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martedì 24 aprile
Marie-Euphrasie Pelletier

Fondatrice

MARIE PELLETIER
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Marie-Euphrasie (al secolo Rose-Virginie) Pelletier nasce il 31 luglio 1796 in un’isoletta atlantica della Francia: Noirmoutier, sulla costa della Vandea. È l’ottava e ultima figlia del signor Julien, medico pio e caritatevole, che morì quando Rosa-Virginia non aveva che dieci anni.

L’orfana crebbe molto vivace ma delicata di coscienza sotto la guida della mamma, Anne- Aimée Mourain, soccorritrice dei malati. La sera, nel recitare le orazioni, deplorava sinceramente le mancanze commesse e si condannava a restare scalza per lunghe ore sulla nuda terra.

Entrata nel collegio dell’Associazione cristiana di Tours (dopo i primi studi dalle suore di Chavagne) si trova subito male e finisce per andarsene, entrando a Caen tra le Suore di Nostra Signora della Carità e del Rifugio: un’istituzione fondata a Caen nel 1641 da san Giovanni Eudes, per strappare donne e ragazze alla prostituzione, dando loro l’autosufficienza attraverso la scuola.

Ma lei lì non è una “rifugiata”: entra come postulante e diventa poi suora con un lungo nuovo nome: suor Maria di sant’Eufrasia; ma la chiameranno più alla svelta suor Maria Eufrasia.
Entrata a 21 anni, a 29 è superiora nel “rifugio” di Tours, dove crea una comunità femminile detta delle Maddalene: essa accoglie donne uscite dal giro della prostituzione, che vogliono restare per sempre lì con le suore, vivendo come gruppo collaterale guidato dalla regola carmelitana.

Da Tours suor Maria Eufrasia si trasferisce poi ad Angers, per fondarvi un “Rifugio”: ma ha bisogno di suore, e da Tours rifiutano di darle: “Ogni Rifugio si formi le proprie suore”. Questo è il principio, che magari ha qualche apprezzabile motivazione sentimentale, ma che produce il solito risultato: in un Rifugio le suore sovrabbondano e in un altro scarseggiano. E quindi si arranca. Suor Maria Eufrasia, invece, pensa in grande: all’unione di tutti i Rifugi sotto una direzione centrale.
E l’idea sua si realizza via via, ma solo in parte. E con enorme fatica, mettendo in mezzo anche la Santa Sede.

Un gruppo di “Rifugi” si uniscono a lei, dando così vita all’Istituto « Sœurs du Bon-Pasteur » (Suore de Buon Pastoredi cui suor Maria di sant’Eufrasia diviene superiora generale.
Nel 1868 avrà 110 case, con 15mila ragazze e bambine, assistite da 2.760 religiose.

Madre Pelletier muore ad Angers il 24 aprile1868 a causa di una crisi epatica e di un cancro che le si manifestò tardivamente. Le ultime settimane furono per lei piene d’indicibili dolori, sopportati con pazienza e in sconto dei peccati commessi. Tra tante sofferenze diceva: “La mia anima è nella pace più profonda. Sento che Dio è in me. Stringo la volontà di Dio sul mio cuore”. E ancora: “Quanto sono felice sotto la protezione della SS. Vergine! Che cosa sarei diventata senza di lei? La mia povera navicella è stata talmente sballottata qua e la, sono stata tanto combattuta, mie care figlie, ma la Madre di Dio mi ha protetta!”.

Papa Pio XI (Ambrogio Damiano Ratti, 1922-1939) beatificò Marie-Euphrasie il 30 aprile 1933 e il Venerabile Pio XII (Eugenio Pacelli, 1939-1958) la canonizzò il 2 maggio 1940.

Le sue reliquie sono venerate ad Angers nella cappella dell’Istituto.

Per approfondimenti biografici:
>>> S. Maria Eufrasia Pelletier

Fonti principali: paginecattoliche.it/; vaticaninsider.lastampa.it/ (“RIV./gpm”).

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℣. O Dio, vieni a salvarmi.

