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venerdì 14 Agosto
San Massimiliano Maria Kolbe

Religioso e Martire

SAINT MAXIMILLIAN KOLBE
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Massimiliano Maria, al secolo Rajmund, Kolbe nasce a Zdunska-Wola (Lodz) nella Polonia centrale, l’8 gennaio 1894, e fu battezzato lo stesso giorno col nome di Raimondo. La famiglia si trasferì poi a Pabianice dove Raimondo frequentò le scuole primarie, avvertì un misterioso invito della B. Vergine Maria ad amare generosamente Gesù e sentì i primi segni della vocazione religiosa e sacerdotale. Nel 1907 Raimondo venne accolto nel Seminario dei Frati Minori Conventuali di Leopoli, dove frequentò gli studi secondari e più chiaramente comprese che per corrispondere alla vocazione divina doveva consacrarsi a Dio nell’Ordine francescano.

 

Il 4 settembre 1910 incominciò il noviziato col nome di fra Massimiliano, e il 5 settembre 1911 emise la professione semplice.

Per proseguire la sua formazione religiosa e sacerdotale fu trasferito a Roma, dove dimorò dal 1912 al 1919, presso il “Collegio Serafico Internazionale” dell’Ordine. Qui fra Massimiliano continuò ad assimilare quelle virtù religiose che già lo rivelavano un degno ed esemplare figlio di S. Francesco, e lo preparavano a diventare un autentico sacerdote di Cristo. Emise la professione solenne il 1° novembre 1914 col nome di Massimiliano Maria. Conseguì nel 1915 la laurea in filosofia e nel 1919 quella in teologia.

 

Ordinato sacerdote il 28 aprile 1918 celebrava la Prima Messa nel giorno successivo nella Chiesa di S. Andrea delle Fratte, all’altare che ricorda l’Apparizione della Vergine Immacolata ad Alfonso Ratisbonne. Nelle difficoltà non si abbatteva mai e non cadeva mai nello sconforto; al contrario, diceva con gioia: “La prossima volta tutto andrà meglio”. Questa capacità non veniva da una predisposizione mentale ma dalla sua profonda fiducia nella Madre di Dio. Quando era provato nel corpo e nello spirito, non lo faceva mai vedere, si controllava perfettamente.

 

Le lettere di Kolbe e i commenti degli osservatori lo mostrano in continua crescita spirituale, in quell’amore di Dio che suscita nel cristiano il desiderio di protendersi a tutta l’umanità, di far conoscere e di far amare Dio, Padre buono per tutti gli uomini. Provava in tutti i modi ad avvicinare coloro che si professavano atei o che organizzavano qualcosa contro la Chiesa. Esistevano pericoli politici causati da un nazionalismo rampante e dal comunismo, pericoli sociali dati da una continua industrializzazione, dal materialismo e dallo sviluppo dei mass-media, a cominciare dalla radio e dai film. Incominciò a studiare tutto, dal comunismo all’industria dello spettacolo e vedere quali aspetti positivi presentano, per poi costruire su queste basi.

 

Nel bel mezzo dei suoi studi spirituali e intellettuali, Massimiliano contrasse la tubercolosi. Mentre stava giocando a calcio in un’assolata giornata di estate – come lui stesso ricorda in seguito – tutto ad un tratto sentì  qualcosa salire alla bocca: era sangue. Il dottore gli ordinò di mettersi a letto e Massimiliano disse tra sé: sembra proprio la fine. Ma non lo era, anche se di tanto in tanto avrebbe sofferto di serie ricadute per il resto della vita. Pian piano aveva capito che doveva combattere per Dio, sotto la guida di Maria, non una battaglia vera e proprio ma una battaglia spirituale. Per chissà quale ragione, fu proprio quando fisicamente era in queste condizioni che, con il permesso del suo Rettore, Massimiliano iniziò a reclutare membri per una Milizia Spirituale; per la maggior parte amici molto stretti. Il 22 luglio 1919 ricevette la sua seconda laurea, in teologia; aveva 25 anni.

