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lunedì 19 agosto
San Giovanni Eudes

Sacerdote e fondatore

JOHNEUDES
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Jean Eudes nasce il 14 Novembre 1601 a Ri, piccolo villaggio della Normandia. I suoi genitori, Isacco Eudes e Marta Corbin, angosciati di non aver avuto figli dopo tre anni di matrimonio, si rivolsero alla SS. Vergine e fecero voto che, se fossero stati esauditi, sarebbero andati in pellegrinaggio a una cappella dedicata a Nostra Signora del Soccorso. Essi adempirono fedelmente questo voto, allorché Marta rimase incinta, e fecero al Signore e alla sua Santa Madre l’offerta del bambino che portava in grembo. Due giorni dopo la nascita, fu battezzato nella sua Parrocchia natale dove, scriverà più tardi in un suo memoriale, “c’era pochissima istruzione religiosa e dove pochissime persone si comunicavano solo a Pasqua”.

Malgrado questo ambiente sfavorevole egli cominciò a dodici anni a conoscere Dio, a comunicarsi tutti i mesi, dopo aver fatto una confessione generale. Qualche tempo dopo, prosegue Giovanni Eudes nel suo diario: “Dio mi fece anche la grazia di consacrare a Lui il mio corpo con il voto di castità, di cui sia sempre benedetto”.

Ricevette le sue prime lezioni di catechismo e di grammatica da un maestro che era prete, il cui esempio e istruzioni gli giovarono moltissimo. Il 9 Ottobre 1615, suo padre lo mandò al “College du Mont” tenuto dai Gesuiti nella città di Caen. L’adolescente vi trovò degli educatori di gran valore umano e spirituale, specialmente “Padre Robin, un direttore virtuoso e molto pio, che ci parlava sovente di Dio con un fervore straordinario, ciò mi aiutò molto per le cose della salvezza.

Nel 1619, dopo aver terminato il liceo, Giovanni Eudes intraprese gli studi di filosofia. Il 19 settembre 1620 ricevette a Sèez, la città episcopale della Diocesi dove era nato, la tonsura e gli ordini minori. Egli dunque già pensava al sacerdozio, ma il clero diocesano, spesso piuttosto mediocre, non lo attirava affatto, ma nemmeno intendeva entrare nella vita religiosa. Ben presto fece la conoscenza di un Istituto nuovo: l’Oratorio di Gesù, che nel 1622 aprì una casa a Caen. Fondato undici anni prima da Pierre de Bérulle, l’oratorio non era un ordine religioso, ma una Società di preti che vivono in Comunità, che proponeva ai suoi membri di vivere a fondo le esigenze della vita sacerdotale e voleva anche contribuire al rinnovamento spirituale e pastorale del clero. Giovanni Eudes fu sedotto da questo ideale e il 25 marzo 1623 fu ammesso all’Oratorio a Parigi.

Formato da maestri prestigiosi, tra cui lo stesso Bérulle, fu ordinato sacerdote il 20 dicembre 1625. Per uno stato di affaticamento e di debolezza che gli impediva di lavorare all’esterno, egli passò due anni a riposo, nella preghiera, nella lettura e in altri esercizi spirituali. Era appena guarito quando apprese che un’epidemia di peste aveva colpito un’intera regione in prossimità del suo villaggio natale. Egli supplicò Bérulle che gli permettesse di andarci e vi passò più di due mesi a curare i malati, a somministrare loro i Sacramenti a rischio della sua vita. Cessata l’epidemia andò a risiedere nella comunità dell’Oratorio di Caen dove esercitò il ministero della predicazione, della confessione e della direzione spirituale.

Ben presto, nel 1630, questa stessa città fu decimata dalla peste. Giovanni Eudes si recò di nuovo al soccorso dei malati abbandonati. Si fa infermiere dei malatie confortatore dei moribondi,ma i suoi amici si tengonoalla larga, per pauradel contagio. Allora li tranquillizza,isolandosi: dormesu un pagliaio, dentro unabotte. Prende il male anchelui, ma ne guarisce, e infine torna all’attivitàprincipale: le “missioni al popolo”,che sono cicli di soggiorno, incontri epredicazione, da un paese all’altro.

