Ricevi Aleteia tutti i giorni
Solo le storie che vale la pena leggere: leggi la newsletter di Aleteia
Iscriviti!
Aleteia
Oggi festeggiamo anche...

sabato 6 giugno
San Norbert von Xanten

Vescovo e Fondatore

Public Domain
Condividi

Norbert nasce in Renania  nel 1085 dalla nobile famiglia dei Gennep ; la madre è francese e il padre tedesco. Ordinato suddiacono, Norberto fu nominato canonico di Xanten e frequentò la corte dell’arcivescovo di Colonia, Federico, e successivamente quella dell’imperatore Enrico V. Conduce una vita mondana e dissoluta. Ma Dio aveva ben altri disegni. Durante una cavalcata nel bosco, sorpreso da un violento uragano, Norberto venne sbalzato di sella da un lampo accecante e, come Saulo sulla via di Damasco, ripeté la domanda : « Signore, che vuoi che io faccia? ». La risposta che determinò una radicale svolta nella sua vita poco edificante fu: « Abbandona la via del male e fai del bene ». Quell’episodio fu l’inizio della sua conversione.

Norberto inizia da quel momento una vita di penitenza, di silenzio e di preghiera alla scuola di Dio nella contemplazione. Conscio del tempo sprecato nella vanità, dimentica il passato, e si protende verso il futuro. Passerà il resto della vita a “precipitarsi” in Dio. Chiede di essere ordinato diacono e sacerdote nello stesso giorno a Colonia (dicembre 1115), rinunciando definitivamente a tutto e promettendo la conversione dei suoi costumi con i voti di povertà, celibato consacrato e obbedienza. È nata in lui una passione per il Regno che non lo abbandonerà più.

Nel suo fervore apostolico cerca di convincere i sacerdoti della sua collegiata di Xanten a vivere secondo il Vangelo, ma ciò gli procura disprezzo e inimicizie.

Lascia allora la Germania vagando poverissimo, senza una meta precisa, portando con se solo il Vangelo, un libro di preghiere e l’occorrente per celebrare la Messa. Suo unico scopo è annunziare il Regno, realizzando così la parola del Signore “Quanto sono belli i piedi di coloro che recano un lieto annunzio di bene e di pace” (Is 52, 7) ed esortando gli uomini con parola semplice, ardente e profonda. La sua vita stessa è perfetta conferma di ciò che predica: un precursore di S. Francesco quanto alla povertà e di S. Domenico quanto alla predicazione.

Nel concilio di Reims dell’ottobre 1119 chiese il rinnovo dell’autorizzazione a Pp Callisto II (Guido dei Conti di Borgogna, 1119-1124) che sembra non gli fosse rinnovata allo scopo di porre fine a proteste che la sua predicazione, indirizzata anche contro i peccati del clero, aveva suscitato; il vescovo di Laon preferì assegnargli una sede stabile nella diocesi di Laon.  Ciò che gli è stato impossibile a Xanten, lo realizza, quindi,  in una valle nella foresta di Coucy, non lontana da Laon, chiamata Prémontré, in Piccardia, fondando, nel 1120, una comunità di : “Canonici Regolari Premostratensi”.

Il giorno di Natale del 1121, circa 40 chierici e un numero più grande di laici s’impegnano in questo nuovo stile di vita con la professione canonicale: il suo forte ideale di santità e di perfezione è ormai realizzato. L’intuizione rinnovatrice di Norberto conserva la genuina tradizione dei canonici, aggiungendo il lievito di uno spirito nuovo e fervente.

Per garantire questa ascesi, sceglie la Regola di S. Agostino che, traboccante di carità divina, non scende nei dettagli di vita quotidiana: è concisa, semplice, sempre attuale. Norberto la fa sua, aggiungendovi poi delle prescrizioni per la santità dei suoi canonici regolari.

Egli propone una soluzione nuova a un delicatissimo problema che attira tuttora l’attenzione della Chiesa, cioè come conciliare in modo equilibrato la cura del popolo di Dio, la pratica dei consigli evangelici, la vita comune, la celebrazione solenne della Santa Messa e dell’Ufficio delle Ore e l’approfondimento della Parola di Dio.

