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mercoledì 20 marzo
San Józef Bilvzewski

Arcivescovo di Leopoli

ARCYBISKUP JÓZEF BILCZEWSKI
MONKPRESS/EAST NEWS
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Józef Bilczewski nasce il 26 aprile 1860 a Wilamowice, presso Kęty, nell’odierna diocesi di BielskoŻywiec, già diocesi di Cracovia.

Ultimata la scuola elementare a Wilamowice e a Kęty, egli frequentò il ginnasio a Wadowice dove nel 1880 ottenne il diploma di maturità.

Il 6 luglio 1884 venne ordinato sacerdote a Cracovia dal Cardinale Albino Dunajewski.

Nel 1886 conseguì il dottorato in teologia all’Università di Vienna. Dopo ulteriori studi a Roma e a Parigi, nel 1890 sostenne l’esame di abilitazione all’Università Jaghellonica di Cracovia. Un anno dopo divenne professore di teologia dogmatica all’Università Giovanni Casimiro di Leopoli svolgendo anche, per un certo periodo, l’ufficio di decano della facoltà teologica e in seguito di rettore dell’Università stessa.

Come professore fu molto apprezzato dagli studenti e godeva nello stesso tempo la stima e l’amicizia dei suoi colleghi professori dell’Università. Si dedicava molto al lavoro scientifico e acquistò, nonostante l’età relativamente giovane, la fama di autorevole scienziato.

Le sue capacità straordinarie d’intelletto e di cuore furono notate dall’Imperatore d’Austria, Francesco Giuseppe, che presentò Mons. Giuseppe Bilczewski al Santo Padre come candidato alla sede metropolitana vacante di Leopoli.

Papa Leone XIII (Vincenzo Gioacchino Pecci, 1878-1903) accolse positivamente la proposta dell’Imperatore e il 17 dicembre 1900 nominò il quarantenne Mons. Giuseppe Bilczewski Arcivescovo di Leopoli di rito latino.

La complessa situazione sociale, economica, etnica e religiosa rese impegnativa la cura della grande diocesi e richiese al Pastore una grande forza morale, una grande fiducia in Dio, una fede rinvigorita dal continuo contatto con Dio.

L’Arcivescovo Giuseppe Bilczewski si distinse per la grande bontà di cuore, la comprensione, l’umiltà, la pietà, la laboriosità e lo zelo pastorale che scaturivano dal suo immenso amore per Dio e per il prossimo.

Prendendo possesso dell’Arcidiocesi di Leopoli indicò, molto chiaramente, il suo programma pastorale che racchiuse nelle parole “sacrificarsi totalmente per la santa Chiesa”. Egli indicava, tra le altre cose, la necessità dello sviluppo del culto al Santissimo Sacramento e il frequente accostarsi alla Santa Comunione.

Una forma particolare dell’azione pastorale dell’Arcivescovo Bilczewski furono le lettere pastorali e gli appelli indirizzati ai sacerdoti e ai fedeli dell’Arcidiocesi. Trattava in essi i problemi della fede e della morale del tempo, nonché le questioni più attuali in campo sociale. Spiegava in essi i temi del culto all’Eucaristia e al Sacro Cuore di Gesù, la pratica della Confessione e l’importanza dell’educazione religiosa e morale dei bambini e dei giovani, nella famiglia e nella scuola. Insegnava l’amore per la Chiesa e il Santo Padre. Si preoccupava, soprattutto, di coltivare numerose e sante vocazioni sacerdotali. Vedeva il sacerdote, prima di tutto, maestro della fede e strumento di Cristo, un padre sia per i ricchi che per i poveri. Impersonando Cristo sulla terra, doveva essere ministro dei sacramenti. Per questo tutto il suo cuore doveva essere dedicato alla celebrazione dell’Eucaristia, per poter nutrire il popolo di Dio col Corpo di Cristo.

Esortava, spesso, i sacerdoti all’adorazione del Santissimo Sacramento. Nella lettera pastorale dedicata al culto dell’Eucaristia, invitava i sacerdoti a partecipare alle Associazioni sacerdotali: Associazione dell’Adorazione perpetua del Santissimo Sacramento e Associazione dell’aiuto alle Chiese cattoliche povere il cui scopo era rinvigorire lo zelo dei sacerdoti stessi. Dedicò anche molta cura alla preparazione dei bambini alla piena partecipazione alla Santa Messa, desiderando che ogni catechesi conducesse i bambini e i giovani all’Eucaristia.

