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Sant'Alberico Crescitelli

Sacerdote e Martire

Saint Alberic Crescitelli FB

Alberico Crescitelli nasce il 30 giugno 1863 ad Altavilla Irpina (Avellino), un paese a pochi chilometri da Benevento, quarto degli undici figli di Beniamino e Degna Bruno, i quali, da buoni sposi di fede cristiana, a due giorni dalla nascita, lo portarono a battezzare nella Chiesa Madre, con i nomi di Alberico, Pietro, Pellegrino.

Finite le elementari, suo padre, farmacista del paese, lo scelse tra i figli per sorvegliare i lavoratori nei suoi poderi, un’attività che occupava molto del suo tempo, impedendogli di approfondire i suoi studi elementari. Poi il padre lo mandò a scuola dal cappellano don Fischetti, sotto la cui guida Alberico maturò la vocazione sacerdotale.

A 17 anni, l’8 novembre 1880, entrò nel Pontificio Seminario dei SS. Pietro e Paolo per le Missioni Estere, a Roma. In questo seminario studiò sette anni, approfondendo la filosofia all’archiginnasio Gregoriano e la teologia alla Pontificia Università Lateranense e alla Gregoriana, conseguendo con soddisfazione i gradi accademici. Nel frattempo, nel 1883, erano morti il padre e la sorella nel terremoto di Ischia.

Il 4 giugno 1887 fu nominato sacerdote e i suoi superiori, ritenendolo preparato per l’apostolato missionario, ne disposero la partenza con destinazione missionaria lo Shensi meridionale, in Cina.

Dopo aver trascorso un periodo nel paese natio, padre Alberico partì da Marsiglia (F) nella primavera successiva e giunse a Shangai dopo 36 giorni di navigazione.
Qui cominciò una nuova vita fatta di spostamenti in territori accidentati, risalite di fiumi e affluenti, adattamento al clima, adeguamento agli usi e costumi locali, e dopo 81  giorni di barca e 2.000 km di fiumi attraverso zone pagane, padre Alberico giunse a Hachung, città dove i missionari avevano una residenza. Iniziò gli studi della lingua, così ostica per gli europei, particolarmente per lui, come dirà nelle numerose lettere inviate alla madre in Italia, con la quale teneva un intenso legame spirituale. 

All’inizio del ‘900, in tutta la Cina, a seguito della politica antioccidentale di cui i missionari e la Chiesa erano l’espressione più lampante e radicata nel territorio, iniziarono persecuzioni, eccidi, ferimenti, omicidi di missionari e fedeli cristiani cinesi, con distruzione di chiese ed edifici collegati. Quando uscì il decreto imperiale del luglio 1900, di espulsione o uccisione dei missionari stranieri, si scatenò la prima carneficina che cominciò con l’uccisione di 29 fra suore, frati, sacerdoti missionari, vescovi, catechisti cinesi, uccisi in una orribile carneficina a colpi dì arma da taglio nel cortile del tribunale dove erano stati radunati con l’inganno. Molti eccidi furono perpetrati nei mesi seguenti.

Padre Alberico, rimasto sempre attivo nel distretto di Ningkiang, decise allora di mettersi in salvo nella vicina provincia dello Sechwan avviandosi verso Yan-pin-kwan, sul fiume Kia-lin-kiang.
Il 20 luglio 1900 entrò in un mercato passando davanti all’edificio della dogana, dove si riscuotevano le tasse per l’attraversamento dei fiumi sui confini. Qui un doganiere di nome Jao, che l’aveva riconosciuto, con fare gentile e premuroso lo convinse a rimanere nel piccolo edificio, perché la strada non era sicura e certamente sarebbe stato assalito. Padre Alberico ebbe subito la sensazione di un tradimento, ma quando chiese di allontanarsi, venne trattenuto.

Quella stessa notte, mentre pregava in un angolo, una folla accerchiò l’isolato edificio. Il missionario venne presto preso da un gruppo di persone e dopo molte torture e sofferenze, con una lama arrugginita  cominciarono a colpire e poiché la lama non era abbastanza tagliente per decapitarlo, la usarono come sega; non contenti di averlo decapitato, tagliarono il corpo in tre parti, Padre Alberico Crescitelli  muore all’alba del 21 luglio 1900 nei pressi del Villaggio Yen Tze Pien e i suoi resti gettati in un fiume.

Alberico Crescitelli è stato beatificato il 18 febbraio 1951 dal Venerabile Pio XII (Eugenio Pacelli, 1939-1958) e canonizzato il 1° ottobre 2000, in S. Pietro in Roma, da San Giovanni Paolo II (Karol Józef Wojtyła, 1978-2005).

Per approfondimenti biografici:
>>> Alberico Crescitelli(1863-1900)
>>> Alberico Crescitelli – PIME Italia (PDF)

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