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mercoledì 3 giugno
Santi Carlo Lwanga e compagni

Martiri

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Carlo Lwanga e i suoi ventuno compagni (vedi elenco sottostante) furono canonizzati durante la terza sessione del Concilio Vaticano II, nel 1964.

Protomartiri dell’Africa nera, uccisi in Uganda fra il 15 novembre 1885 e il 27 gennaio 1887, sono ricordati in questa data perché il 3 giugno 1886 Carlo Lwanga morì bruciato a Rubaga. Questi martiri sono le primizie di un centinaio di cristiani, cattolici e anglicani, vittime delle persecuzioni del vizioso re Mwanga, nella regione dei Grandi Laghi.

Carlo Lwanga, primo paggio di corte, aveva dovuto difendere la purezza degli altri paggi, suoi compagni, contro il re, e dopo la condanna preparò i suoi fedelissimi al martirio. In seguito alla sentenza di morte, i giovani, tutti al di sotto dei vent’anni, figli di notabili, salivano la collina di Namugongo portando ognuno sulle spalle una fascina di legna, che servì per il rogo che li arse vivi.

Secondo un’antica tradizione, all’ultimo momento, tre di loro, a sorte, furono graziati. La testimonianza dei tre superstiti ci ha fornito il racconto del loro martirio. Questo massacro era l’epilogo di una storia gloriosa e dolorosa nello stesso tempo, nella quale evangelizzazione e colonialismo s’intrecciavano con le vicende del regno di Buganda, la regione che ora fa parte dell’Uganda.
La fioritura della Chiesa in Uganda è frutto del sangue dei suoi martiri.

Carla Lwanga è stato dichiarato, nel 1934, patrono dell’Azione Cattolica e della gioventù africana.

I 22 martiri  sono stati i primi africani sub-sahariani ad essere venerati come santi dalla Chiesa cattolica. Questi i loro nomi:

  • Giuseppe Mkasa Balikuddembé († Nakivubo, 15 novembre 1885), del clan Kayozi, prima vittima della persecuzione scatenata da Mwanga II contro i cristiani, prefetto della sala del re, protesse i fanciulli di corte dai vizi del re e per questo venne decapitato a soli venticinque anni;
  • Andrea Kaggwa († Munyonyo, 26 maggio 1886), capo dei suonatori del re e suo familiare;
  • Ponziano Ngondwe († Ttakajjunge, 26 maggio 1886), del clan Nnyonyi Nnyange, paggio regale, mentre già infuriava la persecuzione, ricevette il battesimo e fu subito incarcerato e, mentre era condotto al luogo del supplizio, venne trafitto da un colpo di lancia;
  • Dionigi Ssebuggwawo († Munyonyo, 26 maggio 1886), del clan Musu;
  • Atanasio Bazzekuketta († Nakivubo, 27 maggio 1886), del clan Nkima, paggio della casa regale, colpito a morte;
  • Gonzaga Gonza († Lubowa, 27 maggio 1886), del clan Mpologoma, uno dei servi del re, che, mentre veniva condotto in catene al rogo cui era stato condannato, venne trafitto dalle lance dei carnefici;
  • Mattia Mulumba († Kampala, 27 maggio 1886), del clan Lugave;
  • Noè Mawaggali († Mityana, 31 maggio 1886), del clan Ngabi, servo del re, offrì il petto alle lance dei soldati, con cui fu inchiodato ad un albero e quindi impiccato;
  • Carlo Lwanga († Namugongo, 3 giugno 1886), del clan Ngabi, poiché si rifiutò di acconsentire ai desideri omosessuali del re, venne arso vivo sul colle Namugongo.Insieme a lui morirono sul rogo dodici compagni di età compresa tra i quattordici e i trent’anni, membri della schiera regale dei giovani nobili o addetti alla sicurezza del sovrano:
  • Luca Baanabakintu, del clan Mmamba;
  • Giacomo Buuzabalyawo, del clan Ngeye, figlio del tessitore reale;
  • Gyaviira, del clan Mmamba;
  • Ambrogio Kibuuka, del clan Lugave;
  • Anatolio Kiriggwajjo, nato a Bunyoro, guardiano delle mandrie del re;
  • Mukasa Kiriwawanvu, del clan Ndiga, cameriere del re;
  • Achilleo Kiwanuka, del clan Lugave;
  • Kizito, nato nel 1872, del clan Mmamba;
  • Adolfo Mukasa Ludigo, del clan BaToro, guardiano delle mandrie del re;
  • Mugagga, del clan Ngo, sarto reale;
  • Bruno Sserunkuuma, del clan Ndiga;
  • Mbaga Tuzinde, del clan Mmamba;
  • Giovanni Maria Muzei detto il Vecchio († Mengo, 27 gennaio 1887), servitore del re, spontaneamente confessò la sua fede dinanzi al primo ministro del re Mwanga II e per questo venne decapitato, come ultima vittima di quella persecuzione. Papa Benedetto XV (Giacomo della Chiesa, 1914-1922) li dichiarò beati il 6 giugno 1920: vennero canonizzati l’8 ottobre 1964 a Roma dal Beato Paolo VI (Giovanni Battista Montini, 1963-1978) che, durante il suo viaggio in Africa del 1969 intitolò loro anche il grande santuario di Namugongo (eretto sul luogo del martirio di san Carlo Lwanga, il più celebre del gruppo).
    La Chiesa cattolica li commemora in modo particolare nell’anniversario della morte.
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℣. O Dio, vieni a salvarmi.