Percorre il Nord della Francia, dimostrandosi “predicatore di qualità straordinarie; dove passava, convertiva” (L.Mezzadri).

Fondò nel 1641 la “Congregazione di Nostra Signora della Carità del Rifugio”, un istituto religioso femminile destinato al recupero delle prostitute in cerca di redenzione: l’Ordine ottenne l’approvazione di Pp Alessandro VII (Fabio Chigi, 1655-1667) il 2 gennaio 1666.

Con l’approvazione del cardinale de Richelieu, nel 1643 Giovanni Eudes abbandonò l’Oratorio e decise di dedicarsi alla formazione del clero secondo i dettami del Concilio di Trento: a tale scopo, il 25 marzo 1643 fondò a Caen la “Congregazione di Gesù e Maria”, formata da sacerdoti (chiamati poi Eudisti) legati dal voto di obbedienza con lo scopo di tenere anche le “missioni al popolo”, ma soprattutto di aprire e dirigere seminari, che diano ai futuri sacerdoti l’indispensabile formazione spirituale. Per trasformarli da opachi funzionari del culto (come troppi di loro si sentono) in diffusori dell’amore incessante di Dio, simboleggiato nelle immagini del cuore di Gesù e del cuore di Maria. Nel 1674, la detta congregazione ottenne la particolare protezione di Pp Clemente X (Emilio Altieri, 1670-1676).

Si fece promotore e diffusore della devozione ai Sacri cuori (in onore dei quali nel 1637 scrisse il libello “La vita e il regno di Gesù”) e compose l’ufficio liturgico delle messe per le feste del Sacro Cuore di Maria (celebrata per la prima volta nel 1648) e del Sacro Cuore di Gesù (1672).

Fino al limite delle sue forze Giovanni Eudes  continuerà ancora a predicare missioni, nell’ovest, ed anche in Borgogna, a Parigi e davanti al Re.

La sua vita si conclude a Caen il 19 agosto 1680.

Ha lasciato anche diversi scritti, tra i quali:

Il Cuore ammirabile della Santissima Madre di Dio”;

Vita e Regno di Gesù nelle anime cristiane”;

Miseria dell’uomo e grandezza del cristiano”.

È stato dichiarato beato da S. Pio X (Giuseppe Melchiorre Sarto, 1903-1914) il 25 aprile 1909; Pp Pio XI (Ambrogio Damiano Achille Ratti, 1922-1939) lo ha canonizzato il 31 maggio 1925 definendolo : “Padre, Apostolo e Dottore del Culto liturgico del Cuore di Gesù e di Maria.”  

Le sue spoglie riposano in Colombia, dove si trova la casa generalizia dei Padri Missionari Eudisti.

Significato del nome Giovanni : “il Signore è benefico, dono del Signore” (ebraico).

Per approfondimenti, leggere la Catechesi di Papa Benedetto XVI:
>>> San Giovanni Eudes
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℣. O Dio, vieni a salvarmi.

℟. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

Inno

O sole di giustizia,
Verbo del Dio vivente,
irradia sulla Chiesa
la tua luce immortale.

Per te veniamo al Padre,
fonte del primo amore,
Padre d'immensa grazia
e di perenne gloria.

Lieto trascorra il giorno
in umiltà e fervore;
la luce della fede
non conosca tramonto.

Sia Cristo il nostro cibo,
sia Cristo l'acqua viva:
in lui gustiamo sobrii
l'ebbrezza dello Spirito. Amen.

1a antifona

Al mattino ci sazia il tuo amore,
Signore nostro Dio.

SALMO 89
Su di noi sia la bontà del Signore

Davanti al Signore un giorno è come mille anni e mille anni come un giorno solo (2 Pt 3, 8).

Signore, tu sei stato per noi un rifugio *
di generazione in generazione.

Prima che nascessero i monti †
e la terra e il mondo fossero generati, *
da sempre e per sempre tu sei, Dio.