Massimiliano Kolbe si è posto l’eterno interrogativo sull’essere supremo. Egli prima di dare una risposta su Dio cerca di dare una risposta sull’uomo. L’uomo, secondo la fede, non viene dal nulla e va verso il nulla. Egli porta scritto nel più profondo del suo essere, una insaziabile sete di felicità, che chiede di essere appagata. Vi è una pienezza a cui egli aspira e che lo attrae inesorabilmente verso una méta. Il rapporto intimo e personale con la fonte stessa di Colui che può colmare ogni sete e ogni inquietudine, crea nella creatura un riposo davvero esaustivo e totalizzante.

 

Durante tutta la sua vita di religioso Massimiliano si spese principalmente per promuovere la venerazione di Maria, madre di Gesù. Cosciente dell’impegno soprattutto teologico e intellettuale che il suo Ordine religioso aveva preso nei secoli per promuovere il riconoscimento dell’Immacolata Concezione di Maria, nel 1917, con altri suoi confratelli, fondò la “Milizia dell’Immacolata”, per dare continuità anche sul fronte esistenziale e pastorale al legame dei Frati Minori Conventuali con Maria Immacolata. L’obiettivo dell’associazione era la diffusione nel mondo della devozione a Maria, utilizzando anche i mezzi permessi dalla tecnologia, quali la stampa e successivamente anche la radio.

In questo senso va vista la pubblicazione della rivista “Il Cavaliere dell’Immacolata”, stampato dagli stessi frati francescani ed arrivato ad una tiratura di più di 120.000 copie alla vigilia della seconda guerra mondiale. Sottolineando l’importanza della devozione a Maria, Kolbe amava ripetere che : “Chi ha Maria per madre, ha Cristo per fratello.

 

Pur con un fisico indebolito dalla tubercolosi, nel 1930 partì come missionario alla volta del Giappone dove rimase fino al 1935.

Nel convento di Niepokalanow, in Polonia, alla vigilia del conflitto mondiale c’erano quasi 1.000 tra frati professi, novizi e seminaristi. Il convento cattolico più grande del mondo: era quasi una città autonoma. Nei primi anni della guerra offrì riparo a numerosi rifugiati polacchi, compresi molti ebrei.

Nel mese di maggio 1941 fu arrestato dalle SS e portato nel campo di prigionia di Auschwitz. Alla fine del mese di luglio dello stesso anno un uomo del block di Kolbe era riuscito a fuggire dal campo: per rappresaglia i tedeschi selezionarono dieci persone della stessa baracca per farle morire nel bunker della fame. Quando uno dei dieci condannati, Francesco Gajowniczek, scoppiò in lacrime dicendo di avere una famiglia a casa che lo aspettava, Kolbe uscì dalle file dei prigionieri e si offrì di morire al suo posto. Dopo 2 settimane senza acqua né cibo nel bunker, visto che quattro dei dieci condannati, tra cui Kolbe, erano ancora vivi, furono uccisi il 14 agosto 1941 con una iniezione di acido fenico e il loro corpo venne poi cremato.

Una volta, profeticamente, Massimiliano aveva detto: “Vorrei essere come polvere per viaggiare con il vento e raggiungere ogni parte del mondo e predicare la Buona Novella.”

Dopo la sua morte, la madre riportò un episodio che Massimiliano le aveva raccontato quando aveva circa 10 anni: disse che gli era apparsa la Vergine Maria con due mazzi di fiori, uno rosso ed uno bianco, chiedendogli quale volesse; il bambino disse che li voleva tutti e due. Alla mattina, svegliandosi, li trovò entrambi sul suo cuscino. Il mazzo bianco rappresentava una vita pura al servizio di Dio, quello rosso il sangue che avrebbe sparso con il martirio. Vedendo la sua vita a posteriori si può dire che ha avuto gli aspetti caratterizzati dai due mazzi di fiori. Francesco Gajowniczek riuscì a sopravvivere ad Auschwitz e morì nel 1995.

 

Massimiliano Maria Kolbe fu innalzato agli onori dell’altare il 17 ottobre 1971 dal Beato Paolo VI (Giovanni Battista Montini, 1963-1978) e canonizzato il 10 ottobre 1982 da San Giovanni Paolo II (Karol Józef Wojtyła, 1978-2005), suo conterraneo.