Norberto guadagnò seguaci in Germania, in Francia, in Belgio e anche in Transilvania, fondando priorati a Floreffe, Viviers, Saint-Josse, Ardenne, Cuissy, Laon, Liegi, Anversa, Varlar, Kappenberg, Grosswardein e altrove. I conventi dei premostratensi accolsero, inizialmente, anche le donne, separate e osservanti la clausura. Dopo la morte di Norberto, tuttavia, le donne furono escluse dall’Ordine: una decisione che fu approvata da Pp Innocenzo III (Lotario dei Conti di Segni, 1198-1216) nel 1198 con la bolla “De non recipiendis sororibus”.

Eletto vescovo di Magdeburgo nel 1126, lascia Prémontré al suo successore, Ugo di Fosses, e si dedica con ardore alla riforma iniziata da S. Gregorio VII (Ildebrando Aldobrandeschi di Soana, 1073-1085): con S. Bernardo, Norberto ne sarà una delle più grandi figure. È dalla sua fede nell’Eucaristia e dalla sua devozione delicata e filiale per Maria, Vergine e Madre, che attinge il suo fervore, la sua passione per la Chiesa e per la salvezza delle persone.

Negli ultimi anni, fu cancelliere e consigliere dell’imperatore Lotario III.

Esaurito dal lavoro, all’età di 49 anni, di ritorno da una missione di pace in Italia, muore a Magdeburgo il 6 giugno 1134. Fu sepolto nella locale abbazia; successivamente, i suoi resti furono trasferiti nell’abbazia norbertina di Praga dove tuttora riposano.

Norberto fu canonizzato da Pp Gregorio XIII (Ugo Boncompagni, 1572-1585) nel 1582.

Significato del nome Norberto : “illustre per forza” o “uomo del nord” (tedesco).

Accedi qui all'archivio dei santi del giorno

℣. O Dio, vieni a salvarmi.

℟. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

Inno

L'aurora inonda il cielo
di una festa di luce,
e riveste la terra
di meraviglia nuova.

Fugge l'ansia dai cuori,
s'accende la speranza
emerge sopra il caos
un'iride di pace.

Così nel giorno ultimo
l'umanità in attesa
alzi il capo e contempli
l'avvento del Signore.

Sia gloria al Padre altissimo
e a Cristo l'unigenito,
sia lode al Santo Spirito
nei secoli dei secoli. Amen.

1a antifona

I miei occhi precedono l'aurora, o Dio,
per meditare la tua parola.

SALMO 118, 145-152 (XIX) Cof
Promessa di osservare la legge di Dio

In questo consiste l'amore di Dio, nell'osservare i suoi comandamenti (1 Gv 5, 3).

T'invoco con tutto il cuore, Signore, rispondimi; *
custodirò i tuoi precetti.
Io ti chiamo, salvami, *
e seguirò i tuoi insegnamenti.

Precedo l'aurora e grido aiuto, *
spero sulla tua parola.
I miei occhi prevengono le veglie della notte *
per meditare sulle tue promesse.

Ascolta la mia voce, secondo la tua grazia; *
Signore, fammi vivere secondo il tuo giudizio.
A tradimento mi assediano i miei persecutori, *
sono lontani dalla tua legge.

Ma tu, Signore, sei vicino, *
tutti i tuoi precetti sono veri.
Da tempo conosco le tue testimonianze *
che hai stabilite per sempre.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

1a antifona

I miei occhi precedono l'aurora, o Dio,
per meditare la tua parola.

2a antifona

Mia forza e mio canto è il Signore,
egli mi ha salvato.

CANTICO Es 15, 1-4a. 8-13. 17-18
Inno di vittoria per il passaggio del Mare Rosso

Coloro che avevano vinto la bestia cantavano il cantico di Mosè, servo di Dio (cf. Ap 15, 2-3).

Voglio cantare in onore del Signore: †
perché ha mirabilmente trionfato, *
ha gettato in mare cavallo e cavaliere.

Mia forza e mio canto è il Signore, *
egli mi ha salvato.
E' il mio Dio e lo voglio lodare, *
è il Dio di mio padre e lo voglio esaltare!

Dio è prode in guerra, *
si chiama Signore.
I carri del faraone e il suo esercito *
li ha gettati in mare.

Al soffio della tua ira si accumularono le acque, †
si alzarono le onde come un argine, *
si rappresero gli abissi in fondo al mare.

