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mercoledì 22 gennaio
San Vincenzo Pallotti

Sacerdote e Fondatore

VINCENT-PALLOTT
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Vincenzo Pallotti nasce a Roma, il 21 aprile 1795, in una casa in via del Pellegrino, nel rione Parione, terzo di dieci figli, da Pietro Paolo, umbro, proveniente da S. Giorgio di Cascia, e da Maria Maddalena De Rossi, romana; fu battezzato il giorno successivo, nella chiesa di S. Lorenzo in Damaso. Studiò prima presso la scuola di S. Pantaleo e successivamente al Collegio Tomano e all’Archiginnasio. Sin da giovane mostrò amore per la preghiera, la disciplina, il digiuno e la flagellazione.

Fu cresimato il 10 luglio 1801 e nel 1805 ricevette la prima comunione e gli fu concesso il privilegio, inconsueto per il tempo, di ripeterla ogni giorno. A dodici anni fu posto sotto la direzione spirituale del sacerdote Bernardino Fazzini.

Il 10 settembre 1817 divenne diacono; il 16 maggio 1818 fu ordinato sacerdotee il 15 luglio, dello stesso anno, conseguì la laurea in filosofia e teologia. Ottima preparazione, confessore al Seminario Romano e al Collegio Urbano di Propaganda Fide, attivo in molte opere di carità.

Egli visse in un tempo in cui furono posti i fondamenti del mondo moderno e di un nuovo ordine socio-politico. Le idee dell’illuminismo, le turbolenze del periodo napoleonico, la nascita della cosiddetta “questione operaia“, che sboccò nella pubblicazione del “Manifesto comunista”, le tendenze liberali, i movimenti nazionali in Europa e lo sviluppo della stampa di massa sono solo alcuni degli eventi che caratterizzarono i tempi di Vincenzo Pallotti.
Nello stesso tempo operarono Adolf Kolpng in Germania, Frederic Ozanam in Francia e Antonio Rosmini in Italia.

Vincenzo vedeva i problemi che assalivano la fede e l’incremento dei compiti legati all’annuncio del Vangelo nelle terre di missione. Davanti a tali problemi che la Chiesa doveva affrontare, il Pallotti rivolse l’attenzione sulla necessità urgente di ravvivare la fede e di riaccendere la carità tra i cattolici per portare a tutti gli uomini la buona novella della salvezza.
Nel territorio della città di Roma egli, insieme ad un gruppo di collaboratori, sviluppò una mole notevole di attività apostoliche. Nello stesso tempo si adoperò di unirle e coordinarle.

Il 4 aprile 1835 fondò la « Societas Apostolatus Cattolici » (“Unione dell’Apostolato Cattolico”), unendo sacerdoti e fratelli, suore e laici, sposati e non sposati, nel comune impegno di vivere e di propagare insieme il Vangelo.

Vincenzo Pallotti comprese che tutti i fedeli hanno con Cristo, Apostolo dell’eterno Padre, una missione per la Chiesa e per il mondo. I vescovi e i sacerdoti non possono portare da soli tutta la responsabilità dell’evangelizzazione, anche i laici hanno l’obbligo e il diritto di partecipare attivamente alla missione della Chiesa; tale concezione era nuova ai suoi tempi.

L’“Unione dell’Apostolato Cattolico”  aveva il compito di risvegliare in tutti la consapevolezza della vocazione all’apostolato e di promuovere nelle diverse parti della terra un’attiva partecipazione alla missione della Chiesa.

In molteplici scritti il Pallotti sviluppò la visione globale dell’opera della Chiesa, affinché la buona novella fosse portata a tutti gli uomini in modo ordinato e sistematico.

Muore il 22 gennaio 1850, senza aver visto il pieno sviluppo della sua opera. I suoi collaboratori più stretti continuarono la sua missione, assicurando alla Società un ulteriore sviluppo.

La U.A.C. (“Unione dell’Apostolato Cattolico”), ora conosciuta come “Società dell’Apostolato Cattolico”, conta circa 9500 membri ed è presente in 42 paesi.

Papa Pio XI (Ambrogio Damiano Achille Ratti, 1922-1939) chiamò Vincenzo Pallotti “Antesignano dell’Azione Cattolica”, il Beato Paolo VI (Giovanni Battista Montini, 1963-1978) dichiarò che dal Santo ci viene “la lezione di onorare la vocazione dell’età adulta del laicato”, San Giovanni XXIII (Angelo Giuseppe Roncalli, 1958-1963) amava additarne il luminoso esempio di “sacerdote edificatissimo”.

 

Vincenzo Pallotti è stato beatificato dal Venerabile Pio XII (Eugenio Pacelli, 1939-1958) il 22 gennaio 1950 e canonizzato da S. Giovanni XXIII (Angelo Giuseppe Roncalli, 1958-1963) il 20 gennaio 1963.

 

Significato del nome Vincenzo : “che vince, destinato a vincere” (latino).

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℣. O Dio, vieni a salvarmi.

℟. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

Inno

Notte, tenebre e nebbia,
fuggite: entra la luce,
viene Cristo Signore.

Il sole di giustizia
trasfigura ed accende
l'universo in attesa.

Con gioia pura ed umile,
fra i canti e le preghiere,
accogliamo il Signore.

Salvatore dei poveri,
la gloria del tuo volto
splenda su un mondo nuovo!

A te sia lode, o Cristo,
al Padre e al Santo Spirito,
oggi e sempre nei secoli. Amen.

1a antifona

Santa è la tua via:
chi è grande come te, Signore?

SALMO 76
Dio perdona i prodigi del suo amore

Siamo tribolati da ogni parte, ma non schiacciati: colui che ha risuscitato Gesù risusciterà anche noi (cfr 2 Cor 4, 8.14).

La mia voce sale a Dio e grido aiuto; *
la mia voce sale a Dio, finché mi ascolti.

Nel giorno dell'angoscia io cerco il Signore, †
tutta la notte la mia mano è tesa
e non si stanca; *
io rifiuto ogni conforto.

Mi ricordo di Dio e gemo, *
medito e viene meno il mio spirito.
Tu trattieni dal sonno i miei occhi, *
sono turbato e senza parole.

Ripenso ai giorni passati, *
ricordo gli anni lontani.
Un canto nella notte mi ritorna nel cuore: *
rifletto e il mio spirito si va interrogando.

Forse Dio ci respingerà per sempre, *
non sarà più benevolo con noi?
E' forse cessato per sempre il suo amore, *
è finita la sua promessa per sempre?

Può Dio aver dimenticato la misericordia, *
aver chiuso nell'ira il suo cuore?
E ho detto: «Questo è il mio tormento: *
è mutata la destra dell'Altissimo».

Ricordo le gesta del Signore, *
ricordo le tue meraviglie di un tempo.
Mi vado ripetendo le tue opere, *
considero tutte le tue gesta.

O Dio, santa è la tua via; *
quale dio è grande come il nostro Dio?
Tu sei il Dio che opera meraviglie, *
manifesti la tua forza fra le genti.

E' il tuo braccio che ha salvato il tuo popolo, *
i figli di Giacobbe e di Giuseppe.

Ti videro le acque, Dio, †
ti videro e ne furono sconvolte; *
sussultarono anche gli abissi.

Le nubi rovesciarono acqua, †
scoppiò il tuono nel cielo; *
le tue saette guizzarono.

Il fragore dei tuoi tuoni nel turbine, †
i tuoi fulmini rischiararono il mondo, *
la terra tremò e fu scossa.

Sul mare passava la tua via, †
i tuoi sentieri sulle grandi acque *
e le tue orme rimasero invisibili.

Guidasti come gregge il tuo popolo *
per mano di Mosè e di Aronne.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

1a antifona

Santa è la tua via:
chi è grande come te, Signore?

2a antifona

Il mio cuore esulta nel Signore:
è lui che umilia e innalza.

CANTICO 1 Sam 2, 1-10
La gioia e la speranza degli umili sono in Dio

Ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati (Lc 1, 52-53).

Il mio cuore esulta nel Signore, *
la mia fronte s'innalza grazie al mio Dio.
Si apre la mia bocca contro i miei nemici, *
perché io godo del beneficio che mi hai concesso.

Non c'è santo come il Signore, *
non c'è rocca come il nostro Dio.

Non moltiplicate i discorsi superbi, †
dalla vostra bocca non esca arroganza; *
perché il Signore è il Dio che sa tutto
e le sue opere sono rette.

L'arco dei forti s'è spezzato, *
ma i deboli sono rivestiti di vigore.

I sazi sono andati a giornata per un pane, *
mentre gli affamati han cessato di faticare.
La sterile ha partorito sette volte *
e la ricca di figli è sfiorita.

Il Signore fa morire e fa vivere, *
scendere agli inferi e risalire.
Il Signore rende povero e arricchisce, *
abbassa ed esalta.

Solleva dalla polvere il misero, *
innalza il povero dalle immondizie,
per farli sedere con i capi del popolo, *
e assegnare loro un seggio di gloria.