℟. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

Inno

Sfolgora il sole di Pasqua,
risuona il cielo di canti,
esulta di gioia la terra.

Dagli abissi della morte
Cristo ascende vittorioso
insieme agli antichi padri.

Accanto al sepolcro vuoto
invano veglia il custode:
il Signore è risorto.

O Gesù, re immortale,
unisci alla tua vittoria
i rinati nel battesimo.

Irradia sulla tua Chiesa,
pegno d'amore e di pace,
la luce della tua Pasqua.

Sia gloria e onore a Cristo,
al Padre e al Santo Spirito
ora e nei secoli eterni. Amen.

1a antifona

Chi fa la volontà del Padre mio,
entrerà nel regno dei cieli, alleluia.

SALMO 100
Programma di un re fedele a Dio

Se mi amate osservate i miei comandamenti (Gv 14, 15).

Camminerò con cuore integro, *
dentro la mia casa.

Amore e giustizia voglio cantare, *
voglio cantare inni a te, o Signore.
Agirò con saggezza nella via dell'innocenza: *
quando a me verrai?

Non sopporterò davanti ai miei occhi azioni malvage; †
detesto chi fa il male, *
non mi sarà vicino.

Lontano da me il cuore perverso, *
il malvagio non lo voglio conoscere.

Chi calunnia in segreto il suo prossimo *
io lo farò perire;
chi ha occhi altezzosi e cuore superbo *
non lo potrò sopportare.

I miei occhi sono rivolti ai fedeli del paese †
perché restino a me vicino: *
chi cammina per la via integra sarà mio servitore.

Non abiterà nella mia casa
chi agisce con inganno, *
chi dice menzogne non starà alla mia presenza.

Sterminerò ogni mattino tutti gli empi del paese, *
per estirpare dalla città del Signore
quanti operano il male.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

1a antifona

Chi fa la volontà del Padre mio,
entrerà nel regno dei cieli, alleluia.

2a antifona

Tutti i popoli della terra
conoscano il tuo amore per noi, alleluia.

CANTICO Dn 3, 26. 27. 29. 34-41
Preghiera di Azaria nella fornace

Pentitevi dunque e cambiate vita, perché siano cancellati i vostri peccati (At 3, 19).

Benedetto sei tu, Signore Dio dei nostri padri;
degno di lode e glorioso è il tuo nome per sempre. 

Tu sei giusto *
in tutto ciò che hai fatto. 

Poiché noi abbiamo peccato, †
abbiamo agito da iniqui, *
allontanandoci da te,
abbiamo mancato in ogni modo.  

Non ci abbandonare fino in fondo, †
per amore del tuo nome, *
non rompere la tua alleanza;  

non ritirare da noi la tua misericordia, †
per amore di Abramo tuo amico, *
di Isacco tuo servo, d'Israele tuo santo,
ai quali hai parlato, †
promettendo di moltiplicare la loro stirpe
come le stelle del cielo, *
come la sabbia sulla spiaggia del mare.  

Ora invece, Signore, *
noi siamo diventati più piccoli
di qualunque altra nazione,
ora siamo umiliati per tutta la terra *
a causa dei nostri peccati.
Ora non abbiamo più né principe, †
né capo, né profeta, né olocausto, *
né sacrificio, né oblazione, né incenso,  

né luogo per presentarti le primizie *
e trovar misericordia.  

Potessimo esser accolti con il cuore contrito *
e con lo spirito umiliato,
come olocausti di montoni e di tori, *
come migliaia di grassi agnelli.  

Tale sia oggi davanti a te il nostro sacrificio *
e ti sia gradito,
non c'è delusione *
per coloro che in te confidano. 

Ora ti seguiamo con tutto il cuore, *
ti temiamo e cerchiamo il tuo volto.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

2a antifona

Tutti i popoli della terra
conoscano il tuo amore per noi, alleluia.

3a antifona

Il Signore è mia difesa
e mio liberatore, alleluia.

SALMO 143, 1-10
Preghiera del Re per la vittoria e per la pace

Tutto posso in colui che mi dà forza (Fil 4, 13).