℟. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

Inno

Gerusalemme nuova,
immagine di pace,
costruita per sempre
nell'amore del Padre.

Tu discendi dal cielo
come vergine sposa,
per congiungerti a Cristo
nelle nozze eterne.

Dentro le tue mura,
risplendenti di luce,
si radunano in festa
gli amici del Signore:

pietre vive e preziose,
scolpite dallo Spirito
con la croce e il martirio
per la città dei santi.

Sia onore al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo,
al Dio trino ed unico
nei secoli sia gloria. Amen.

1a antifona

Alla tua luce, Signore, vediamo la luce.

SALMO 35
Malizia del peccatore, bontà del Signore

Chiunque segue me non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita (Gv 8, 12).

Nel cuore dell'empio parla il peccato, *
davanti ai suoi occhi non c'è timor di Dio.
Poiché egli si illude con se stesso *
nel ricercare la sua colpa e detestarla.

Inique e fallaci sono le sue parole, *
rifiuta di capire, di compiere il bene.

Iniquità trama sul suo giaciglio, †
si ostina su vie non buone, *
via da sé non respinge il male.

Signore, la tua grazia è nel cielo, *
la tua fedeltà fino alle nubi;

la tua giustizia è come i monti più alti, †
il tuo giudizio come il grande abisso: *
uomini e bestie tu salvi, Signore.

Quanto è preziosa la tua grazia, o Dio! *
Si rifugiano gli uomini all'ombra delle tue ali,
si saziano dell'abbondanza della tua casa *
e li disseti al torrente delle tue delizie.

E' in te la sorgente della vita, *
alla tua luce vediamo la luce.

Concedi la tua grazia a chi ti conosce, *
la tua giustizia ai retti di cuore.

Non mi raggiunga il piede dei superbi, *
non mi disperda la mano degli empi.
Ecco, sono caduti i malfattori, *
abbattuti, non possono rialzarsi.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

1a antifona

Alla tua luce, Signore, vediamo la luce.

2a antifona

Sei grande, Signore,
mirabile nella potenza,
invincibile.

CANTICO Gdt 16, 1-2a. 13-15
Il Signore, creatore del mondo, protegge il suo popolo

Cantavano un canto nuovo (Ap 5, 9).

Lodate il mio Dio con i timpani, *
cantate al Signore con cembali,
elevate a lui l'accordo del salmo e della lode; *
esaltate e invocate il suo nome.

Poiché il Signore è il Dio *
che stronca le guerre.

Innalzerò al mio Dio un canto nuovo: †
Signore, grande sei tu e glorioso, *
mirabile nella tua potenza e invincibile.

Ti sia sottomessa ogni tua creatura: *
perché tu dicesti e tutte le cose furono fatte;
mandasti il tuo spirito e furono costruite *
e nessuno può resistere alla tua voce.