Il nemico aveva detto: *
Inseguirò, raggiungerò, spartirò il bottino, *
se ne sazierà la mia brama, *
sfodererò la spada, li conquisterà la mia mano!

Soffiasti con il tuo alito: li coprì il mare, *
sprofondarono come piombo in acque profonde.

Chi è come te fra gli dèi, *
chi è come te, maestoso in santità, Signore?
Chi è come te tremendo nelle imprese, *
operatore di prodigi?

Stendesti la destra: *
li inghiottì la terra.

Guidasti con il tuo favore questo popolo
che hai riscattato, *
lo conducesti con forza alla tua santa dimora.

Lo fai entrare *
e lo pianti sul monte della tua promessa,
luogo che per tua sede, Signore, hai preparato, *
santuario che le tue mani, Signore, hanno fondato.

Il Signore regna *
in eterno e per sempre!

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

2a antifona

Mia forza e mio canto è il Signore,
egli mi ha salvato.

3a antifona

Lodate il Signore,
popoli tutti.

SALMO 116
Invito a lodare Dio per il suo amore

Questo io dico: Le nazioni pagane glorificano Dio per la sua misericordia (cfr. Rm 15, 8. 9).

Lodate il Signore, popoli tutti, *
† voi tutte, nazioni, dategli gloria;

perché forte è il suo amore per noi *
e la fedeltà del Signore dura in eterno.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

3a antifona

Lodate il Signore,
popoli tutti.

Dal Vangelo di ✠ Gesù Cristo secondo Marco (12,38-44)
In quel tempo, Gesù diceva alla folla mentre insegnava: «Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze,
avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti.
Divorano le case delle vedove e ostentano di fare lunghe preghiere; essi riceveranno una condanna più grave».
E sedutosi di fronte al tesoro, osservava come la folla gettava monete nel tesoro. E tanti ricchi ne gettavano molte.
Ma venuta una povera vedova vi gettò due spiccioli, cioè un quattrino.
Allora, chiamati a sé i discepoli, disse loro: «In verità vi dico: questa vedova ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri.
Poiché tutti hanno dato del loro superfluo, essa invece, nella sua povertà, vi ha messo tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».

℣. O Dio, vieni a salvarmi.

℟. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

Inno

O Trinità beata,
oceano di pace,
la Chiesa a te consacra
la sua lode perenne.

Padre d'immensa gloria,
Verbo d'eterna luce,
Spirito di sapienza
e carità perfetta.

Rovéto inestinguibile
di verità e d'amore;
ravviva in noi la gioia
dell'agape fraterna.

O principio e sorgente
della vita immortale,
rivelaci il tuo volto
nella gloria dei cieli. Amen.

Oppure:

Imménsa et una, Trínitas,
cuius potéstas ómnia
facit regítque témpora
et exstat ante sæcula,

Tu sola pleno súfficis
tibi beáta gáudio;
tu pura, simplex, próvida
cælos et orbem cóntines.

Omnis, Pater, fons grátiæ,
Lumen patérnæ glóriæ,
Sancte utriúsque Spíritus
intermináta cáritas,

Ex te supréma orígine,
Trias benígna, prófluit
creáta quicquid sústinet,
quicquid decóre pérficit.

Quos et coróna múneras
adoptiónis íntimæ,
nos templa fac niténtia
tibi placére iúgiter.

O viva lux, nos ángelis
da iungi in aula cælica,
ut grati amóris láudibus
te concinámus pérpetim. Amen.

1a antifona

Gloria a te, Trinità,
uguale nelle Persone, unico Dio,
prima di tutti i secoli, ora e per sempre.

SALMO 112
Lodate il nome del Signore

Ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili (Lc 1, 52).

Lodate, servi del Signore, *
lodate il nome del Signore.
Sia benedetto il nome del Signore, *
ora e sempre.

Dal sorgere del sole al suo tramonto *
sia lodato il nome del Signore.
Su tutti i popoli eccelso è il Signore, *
più alta dei cieli è la sua gloria.

Chi è pari al Signore nostro Dio che siede nell'alto *
e si china a guardare nei cieli e sulla terra?

Solleva l'indigente dalla polvere, *
dall'immondizia rialza il povero,
per farlo sedere tra i principi, *
tra i principi del suo popolo.