Tu fai ritornare l'uomo in polvere *
e dici: «Ritornate, figli dell'uomo».

Ai tuoi occhi, mille anni
sono come il giorno di ieri che è passato, *
come un turno di veglia nella notte.

Li annienti: li sommergi nel sonno; *
sono come l'erba che germoglia al mattino:
al mattino fiorisce, germoglia, *
alla sera è falciata e dissecca.

Perché siamo distrutti dalla tua ira, *
siamo atterriti dal tuo furore.
Davanti a te poni le nostre colpe, *
i nostri peccati occulti alla luce del tuo volto.

Tutti i nostri giorni svaniscono per la tua ira, *
finiamo i nostri anni come un soffio.

Gli anni della nostra vita sono settanta, *
ottanta per i più robusti,
ma quasi tutti sono fatica, dolore; *
passano presto e noi ci dileguiamo.

Chi conosce l'impeto della tua ira, *
e il tuo sdegno, con il timore a te dovuto?

Insegnaci a contare i nostri giorni *
e giungeremo alla sapienza del cuore.

Volgiti, Signore; fino a quando? *
Muoviti a pietà dei tuoi servi.
Saziaci al mattino con la tua grazia: *
esulteremo e gioiremo per tutti i nostri giorni.

Rendici la gioia per i giorni di afflizione, *
per gli anni in cui abbiamo visto la sventura.
Si manifesti ai tuoi servi la tua opera *
e la tua gloria ai loro figli.

Sia su di noi la bontà del Signore, nostro Dio: †
rafforza per noi l'opera delle nostre mani, *
l'opera delle nostre mani rafforza.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

1a antifona

Al mattino ci sazia il tuo amore,
Signore nostro Dio.

2a antifona

Da ogni terra, lode al Signore.

CANTICO Is 42, 10-16
Inno al Signore vittorioso e salvatore

Essi cantavano un cantico nuovo davanti al trono di Dio (Ap 14, 3).

Cantate al Signore un canto nuovo, *
lode a lui fino all'estremità della terra;
lo celebri il mare con quanto esso contiene, *
le isole con i loro abitanti.

Esulti con le sue città il deserto, *
esultino i villaggi dove abitano quelli di Kedar;

acclamino gli abitanti di Sela, *
dalla cima dei monti alzino grida.
Diano gloria al Signore *
e il suo onore divulghino nelle isole.

Il Signore avanza come un prode, *
come un guerriero eccita il suo ardore;
grida, lancia urla di guerra, *
si mostra forte contro i suoi nemici.

Per molto tempo, ho taciuto, *
ho fatto silenzio, mi sono contenuto;
ora griderò come una partoriente, *
mi affannerò e sbufferò insieme.

Renderò aridi monti e colli, *
farò seccare tutta la loro erba;
trasformerò i fiumi in stagni *
e gli stagni farò inaridire.

Farò camminare i ciechi per vie che non conoscono, *
li guiderò per sentieri sconosciuti;
trasformerò davanti a loro le tenebre in luce, *
i luoghi aspri in pianura.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

2a antifona

Da ogni terra, lode al Signore.

3a antifona

Lodate il nome del Signore,
voi che state nella casa di Dio.

SALMO 134, 1-12
Lodate il Signore che opera meraviglie

Popolo che Dio si è acquistato, proclama le opere meravigliose di lui che ti ha chiamato dalle tenebre alla sua ammirabile luce (cfr. 1 Pt 2, 9).

Lodate il nome del Signore, *
lodatelo, servi del Signore,
voi che state nella casa del Signore, *
negli atri della casa del nostro Dio.

Lodate il Signore: il Signore è buono; *
cantate inni al suo nome, perché è amabile.
Il Signore si è scelto Giacobbe, *
Israele come suo possesso.

Io so che grande è il Signore, *
il nostro Dio sopra tutti gli dèi.

Tutto ciò che vuole il Signore lo compie, †
in cielo e sulla terra, *
nei mari e in tutti gli abissi.

