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mercoledì 12 giugno
San Gaspare Bertoni

Sacerdote e Fondatore

GASPARE BERTONI
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Gaspare Bertoni nasce a Verona, nella repubblica di Venezia, il 9 ottobre 1777, da Francesco e da Brunora Ravelli. Fu battezzato il giorno successivo dal prozio paterno, don Giacomo, nella parrocchiale di S. Paolo Campo Marzo. Nelle due famiglie dei genitori prevaleva la professione notarile con un discreto benessere materiale. In quest’ambiente crebbe il giovane Gaspare, alle scuole di S. Sebastiano, divenute comunali dopo la soppressione dei Gesuiti.

Presto fu posto di fronte ad alcuni drammi familiari, come la morte della sua unica sorellina ancora bambina, l’incapacità del padre ad amministrare i beni della famiglia e, non ultimo, la separazione dei genitori, pur decisa di mutuo accordo. Chiamato, fin dalla prima Comunione, allora undicenne, sulla via dell’unione mistica, maturò la sua vocazione sacerdotale a 18 anni. Nella frequenza dei corsi di Teologia, come esterno del Seminario, trovò nel professore di Morale, don Nicola Galvani, la sua illuminata guida spirituale.

Con l’ordinazione sacerdotale (20 settembre 1800) si trovò alle soglie del nuovo secolo con un mondo tutto in subbuglio e bisognoso di molteplici interventi per la soluzione dei gravi problemi che lo agitavano. La città di Verona viveva tempi tristi. Era teatro di continue lotte tra i francesi e gli austriaci che se la contendevano; in conseguenza a ciò soffriva le piaghe della povertà e della fame. I ragazzi, erano abbandonati a se stessi, la gioventù appariva disorientata, ammalati e feriti languivano negli ospedali e perfino il clero era sottoposto all’influenza, per nulla salubre, del vento della rivoluzione francese.

Già da seminarista si era dedicato agli ammalati feriti, in seno all’Evangelica Fratellanza

degli Spedalieri, appena istituita. Ora però, ricevuto dal parroco l’incarico della gioventù, si gettò con tutte le sue forze e capacità organizzative nel nuovo campo d’apostolato.

Fondò un primo Oratorio in forma di “Coorte Mariana”, mirando alla formazione cristiana e sociale dei giovani. Questo lavoro con i giovani fu così fruttuoso che la gente cominciò a riconoscerlo come “Apostolo dei Giovani“. Ma sopravvenne di schianto la soppressione napoleonica (1807) e don Gaspare riservò l’attuazione dei suoi piani a tempi migliori.

Intanto assumeva la direzione spirituale di parecchie persone quali Maddalena di Canossa, Leopoldina Naudet e Teodora Campostrini che guidava e consigliava nella fondazione delle loro famiglie religiose.

Nel settembre 1810, don Gaspare, fu incaricato dal Vescovo della direzione spirituale dei chierici del Seminario. E, di fatto, il Seminario che era passato per una crisi economica e morale delle più disastrose, recuperava in breve tempo la sua giusta fisionomia di luogo di maturazione per i futuri ministri di Dio.

Chiamato a collaborare in una grande missione popolare nella parrocchia di S. Fermo in Verona, rivelò il suo grande spirito di evangelizzatore tanto da ottenere, il 20 dicembre 1817, da Pp Pio VII (Barnaba Chiaramonti, 1800-1823), il titolo e le facoltà di“missionario apostolico”.

Pur facendosi tutto a tutti per tutti guadagnare a Cristo, don Gaspare coltivava anche una vita interiore molto intensa, che venne gratificata, come appare dal suo “Memoriale Privato”, da vari doni mistici : fra questi è da segnalare la chiamata, mediante particolari segni dall’alto, alla fondazione di una famiglia religiosa.