I monti sulle loro basi *
insieme con le acque sussulteranno,
davanti a te le rocce si struggeranno come cera; *
ma a coloro che hanno il tuo timore
tu sarai sempre propizio.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

2a antifona

Sei grande, Signore,
mirabile nella potenza,
invincibile.

3a antifona

Acclamate Dio con voci di gioia!

SALMO 46
Il Signore, re dell'universo,
siede alla destra del Padre e il suo regno non avrà fine.

Applaudite, popoli tutti, *
acclamate Dio con voci di gioia;
perché terribile è il Signore, l'Altissimo, *
re grande su tutta la terra.

Egli ci ha assoggettati i popoli, *
ha messo le nazioni sotto i nostri piedi.
La nostra eredità ha scelto per noi, *
vanto di Giacobbe suo prediletto.

Ascende Dio tra le acclamazioni, *
il Signore al suono di tromba.

Cantate inni a Dio, cantate inni; *
cantate inni al nostro re, cantate inni;
perché Dio è re di tutta la terra, *
cantate inni con arte.

Dio regna sui popoli, *
Dio siede sul suo trono santo.

I capi dei popoli si sono raccolti *
con il popolo del Dio di Abramo,
perché di Dio sono i potenti della terra: *
egli è l'Altissimo.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

3a antifona

Acclamate Dio con voci di gioia!

Dal Vangelo di ✠ Gesù Cristo secondo Marco (12,18-27)
In quel tempo, vennero a Gesù dei sadducei, i quali dicono che non c'è risurrezione, e lo interrogarono dicendo:
«Maestro, Mosè ci ha lasciato scritto che se muore il fratello di uno e lascia la moglie senza figli, il fratello ne prenda la moglie per dare discendenti al fratello.
C'erano sette fratelli: il primo prese moglie e morì senza lasciare discendenza;
allora la prese il secondo, ma morì senza lasciare discendenza; e il terzo egualmente,
e nessuno dei sette lasciò discendenza. Infine, dopo tutti, morì anche la donna.
Nella risurrezione, quando risorgeranno, a chi di loro apparterrà la donna? Poiché in sette l'hanno avuta come moglie».
Rispose loro Gesù: «Non siete voi forse in errore dal momento che non conoscete le Scritture, né la potenza di Dio?
Quando risusciteranno dai morti, infatti, non prenderanno moglie né marito, ma saranno come angeli nei cieli.
A riguardo poi dei morti che devono risorgere, non avete letto nel libro di Mosè, a proposito del roveto, come Dio gli parlò dicendo: Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e di Giacobbe?
Non è un Dio dei morti ma dei viventi! Voi siete in grande errore».

℣. O Dio, vieni a salvarmi.

℟. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

Inno

Re immortale e glorioso,
che accogli nella luce
i tuoi servi fedeli,

esaudisci il tuo popolo,
che canta le tue lodi
nel ricordo dei martiri.

La forza del tuo Spirito
ci guidi alla vittoria
sul male e sulla morte.

Sia onore al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo
nei secoli dei secoli. Amen.

1a antifona

Il Signore è mia luce e mia salvezza,
di chi avrò timore? †

SALMO 26, 1-6 (I)
Fiducia in Dio nei pericoli

Il Signore è mia luce e mia salvezza, *
di chi avrò timore?
† Il Signore è difesa della mia vita, *
di chi avrò terrore?

Quando mi assalgono i malvagi *
per straziarmi la carne,
sono essi, avversari e nemici, *
a inciampare e cadere.

Se contro di me si accampa un esercito, *
il mio cuore non teme;
se contro di me divampa la battaglia, *
anche allora ho fiducia.

Una cosa ho chiesto al Signore, *
questa sola io cerco:
abitare nella casa del Signore *
tutti i giorni della mia vita,

per gustare la dolcezza del Signore
ed ammirare il suo santuario.

Egli mi offre un luogo di rifugio *
nel giorno della sventura.
Mi nasconde nel segreto della sua dimora, *
mi solleva sulla rupe.

E ora rialzo la testa *
sui nemici che mi circondano;
immolerò nella sua casa sacrifici d'esultanza, *
inni di gioia canterò al Signore.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

1a antifona

Il Signore è mia luce e mia salvezza,
di chi avrò timore?