Fa salire le nubi dall'estremità della terra, †
produce le folgori per la pioggia, *
dalle sue riserve libera i venti.

Egli percosse i primogeniti d'Egitto, *
dagli uomini fino al bestiame.
Mandò segni e prodigi in mezzo a te, Egitto, *
contro il faraone e tutti i suoi ministri.

Colpì numerose nazioni *
e uccise re potenti:
Seon, re degli Amorrèi, Og, re di Basan, *
e tutti i regni di Cànaan.

Diede la loro terra in eredità a Israele, *
in eredità a Israele suo popolo.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

3a antifona

Lodate il nome del Signore,
voi che state nella casa di Dio.

Dal Vangelo di ✠ Gesù Cristo secondo Matteo (19, 16-22)
Ed ecco un tale gli si avvicinò e gli disse: «Maestro, che cosa devo fare di buono per ottenere la vita eterna?».
Egli rispose: «Perché mi interroghi su ciò che è buono? Uno solo è buono. Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti».
Ed egli chiese: «Quali?». Gesù rispose: «Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso,
onora il padre e la madre, ama il prossimo tuo come te stesso».
Il giovane gli disse: «Ho sempre osservato tutte queste cose; che mi manca ancora?».
Gli disse Gesù: «Se vuoi essere perfetto, và, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguimi».
Udito questo, il giovane se ne andò triste; poiché aveva molte ricchezze.

℣. O Dio, vieni a salvarmi.

℟. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

Inno

O immenso creatore,
che all'impeto dei flutti
segnasti il corso e il limite
nell'armonia del cosmo,

tu all'aspre solitudini
della terra assetata
donasti il refrigerio
dei torrenti e dei mari.

Irriga, o Padre buono,
i deserti dell'anima
coi fiumi di acqua viva
che sgorgano dal Cristo.

Ascolta, o Padre altissimo,
tu che regni nei secoli
con il Cristo tuo Figlio
e lo Spirito santo. Amen.

1a antifona

Lodiamo il Signore nostro Dio:
eterna è la sua misericordia.

SALMO 135, 1-9 (I)
Inno pasquale

Narrare le gesta del Signore significa lodarlo (Cassiano).

Lodate il Signore perché è buono: *
eterna è la sua misericordia.

Lodate il Dio degli dèi: *
eterna è la sua misericordia.

Lodate il Signore dei signori: *
eterna è la sua misericordia.

Egli solo ha compiuto meraviglie: *
eterna è la sua misericordia.

Ha creato i cieli con sapienza: *
eterna è la sua misericordia.

Ha stabilito la terra sulle acque: *
eterna è la sua misericordia.

Ha fatto i grandi luminari: *
eterna è la sua misericordia.

Il sole per regolare il giorno: *
eterna è la sua misericordia;

la luna e le stelle per regolare la notte: *
eterna è la sua misericordia.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

1a antifona

Lodiamo il Signore nostro Dio:
eterna è la sua misericordia.

2a antifona

Grandi meravigliose le tue opere
Signore onnipotente!

Salmo 135, 10-26 (II)
Rendimento di grazie per la salvezza operata da Dio

Tutto è stato fatto per mezzo del Verbo e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste (cfr. Gv 1, 3).

Percosse l'Egitto nei suoi primogeniti: *
eterna è la sua misericordia.

Da loro liberò Israele: *
eterna è la sua misericordia;

con mano potente e braccio teso: *
eterna è la sua misericordia.

Divise il mar Rosso in due parti: *
eterna è la sua misericordia.

In mezzo fece passare Israele: *
eterna è la sua misericordia.

Travolse il faraone e il suo esercito nel mar Rosso: *
eterna è la sua misericordia.

Guidò il suo popolo nel deserto: *
eterna è la sua misericordia.

Percosse grandi sovrani: *
eterna è la sua misericordia.

Uccise re potenti: *
eterna è la sua misericordia.

Seon, re degli Amorrei: *
eterna è la sua misericordia.

Og, re di Basan: *
eterna è la sua misericordia.

Diede in eredità il loro paese: *
eterna è la sua misericordia.