Il 4 novembre 1816 si ritirava con due compagni presso la chiesa soppressa delle Sacre Stimmate di S. Francesco (di qui il nome adattato della sua Congregazione e la diffusione della devozione alla passione e alle piaghe del Signore), dove iniziava, occultamente, sotto lo schermo di una scuola popolare, il suo servizio gratuito alla Chiesa e alla società, in una vita comune di stretta osservanza e rigida penitenza, additando come programma una intensa vita di contemplazione e un vasto apostolato, comprendente l’educazione della gioventù, la formazione del Clero e la predicazione missionaria, in una perfetta disponibilità alle richieste dei Vescovi.

All’età di 35 anni, all’indomani di un’estasi avuta davanti al Crocifisso (30 maggio 1812), venne colpito da “migliare” (infezione tubercolare acuta) che lo portò all’orlo della tomba. Si riebbe quasi per miracolo, ma rimase per i restanti 41 anni di vita un valetudinario (debole di salute, malaticcio), dando mirabile esempio di pazienza con un eroico fiducioso abbandono nelle mani di Dio.

Sul letto dei suoi inenarrabili dolori divenne angelo di consiglio per innumerevoli anime come il Beato Carlo Steeb, i servi di Dio don Nicola Mazza e don Antonio Provolo ed altri che giungevano a Verona, anche da fuori, per incontrarsi con lui.

Vera immagine del Cristo Crocifisso, con le sue quasi trecento operazioni chirurgiche subite alla gamba destra, pareva non fosse mai pago di soffrire per il bene della Chiesa, per la salvezza delle anime. “Padre – gli chiese l’infermiere – ha bisogno di qualche cosa? Ho bisogno di patire”, fu la risposta degli ultimi aneliti. Si spegne santamente, alle 15,30,  il 12 giugno 1853.

Il 1° novembre 1975 fu elevato agli onori dell’altare dal Beato Paolo VI (Giovanni Battista Montini).

Il 1° novembre 1989 fu canonizzato da San Giovanni Paolo II (Karol Józef Wojtyła, 1978-2005).

La sua “Congregazione delle Sacre Stimmate di N. S. G. C.”, fecondata da tante sofferenze, si è gradualmente diffusa fuori Verona in altre città d’Italia, poi negli Stati Uniti, nel Brasile, nel Cile, nelle Filippine e nei territori di missione: Sud Africa, Costa d’Avorio, Tanzania e Thailandia.

 

Significato del nome Gaspare : “amabile maestro” (persiano).

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℣. O Dio, vieni a salvarmi.

℟. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

Inno

Notte, tenebre e nebbia,
fuggite: entra la luce,
viene Cristo Signore.

Il sole di giustizia
trasfigura ed accende
l'universo in attesa.

Con gioia pura ed umile,
fra i canti e le preghiere,
accogliamo il Signore.

Salvatore dei poveri,
la gloria del tuo volto
splenda su un mondo nuovo!

A te sia lode, o Cristo,
al Padre e al Santo Spirito,
oggi e sempre nei secoli. Amen.

1a antifona

Santa è la tua via:
chi è grande come te, Signore?

SALMO 76
Dio perdona i prodigi del suo amore

Siamo tribolati da ogni parte, ma non schiacciati: colui che ha risuscitato Gesù risusciterà anche noi (cfr 2 Cor 4, 8.14).

La mia voce sale a Dio e grido aiuto; *
la mia voce sale a Dio, finché mi ascolti.

Nel giorno dell'angoscia io cerco il Signore, †
tutta la notte la mia mano è tesa
e non si stanca; *
io rifiuto ogni conforto.

Mi ricordo di Dio e gemo, *
medito e viene meno il mio spirito.
Tu trattieni dal sonno i miei occhi, *
sono turbato e senza parole.

Ripenso ai giorni passati, *
ricordo gli anni lontani.
Un canto nella notte mi ritorna nel cuore: *
rifletto e il mio spirito si va interrogando.

Forse Dio ci respingerà per sempre, *
non sarà più benevolo con noi?
E' forse cessato per sempre il suo amore, *
è finita la sua promessa per sempre?

Può Dio aver dimenticato la misericordia, *
aver chiuso nell'ira il suo cuore?
E ho detto: «Questo è il mio tormento: *
è mutata la destra dell'Altissimo».