2a antifona

Il tuo volto, Signore, io cerco;
non nascondermi il tuo volto.

Salmo 26, 7-14 (II)
Preghiera dell'innocente perseguitato

Ascolta, Signore, la mia voce. *
Io grido: abbi pietà di me! Rispondimi.
Di te ha detto il mio cuore: «Cercate il suo volto»; *
il tuo volto, Signore, io cerco.

Non nascondermi il tuo volto, *
non respingere con ira il tuo servo.
Sei tu il mio aiuto, non lasciarmi, *
non abbandonarmi, Dio della mia salvezza.

Mio padre e mia madre mi hanno abbandonato, *
ma il Signore mi ha raccolto.

Mostrami, Signore, la tua via, †
guidami sul retto cammino, *
a causa dei miei nemici.

Non espormi alla brama dei miei avversari; †
contro di me sono insorti falsi testimoni *
che spirano violenza.

Sono certo di contemplare la bontà del Signore *
nella terra dei viventi.
Spera nel Signore, sii forte, *
si rinfranchi il tuo cuore e spera nel Signore.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

2a antifona

Il tuo volto, Signore, io cerco;
non nascondermi il tuo volto.

3a antifona

Generato prima di ogni creatura,
Cristo è il re dell'universo.

CANTICO Col 1, 3. 12-20
Cristo fu generato prima di ogni creatura, è il primogenito di coloro che risuscitano dai morti

Ringraziamo con gioia Dio, *
Padre del Signore nostro Gesù Cristo,
perché ci ha messi in grado di partecipare *
alla sorte dei santi nella luce,

ci ha liberati dal potere delle tenebre, *
ci ha trasferiti nel regno del suo Figlio diletto,
per opera del quale abbiamo la redenzione, *
la remissione dei peccati.

Cristo è immagine del Dio invisibile, *
generato prima di ogni creatura;
è prima di tutte le cose *
e tutte in lui sussistono.

Tutte le cose sono state create per mezzo di lui *
e in vista di lui:
quelle nei cieli e quelle sulla terra, *
quelle visibili e quelle invisibili.

Egli è il capo del corpo, che è la Chiesa; *
è il principio di tutto,
il primogenito di coloro che risuscitano dai morti, *
per ottenere il primato su tutte le cose.

Piacque a Dio di fare abitare in lui ogni pienezza, *
per mezzo di lui riconciliare a sé tutte le cose,
rappacificare con il sangue della sua croce *
gli esseri della terra e quelli del cielo.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

3a antifona

Tu sei il messaggero di Dio,
Paolo apostolo santo:
hai annunziato la verità nel mondo intero.

Catechismo della Chiesa cattolica

§ 293-294

Il Dio dei viventi

È una verità fondamentale che la Scrittura e la Tradizione costantemente insegnano e celebrano: « Il mondo è stato creato per la gloria di Dio ». Dio ha creato tutte le cose, spiega san Bonaventura, « non per accrescere la propria gloria, ma per manifestarla e per comunicarla ». Infatti Dio non ha altro motivo per creare se non il suo amore e la sua bontà : « Aperta la mano dalla chiave dell'amore, le creature vennero alla luce » ( San Tommaso d'Aquino). (...)

La gloria di Dio è che si realizzi la manifestazione e la comunicazione della sua bontà, in vista delle quali il mondo è stato creato. Ci ha predestinati « a essere suoi figli adottivi per opera di Gesù Cristo, secondo il beneplacito della sua volontà. E questo a lode e gloria della sua grazia » (Ef 1, 5-6). « Infatti la gloria di Dio è l'uomo vivente e la vita dell'uomo è la visione di Dio : se già la rivelazione di Dio attraverso la creazione procurò la vita a tutti gli esseri che vivono sulla terra, quanto più la manifestazione del Padre per mezzo del Verbo dà la vita a coloro che vedono Dio » (Sant'Ireneo di Lione). Il fine ultimo della creazione è che Dio, « che di tutti è il Creatore, possa anche essere "tutto in tutti" (1 Cor 15, 28), procurando ad un tempo la sua gloria e la nostra felicità » (Concilio Vaticano II).

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