Perché al Signore appartengono i cardini della terra *
e su di essi fa poggiare il mondo.

Sui passi dei giusti egli veglia, †
ma gli empi svaniscono nelle tenebre. *
Certo non prevarrà l'uomo malgrado la sua forza.

Dal Signore saranno abbattuti i suoi avversari! *
L'Altissimo tuonerà dal cielo.

Il Signore giudicherà gli estremi confini della terra; †
al suo re darà la forza *
ed eleverà la potenza del suo Messia.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

2a antifona

Il mio cuore esulta nel Signore:
è lui che umilia e innalza.

3a antifona

Il Signore regna, esulti la terra.

SALMO 96
La gloria del Signore nel giudizio.

Questo salmo si riferisce alla salvezza e alla fede di tutte le genti in Cristo (sant'Atanasio).

Il Signore regna, esulti la terra, *
† gioiscano le isole tutte.
Nubi e tenebre lo avvolgono, *
giustizia e diritto sono la base del suo trono.

Davanti a lui cammina il fuoco *
e brucia tutt'intorno i suoi nemici.
Le sue folgori rischiarano il mondo: *
vede e sussulta la terra.

I monti fondono come cera davanti al Signore, *
davanti al Signore di tutta la terra.
I cieli annunziano la sua giustizia *
e tutti i popoli contemplano la sua gloria.

Siano confusi tutti gli adoratori di statue †
e chi si gloria dei propri idoli. *
Si prostrino a lui tutti gli dei!

Ascolta Sion e ne gioisce, †
esultano le città di Giuda *
per i tuoi giudizi, Signore.

Perché tu sei, Signore, l'Altissimo su tutta la terra, *
tu sei eccelso sopra tutti gli dèi.

Odiate il male, voi che amate il Signore: †
lui che custodisce la vita dei suoi fedeli *
li strapperà dalle mani degli empi.

Una luce si è levata per il giusto, *
gioia per i retti di cuore.
Rallegratevi, giusti, nel Signore, *
rendete grazie al suo santo nome.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

3a antifona

Il Signore regna, esulti la terra.

Dal Vangelo di ✠ Gesù Cristo secondo Marco (3, 1-6)
In quel tempo, Gesù entrò di nuovo nella sinagoga. C'era un uomo che aveva una mano inaridita,
e lo osservavano per vedere se lo guariva in giorno di sabato per poi accusarlo.
Egli disse all'uomo che aveva la mano inaridita: «Mettiti nel mezzo!».
Poi domandò loro: «E' lecito in giorno di sabato fare il bene o il male, salvare una vita o toglierla?».
Ma essi tacevano. E guardandoli tutt'intorno con indignazione, rattristato per la durezza dei loro cuori, disse a quell'uomo: «Stendi la mano!». La stese e la sua mano fu risanata.
E i farisei uscirono subito con gli erodiani e tennero consiglio contro di lui per farlo morire.

℣. O Dio, vieni a salvarmi.

℟. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

Inno

Artefice e Signore
della terra e del cielo,
aurora inestinguibile,
giorno senza tramonto,

dona alle stanche membra
la gioia del riposo,
e nel sonno rimargina
le ferite dell'anima.

Se le tenebre scendono
sulla città degli uomini,
non si spenga la fede
nel cuore dei credenti.

Te la voce proclami,
o Dio trino e unico,
te canti il nostro cuore,
te adori il nostro spirito. Amen.

1a antifona

Si compia la beata speranza,
si manifesti la gloria del nostro Salvatore.

SALMO 61
Solo in Dio la nostra pace

Il Dio della speranza vi riempia d'ogni gioia e pace nella fede (Rm 15, 13).

Solo in Dio riposa l'anima mia; *
da lui la mia salvezza.
Lui solo è mia rupe e mia salvezza, *
mia roccia di difesa: non potrò vacillare.

Fino a quando vi scaglierete contro un uomo, †
per abbatterlo tutti insieme, *
come muro cadente, come recinto che crolla?

Tramano solo di precipitarlo dall'alto, *
si compiacciono della menzogna.
Con la bocca benedicono, *
nel loro cuore maledicono.

Solo in Dio riposa l'anima mia, *
da lui la mia speranza.
Lui solo è mia rupe e mia salvezza, *
mia roccia di difesa: non potrò vacillare.

In Dio è la mia salvezza e la mia gloria; *
il mio saldo rifugio, la mia difesa è in Dio.

Confida sempre in lui, o popolo, †
davanti a lui effondi il tuo cuore, *
nostro rifugio è Dio.

Sì, sono un soffio i figli di Adamo, †
una menzogna tutti gli uomini, *
insieme, sulla bilancia,
sono meno di un soffio.