Ricordo le gesta del Signore, *
ricordo le tue meraviglie di un tempo.
Mi vado ripetendo le tue opere, *
considero tutte le tue gesta.

O Dio, santa è la tua via; *
quale dio è grande come il nostro Dio?
Tu sei il Dio che opera meraviglie, *
manifesti la tua forza fra le genti.

E' il tuo braccio che ha salvato il tuo popolo, *
i figli di Giacobbe e di Giuseppe.

Ti videro le acque, Dio, †
ti videro e ne furono sconvolte; *
sussultarono anche gli abissi.

Le nubi rovesciarono acqua, †
scoppiò il tuono nel cielo; *
le tue saette guizzarono.

Il fragore dei tuoi tuoni nel turbine, †
i tuoi fulmini rischiararono il mondo, *
la terra tremò e fu scossa.

Sul mare passava la tua via, †
i tuoi sentieri sulle grandi acque *
e le tue orme rimasero invisibili.

Guidasti come gregge il tuo popolo *
per mano di Mosè e di Aronne.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

1a antifona

Santa è la tua via:
chi è grande come te, Signore?

2a antifona

Il mio cuore esulta nel Signore:
è lui che umilia e innalza.

CANTICO 1 Sam 2, 1-10
La gioia e la speranza degli umili sono in Dio

Ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati (Lc 1, 52-53).

Il mio cuore esulta nel Signore, *
la mia fronte s'innalza grazie al mio Dio.
Si apre la mia bocca contro i miei nemici, *
perché io godo del beneficio che mi hai concesso.

Non c'è santo come il Signore, *
non c'è rocca come il nostro Dio.

Non moltiplicate i discorsi superbi, †
dalla vostra bocca non esca arroganza; *
perché il Signore è il Dio che sa tutto
e le sue opere sono rette.

L'arco dei forti s'è spezzato, *
ma i deboli sono rivestiti di vigore.

I sazi sono andati a giornata per un pane, *
mentre gli affamati han cessato di faticare.
La sterile ha partorito sette volte *
e la ricca di figli è sfiorita.

Il Signore fa morire e fa vivere, *
scendere agli inferi e risalire.
Il Signore rende povero e arricchisce, *
abbassa ed esalta.

Solleva dalla polvere il misero, *
innalza il povero dalle immondizie,
per farli sedere con i capi del popolo, *
e assegnare loro un seggio di gloria.

Perché al Signore appartengono i cardini della terra *
e su di essi fa poggiare il mondo.

Sui passi dei giusti egli veglia, †
ma gli empi svaniscono nelle tenebre. *
Certo non prevarrà l'uomo malgrado la sua forza.

Dal Signore saranno abbattuti i suoi avversari! *
L'Altissimo tuonerà dal cielo.

Il Signore giudicherà gli estremi confini della terra; †
al suo re darà la forza *
ed eleverà la potenza del suo Messia.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

2a antifona

Il mio cuore esulta nel Signore:
è lui che umilia e innalza.

3a antifona

Il Signore regna, esulti la terra.

SALMO 96
La gloria del Signore nel giudizio.

Questo salmo si riferisce alla salvezza e alla fede di tutte le genti in Cristo (sant'Atanasio).

Il Signore regna, esulti la terra, *
† gioiscano le isole tutte.
Nubi e tenebre lo avvolgono, *
giustizia e diritto sono la base del suo trono.

Davanti a lui cammina il fuoco *
e brucia tutt'intorno i suoi nemici.
Le sue folgori rischiarano il mondo: *
vede e sussulta la terra.

I monti fondono come cera davanti al Signore, *
davanti al Signore di tutta la terra.
I cieli annunziano la sua giustizia *
e tutti i popoli contemplano la sua gloria.

Siano confusi tutti gli adoratori di statue †
e chi si gloria dei propri idoli. *
Si prostrino a lui tutti gli dei!

Ascolta Sion e ne gioisce, †
esultano le città di Giuda *
per i tuoi giudizi, Signore.

Perché tu sei, Signore, l'Altissimo su tutta la terra, *
tu sei eccelso sopra tutti gli dèi.