Il giorno della canonizzazione il Papa, nell’omelia, lo definì “santo martire, patrono speciale per i nostri difficili tempi, patrono del nostro difficile secolo” e “martire della carità”. A questa cerimonia era presente anche Francesco Gajowniczek.

 

Significato del nome Massimiliano: “grandissimo”, “il primo dei figli” (latino).

 

Per approfondimenti biografici:
>>> Massimiliano Maria Kolbe

Fonti principali: donbosco-torino.it; vatican.va; wikipedia.org (“RIV./gpm”).

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℣. O Dio, vieni a salvarmi.

℟. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

Inno

O martire di Dio,
discepolo fedele
che hai segnato nel sangue
il patto del battesimo!

Tu dividi con Cristo,
agnello del riscatto,
la croce e la vittoria
nel regno dei beati.

Intercedi per noi
pellegrini nel tempo
e guida i nostri passi
sulla via della pace.

Tu libera gli oppressi,
sostieni i vacillanti,
e raduna i dispersi
nell'Amore del Padre.

A te sia lode, o Cristo,
parola del Dio vivo,
che sveli nel martirio
la forza del tuo Spirito. Amen.

1a antifona

Contro di te abbiamo peccato:
pietà di noi, o Signore!

SALMO 50
Pietà di me, o Signore

Rinnovatevi nello spirito della vostra mente e rivestite l'uomo nuovo (cfr Ef 4,23-24).

Pietà di me, o Dio,
secondo la tua misericordia; *
nel tuo grande amore
cancella il mio peccato. 

Lavami da tutte le mie colpe, *
mondami dal mio peccato.
Riconosco la mia colpa, *
il mio peccato mi sta sempre dinanzi. 

Contro di te, contro te solo ho peccato, *
quello che è male ai tuoi occhi, io l'ho fatto;
perciò sei giusto quando parli, *
retto nel tuo giudizio. 

Ecco, nella colpa sono stato generato, *
nel peccato mi ha concepito mia madre.
Ma tu vuoi la sincerità del cuore *
e nell'intimo m'insegni la sapienza. 

Purificami con issopo e sarò mondato; *
lavami e sarò più bianco della neve.
Fammi sentire gioia e letizia, *
esulteranno le ossa che hai spezzato. 

Distogli lo sguardo dai miei peccati, *
cancella tutte le mie colpe.
Crea in me, o Dio, un cuore puro, *
rinnova in me uno spirito saldo. 

Non respingermi dalla tua presenza *
e non privarmi del tuo santo spirito.
Rendimi la gioia di essere salvato, *
sostieni in me un animo generoso. 

Insegnerò agli erranti le tue vie *
e i peccatori a te ritorneranno.
Liberami dal sangue, Dio, Dio mia salvezza, *
la mia lingua esalterà la tua giustizia. 

Signore, apri le mie labbra *
e la mia bocca proclami la tua lode;
poiché non gradisci il sacrificio *
e, se offro olocausti, non li accetti. 

Uno spirito contrito *
è sacrificio a Dio,
un cuore affranto e umiliato, *
tu, o Dio, non disprezzi. 

Nel tuo amore
fa' grazia a Sion, *
rialza le mura
di Gerusalemme. 

Allora gradirai i sacrifici prescritti, *
l'olocausto e l'intera oblazione,
allora immoleranno vittime *
sopra il tuo altare.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

1a antifona

Contro di te abbiamo peccato:
pietà di noi, o Signore!

2a antifona

Riconosciamo, Signore, la nostra colpa,
contro di te abbiamo peccato.

CANTICO Ger 14, 17-21
Lamento del popolo in tempo di fame e di guerra

Il tempo è compiuto, e il regno di Dio è vicino: convertitevi e credete al vangelo (Mc 1, 15). 

I miei occhi grondano lacrime *
notte e giorno, senza cessare.

Da grande calamità è stata colpita
la figlia del mio popolo, *
da una ferita mortale. 