Benedetto il Signore, mia roccia, †
che addestra le mie mani alla guerra, *
le mie dita alla battaglia.

Mia grazia e mia fortezza, *
mio rifugio e mia liberazione,
mio scudo in cui confido, *
colui che mi assoggetta i popoli.

Signore, che cos'è un uomo perché te ne curi? *
Un figlio d'uomo perché te ne dia pensiero?
L'uomo è come un soffio, *
i suoi giorni come ombra che passa.

Signore, piega il tuo cielo e scendi, *
tocca i monti ed essi fumeranno.
Le tue folgori disperdano i nemici, *
lancia frecce, sconvolgili.

Stendi dall'alto la tua mano, †
scampami e salvami dalle grandi acque, *
dalla mano degli stranieri.

La loro bocca dice menzogne *
e alzando la destra giurano il falso.

Mio Dio, ti canterò un canto nuovo, *
suonerò per te sull'arpa a dieci corde;
a te, che dai vittoria al tuo consacrato, *
che liberi Davide tuo servo.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

3a antifona

Il Signore è mia difesa
e mio liberatore, alleluia.

Dal Vangelo di ✠ Gesù Cristo secondo Giovanni (10, 22.30)
Ricorreva in quei giorni a Gerusalemme la festa della Dedicazione. Era d'inverno.
Gesù passeggiava nel tempio, sotto il portico di Salomone.
Allora i Giudei gli si fecero attorno e gli dicevano: «Fino a quando terrai l'animo nostro sospeso? Se tu sei il Cristo, dillo a noi apertamente».
Gesù rispose loro: «Ve l'ho detto e non credete; le opere che io compio nel nome del Padre mio, queste mi danno testimonianza;
ma voi non credete, perché non siete mie pecore.
Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono.
Io do loro la vita eterna e non andranno mai perdute e nessuno le rapirà dalla mia mano.
Il Padre mio che me le ha date è più grande di tutti e nessuno può rapirle dalla mano del Padre mio.
Io e il Padre siamo una cosa sola».

℣. O Dio, vieni a salvarmi.

℟. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

Inno

Alla cena dell'Agnello,
avvolti in bianche vesti,
attraversato il Mar Rosso,
cantiamo a Cristo Signore.

Il suo corpo arso d'amore
sulla mensa è pane vivo;
il suo sangue sull'altare
calice del nuovo patto.

In questo vespro mirabile
tornan gli antichi prodigi:
un braccio potente ci salva
dall'angelo distruttore.

Mite agnello immolato,
Cristo è la nostra Pasqua;
il suo corpo adorabile
è il vero pane azzimo.

Irradia sulla tua Chiesa
la gioia pasquale, o Signore;
unisci alla tua vittoria
i rinati nel battesimo.

Sia lode e onore a Cristo,
vincitore della morte,
al Padre e al Santo Spirito
ora e nei secoli eterni. Amen.

1a antifona

Cantiamo per te, Signore,
i canti di Sion, alleluia.

SALMO 136, 1-6
Sui fiumi di Babilonia

Finché abitiamo nel corpo siamo in esilio lontano dal Signore, camminiamo nella fede e non ancora in visione (2 Cor 5, 6. 7).

Sui fiumi di Babilonia, là sedevamo piangendo *
al ricordo di Sion.
Ai salici di quella terra *
appendemmo le nostre cetre.

Là ci chiedevano parole di canto *
coloro che ci avevano deportato,
canzoni di gioia, i nostri oppressori: *
«Cantateci i canti di Sion!».

Come cantare i canti del Signore *
in terra straniera?
Se ti dimentico, Gerusalemme, *
si paralizzi la mia destra;

mi si attacchi la lingua al palato, †
se lascio cadere il tuo ricordo, *
se non metto Gerusalemme
al di sopra di ogni mia gioia.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

1a antifona

Cantiamo per te, Signore,
i canti di Sion, alleluia.

2a antifona

Dal profondo dell'angoscia
mi hai fatto rivivere, alleluia.