Odiate il male, voi che amate il Signore: †
lui che custodisce la vita dei suoi fedeli *
li strapperà dalle mani degli empi.

Una luce si è levata per il giusto, *
gioia per i retti di cuore.
Rallegratevi, giusti, nel Signore, *
rendete grazie al suo santo nome.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

3a antifona

Il Signore regna, esulti la terra.

Dal Vangelo di ✠ Gesù Cristo secondo Matteo (5, 17-19)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: « Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento.
In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà neppure un iota o un segno dalla legge, senza che tutto sia compiuto.
Chi dunque trasgredirà uno solo di questi precetti, anche minimi, e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà agli uomini, sarà considerato grande nel regno dei cieli. » 

℣. O Dio, vieni a salvarmi.

℟. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

Inno

Artefice e Signore
della terra e del cielo,
aurora inestinguibile,
giorno senza tramonto,

dona alle stanche membra
la gioia del riposo,
e nel sonno rimargina
le ferite dell'anima.

Se le tenebre scendono
sulla città degli uomini,
non si spenga la fede
nel cuore dei credenti.

Te la voce proclami,
o Dio trino e unico,
te canti il nostro cuore,
te adori il nostro spirito. Amen.

1a antifona

Si compia la beata speranza,
si manifesti la gloria del nostro Salvatore.

SALMO 61
Solo in Dio la nostra pace

Il Dio della speranza vi riempia d'ogni gioia e pace nella fede (Rm 15, 13).

Solo in Dio riposa l'anima mia; *
da lui la mia salvezza.
Lui solo è mia rupe e mia salvezza, *
mia roccia di difesa: non potrò vacillare.

Fino a quando vi scaglierete contro un uomo, †
per abbatterlo tutti insieme, *
come muro cadente, come recinto che crolla?

Tramano solo di precipitarlo dall'alto, *
si compiacciono della menzogna.
Con la bocca benedicono, *
nel loro cuore maledicono.

Solo in Dio riposa l'anima mia, *
da lui la mia speranza.
Lui solo è mia rupe e mia salvezza, *
mia roccia di difesa: non potrò vacillare.

In Dio è la mia salvezza e la mia gloria; *
il mio saldo rifugio, la mia difesa è in Dio.

Confida sempre in lui, o popolo, †
davanti a lui effondi il tuo cuore, *
nostro rifugio è Dio.

Sì, sono un soffio i figli di Adamo, †
una menzogna tutti gli uomini, *
insieme, sulla bilancia,
sono meno di un soffio.

Non confidate nella violenza, *
non illudetevi della rapina;
alla ricchezza, anche se abbonda, *
non attaccate il cuore.

Una parola ha detto Dio, due ne ho udite: †
il potere appartiene a Dio, *
tua, Signore, è la grazia;

secondo le sue opere *
tu ripaghi ogni uomo.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

1a antifona

Si compia la beata speranza,
si manifesti la gloria del nostro Salvatore.

2a antifona

Fa' risplendere su di noi il tuo volto,
donaci, o Dio, la tua benedizione.

SALMO 66
Tutti i popoli glorifichino il Signore

Sia noto a voi che questa salvezza di Dio viene ora rivolta ai pagani (At 28, 28)

Dio abbia pietà di noi e ci benedica, *
su di noi faccia splendere il suo volto;
perché si conosca sulla terra la tua via, *
fra tutte le genti la tua salvezza.

Ti lodino i popoli, Dio, *
ti lodino i popoli tutti.

Esultino le genti e si rallegrino, †
perché giudichi i popoli con giustizia, *
governi le nazioni sulla terra.

Ti lodino i popoli, Dio, *
ti lodino i popoli tutti.

La terra ha dato il suo frutto. *
Ci benedica Dio, il nostro Dio,
ci benedica Dio *
e lo temano tutti i confini della terra.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

2a antifona

Fa' risplendere su di noi il tuo volto,
donaci, o Dio, la tua benedizione.

3a antifona

In Cristo l'universo è creato
e tutto sussiste in lui.