L’Arcivescovo Giuseppe Bilczewski promosse la costruzione di chiese e cappelle, scuole e asili, sviluppò l’insegnamento per far crescere l’istruzione nei fedeli. Aiutava spiritualmente e materialmente le opere più significative che nascevano nella sua Arcidiocesi. La sua vita santa, colma di preghiera, di lavoro e di opere di misericordia fece sì che godesse di grande apprezzamento e rispetto da parte di tutte le confessioni, i riti e le nazionalità presenti in Arcidiocesi. Nel periodo del suo lavoro pastorale non sorsero conflitti nazionalistici o religiosi. Fu un propugnatore dell’unità, della concordia e della pace. Nelle questioni sociali stava sempre dalla parte del popolo e dei poveri. Insegnava che il fondamento della vita sociale deve essere la giustizia perfezionata dall’amore cristiano.

Durante la prima guerra mondiale, quando gli animi erano invasi da odio e da disprezzo, indicava alla gente l’amore infinito di Dio, capace di perdono di ogni sorta di peccato e di offesa. Ricordava la necessità di osservare i comandamenti di Dio e, in particolare quello dell’amore fraterno. Sensibile alle questioni sociali riguardanti la famiglia e la gioventù proponeva con coraggio la soluzione dei problemi in base ai comandamenti dell’amore di Dio e del prossimo. Durante i 23 anni del suo servizio pastorale, ha cambiato il volto dell’Arcidiocesi di Leopoli.

Solo la morte, avvenuta il 20 marzo 1923, ha messo fine alla sua vasta e lungimirante azione pastorale. Lasciò questo mondo godendo fama universale di santità. Secondo la sua volontà fu sepolto nel cimitero di Janów, chiamato il cimitero dei poveri, a Leopoli, desiderando riposare tra coloro per i quali era sempre stato padre e protettore.

Grazie all’impegno dell’Arcidiocesi di Leopoli fu istruito il processo di beatificazione e di canonizzazione. La prima tappa venne conclusa il 17 dicembre 1997 con la dichiarazione dell’eroicità delle virtù dell’Arcivescovo Giuseppe Bilczewski da parte di San Giovanni Paolo II (Karol Józef Wojtyła, 1978-2005).

Nel mese di giugno 2001 è stato riconosciuto, dalla Congregazione delle Cause dei Santi, come miracoloso, il fatto della rapida, duratura e inspiegabile “quoad modum” guarigione di Marcin Gawlik, ragazzo di 9 anni, da ustioni molto gravi, ottenuta da Dio per l’intercessione dell’Arcivescovo Bilczewski.

Si apriva in tal modo la via per la beatificazione, che ebbe luogo il 26 giugno 2001, nella stessa Leopoli, durante la visita apostolica in Ucraina di San Giovanni Paolo II.

Papa Benedetto XVI (Joseph Ratzinger, 2005-2013), nella sua prima cerimonia di canonizzazione, lo ha proclamato santo il 23 ottobre 2005 in Piazza San Pietro.

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℣. O Dio, vieni a salvarmi.

℟. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

Inno

Nella santa assemblea,
o nel segreto dell'anima,
prostriamoci e imploriamo
la divina clemenza.

Dall'ira del giudizio
liberaci, o Padre buono;
non togliere ai tuoi figli
il segno della tua gloria.

Ricorda che ci plasmasti
col soffio del tuo Spirito:
siam tua vigna, tuo popolo,
e opera delle tue mani.

Perdona i nostri errori,
sana le nostre ferite,
guidaci con la tua grazia
alla vittoria pasquale.

Sia lode al Padre altissimo,
al Figlio e al Santo Spirito
com'era nel principio,
ora e nei secoli eterni. Amen.

1a antifona

Santa è la tua via:
chi è grande come te, Signore?

SALMO 76
Dio rinnova i prodigi del suo amore

Siamo tribolati da ogni parte, ma non schiacciati: colui che ha risuscitato Gesù risusciterà anche noi (cfr 2 Cor 4, 8.14).

La mia voce sale a Dio e grido aiuto; *
la mia voce sale a Dio, finché mi ascolti.

Nel giorno dell'angoscia io cerco il Signore, †
tutta la notte la mia mano è tesa
e non si stanca; *
io rifiuto ogni conforto.

Mi ricordo di Dio e gemo, *
medito e viene meno il mio spirito.
Tu trattieni dal sonno i miei occhi, *
sono turbato e senza parole.

Ripenso ai giorni passati, *
ricordo gli anni lontani.
Un canto nella notte mi ritorna nel cuore: *
rifletto e il mio spirito si va interrogando.

Forse Dio ci respingerà per sempre, *
non sarà più benevolo con noi?
E' forse cessato per sempre il suo amore, *
è finita la sua promessa per sempre?

Può Dio aver dimenticato la misericordia, *
aver chiuso nell'ira il suo cuore?
E ho detto: «Questo è il mio tormento: *
è mutata la destra dell'Altissimo».

Ricordo le gesta del Signore, *
ricordo le tue meraviglie di un tempo.
Mi vado ripetendo le tue opere, *
considero tutte le tue gesta.

O Dio, santa è la tua via; *
quale dio è grande come il nostro Dio?
Tu sei il Dio che opera meraviglie, *
manifesti la tua forza fra le genti.

E' il tuo braccio che ha salvato il tuo popolo, *
i figli di Giacobbe e di Giuseppe.

Ti videro le acque, Dio, †
ti videro e ne furono sconvolte; *
sussultarono anche gli abissi.

Le nubi rovesciarono acqua, †
scoppiò il tuono nel cielo; *
le tue saette guizzarono.

Il fragore dei tuoi tuoni nel turbine, †
i tuoi fulmini rischiararono il mondo, *
la terra tremò e fu scossa.

Sul mare passava la tua via, †
i tuoi sentieri sulle grandi acque *
e le tue orme rimasero invisibili.

Guidasti come gregge il tuo popolo *
per mano di Mosè e di Aronne.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

1a antifona

Santa è la tua via:
chi è grande come te, Signore?

2a antifona

Il mio cuore esulta nel Signore:
è lui che umilia e innalza.

CANTICO 1Sam 2, 1-10
La gioia e la speranza degli umili è in Dio

Ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati (Lc 1, 52-53).

Il mio cuore esulta nel Signore, *
la mia fronte s'innalza grazie al mio Dio.
Si apre la mia bocca contro i miei nemici, *
perché io godo del beneficio che mi hai concesso.

Non c'è santo come il Signore, *
non c'è rocca come il nostro Dio.

Non moltiplicate i discorsi superbi, †
dalla vostra bocca non esca arroganza; *
perché il Signore è il Dio che sa tutto
e le sue opere sono rette.

L'arco dei forti s'è spezzato, *
ma i deboli sono rivestiti di vigore.

I sazi sono andati a giornata per un pane, *
mentre gli affamati han cessato di faticare.
La sterile ha partorito sette volte *
e la ricca di figli è sfiorita.

Il Signore fa morire e fa vivere, *
scendere agli inferi e risalire.
Il Signore rende povero e arricchisce, *
abbassa ed esalta.

Solleva dalla polvere il misero, *
innalza il povero dalle immondizie,
per farli sedere con i capi del popolo, *
e assegnare loro un seggio di gloria.

Perché al Signore appartengono i cardini della terra *
e su di essi fa poggiare il mondo.

Sui passi dei giusti egli veglia, †
ma gli empi svaniscono nelle tenebre. *
Certo non prevarrà l'uomo malgrado la sua forza.

Dal Signore saranno abbattuti i suoi avversari! *
L'Altissimo tuonerà dal cielo.

Il Signore giudicherà gli estremi confini della terra; †
al suo re darà la forza *
ed eleverà la potenza del suo Messia.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

2a antifona

Il mio cuore esulta nel Signore:
è lui che umilia e innalza.

3a antifona

Il Signore regna, esulti la terra. †

SALMO 96
La gloria del Signore nel giudizio

Questo salmo si riferisce alla salvezza e alla fede di tutte le genti in Cristo (sant'Atanasio).

Il Signore regna, esulti la terra, *
† gioiscano le isole tutte.
Nubi e tenebre lo avvolgono, *
giustizia e diritto sono la base del suo trono.

Davanti a lui cammina il fuoco *
e brucia tutt'intorno i suoi nemici.
Le sue folgori rischiarano il mondo: *
vede e sussulta la terra.

I monti fondono come cera davanti al Signore, *
davanti al Signore di tutta la terra.
I cieli annunziano la sua giustizia *
e tutti i popoli contemplano la sua gloria.

