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sabato 23 maggio
San Giovanni Battista de' Rossi

Sacerdote

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Giovanni Battista de’ Rossi nasce a Voltaggio, in provincia di Alessandria, il 22 febbraio 1698. È uno dei pochi sopravvissuti di una famiglia segnata da troppi lutti: il papà muore prematuramente, e la maggior parte dei fratellini se ne va prima di raggiungere l’adolescenza.

A tredici anni si stabilì definitivamente a Roma, presso un cugino sacerdote, canonico a S. Maria in Cosmedin, per poter frequentare il liceo classico presso i gesuiti al Collegio Romano.

Nel 1714 si avviò agli ordini sacri, ricevendo la tonsura e completando gli studi teologici alla Minerva presso i domenicani.  Dotato di un’intelligenza non comune, che gli permise di completare in anticipo gli studi, fu necessario ottenere dal papa la dispensa per l’ordinazione sacerdotale.

Non aveva atteso l’ordinazione sacerdotale, avvenuta l’8 marzo 1721, per dare inizio al suo intenso apostolato. Infatti, negli anni precedenti, aveva diretto vari gruppi di studenti a S. Gregorio al Celio, a S. Maria in Domnica e a S. Maria della Consolazione.

Da questa esperienza ebbe le indicazioni per dar vita a quella “Pia Unione di Sacerdoti Secolari”, annessa all’ospizio di santa  Galla, da lui diretto e che per ben due secoli, fino al 1935, avrebbe raggruppato i più bei nomi del clero romano, alcuni dei quali sono assurti agli onori degli altari.

Oltre all’ospizio di santa Galla, non suo (era stato fondato da mons. Marco Antonio Anastasio Odescalchi, cugino di Pp Innocenzo XI) e destinato a soli uomini, volle allargare il raggio del suo apostolato, fondando l’ospizio per le donne, dedicato a S. Luigi Gonzaga, il suo santo prediletto. Sorretto dal suo confessore Francesco Maria Galluzzi S.J., ora servo di Dio, nonostante la precaria salute, raddoppiò la sua attività. Pareva onnipresente ovunque c’era da confortare, istruire, soccorrere, in ogni ora del giorno e della notte. Non era raro vederlo nelle piazzette romane improvvisare un sermone tra gli sfaccendati o alla sera quando la gente rientrava dal lavoro. La simpatia che riscuoteva tra l’umile gente dei borghi attirava al suo confessionale lunghe file di penitenti. Era infatti un maestro di spiritualità e ovunque metteva mano ad una iniziativa, vi imprimeva il ritmo di un santo fervore. Eletto canonico di S. Maria in Cosmedin, venne dispensato dall’obbligo del coro per potersi dedicare con maggiore libertà ai suoi impegni apostolici.

Quantunque Giovanni si affaticasse tanto a vantaggio spirituale e materiale del prossimo, si riteneva un servo inutile. Nel 1763 una estrema debolezza nelle gambe e un totale sfinimento ne fecero prevedere la fine. Persone amiche lo condussero a respirare aria più salubre ad Ariccia (Roma), ma egli preferì ritornare al convitto della SS. Trinità dei Pellegrini, dove la recrudescenza del male lo sottopose ad un vero calvario: si spense dopo parecchi attacchi di apoplessia il 23 maggio 1764.

I funerali furono fatti a spese dei convittori perché Giovanni aveva distribuito tutti i suoi averi ai poveri. Dal cugino canonico aveva ereditato un discreto patrimonio, ma egli se n’era servito per comperare agl’indigenti letti, cibo e vestiti. Sovente si era ridotto a vivere con l’aiuto di conoscenti perché non conobbe limiti nel fare elemosina.

Giovanni rappresenta il trionfo della volontà sulla fragilità fisica, del generoso impegno apostolico sugli ostacoli della malattia.

 

Giovanni Battista de’ Rossi venne beatificato il 13 maggio 1860 dal Beato Pio IX (Giovanni Maria Mastai Ferretti, 1846-1878), che gli era stato successore nella direzione della “Pia Unione dei Sacerdoti Secolari” di S. Galla; Pp Leone XIII (Vincenzo Gioacchino Pecci, 1878-1903) lo canonizzò l’8 dicembre 1881.