In eredità a Israele suo servo: *
eterna è la sua misericordia.

Nella nostra umiliazione si è ricordato di noi: *
eterna è la sua misericordia;

ci ha liberati dai nostri nemici: *
eterna è la sua misericordia.

Egli dà il cibo ad ogni vivente: *
eterna è la sua misericordia.

Lodate il Dio del cielo: *
eterna è la sua misericordia.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

2a antifona

Grandi meravigliose le tue opere
Signore onnipotente!

3a antifona

Ora si compie il disegno del Padre:
fare di Cristo il cuore del mondo.

CANTICO Ef 1, 3-10
Dio salvatore

Padre del Signore nostro Gesù Cristo, *
che ci ha benedetti
con ogni benedizione spirituale nei cieli, in Cristo.

In lui ci ha scelti *
prima della creazione del mondo,
per trovarci, al suo cospetto, *
santi e immacolati nell'amore.

Ci ha predestinati *
a essere suoi figli adottivi
per opera di Gesù Cristo, *
secondo il beneplacito del suo volere,

a lode e gloria
della sua grazia, *
che ci ha dato
nel suo Figlio diletto.

In lui abbiamo la redenzione
mediante il suo sangue, *
la remissione dei peccati
secondo la ricchezza della sua grazia.

Dio l'ha abbondantemente riversata su di noi
con ogni sapienza e intelligenza, *
poiché egli ci ha fatto conoscere
il mistero del suo volere,

il disegno di ricapitolare in Cristo
tutte le cose, *
quelle del cielo
come quelle della terra.

Nella sua benevolenza
lo aveva in lui prestabilito *
per realizzarlo
nella pienezza dei tempi.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

3a antifona

Ora si compie il disegno del Padre:
fare di Cristo il cuore del mondo.

Santa Teresa d'Avila (1515-1582)

carmelitana, dottore della Chiesa

Il Castello interiore, terze mansioni, cap. 1

"Se vuoi essere perfetto"

O Gesù! si troverà una sola fra noi per dire ch'ella non vuole andare fino in fondo? (...) Nessuna lo dirà, certamente. Tutte noi assicuriamo di volerlo. Ma occorre qualcosa di più perché Dio sia il Maestro assoluto di un'anima, e dirlo non basta. Il giovane a cui nostro Signore chiese se voleva essere perfetto ne è la prova. (...)

Entrate, entrate in voi stesse, figlie mie, non curate i vostri piccoli atti di virtù. Come cristiane, siete tenute a tutto ciò, e a molto di più. Accontentatevi d'essere serve di Dio, e non portate pretese così in alto da rischiare di perdere tutto. Considerate i santi che sono entrati nella stanza del Re (Ct 1,4), e vedrete quale distanza ci separa da loro. Non chiedete ciò che non avete meritato. Dopo aver offeso Dio come abbiamo fatto, non ci dovrebbe neppure venire in mente che, qualunque siano i nostri servizi, potremmo mai meritare il favore accordato ai santi. O umiltà, umiltà! (...) Sono tentata di credere che certe persone che si affliggono tanto delle loro aridità è che mancano un po' di questa virtù. (...) Proviamoci da noi stesse, sorelle, o meglio lasciamoci provare dal Signore: egli sa ben farlo, anche se spesso ci rifiutiamo di comprenderlo. (...)

Se, quando ci dice ciò che dobbiamo fare per essere perfetti, gli voltiamo le spalle e ce ne andiamo tristi, come il giovane del Vangelo, cosa volete che faccia, lui che deve misurare la ricompensa sull'amore che gli portiamo? Questo amore, figlie mie, non deve essere un vano frutto della fantasia, ma essere provato dalle opere. Non immaginate tuttavia che Dio abbia bisogno delle nostre opere; ciò che vuole, è la determinazione della nostra volontà. (...) Non c'è alcun dubbio: se si persevera in questo spogliamento e abbandono di tutto, si otterrà quanto si desidera. A una condizione però, capite bene, che ci si consideri servi inutili (Lc 12,48).

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