Fa abitare la sterile nella sua casa *
quale madre gioiosa di figli.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

1a antifona

Gloria a te, Trinità,
uguale nelle Persone, unico Dio,
prima di tutti i secoli, ora e per sempre.

2a antifona

Lode a te,
santa Trinità, inseparabile Unità,
che ci hai rivelato la tua misericordia.

SALMO 147

Glorifica il Signore, Gerusalemme, *
loda, Sion, il tuo Dio.
Perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte, *
in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli.

Egli ha messo pace nei tuoi confini *
e ti sazia con fior di frumento.
Manda sulla terra la sua parola, *
il suo messaggio corre veloce.

Fa scendere la neve come lana, *
come polvere sparge la brina.
Getta come briciole la grandine, *
di fronte al suo gelo chi resiste?

Manda una sua parola ed ecco si scioglie, *
fa soffiare il vento e scorrono le acque.
Annunzia a Giacobbe la sua parola, *
le sue leggi e i suoi decreti a Israele.

Così non ha fatto
con nessun altro popolo, *
non ha manifestato ad altri
i suoi precetti.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

2a antifona

Lode a te,
santa Trinità, inseparabile Unità,
che ci hai rivelato la tua misericordia.

3a antifona

Gloria e onore all'unico Dio,
Padre e Figlio con lo Spirito Santo,
nei secoli dei secoli!

CANTICO Ef 1, 3-10

Benedetto sia Dio,
Padre del Signore nostro Gesù Cristo, *
che ci ha benedetti
con ogni benedizione spirituale nei cieli, in Cristo.

In lui ci ha scelti *
prima della creazione del mondo,
per trovarci, al suo cospetto, *
santi e immacolati nell'amore.

Ci ha predestinati *
a essere suoi figli adottivi
per opera di Gesù Cristo, *
secondo il beneplacito del suo volere,

a lode e gloria
della sua grazia, *
che ci ha dato
nel suo Figlio diletto.

In lui abbiamo la redenzione
mediante il suo sangue, *
la remissione dei peccati
secondo la ricchezza della sua grazia.

Dio l'ha abbondantemente riversata su di noi
con ogni sapienza e intelligenza, *
poiché egli ci ha fatto conoscere
il mistero del suo volere,

il disegno di ricapitolare in Cristo
tutte le cose, *
quelle del cielo
come quelle della terra.

Nella sua benevolenza
lo aveva in lui prestabilito *
per realizzarlo
nella pienezza dei tempi.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

3a antifona

Gloria e onore all'unico Dio,
Padre e Figlio con lo Spirito Santo,
nei secoli dei secoli!

Santa Teresa d'Avila (1515-1582)

carmelitana, dottore della Chiesa

Poesia « Vivo sin vivir en mí »

« Ha dato tutto »

Io vivo, ma senza vivere in me,
E la mia speranza è tale
Che muoio di non morire.

Vivo già fuori di me
Da quando muoio di amare;
Poiché vivo nel Signore
Che mi ha voluta sua.
Quando gli diedi il mio cuore,
Egli vi scrisse queste parole:
Muoio di non morire. (...)

Ah! Che vita amara è quella,
In cui non si gode del Signore!
E se l'amore è dolce,
Non è dolce la lunga attesa;
Dio tolga da me questo peso
Più greve dell'acciaio,
Perché muoio di non morire.

Vivo nella sola fiducia
Che devo un giorno morire,
Perché, attraverso la morte,
dalla mia speranza mi è promessa la vita;
Morte, in cui si guadagna la vita,
Non tardare, poiché ti aspetto,
perché muoio di non morire.

Vedi come forte è l'amore (Ct 8,6);
O vita, non sii per me un fardello!
Guarda ciò che solo resta:
Per guadagnarti, ti perdo! (Lc 9,24)
Venga la dolce morte!
La mia morte, venga presto,
Perché muoio di non morire.

Quella vita di lassù,
Che è vera vita,
Finché non viviamo di essa, non godiamo.
O morte! Non sfuggire.
Che io viva poiché già muoio,
Perché muoio di non morire.

O vita, cosa posso dare
Al mio Dio che vive in me
Se non perderti
Per meritare di assaporarlo!
Col morire voglio acquistarti
Poiché tanto desidero il mio Amato
Che muoio di non morire.

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni