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Nome di Gesù

Memoria del Santissimo nome del Redentore

Fr Lawrence Lew-CC

Nel Martirologio Romano, questa memoria è così definita: « Santissimo Nome di Gesù, il solo in cui, nei cieli, sulla terra e sotto terra, si pieghi ogni ginocchio a gloria della maestà divina ». Queste parole sono tratte dalla Lettera ai Filippesi di S. Paolo (2, 8-11): « …umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce. Per questo Dio l’ha esaltato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni altro nome; perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra; e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre. »

La venerazione del S.mo Nome di Gesùebbe inizio “de facto” nei primi tempi della Chiesa, come mostrano i  Cristogrammi che decorano l’arte paleocristiana.

Soltanto nel XIV sec., tuttavia, essa acquisì rilevanza liturgica, dando origine ad un vero e proprio culto, grazie all’impegno, per la sua diffusione e il suo riconoscimento ufficiale, profuso da S. Bernardino da Siena e dai suoi seguaci, fra cui soprattutto i beati Alberto da Sarteano e Bernardino da Feltre.

Quando nell’A.T. un profeta parla nel nome di Javhè, si intende che è Jahvè che parla per suo tramite. Un messaggero parla in nome di colui che lo invia: è il nome del mandante a conferirgli autorità. Molto spesso, però, il Nome di Dio è una metonimia per indicare Dio stesso.

Al Nome di Dio, quindi, viene attribuita l’opera di Dio (cfr. i Salmi: 20,2; 54,3; 89,25). Il nome esprime la potenza divina. Ad esempio è il nome di Dio l’arma di Davide davanti a Golia :«Davide rispose al Filisteo: “Tu vieni a me con la spada, con la lancia e con l’asta. Io vengo a te nel nome del Signore degli eserciti, Dio delle schiere d’Israele, che tu hai insultato. In questo stesso giorno, il Signore ti farà cadere nelle mie mani. Io ti abbatterò e staccherò la testa dal tuo corpo e getterò i cadaveri dell’esercito filisteo agli uccelli del cielo e alle bestie selvatiche; tutta la terra saprà che vi è un Dio in Israele.” » (1Sam 17, 45-46)

Anche per gli scrittori del N.T. il nome di Dio è l’equivalente della persona divina ma applicato a Gesù. Nel suo nome si compiono prodigi (Mc 16,17-18), si guariscono gli ammalati (At 3,6). L’invocazione del suo nome è fonte di salvezza, di remissione dei peccati e di vita eterna (At 4,12; 1Gv 2,12; 1Cor 6,11; Gv 3,18; 1Gv 5,13). Il nome di Gesù è”al di sopra di ogni altro nome“(Fil 2, 8-11; Ef 1, 21; Eb 1,4).

Durante il Medioevo la devozione per il nome di Gesù è ben presente in alcuni Dottori della Chiesa, fra cui Bernardo di Chiaravalle, e in S. Francesco d’Assisi. Fu poi praticata in tutto il Senese, pochi decenni prima della predicazione di Bernardino da Siena, dai Gesuati (una fraternità laica dedita all’assistenza degli infermi, fondata nel 1360 dal senese beato Giovanni Colombini), i quali erano così detti per il loro frequente ripetere il nome di Gesù.

L’elaborazione, però, di una liturgia associata al nome di Gesù è conseguenza della predicazione di S. Bernardino da Siena, il quale focalizzò sul nome di Gesù il suo sforzo di rinnovare la Chiesa, sottolineando la centralità della persona di Gesù Cristo. Nella sottomissione al nome di Gesù, Bernardino risolveva i problemi concreti e attuali della vita pratica e sociale: gli odi politici, l’etica familiare, i doveri dei mercanti, la maldicenza, ecc.

In antitesi alle insegne araldiche delle famiglie nobiliari, le cui contese insanguinavano le città italiane, Bernardino inventò uno stemma dai colori vivaci, con cui rappresentare il nome di Gesù. Esso era costituito dal trigramma IHS, inscritto in un sole dorato con dodici raggi serpeggianti sopra uno scudo azzurro.

Questo simbolismo solare associato a Cristo, però, suscitò qualche opposizione, ma fu approvato da Pp Niccolò V (Tommaso Parentucelli, 1447-1455) nel 1450 a causa delle sue profonde radici nell’A.T. e grazie all’appassionata difesa da parte di S. Giovanni da Capestrano.

La liturgia del nome di Gesù si diffuse alla fine del XV secolo. Nel 1530, Pp Clemente VII (Giulio de’ Medici, 1523-1534)  autorizzò l’Ordine Francescano a recitare l’Ufficio del S.mo Nome di Gesù; e la celebrazione, ormai presente in varie località, fu estesa a tutta la Chiesa da Pp Innocenzo XIII (Michelangelo Conti, 1721-1724) nel 1721.

La Compagnia di Gesù diventò sostenitrice del culto e della dottrina, prendendo il trigramma bernardiniano come suo emblema e dedicando al S.mo Nome di Gesù le sue più belle e grandi chiese, edificate in tutto il mondo.

Il giorno di celebrazione variò tra le prime domeniche di gennaio, per attestarsi al 2 gennaio fino agli anni Settanta del Novecento, quando fu soppressa.

San Giovanni Paolo II (Karol Józef Wojtyła, 1978-2005) ha ripristinato al 3 gennaio la memoria facoltativa nel Calendario Romano.

Significato del nome Gesù: “Dio salva, Salvatore” (ebraico).



Fonte principale: wikipedia.org (« RIV.»).

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