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martedì 15 ottobre
Santa Teresa d'Avila

Vergine e Dottore della Chiesa

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Teresa (nome completo: Teresa Sánchez de Cepeda Avila Y Ahumada) nasce ad Avila, a 85 km a nord-ovest di Madrid, il 28 marzo 1515.

I suoi profondi e religiosi ideali ascetici le furono trasmessi fin da quando era bambina dal padre, il cavaliere Alonso Sánchez de Cepeda, e specialmente dalla madre, Beatrice d’Avila y Ahumada.

Teresa era molto affascinata dalle biografie dei santi e da ragazza scappò molte volte di casa finché, nel 1534, lasciò di nascosto la sua famiglia ed entrò nel monastero dell’Incarnazione delle monache carmelitane ad Avila. In convento soffrì per molte malattie, ma ben presto riuscì a trovare in queste sofferenze una fonte di estasi spirituale, anche grazie all’uso di un suo libro di preghiera, l’Abecedario spirituale, il terzo della collezione dell’Alfabeto spirituale (pubblicato in sei parti tra il 1537 e il 1554). Questo lavoro, che segue l’esempio di numerosi scritti medievali, era una sorta di “guida” per l’analisi della coscienza, per l’autoconcentrazione spirituale e per la contemplazione interiore. Accanto a questo, Teresa, si servì di altri volumi mistici, come il Tractatus de oratione et meditatione di S. Pietro d’Alcantara e, forse, degli Esercitia di Ignazio di Loyola. Fu proprio Pietro d’Alcantara a spingere Teresa a dare una forma visibile ai suoi impulsi interiori, tanto che ne divenne ben presto consigliere e guida spirituale. Teresa fu quindi convinta di fondare un monastero per suore carmelitane e di cancellare la trascuratezza che trovò nel monastero di Avila ed in altri che visitò.

Nel marzo del 1563, quando Teresa si trasferì nel nuovo convento, raccolse in una “Costituzione” i suoi fondamentali principi di povertà assoluta e di rinuncia alla proprietà. Teresa stabilì, inoltre, che le suore dovevano camminare scalze, oppure sostituire le scarpe con sandali di legno o di cuoio. Per i primi cinque anni, Teresa rimase in isolamento, dedicandosi completamente alla scrittura.

Tra il 1567 e il 1571 vennero fondati conventi della riforma a Medina del Campo, Malagon, Valladolid, Toledo, Salamanca e Alba de Tormes. Grazie all’autorizzazione  di Rubeo di Ravenna, capo dell’Ordine Carmelitano, Teresa poteva costruire due conventi per uomini che avrebbero accettato le sue riforme, e in questo fu aiutata da Giovanni della Croce e da Antonio di Gesù. Così fondarono il primo convento di Carmelitani scalzi nel novembre del 1568 a Duruello.

Un altro amico di Teresa, Geronimo Grecian, le diede aiuto nel fondare i conventi di Segovia (1571), Vegas de Segura (1574) e Siviglia (1575), mentre Giovanni della Croce, con la sua attività di maestro e di predicatore, promuoveva la vita interna del movimento.

Nel 1579 i processi dell’Inquisizione contro di lei e i suoi amici decaddero, e l’estensione della sua riforma fu pesantemente corretta. Negli ultimi tre anni della sua vita, Teresa fondò i conventi di Villanueva de la Jara, Palencia (1580), Burgos e Granada (1582).

La sua ultima malattia la colpì mentre era in viaggio da Burgos ad Alma de Tormes, dove muore nella notte tra il 14 e il 15 ottobre 1582.

Il suo corpo rimane incorrotto (il cuore della santa è conservato in una teca) nella Chiesa della Anunciazione in Alba de Tormes.

È stata beatificata il 24 aprile 1614 da Pp Paolo V (Camillo Borghese, 1605-1621) e santificata il 12 marzo 1622 da Pp Gregorio XV (Alessandro Ludovisi, 1621-1623).