Siano confusi tutti gli adoratori di statue †
e chi si gloria dei propri idoli. *
Si prostrino a lui tutti gli dei!

Ascolta Sion e ne gioisce, †
esultano le città di Giuda *
per i tuoi giudizi, Signore.

Perché tu sei, Signore, l'Altissimo su tutta la terra, *
tu sei eccelso sopra tutti gli dèi.

Odiate il male, voi che amate il Signore: †
lui che custodisce la vita dei suoi fedeli *
li strapperà dalle mani degli empi.

Una luce si è levata per il giusto, *
gioia per i retti di cuore.
Rallegratevi, giusti, nel Signore, *
rendete grazie al suo santo nome.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

3a antifona

Il Signore regna, esulti la terra.

Dal Vangelo di ✠ Gesù Cristo secondo Matteo (20, 17-28)
In quel tempo, mentre saliva a Gerusalemme, Gesù prese in disparte i Dodici e lungo la via disse loro:
«Ecco, noi stiamo salendo a Gerusalemme e il Figlio dell'uomo sarà consegnato ai sommi sacerdoti e agli scribi, che lo condanneranno a morte
e lo consegneranno ai pagani perché sia schernito e flagellato e crocifisso; ma il terzo giorno risusciterà».
Allora gli si avvicinò la madre dei figli di Zebedèo con i suoi figli, e si prostrò per chiedergli qualcosa.
Egli le disse: «Che cosa vuoi?». Gli rispose: «Dì che questi miei figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo regno».
Rispose Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io sto per bere?». Gli dicono: «Lo possiamo».
Ed egli soggiunse: «Il mio calice lo berrete; però non sta a me concedere che vi sediate alla mia destra o alla mia sinistra, ma è per coloro per i quali è stato preparato dal Padre mio».
Gli altri dieci, udito questo, si sdegnarono con i due fratelli;
ma Gesù, chiamatili a sé, disse: «I capi delle nazioni, voi lo sapete, dominano su di esse e i grandi esercitano su di esse il potere.
Non così dovrà essere tra voi; ma colui che vorrà diventare grande tra voi, si farà vostro servo,
e colui che vorrà essere il primo tra voi, si farà vostro schiavo;
appunto come il Figlio dell'uomo, che non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la sua vita in riscatto per molti».

℣. O Dio, vieni a salvarmi.

℟. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

Inno

Accogli, o Dio pietoso,
le preghiere e le lacrime
che il tuo popolo effonde
in questo tempo santo.

Tu che scruti e conosci
i segreti dei cuori,
concedi ai penitenti
la grazia del perdono.

Grande è il nostro peccato,
ma più grande è il tuo amore:
cancella i nostri debiti
a gloria del tuo nome.

Risplenda la tua lampada
sopra il nostro cammino,
la tua mano ci guidi
alla meta pasquale.

Ascolta, o Padre altissimo,
tu che regni nei secoli
con il Cristo tuo Figlio
e lo Spirito Santo. Amen.

1a antifona

Si compia la beata speranza,
si manifesti la gloria del nostro Salvatore.

SALMO 61
Solo in Dio la nostra pace

Il Dio della speranza vi riempia d'ogni gioia e pace nella fede (Rm 15, 13).

Solo in Dio riposa l'anima mia; *
da lui la mia salvezza.
Lui solo è mia rupe e mia salvezza, *
mia roccia di difesa: non potrò vacillare.

Fino a quando vi scaglierete contro un uomo, †
per abbatterlo tutti insieme, *
come muro cadente, come recinto che crolla?

Tramano solo di precipitarlo dall'alto, *
si compiacciono della menzogna.
Con la bocca benedicono, *
nel loro cuore maledicono.

Solo in Dio riposa l'anima mia, *
da lui la mia speranza.
Lui solo è mia rupe e mia salvezza, *
mia roccia di difesa: non potrò vacillare.

In Dio è la mia salvezza e la mia gloria; *
il mio saldo rifugio, la mia difesa è in Dio.

Confida sempre in lui, o popolo, †
davanti a lui effondi il tuo cuore, *
nostro rifugio è Dio.

Sì, sono un soffio i figli di Adamo, †
una menzogna tutti gli uomini, *
insieme, sulla bilancia,
sono meno di un soffio.

Non confidate nella violenza, *
non illudetevi della rapina;
alla ricchezza, anche se abbonda, *
non attaccate il cuore.

