorso i suoi figli,
ricordando il suo amore.

CANTICO DELLA B.V. MARIA
Lc 1, 46-55

Esultanza dell'anima nel Signore

L'anima mia magnifica il Signore *
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,

perché ha guardato l'umiltà della sua serva. *
D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.

Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente *
e Santo è il suo nome:

di generazione in generazione la sua misericordia *
si stende su quelli che lo temono.

Ha spiegato la potenza del suo braccio, *
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

ha rovesciato i potenti dai troni, *
ha innalzato gli umili;

ha ricolmato di beni gli affamati, *
ha rimandato i ricchi a mani vuote.

Ha soccorso Israele, suo servo, *
ricordandosi della sua misericordia,

come aveva promesso ai nostri padri, *
ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

Antifona al Magnificat

Il Signore ha soccorso i suoi figli,
ricordando il suo amore.

Intercessioni

Benedetto Dio, che esaudisce i poveri e gli umili e li colma dei suoi beni. A lui rivolgiamo con fede la nostra supplica:
Mostraci, o Padre, la tua misericordia.

Solleva, o Padre tenerissimo, le membra doloranti della tua Chiesa,
- per il sangue di Cristo che consumò il suo sacrificio vespertino sospeso sulla croce.

Libera gli oppressi, illumina i ciechi,
- soccorri gli orfani e le vedove.

Rivestici della tua armatura,
- perché possiamo resistere agli assalti del maligno.

Assisti i tuoi figli, o Signore pietoso, nel momento della morte,
- siano trovati fedeli e partano nella tua grazia da questo mondo.

Accogli nella luce della tua dimora i nostri defunti,
- perché possano contemplare in eterno il tuo volto.

Padre nostro

Padre nostro, che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male.

Orazione

Concedi ai tuoi fedeli, o Signore, la sapienza della croce, perché illuminati dalla passione del tuo Figlio portiamo generosamente il suo giogo soave. Egli è Dio e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli.

℟. Amen.

Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna.

℟. Amen.

San Leone Magno (? - ca 461), papa e dottore della Chiesa
Discorso 1 per la Natività del Signore

Figlio di Davide e Signore dei signori

È scelta una vergine, appartenente alla famiglia reale di David, che, destinata a portare in seno tale santa prole, concepisce il figlio, Uomo-Dio... Dunque il Verbo di Dio, Dio egli stesso e Figlio di Dio, che "era in principio presso Dio, per mezzo del quale tutto è stato fatto e senza del quale neppure una delle cose create è stata fatta" (Gv 1,1-3), per liberare l'uomo dalla morte eterna si è fatto uomo. Egli si è abbassato ad assumere la nostra umile condizione senza diminuire la sua maestà. E' rimasto quel che era e ha preso ciò che non era, unendo la reale natura di servo a quella natura per la quale è uguale al Padre. Ha congiunto ambedue le nature in modo tale che la glorificazione non ha assorbito la natura inferiore, né l'assunzione ha sminuito la natura superiore.

Perciò le proprietà dell'una e dell'altra natura sono rimaste integre, benché convergano in un'unica persona. In questa maniera l'umiltà viene accolta dalla maestà, la debolezza dalla potenza, la mortalità dall'eternità. Per pagare il debito, proprio della nostra condizione, la natura inviolabile si è unita alla natura che è soggetta ai patimenti, il vero Dio si è congiunto in modo armonioso al vero uomo. Ora ciò era necessario alle nostre infermità, perché avvenisse che l'unico e identico "Mediatore di Dio e degli uomini" (1 Tm 2,5) da una parte potesse morire per l'azione degli uomini e dall'altra potesse risorgere per l'azione di Dio...

Tale natività, dilettissimi, si addiceva a Cristo, "virtù di Dio e sapienza di Dio" (1 Cor 1,24); con essa egli è uguale a noi quanto all'umanità, è superiore a noi quanto alla divinità. Se non fosse vero Dio non porterebbe la salvezza, se non fosse vero uomo non ci sarebbe di esempio.

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