Se esco in aperta campagna, ecco i trafitti di spada; *
se percorro la città, ecco gli orrori della fame. 

Anche il profeta e il sacerdote †
si aggirano per il paese *
e non sanno che cosa fare. 

Hai forse rigettato completamente Giuda, *
oppure ti sei disgustato di Sion?
Perché ci hai colpito, *
e non c'è rimedio per noi? 

Aspettavamo la pace, ma non c'è alcun bene, *
l'ora della salvezza ed ecco il terrore!

Riconosciamo la nostra iniquità, Signore, †
l'iniquità dei nostri padri: *
contro di te abbiamo peccato.

Ma per il tuo nome non abbandonarci, †
non render spregevole il trono della tua gloria. *
Ricordati! Non rompere la tua alleanza con noi.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

2a antifona

Riconosciamo, Signore, la nostra colpa,
contro di te abbiamo peccato.

3a antifona

Il Signore è il nostro Dio;
noi il popolo, che egli guida.

SALMO 99 (100)
La gioia di coloro che entrano nel tempio

Il Signore fa cantare ai redenti il canto della vittoria (sant'Atanasio).

Acclamate al Signore, voi tutti della terra, †
servite il Signore nella gioia, *
presentatevi a lui con esultanza. 

Riconoscete che il Signore è Dio; †
egli ci ha fatti e noi siamo suoi, *
suo popolo e gregge del suo pascolo. 

Varcate le sue porte con inni di grazie, †
i suoi atri con canti di lode, *
lodatelo, benedite il suo nome; 

poiché buono è il Signore, †
eterna la sua misericordia, *
la sua fedeltà per ogni generazione.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

3a antifona

Il Signore è il nostro Dio;
noi il popolo, che egli guida.

Dal Vangelo di ✠ Gesù Cristo secondo Matteo (19,3-12)
In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni farisei per metterlo alla prova e gli chiesero: «È lecito ad un uomo ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo?».
Ed egli rispose: «Non avete letto che il Creatore da principio li creò maschio e femmina e disse:
Per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una carne sola?
Così che non sono più due, ma una carne sola. Quello dunque che Dio ha congiunto, l'uomo non lo separi».
Gli obiettarono: «Perché allora Mosè ha ordinato di darle l'atto di ripudio e mandarla via?».
Rispose loro Gesù: «Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli, ma da principio non fu così.
Perciò io vi dico: Chiunque ripudia la propria moglie, se non in caso di concubinato, e ne sposa un'altra commette adulterio».
Gli dissero i discepoli: «Se questa è la condizione dell'uomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi».
Egli rispose loro: «Non tutti possono capirlo, ma solo coloro ai quali è stato concesso.
Vi sono infatti eunuchi che sono nati così dal ventre della madre; ve ne sono alcuni che sono stati resi eunuchi dagli uomini, e vi sono altri che si sono fatti eunuchi per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca».

℣. O Dio, vieni a salvarmi.

℟. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

Inno

Ave, speranza nostra,
ave, benigna e pia,
ave, piena di grazia,
o Vergine Maria.

Ave, fulgida rosa,
roveto sempre ardente,
ave, pianta fiorita
dalla stirpe di Iesse.

In te vinta è la morte,
la schiavitù è redenta,
ridonata la pace,
aperto il paradiso.

O Trinità santissima,
a te l'inno di grazie,
per Maria nostra Madre,
nei secoli dei secoli. Amen.

Oppure:

Gáudium mundi, nova stella cæli,
prócreans solem, páriens paréntem,
da manum lapsis, fer opem cadúcis,
virgo María.

Te Deo factam liquet esse scalam
qua tenens summa petit Altus ima;
nos ad excélsi remeáre cæli
cúlmina dona.

Te beatórum chorus angelórum,
te prophetárum et apostolórum
ordo prælátam sibi cernit unam
post Deitátem.

Laus sit excélsæ Tríadi perénnis,
quæ tibi, Virgo, tríbuit corónam,
atque regínam statuítque nostram
próvida matrem. Amen.