Una parola ha detto Dio, due ne ho udite: †
il potere appartiene a Dio, *
tua, Signore, è la grazia;

secondo le sue opere *
tu ripaghi ogni uomo.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

1a antifona

Si compia la beata speranza,
si manifesti la gloria del nostro Salvatore.

2a antifona

Fa' risplendere su di noi il tuo volto,
donaci, o Dio, la tua benedizione.

SALMO 66
Tutti i popoli glorificano il Signore

Sia noto a voi che questa salvezza di Dio viene ora rivolta ai pagani (At 28, 28)

Dio abbia pietà di noi e ci benedica, *
su di noi faccia splendere il suo volto;
perché si conosca sulla terra la tua via, *
fra tutte le genti la tua salvezza.

Ti lodino i popoli, Dio, *
ti lodino i popoli tutti.

Esultino le genti e si rallegrino, †
perché giudichi i popoli con giustizia, *
governi le nazioni sulla terra.

Ti lodino i popoli, Dio, *
ti lodino i popoli tutti.

La terra ha dato il suo frutto. *
Ci benedica Dio, il nostro Dio,
ci benedica Dio *
e lo temano tutti i confini della terra.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

2a antifona

Fa' risplendere su di noi il tuo volto,
donaci, o Dio, la tua benedizione.

3a antifona

In Cristo l'universo è creato
e tutto sussiste in lui.

CANTICO Col 1, 3. 12-20
Cristo fu generato prima di ogni creatura, è il primogenito di coloro che risuscitano dai morti.

Ringraziamo con gioia Dio, *
Padre del Signore nostro Gesù Cristo,
perché ci ha messi in grado di partecipare *
alla sorte dei santi nella luce,

ci ha liberati dal potere delle tenebre, *
ci ha trasferiti nel regno del suo Figlio diletto,
per opera del quale abbiamo la redenzione, *
la remissione dei peccati.

Cristo è immagine del Dio invisibile, *
generato prima di ogni creatura;
è prima di tutte le cose *
e tutte in lui sussistono.

Tutte le cose sono state create per mezzo di lui *
e in vista di lui:
quelle nei cieli e quelle sulla terra, *
quelle visibili e quelle invisibili.

Egli è il capo del corpo, che è la Chiesa; *
è il principio di tutto,
il primogenito di coloro che risuscitano dai morti, *
per ottenere il primato su tutte le cose.

Piacque a Dio di fare abitare in lui ogni pienezza, *
per mezzo di lui riconciliare a sé tutte le cose,
rappacificare con il sangue della sua croce *
gli esseri della terra e quelli del cielo.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

3a antifona

In Cristo l'universo è creato
e tutto sussiste in lui.

Basilio di Seleucia (?-ca 468)

vescovo

Discorsi, 24; PG 85, 282

"Di’ che questi miei figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo Regno"

Vuoi vedere la fede di questa donna? Ebbene considera il momento in cui fa la sua richiesta… La croce è pronta, la Passione imminente, la folla dei nemici già pronta al suo posto. Il Maestro ha parlato della sua morte, i discepoli sono preoccupati: prima della Passione, tremano alla sua evocazione. Quello che hanno udito li lascia stupefatti; sono presi da turbamento. Proprio in questo momento, questa madre, staccatasi dal gruppo dei discepoli, domanda addirittura il Regno, e richiede un trono per i suoi figli.

Cosa dici, donna? Senti parlare di croce e tu chiedi un trono? Si tratta della Passione, e tu desideri il Regno? Lasci dunque i discepoli al loro timore e alla loro preoccupazione del pericolo. Ma di dove ti è mai venuto di chiedere tale dignità? Fra tutto quello che è stato appena detto, cosa ti ha condotta a pensare al Regno?…

Vedo la Passione, dice lei, eppure prevedo anche la Risurrezione. Vedo la croce piantata, e contemplo il cielo aperto. Guardo i chiodi, ma vedo anche il trono… Ho sentito il Signore in persona dire: "Siederete anche voi su dodici troni" (Mt 19,28). Vedo l’avvenire con gli occhi della fede.

Secondo me, questa donna è andata fino a precedere le parole del ladrone. Sulla croce, il ladrone pronunciò la preghiera: "Ricordati di me quando entrerai nel tuo Regno" (Lc 23,42). Prima della croce, lei ha preso il Regno come oggetto della sua supplica… Che desiderio inserito nella visione dell’avvenire! Ciò che era nascosto dal tempo, la fede lo vedeva.

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