Gli scritti di Teresa, dal chiaro indirizzo didattico, sono tra i più significativi della cultura della Chiesa cattolica :

la sua Autobiografia  – il Cammino della Perfezione – il Castello Interiore – Relazioni; due opere minori sono Concetti dell’Amore ed Esclamazioni, oltre alle Carte, una raccolta di 342 lettere complete e 87 frammenti di altre.

Il nucleo del pensiero mistico di Teresa, individuabile in tutti i suoi scritti, è l’ascesa dell’anima umana attraverso quattro stadi (come scritto nella sua Autobiografia, cc. X-XXII):

– Il primo stadio è la « devozione del cuore »  

– Il secondo stadio è la « devozione della pace »  

– Il terzo stadio è la « devozione dell’unione »  

– Il quarto stadio è la « devozione dell’estasi »

Per approfondimenti biografici leggere la Catechesi di Papa Benedetto XVI:
>>> Santa Teresa d’Avila
[FranceseIngleseItalianoPortogheseSpagnoloTedesco]

Per maggiori approfondimenti:
Biografia e spiritualità di Santa Teresa di Gesù
Castello Interiore
Cammino di perfezione
Esclamazioni
Libro della vita
Libro delle Fondazioni

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℣. O Dio, vieni a salvarmi.

℟. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

Inno

Maestra di Sapienza
e medre nella fede,
tu splendi come fiaccola
nella Chiesa di Dio.

In te il divino Spirito
dispensa con amore
il pane e la parola
sulla mensa dei piccoli.

Tu illumini ai credenti
il mistero profondo
del Verbo fatto uomo
per la nostra salvezza.

Tu guidaci alla vetta
della santa montagna,
dove i miti possiedono
il regno del Signore.

A te sia lode, o Cristo,
immagine del Padre,
che sveli nei tuoi santi
la gioia dell'amore. Amen.

1a antifona

A te, Signore, inneggerò,
e seguirò la via perfetta.

SALMO 100
Programma di un re fedele a Dio

Se mi amate osservate i miei comandamenti (Gv 14, 15).

Camminerò con cuore integro, *
dentro la mia casa.

Amore e giustizia voglio cantare, *
voglio cantare inni a te, o Signore.
Agirò con saggezza nella via dell'innocenza: *
quando a me verrai?

Non sopporterò davanti ai miei occhi azioni malvage; †
detesto chi fa il male, *
non mi sarà vicino.

Lontano da me il cuore perverso, *
il malvagio non lo voglio conoscere.

Chi calunnia in segreto il suo prossimo *
io lo farò perire;
chi ha occhi altezzosi e cuore superbo *
non lo potrò sopportare.

I miei occhi sono rivolti ai fedeli del paese †
perché restino a me vicino: *
chi cammina per la via integra sarà mio servitore.

Non abiterà nella mia casa
chi agisce con inganno, *
chi dice menzogne non starà alla mia presenza.

Sterminerò ogni mattino tutti gli empi del paese, *
per estirpare dalla città del Signore
quanti operano il male.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

1a antifona

A te, Signore, inneggerò,
e seguirò la via perfetta.

2a antifona

Non togliere a noi, Signore,
la tua misericordia.

CANTICO Dn 3, 26. 27. 29. 34-41
Preghiera di Azaria nella fornace

Pentitevi dunque e cambiate vita, perché siano cancellati i vostri peccati (At 3, 19).

Benedetto sei tu, Signore Dio dei nostri padri;
degno di lode e glorioso è il tuo nome per sempre. 

Tu sei giusto *
in tutto ciò che hai fatto. 

Poiché noi abbiamo peccato, †
abbiamo agito da iniqui, *
allontanandoci da te,
abbiamo mancato in ogni modo.  

Non ci abbandonare fino in fondo, †
per amore del tuo nome, *
non rompere la tua alleanza;  

non ritirare da noi la tua misericordia, †
per amore di Abramo tuo amico, *
di Isacco tuo servo, d'Israele tuo santo,
ai quali hai parlato, †
promettendo di moltiplicare la loro stirpe
come le stelle del cielo, *
come la sabbia sulla spiaggia del mare.  