1a antifona

Cristo, asceso in cielo,
alla madre tutta pura apre il suo regno, alleluia.

SALMO 112

Lodate, servi del Signore, *
lodate il nome del Signore.
Sia benedetto il nome del Signore, *
ora e sempre.

Dal sorgere del sole al suo tramonto *
sia lodato il nome del Signore.
Su tutti i popoli eccelso è il Signore, *
più alta dei cieli è la sua gloria.

Chi è pari al Signore nostro Dio che siede nell'alto *
e si china a guardare nei cieli e sulla terra?

Solleva l'indigente dalla polvere, *
dall'immondizia rialza il povero,
per farlo sedere tra i principi, *
tra i principi del suo popolo.

Fa abitare la sterile nella sua casa *
quale madre gioiosa di figli.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

1a antifona

Cristo, asceso in cielo,
alla madre tutta pura apre il suo regno, alleluia.

2a antifona

Una donna ha chiuso la porta del cielo,
una donna l'apre per noi:
Maria, madre del Signore, alleluia.

SALMO 147

Glorifica il Signore, Gerusalemme, *
loda, Sion, il tuo Dio.
Perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte, *
in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli.

Egli ha messo pace nei tuoi confini *
e ti sazia con fior di frumento.
Manda sulla terra la sua parola, *
il suo messaggio corre veloce.

Fa scendere la neve come lana, *
come polvere sparge la brina.
Getta come briciole la grandine, *
di fronte al suo gelo chi resiste?

Manda una sua parola ed ecco si scioglie, *
fa soffiare il vento e scorrono le acque.
Annunzia a Giacobbe la sua parola, *
le sue leggi e i suoi decreti a Israele.

Così non ha fatto
con nessun altro popolo, *
non ha manifestato ad altri
i suoi precetti

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

2a antifona

Una donna ha chiuso la porta del cielo,
una donna l'apre per noi:
Maria, madre del Signore, alleluia.

3a antifona

Oltre i cieli Maria è innalzata:
gloria a Cristo Signore, che vive nei secoli!

CANTICO Ef. 1, 3-10

Benedetto sia Dio,
Padre del Signore nostro Gesù Cristo, *
che ci ha benedetti
con ogni benedizione spirituale nei cieli, in Cristo.

In lui ci ha scelti *
prima della creazione del mondo,
per trovarci, al suo cospetto, *
santi e immacolati nell'amore.

Ci ha predestinati *
a essere suoi figli adottivi
per opera di Gesù Cristo, *
secondo il beneplacito del suo volere,

a lode e gloria
della sua grazia, *
che ci ha dato
nel suo Figlio diletto.

In lui abbiamo la redenzione
mediante il suo sangue, *
la remissione dei peccati
secondo la ricchezza della sua grazia.

Dio l'ha abbondantemente riversata su di noi
con ogni sapienza e intelligenza, *
poiché egli ci ha fatto conoscere
il mistero del suo volere,

il disegno di ricapitolare in Cristo
tutte le cose, *
quelle del cielo
come quelle della terra.

Nella sua benevolenza
lo aveva in lui prestabilito *
per realizzarlo
nella pienezza dei tempi.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

3a antifona

Oltre i cieli Maria è innalzata:
gloria a Cristo Signore, che vive nei secoli!

Messale romano

Rito del matrimonio- Prefazio

“I due formeranno una carne sola. Questo mistero è grande; lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa” (Ef 5,31-32)

È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signore, Padre Santo, Dio onnipotente ed eterno.

Tu hai dato all'uomo il dono dell'esistenza e lo hai innalzato a una dignità incomparabile; nell'unione tra l'uomo e la donna hai impresso un'immagine del tuo amore. Così la tua bontà che all'inizio ha creato l'umana famiglia, incessantemente la sospinge a una vocazione di amore, verso la gioia di una comunione senza fine. E in questo disegno stupendo il sacramento che consacra l'amore umano ci dona un segno e una primizia della tua carità: per Cristo nostro Signore. Per questo mistero di salvezza uniti agli angeli e ai santi, cantiamo l'inno della tua gloria: Santo! Santo! Santo !

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