CANTICO Col 1, 3. 12-20
Cristo fu generato prima di ogni creatura, è il primogenito di coloro che risuscitano dai morti

Ringraziamo con gioia Dio, *
Padre del Signore nostro Gesù Cristo,
perché ci ha messi in grado di partecipare *
alla sorte dei santi nella luce,

ci ha liberati dal potere delle tenebre, *
ci ha trasferiti nel regno del suo Figlio diletto,
per opera del quale abbiamo la redenzione, *
la remissione dei peccati.

Cristo è immagine del Dio invisibile, *
generato prima di ogni creatura;
è prima di tutte le cose *
e tutte in lui sussistono.

Tutte le cose sono state create per mezzo di lui *
e in vista di lui:
quelle nei cieli e quelle sulla terra, *
quelle visibili e quelle invisibili.

Egli è il capo del corpo, che è la Chiesa; *
è il principio di tutto,
il primogenito di coloro che risuscitano dai morti, *
per ottenere il primato su tutte le cose.

Piacque a Dio di fare abitare in lui ogni pienezza, *
per mezzo di lui riconciliare a sé tutte le cose,
rappacificare con il sangue della sua croce *
gli esseri della terra e quelli del cielo.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

3a antifona

In Cristo l'universo è creato
e tutto sussiste in lui.

San Giovanni Paolo II (1920-2005)

papa

Discorso alla sinagoga di Roma 13.04.1986 (© Libreria Editrice Vaticana)

“Non son venuto per abolire, ma per dare compimento”

L'odierna visita vuole recare un deciso contributo al consolidamento dei buoni rapporti tra le nostre due comunità...  Tra le molte ricchezze di questo numero 4 della Nostra Aetate, ... il primo è che la Chiesa di Cristo scopre il suo “legame” con l'Ebraismo “scrutando il suo proprio mistero”. La religione ebraica non ci è “estrinseca”, ma in un certo qual modo, è “intrinseca” alla nostra religione. Abbiamo quindi verso di essa dei rapporti che non abbiamo con nessun'altra religione. Siete i nostri fratelli prediletti e, in un certo modo, si potrebbe dire i nostri fratelli maggiori. ...

La strada intrapresa è ancora agli inizi, e quindi ci vorrà ancora parecchio, ... per sopprimere ogni forma seppur subdola di pregiudizio, ... e quindi per presentare ... il vero volto degli ebrei e dell'Ebraismo, come anche dei cristiani e del Cristianesimo... A nessuno sfugge che la divergenza fondamentale fin dalle origini è l'adesione di noi cristiani alla persona e all'insegnamento di Gesù di Nazaret, figlio del vostro popolo, dal quale sono nati anche Maria Vergine, gli apostoli, “fondamento e colonne della Chiesa”, e la maggioranza dei membri della prima comunità cristiana. ... Occorre dire, poi, che le vie aperte alla nostra collaborazione, alla luce della comune eredità tratta dalla Legge e dai profeti, sono varie e importanti: ... anzitutto una collaborazione in favore dell'uomo ...,  della sua dignità, della sua libertà, dei suoi diritti, del suo svilupparsi in una società ... dove regni la giustizia e dove... sia la pace a imperare, lo “shalom” auspicato dai legislatori, dai profeti e dai saggi d'Israele. ...

Che da questa mia visita e da questa nostra raggiunta concordia e serenità sgorghi, come il fiume che Ezechiele vide sgorgare dalla porta orientale del Tempio di Gerusalemme (cfr. Ez 47, 1 ss.), una sorgente fresca e benefica che aiuti a sanare le piaghe di cui Roma soffre. Nel far ciò, mi permetto di dire, saremo fedeli ai nostri rispettivi impegni più sacri, ma anche a quel che più profondamente ci unisce e ci raduna: la fede in un solo Dio che “ama gli stranieri” e “rende giustizia all'orfano e alla vedova” (cfr. Dt 10, 18), impegnando anche noi ad amarli e a soccorrerli (cfr. Lv 19, 18. 34). I cristiani hanno imparato questa volontà del Signore dalla Torah, che voi qui venerate, e da Gesù che ha portato fino alle estreme conseguenze l'amore domandato dalla Torah.

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