Ora invece, Signore, *
noi siamo diventati più piccoli
di qualunque altra nazione,
ora siamo umiliati per tutta la terra *
a causa dei nostri peccati.
Ora non abbiamo più né principe, †
né capo, né profeta, né olocausto, *
né sacrificio, né oblazione, né incenso,  

né luogo per presentarti le primizie *
e trovar misericordia.  

Potessimo esser accolti con il cuore contrito *
e con lo spirito umiliato,
come olocausti di montoni e di tori, *
come migliaia di grassi agnelli.  

Tale sia oggi davanti a te il nostro sacrificio *
e ti sia gradito,
non c'è delusione *
per coloro che in te confidano. 

Ora ti seguiamo con tutto il cuore, *
ti temiamo e cerchiamo il tuo volto.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

2a antifona

Non togliere a noi, Signore,
la tua misericordia.

3a antifona

Canterò per te un canto nuovo,
Dio che dai vittoria!

SALMO 143, 1-10
Preghiera del Re per la vittoria e per la pace

Tutto posso in colui che mi dà forza (Fil 4, 13).

Benedetto il Signore, mia roccia, †
che addestra le mie mani alla guerra, *
le mie dita alla battaglia.

Mia grazia e mia fortezza, *
mio rifugio e mia liberazione,
mio scudo in cui confido, *
colui che mi assoggetta i popoli.

Signore, che cos'è un uomo perché te ne curi? *
Un figlio d'uomo perché te ne dia pensiero?
L'uomo è come un soffio, *
i suoi giorni come ombra che passa.

Signore, piega il tuo cielo e scendi, *
tocca i monti ed essi fumeranno.
Le tue folgori disperdano i nemici, *
lancia frecce, sconvolgili.

Stendi dall'alto la tua mano, †
scampami e salvami dalle grandi acque, *
dalla mano degli stranieri.

La loro bocca dice menzogne *
e alzando la destra giurano il falso.

Mio Dio, ti canterò un canto nuovo, *
suonerò per te sull'arpa a dieci corde;
a te, che dai vittoria al tuo consacrato, *
che liberi Davide tuo servo.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

3a antifona

Canterò per te un canto nuovo,
Dio che dai vittoria!

Dal Vangelo di ✠ Gesù Cristo secondo Luca (11, 37-41)
In quel tempo, dopo che Gesù ebbe finito di parlare, un fariseo lo invitò a pranzo. Egli entrò e si mise a tavola.
Il fariseo si meravigliò che non avesse fatto le abluzioni prima del pranzo.
Allora il Signore gli disse: «Voi farisei purificate l'esterno della coppa e del piatto, ma il vostro interno è pieno di rapina e di iniquità.
Stolti! Colui che ha fatto l'esterno non ha forse fatto anche l'interno?
Piuttosto date in elemosina quel che c'è dentro, ed ecco, per voi tutto sarà mondo».

℣. O Dio, vieni a salvarmi.

℟. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

Inno

Gesù, premio e corona
dei tuoi servi fedeli,
glorifica il tuo nome.

Concedi alla tua Chiesa,
che venera santa Teresa d'Avila,
la vittoria sul male.

Seguendo le tue orme
sulla via della croce,
egli piacque a Dio Padre.

Sapiente e vigilante,
testimoniò il Vangelo
in parole e in opere.

Dalla città dei santi,
dove regna glorioso,
ci guidi e ci protegga.

A te Cristo sia lode,
al Padre e allo Spirito
nei secoli dei secoli. Amen.

1a antifona

Come canteremo i canti del Signore
in terra straniera?

SALMO 136, 1-6
Sui fiumi di Babilonia

Finché abitiamo nel corpo siamo in esilio lontano dal Signore, camminiamo nella fede e non ancora in visione (2 Cor 5, 6. 7).

Sui fiumi di Babilonia, là sedevamo piangendo *
al ricordo di Sion.
Ai salici di quella terra *
appendemmo le nostre cetre.

Là ci chiedevano parole di canto *
coloro che ci avevano deportato,
canzoni di gioia, i nostri oppressori: *
«Cantateci i canti di Sion!».

