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Beata Annunciata Cocchetti

Fondatrice

ANNUNCIATA COCCHETTI

Beata Annunciata Cocchetti Secundario Clcj / Facebook

Annunciata Cocchetti nasce a Rovato (BS), il 9 maggio 1800: è la terza dei sei figli, di cui tre morirono ancora in tenera età, che Marco Antonio, appartenente a una famiglia di medio-alta borghesia, ebbe da Giulia Albarelli. Pochi giorni dopo la nascita fu battezzata nella Prepositura di Santa Maria Assunta con i nomi di Asteria e Annunciata.

Tra il 1807 e il 1808, rimase orfana prima della madre e poi del padre. La nonna paterna, Annunciata Campana, donna religiosissima e saggia educatrice, si prese cura dell’orfana. L’educazione della sorella Giuseppina e del fratello Vincenzo fu invece assunta dallo zio paterno Carlo Cocchetti, medico di professione e ministro degli esteri con Eugenio Beauharnais (†1824), viceré del Regno d’Italia, il quale era stato nominato tutore dei tre bambini orfani.

A 17 anni aprì nella sua casa una scuola per le fanciulle povere del paese. A 22 anni divenne la prima insegnante della scuola femminile di Rovato. Alla morte della nonna, passò sei anni a Milano.

Nel 1831 andò a Cemmo in Valcamonica dove si trovava una scuola aperta da Erminia Panzerini, che fin dal 1821 la gestiva secondo lo spirito dell’Opera di Santa Dorotea. Annunciata vi prestò la sua opera di maestra per dieci anni. Alla morte della Panzerini, nel 1842, si trasferì a Venezia divenendo una suora dorotea. Nell’ottobre dello stesso anno ritornò a Cemmo con altre due religiose e nel 1843 emise i voti. Per 40 anni si dedicò all’apostolato nella Valcamonica. Nel 1853 aprì a Cemmo un noviziato proprio, sviluppandolo in modo autonomo e diffondendosi anche fuori d’Italia.

Muore il 23 marzo 1882. I funerali furono celebrati nella parrocchia di Cemmo alla presenza di 18 sacerdoti e di un grande concorso di popolo dopo che la salma era stata portata in giro per tutto il paese come in trionfo. I resti mortali della defunta, dal 1951, sono venerati nella cappella dell’Istituto di Cemmo.

San Giovanni Paolo II (Karol Józef Wojtyła, 1978-2005) ne riconobbe l’eroicità delle virtù il 13 maggio 1989 e la beatificò il 21 aprile 1991.

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