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San Prosdocimo di Padova

Protovescovo cittadino

PROSDOCIMUS

Public Domain

Goffredo è stato un nome molto celebre grazie a Goffredo conte di Buglione, conquistatore di Geruralemme nella prima crociata. Questi ebbe il titolo di “Difensore del Santo Sepolcro” e più tardi venne reso celebre da Torquato Tasso nella “Gerusalemme liberata.

Il Goffredo, di cui ricorre la festa quest’oggi, ha in comune, col citato omonimo, non solo il nome ma anche la nazionalità francese.

Goffredo di Amiens, molto giovane al tempo della prima crociata, nasce nel 1066 a Moulincourt, diocesi di Soissons. Era il terzo figlio di una famiglia nobile. All’età di cinque anni suo zio, il vescovo di Soissons, affidò la sua educazione all’abate di Mont Saint Quentin, un monastero vicino Péronne, dove Goffredo divenne monaco benedettino.

Nel 1091  fu ordinato sacerdote dal vescovo di Noyon e poi divenne abate del convento di Nogent, che era in decadenza. Goffredo si impegnò molto nell’opera di restauro materiale e morale dello stesso convento, tanto che l’arcivescovo di Reims avrebbe voluto affidargli la più importante abbazia di Saint-Rémi. Ma egli rifiutò dicendo: “Dio mi proibisce di abbandonare una sposa in povertà, preferendone una ricca!

Nel 1104, esclusivamente per i suoi meriti e non per tornaconto politico, i feudatari e il Re lo elessero Vescovo di Amiens dove entrò a piedi nudi, in abito da pellegrino, evitando ogni fasto. Il vescovo Goffredo, il cui nome etimologicamente, dal germanico, vuol dire “in pace con Dio” fu veramente degno del suo nome perché cercò, senza riposo, di ristabilire nella diocesi quella pace di Dio a cui il suo nome accennava.  I nemici della pace di Dio erano molti – tra i potenti e tra il popolo, tra i feudatari e tra gli stessi religiosi – e, perciò, la sua vita fu difficile e la sua attività, di riformatore pacifico, ostacolata e denigrata. Combatté la simonia e le frequenti infrazioni al celibato dei suoi preti. Una donna che conviveva con un sacerdote tentò inutilmente di avvelenarlo, ma il veleno fece morire, al suo posto, un povero cane!

In quel tempo la città di Amiens cercava di organizzarsi in libero Comune, scrollando il giogo dei feudatari. In molte città, i vescovi, eletti dai feudatari e gelosi dei propri privilegi temporali, contrastavano le tendenze comunali del popolo, appoggiando invece chi aveva in mano il denaro e le armi.

Goffredo, al contrario, fu con i propri cittadini, alleato dell’iniziativa comunale che però fallì. Quando i feudatari ripresero il controllo della città, la vita del vescovo Goffredo, amante della giustizia, divenne ancor più difficile.

Non aveva ancora cinquant’anni quando si ammalò, fuori di Amiens, durante un pellegrinaggio alla chiesa dei SS. Crispino e Crispiniano, di cui era devoto.

Muore l’8 novembre del 1115, in un’abbazia dedicata ai due “santi calzolai“. E lì fu sepolto, lontano dalla sua bella cattedrale, presso la quale si era consumata la sua vicenda di pastore giusto e Vescovo contrastato.

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