Le spoglie di San Giovanni Battista de’ Rossi si trovano, dal 23 maggio 1965, nella chiesa che a lui è dedicata, nel quartiere Appio Latino a Roma, che dal 1969 è sede del titolo cardinalizio di “San Giovanni Battista de’ Rossi”.

Significato del nome Giovanni: “il Signore è benefico, dono del Signore” (ebraico).

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℣. O Dio, vieni a salvarmi.

℟. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

Inno

Sfolgora il sole di Pasqua,
risuona il cielo di canti,
esulta di gioia la terra.

Dagli abissi della morte
Cristo ascende vittorioso
insieme agli antichi padri.

Accanto al sepolcro vuoto
invano veglia il custode:
il Signore è risorto.

O Gesù, re immortale,
unisci alla tua vittoria
i rinati nel battesimo.

Irradia sulla tua Chiesa,
pegno d'amore e di pace,
la luce della tua Pasqua.

Sia gloria e onore a Cristo,
al Padre e al Santo Spirito
ora e nei secoli eterni. Amen.

1a antifona

Le opere delle tue mani, Signore,
mi danno gioia, alleluia.

SALMO 91
Lode al Signore creatore

Chi rimane in me ed io in lui, fa molto frutto: perché senza di me non potete far nulla (Gv 15, 5).

È bello dar lode al Signore *
e cantare al tuo nome, o Altissimo,

annunziare al mattino il tuo amore, *
la tua fedeltà lungo la notte,
sull'arpa a dieci corde e sulla lira, *
con canti sulla cetra.

Poiché mi rallegri, Signore, con le tue meraviglie, *
esulto per l'opera delle tue mani.

Come sono grandi le tue opere, Signore, *
quanto profondi i tuoi pensieri!
L'uomo insensato non intende *
e lo stolto non capisce:

se i peccatori germogliano come l'erba *
e fioriscono tutti i malfattori,
li attende una rovina eterna: *
ma tu sei l'eccelso per sempre, o Signore.

Ecco, i tuoi nemici, o Signore, †
ecco, i tuoi nemici periranno, *
saranno dispersi tutti i malfattori.

Tu mi doni la forza di un bufalo, *
mi cospargi di olio splendente.

I miei occhi disprezzeranno i miei nemici, †
e contro gli iniqui che mi assalgono *
i miei orecchi udranno cose infauste.

Il giusto fiorirà come palma, *
crescerà come cedro del Libano;
piantati nella casa del Signore, *
fioriranno negli atri del nostro Dio.

Nella vecchiaia daranno ancora frutti, *
saranno vegeti e rigogliosi,
per annunziare quanto è retto il Signore: *
mia roccia, in lui non c'è ingiustizia.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

1a antifona

Le opere delle tue mani, Signore,
mi danno gioia, alleluia.

2a antifona

Le opere delle tue mani, Signore,
mi danno gioia, alleluia.

CANTICO Dt 32, 1-12
I benefici di Dio in favore del popolo

Quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli come una gallina raccoglie i pulcini sotto le ali! (Mt 23, 37).

Ascoltate, o cieli: io voglio parlare: *
oda la terra le parole della mia bocca!

Stilli come pioggia la mia dottrina, *
scenda come rugiada il mio dire;
come scroscio sull'erba del prato, *
come spruzzo sugli steli di grano.

Voglio proclamare il nome del Signore: *
date gloria al nostro Dio!

Egli è la Roccia; perfetta è l'opera sua; *
tutte le sue vie sono giustizia;
è un Dio verace e senza malizia; *
Egli è giusto e retto.

Peccarono contro di lui i figli degeneri, *
generazione tortuosa e perversa.

Così ripaghi il Signore, *
o popolo stolto e insipiente?
Non è lui il padre che ti ha creato, *
che ti ha fatto e ti ha costituito?

Ricorda i giorni del tempo antico, *
medita gli anni lontani.
Interroga tuo padre e te lo farà sapere, *
i tuoi vecchi e te lo diranno.

Quando l'Altissimo divideva i popoli, *
quando disperdeva i figli dell'uomo,
egli stabilì i confini delle genti *
secondo il numero degli Israeliti.