Come cantare i canti del Signore *
in terra straniera?
Se ti dimentico, Gerusalemme, *
si paralizzi la mia destra;

mi si attacchi la lingua al palato, †
se lascio cadere il tuo ricordo, *
se non metto Gerusalemme
al di sopra di ogni mia gioia.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

1a antifona

Come canteremo i canti del Signore
in terra straniera?

2a antifona

A te voglio cantare
davanti agli angeli, Dio mio.

Salmo 137
Rendimento di grazie

I re della terra porteranno le loro magnificenze (cf. Ap 21, 24)

Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore: *
hai ascoltato le parole della mia bocca.
A te voglio cantare davanti agli angeli, *
mi prostro verso il tuo tempio santo.

Rendo grazie al tuo nome *
per la tua fedeltà e la tua misericordia:
hai reso la tua promessa *
più grande di ogni fama.

Nel giorno in cui t'ho invocato, mi hai risposto, *
hai accresciuto in me la forza.
Ti loderanno, Signore, tutti i re della terra *
quando udranno le parole della tua bocca.

Canteranno le vie del Signore, *
perché grande è la gloria del Signore;
eccelso è il Signore e guarda verso l'umile *
ma al superbo volge lo sguardo da lontano.

Se cammino in mezzo alla sventura, *
tu mi ridoni vita;
contro l'ira dei miei nemici stendi la mano *
e la tua destra mi salva.

Il Signore completerà per me l'opera sua. *
Signore, la tua bontà dura per sempre:
non abbandonare *
l'opera delle tue mani.

 

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

2a antifona

A te voglio cantare
davanti agli angeli, Dio mio.

3a antifona

Gloria a te, Agnello immolato:
a te potenza e onore nei secoli!

CANTICO Ap 4, 11; 5, 9. 10. 12
Inno dei salvati

Tu sei degno, o Signore e Dio nostro,
di ricevere la gloria, *
l'onore e la potenza,

perché tu hai creato tutte le cose, †
per la tua volontà furono create, *
per il tuo volere sussistono.

Tu sei degno, o Signore,
di prendere il libro *
e di aprirne i sigilli,

perché sei stato immolato †
e hai riscattato per Dio con il tuo sangue *
uomini di ogni tribù, lingua, popolo e nazione

e li hai costituiti per il nostro Dio
un regno di sacerdoti *
e regneranno sopra la terra.

L'Agnello che fu immolato è degno di potenza, †
ricchezza, sapienza e forza, *
onore, gloria e benedizione.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

3a antifona

Gloria a te, Agnello immolato:
a te potenza e onore nei secoli!

San Rafael Arnaiz Baron (1911-1938)

monaco trappista spagnolo

Scritti spirituali, 04/03/1938

Voi purificate l'esterno, ma Dio si trova all'interno

Se il mondo che cerca Dio sapesse! Se i sapienti che cercano Dio nella conoscenza intellettuale e nelle vane discussioni sapessero; se gli uomini sapessero dove si trova Dio! Quante guerre sarebbero impedite; quanta pace ci sarebbe nel mondo, quante anime sarebbero salvate. Insensati e stolti, voi che cercate Dio dove non c'è! Ascoltate e meravigliatevi: Dio è nel cuore dell'uomo, io, lo so. Ma, vedete, Dio vive nel cuore dell'uomo quando il cuore è distaccato da tutto ciò che non è lui, quando il cuore si accorge che Dio bussa alla sua porta (Ap 3,20) e, spazzando e ripulendo tutti i suoi appartamenti, si dispone così a ricevere colui che solo sazia veramente.

Com'è dolce vivere in questo modo, con Dio nel più profondo del cuore; quale dolcezza più grande che vedersi pieno di Dio!... Come costa poco, o piuttosto costa nulla, fare tutto ciò che lui vuole, poiché amiamo la sua volontà, ed anche il dolore e la sofferenza diventano pace, poiché soffriamo per amore. Dio solo sazia l'anima e la riempie pienamente. (...) Vengano pure i sapienti e chiedano dove è Dio: Dio si trova lì dove il sapiente, con tutta la sua scienza piena di orgoglio, non può arrivare.

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