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mercoledì 07 Dicembre |
Sant'Ambrogio
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Preghiera del giorno
Meditazione del giornosabato 24 Settembre

San Tommaso d'Aquino (1225-1274)

teologo domenicano, dottore della Chiesa

Commento all'epistola ai Galati, 6

Il nostro vanto: il Figlio dell’uomo consegnato alle mani degli uomini

« Quanto a me invece, disse san Paolo, non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo » (Gal 6,14). Vedi, nota sant’Agostino, là dove il saggio secondo questo mondo ha creduto di trovare la vergogna, l’apostolo Paolo scopre un tesoro; ciò che quello riteneva una stoltezza, per lui è divenuto sapienza (1 Cor 1,17s) e vanto.

Ognuno infatti si gloria di ciò che lo rende grande ai propri occhi. Se si crede un grande uomo perché è ricco, si gloria dei propri beni. Chi non vede in sé altra grandezza se non in Gesù Cristo, si gloria in Gesù solo; così faceva l’apostolo Paolo: « Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me » diceva (Gal 2,20). Per questo non si gloria se non in Gesù Cristo, e innanzi tutto nella croce di Cristo. Perché in essa sono riuniti tutti i motivi di gloria.

Ci sono delle persone che si gloriano dell’amicizia dei grandi e dei potenti; Paolo non ha bisogno di nulla se non della croce di Cristo, per scoprirvi il segno più evidente dell’amicizia di Dio. « Dio dimostra il suo amore verso di noi perché, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi » (Rm 5,8). Proprio nulla manifesta maggiormente l’amore di Dio per noi, che la morte di Cristo. « O testimonianza inestimabile dell’amore! esclama san Gregorio. Per riscattare lo schiavo, hai consegnato il Figlio. »

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