Porzione del Signore è il suo popolo, *
sua eredità è Giacobbe.

Egli lo trovò in terra deserta, *
in una landa di ululati solitari.
Lo educò, ne ebbe cura, *
lo custodì come pupilla del suo occhio.

Come un'aquila che veglia la sua nidiata, *
che vola sopra i suoi nati,
egli spiegò le ali e lo prese, *
lo sollevò sulle sue ali.

Il Signore lo guidò da solo, *
non c'era con lui alcun dio straniero.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

2a antifona

Le opere delle tue mani, Signore,
mi danno gioia, alleluia.

3a antifona

Una splendida corona di gloria
hai donato al tuo Cristo, alleluia.

SALMO 8
Grandezza del Signore e dignità dell'uomo

Tutto ha sottomesso ai suoi piedi, e lo ha costituito su tutte le cose a capo della Chiesa (Ef 1, 22).

O Signore, nostro Dio, †
quanto è grande il tuo nome
su tutta la terra: *
† sopra i cieli si innalza la tua magnificenza.

Con la bocca dei bimbi e dei lattanti †
affermi la tua potenza contro i tuoi avversari, *
per ridurre al silenzio nemici e ribelli.

Se guardo il tuo cielo, opera delle tue dita, *
la luna e le stelle che tu hai fissate,
che cosa è l'uomo perché te ne ricordi, *
il figlio dell'uomo perché te ne curi?

Eppure l'hai fatto poco meno degli angeli, *
di gloria e di onore lo hai coronato:
gli hai dato potere sulle opere delle tue mani, *
tutto hai posto sotto i suoi piedi;

tutti i greggi e gli armenti, *
tutte le bestie della campagna;
gli uccelli del cielo e i pesci del mare, *
che percorrono le vie del mare.

O Signore, nostro Dio, *
quanto è grande il tuo nome su tutta la terra!.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

3a antifona

Una splendida corona di gloria
hai donato al tuo Cristo, alleluia.

Dal Vangelo di ✠ Gesù Cristo secondo Giovanni (16, 23b-28)
In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: « In verità, in verità vi dico: Se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome, egli ve la darà.
Finora non avete chiesto nulla nel mio nome. Chiedete e otterrete, perché la vostra gioia sia piena.
Queste cose vi ho dette in similitudini; ma verrà l'ora in cui non vi parlerò più in similitudini, ma apertamente vi parlerò del Padre.
In quel giorno chiederete nel mio nome e io non vi dico che pregherò il Padre per voi:
il Padre stesso vi ama, poiché voi mi avete amato, e avete creduto che io sono venuto da Dio.
Sono uscito dal Padre e sono venuto nel mondo; ora lascio di nuovo il mondo, e vado al Padre».

℣. O Dio, vieni a salvarmi.

℟. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

Inno

È asceso il buon Pastore
alla destra del Padre,
veglia il piccolo gregge
con Maria nel cenacolo.

Dagli splendori eterni
scende il crisma profetico
che consacra gli apostoli
araldi del Vangelo.

Vieni, o divino Spirito,
con i tuoi santi doni
e rendi i nostri cuori
tempio della tua gloria.

O luce di sapienza,
rivelaci il mistero
del Dio trino ed unico,
fonte d'eterno amore. Amen.

Oppure:

Iesu, nostra redémptio
amor et desidérium,
Deus, creátor ómnium,
homo in fine témporum,

Quæ te vicit cleméntia,
ut ferres nostra crímina,
crudélem mortem pátiens,
ut nos a morte tólleres;

Inférni claustra pénetrans,
tuos captívos rédimens,
victor triúmpho nóbili
ad dextram Patris résidens?

Ipsa te cogat píetas,
ut mala nostra súperes
parcendo et voti cómpotes
nos tuo vultu sáties.

Tu esto nostrum gáudium,
qui es futúrus præmium;
sit nostra in te glória
per cuncta semper sæcula. Amen.

1a antifona

Mandato dal Padre, sono venuto nel mondo;
ora lascio il mondo e torno al Padre, alleluia.

SALMO 112
Lodate il nome del Signore

Ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili (Lc 1, 52).

Lodate, servi del Signore, *
lodate il nome del Signore.
Sia benedetto il nome del Signore, *
ora e sempre.

