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San Giovanni Damasceno

Vescovo e Dottore della Chiesa

JOHN

Ted CC

Giovanni Mansur si chiamò Damasceno perché era nato a Damasco in Siria, nel 676 circa. Di razza araba ma di famiglia cristiana, fu battezzato in giovane età.

Nella seconda metà del VII secolo, Siria e Palestina erano sotto la dominazione araba: la famiglia di Giovanni ricopriva alte cariche nel governo della città, retta da un Califfo, cioè da un prefetto arabo, di cui Giovanni, giovane colto e brillante, divenne consigliere e amico. Avvenne così che il futuro Santo cristiano fosse nominato, dall’amico Califfo, Gran Visir di Damasco.

In quegli anni, da Costantinopoli, l’Imperatore Leone III decretò l’iconoclastia, cioè la dissennata e sacrilega distruzione delle immagini sacre. Da Roma, si levò a combatterla S. Gregorio II (715-731); da Gerusalemme, il Patriarca Germano; da Damasco, il Gran Visir Giovanni, funzionario del governo arabo ma al tempo stesso cristiano retto e intransigente.
L’azione di Giovanni Damasceno fu così efficace, nell’opporsi all’iconoclastia, che l’Imperatore Leone III cercò di eliminare l’avversario con l’inganno, non riuscendo a batterlo sul piano dottrinale. Imitando la scrittura di Giovanni, egli scrisse una lettera nella quale appariva come il Gran Visir fosse pronto a consegnare a tradimento la città di Damasco all’Imperatore; questa lettera fu fatta pervenire al Califfo.

Caduto in disgrazia presso il suo protettore, Giovanni viene processato per tradimento e gli viene amputata la mano sinistra. Si allontana dunque da Damasco e si fa monaco a S. Saba, monastero fra Betlemme e Gerusalemme, dove è fatto Vescovo.

Predica e scrive moltissimo, guadagnandosi la fama di “San Tommaso d’Oriente“.

Muore, secondo la tradizione, nel 749, all’età di 73 anni.

L’opera più ricordata è il “De Fide Orthodoxa”, dove, da devoto della Madonna, sostiene la verginità della stessa S. Anna, madre di Maria.

Sull’amputazione della mano, all’origine della conversione, nasce una leggenda devozionale molto diffusa: Giovanni avrebbe offerto la mano tagliata ad un’immagine della Madonna, senza chieder nulla. Dall’icona sarebbe uscita una mano della Vergine, che avrebbe riattaccato l’arto amputato; Giovanni, allora, fece applicare all’icona una mano votiva d’argento. Col successo delle tesi del Santo, crebbe anche la fama di questa Madonna con tre mani, detta “Tricherusa”, frequente nell’iconografia ortodossa, di cui si conserva una copia presso il monastero di Chilandàri, nella penisola del Monte Athos, repubblica monastica in territorio greco.

Una grande immagine di S. Giovanni Damasceno si trova nella chiesa di S. Blandano di Bronte, ai piedi dell’Etna, dove è ritratto nella pala destra dell’altare con tre braccia, due protese a venerare la Vergine, una nell’atto di scrivere.

  1. Giovanni Damasceno è ricordato, tradizionalmente, il 4 dicembre (con memoria facoltativa), data alla quale è stato riportato nel Nuovo Calendario del Concilio Vaticano II, dopo essere stato a lungo ricordato il 27 marzo.

Papa Leone XIII (Vincenzo Gioacchino Pecci, 1878-1903) lo proclamò Dottore della Chiesa universale nel 1890.

Significato del nome Giovanni : “il Signore è benefico, dono del Signore” (ebraico).

Per approfondimenti, leggere la Catechesi di Papa Benedetto XVI:
>>> Giovanni Damasceno
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