Non confidate nella violenza, *
non illudetevi della rapina;
alla ricchezza, anche se abbonda, *
non attaccate il cuore.

Una parola ha detto Dio, due ne ho udite: †
il potere appartiene a Dio, *
tua, Signore, è la grazia;

secondo le sue opere *
tu ripaghi ogni uomo.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

1a antifona

Si compia la beata speranza,
si manifesti la gloria del nostro Salvatore.

2a antifona

Fa' risplendere su di noi il tuo volto,
donaci, o Dio, la tua benedizione.

SALMO 66
Tutti i popoli glorifichino il Signore

Sia noto a voi che questa salvezza di Dio viene ora rivolta ai pagani (At 28, 28)

Dio abbia pietà di noi e ci benedica, *
su di noi faccia splendere il suo volto;
perché si conosca sulla terra la tua via, *
fra tutte le genti la tua salvezza.

Ti lodino i popoli, Dio, *
ti lodino i popoli tutti.

Esultino le genti e si rallegrino, †
perché giudichi i popoli con giustizia, *
governi le nazioni sulla terra.

Ti lodino i popoli, Dio, *
ti lodino i popoli tutti.

La terra ha dato il suo frutto. *
Ci benedica Dio, il nostro Dio,
ci benedica Dio *
e lo temano tutti i confini della terra.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

2a antifona

Fa' risplendere su di noi il tuo volto,
donaci, o Dio, la tua benedizione.

3a antifona

In Cristo l'universo è creato
e tutto sussiste in lui.

CANTICO Col 1, 3. 12-20
Cristo fu generato prima di ogni creatura, è il primogenito di coloro che risuscitano dai morti

Ringraziamo con gioia Dio, *
Padre del Signore nostro Gesù Cristo,
perché ci ha messi in grado di partecipare *
alla sorte dei santi nella luce,

ci ha liberati dal potere delle tenebre, *
ci ha trasferiti nel regno del suo Figlio diletto,
per opera del quale abbiamo la redenzione, *
la remissione dei peccati.

Cristo è immagine del Dio invisibile, *
generato prima di ogni creatura;
è prima di tutte le cose *
e tutte in lui sussistono.

Tutte le cose sono state create per mezzo di lui *
e in vista di lui:
quelle nei cieli e quelle sulla terra, *
quelle visibili e quelle invisibili.

Egli è il capo del corpo, che è la Chiesa; *
è il principio di tutto,
il primogenito di coloro che risuscitano dai morti, *
per ottenere il primato su tutte le cose.

Piacque a Dio di fare abitare in lui ogni pienezza, *
per mezzo di lui riconciliare a sé tutte le cose,
rappacificare con il sangue della sua croce *
gli esseri della terra e quelli del cielo.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

3a antifona

In Cristo l'universo è creato
e tutto sussiste in lui.

Melitone di Sardi (? - ca 195)

vescovo

Omelia sulla Pasqua, 71-73

"Rattristato per la durezza dei loro cuori"

Egli è l'agnello che non apre bocca, l'agnello ucciso, nato da Maria, agnella senza macchia. Egli fu preso dal gregge, condotto al macello, ucciso la sera, seppellito di notte (...), per risorgere dai morti e far risorgere l'uomo dalla sua tomba.

È stato messo a morte. E dove? Nel cuore di Gerusalemme. Perché? Perché aveva curato gli zoppi che vi si trovavano, purificato i suoi lebbrosi, ricondotto alla luce i suoi ciechi, e risuscitato i suoi morti (Lc 7,22). Per questo ha sofferto. Sta scritto nella Legge e nei profeti: "Mi pagano il bene col male. Tramano contro di me. Abbattiamo l'albero nel suo rigoglio, strappiamolo dalla terra dei viventi" (Sal 37,21; Ger 11,19).

Perché hai commesso tale crimine? Hai disonorato colui che ti aveva onorato, hai umiliato colui che ti aveva innalzato, hai rinnegato colui che ti aveva riconosciuto, hai respinto colui che ti aveva chiamato, hai ucciso colui che ti dava la vita. (...) Era necessario che soffrisse, ma non era necessario che avvenisse per mezzo tuo. Era necessario che fosse umiliato, ma non da te. Era necessario che fosse giudicato, ma non da te. Era necessario che fosse crocifisso, ma non dalla tua mano. Perché non hai gridato a Dio  questa preghiera: "Oh, Signore, se è necessario che tuo Figlio soffra, se tale è la tua volontà, soffra pure, ma non sia a causa mia".

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