Salmo 137
Rendimento di grazie

I re della terra porteranno le loro magnificenze (cf. Ap 21, 24)

Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore: *
hai ascoltato le parole della mia bocca.
A te voglio cantare davanti agli angeli, *
mi prostro verso il tuo tempio santo.

Rendo grazie al tuo nome *
per la tua fedeltà e la tua misericordia:
hai reso la tua promessa *
più grande di ogni fama.

Nel giorno in cui t'ho invocato, mi hai risposto, *
hai accresciuto in me la forza.
Ti loderanno, Signore, tutti i re della terra *
quando udranno le parole della tua bocca.

Canteranno le vie del Signore, *
perché grande è la gloria del Signore;
eccelso è il Signore e guarda verso l'umile *
ma al superbo volge lo sguardo da lontano.

Se cammino in mezzo alla sventura, *
tu mi ridoni vita;
contro l'ira dei miei nemici stendi la mano *
e la tua destra mi salva.

Il Signore completerà per me l'opera sua. *
Signore, la tua bontà dura per sempre:
non abbandonare *
l'opera delle tue mani.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

2a antifona

Dal profondo dell'angoscia
mi hai fatto rivivere, alleluia.

3a antifona

A te, Signore, la grandezza e la forza,
l'onore e la vittoria, alleluia.

CANTICO Ap 4, 11; 5, 9. 10. 12
Inno dei salvati

Tu sei degno, o Signore e Dio nostro,
di ricevere la gloria, *
l'onore e la potenza,

perché tu hai creato tutte le cose, †
per la tua volontà furono create, *
per il tuo volere sussistono.

Tu sei degno, o Signore,
di prendere il libro *
e di aprirne i sigilli,

perché sei stato immolato †
e hai riscattato per Dio con il tuo sangue *
uomini di ogni tribù, lingua, popolo e nazione

e li hai costituiti per il nostro Dio
un regno di sacerdoti *
e regneranno sopra la terra.

L'Agnello che fu immolato è degno di potenza, †
ricchezza, sapienza e forza, *
onore, gloria e benedizione.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

3a antifona

A te, Signore, la grandezza e la forza,
l'onore e la vittoria, alleluia.

Sant'Aelredo di Rievaulx (1110-1167), monaco cistercense inglese 
Preghiera di un pastore, 1.7

"Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono"

Buon Pastore, Gesù, pastore veramente buono, pastore pieno di bontà e tenerezza, verso di te sale il grido di un pastore povero e miserabile: pastore fragile, pastore maldestro, pastore qualunque (cf Lc 17,10), ma nonostante tutto, pastore delle tue pecore. Sì, verso di te, Buon Pastore, sale il grido di questo pastore, lontano dall'esser buono; verso di te grida, preoccupato per sé, preoccupato per le tue pecore... Tu conosci il mio cuore, Signore: tu sai che il mio desiderio è di spendere interamente per coloro che mi hai affidati tutto quanto hai dato al tuo servo..., e soprattutto, consumarmi completamente per loro (2Cor 12,15)...

Tu stesso, non hai disdegnato consumarti per loro. Insegnami dunque, Signore, a me tuo servo, insegnami, col tuo Spirito, come consumarmi per loro... Dammi, Signore, con la tua grazia ineffabile, di sopportare con pazienza le loro debolezze, di patire con loro con bontà, di aiutarli con discrezione. La guida del tuo Spirito mi insegni a consolare gli afflitti, a dar forza ai timorosi, a sollevare coloro che cadono, ad essere debole coi deboli, a condividere la ferita di coloro che inciampano, a farmi tutto a tutti per guadagnarli tutti (2Cor 11,29; 1Cor 9,19.22). Metti sulle mie labbra una parola vera, una parola diritta, una parola giusta, affinché essi crescano nella fede, la speranza e l'amore, in castità e umiltà, in pazienza e obbedienza, in fervore di spirito e purezza di cuore. Poiché sei tu che hai dato loro questa guida cieca (Mt 15,14), questo insegnante ignorante, questo capo incapace, insegna a colui che hai stabilito come insegnante, guida colui a cui hai ordinato di guidare gli altri.

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