Dal sorgere del sole al suo tramonto *
sia lodato il nome del Signore.
Su tutti i popoli eccelso è il Signore, *
più alta dei cieli è la sua gloria.

Chi è pari al Signore nostro Dio che siede nell'alto *
e si china a guardare nei cieli e sulla terra?

Solleva l'indigente dalla polvere, *
dall'immondizia rialza il povero,
per farlo sedere tra i principi, *
tra i principi del suo popolo.

Fa abitare la sterile nella sua casa *
quale madre gioiosa di figli.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

1a antifona

Mandato dal Padre, sono venuto nel mondo;
ora lascio il mondo e torno al Padre, alleluia.

2a antifona

Il Signore Gesù parlò con i suoi per l'ultima volta,
poi fu assunto in cielo, alla destra di Dio, alleluia.

SALMO 116
Invito a lodare Dio per il suo amore.

Questo io dico: Le nazioni pagane glorificano Dio per la sua misericordia (cfr. Rm 15, 8. 9).

Lodate il Signore, popoli tutti, *
voi tutte, nazioni, dategli gloria;

perché forte è il suo amore per noi *
e la fedeltà del Signore dura in eterno.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

2a antifona

Il Signore Gesù parlò con i suoi per l'ultima volta,
poi fu assunto in cielo, alla destra di Dio, alleluia.

3a antifona

Nessuno è mai salito al cielo,
se non il Figlio dell'uomo, venuto dal cielo, alleluia.

CANTICO Fil 2, 6-11
Cristo servo di Dio

Noi ti rendiamo grazie,
Signore Dio onnipotente, *
che sei e che eri,

perché hai messo mano
alla tua grande potenza, *
e hai instaurato il tuo regno.

Le genti fremettero, †
ma è giunta l'ora della tua ira, *
il tempo di giudicare i morti,

di dare la ricompensa ai tuoi servi, †
ai profeti e ai santi *
e a quanti temono il tuo nome, piccoli e grandi.

Ora si è compiuta la salvezza,
la forza e il regno del nostro Dio *
e la potenza del suo Cristo,

poiché è stato precipitato l'Accusatore; †
colui che accusava i nostri fratelli, *
davanti al nostro Dio giorno e notte.

Essi lo hanno vinto per il sangue dell'Agnello †
e la testimonianza del loro martirio, *
perché hanno disprezzato la vita fino a morire.

Esultate, dunque, o cieli, *
rallegratevi e gioite,
voi tutti che abitate in essi.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

3a antifona

Nessuno è mai salito al cielo,
se non il Figlio dell'uomo, venuto dal cielo, alleluia.

San Giovanni Maria Vianney (1786-1859)

sacerdote, curato d'Ars

Catechismo sulla preghiera

« Finora non avete chiesto nulla nel mio nome. Chiedete e otterrete, perché la vostra gioia sia piena »

Fate bene attenzione, figlioli miei: il tesoro di un cristiano non è sulla terra, ma nel cielo (Mt 6,20). Il nostro pensiero perciò deve volgersi dov'è il nostro tesoro. Questo è il bel compito dell'uomo: pregare e amare. Voi pregate e amate, ecco, questa è la felicità dell'uomo sulla terra.

La preghiera non è nient'altro che l'unione con Dio. Quando qualcuno ha il cuore puro e unito a Dio, è preso da una certa soavità e dolcezza che inebria. In questa unione intima, Dio e l'anima sono come due pezzi di cera fusi insieme, che nessuno può più separare. Come è bella questa unione di Dio con la sua piccola creatura. È una felicità questa che non si può comprendere. Noi eravamo diventati indegni di pregare; ma Dio, nella sua bontà, ci ha permesso di parlare con lui. La nostra preghiera è incenso a lui quanto mai gradito.

Figliuoli  miei, il vostro cuore è piccolo, ma la preghiera lo dilata e lo rende capace di amare Dio. La preghiera ci fa pregustare il cielo, come qualcosa che discende a noi dal paradiso. Non ci lascia mai senza dolcezza. Infatti è miele che stilla nell'anima e fa che tutto sia dolce. Nella preghiera ben fatta i dolori si sciolgono come neve al sole.

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