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giovedì 7 dicembre

Sant'Ambrogio

Vescovo, Padre e Dottore della Chiesa

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Secondo il nuovo Calendario la memoria di Aurelio Ambrogio, meglio conosciuto come S. Ambrogio, è obbligatoria per tutta la Chiesa ed è particolarmente solenne a Milano, che in questo giorno onora il suo grande Vescovo e amatissimo Patrono.

In dialetto milanese viene chiamato sant Ambroeus (grafia classica) o sant Ambrös(entrambi pronunciati "sant'Ambrœs").

Aurelio Ambrogio, membro di due importanti famiglie senatorie romane (la famiglia Aureliana, da parte materna, la famiglia Simmaco, da parte paterna), nacque nel 339 a Treviri, dove il padre era prefetto del pretorio per la Gallia e, essendo destinato alla carriera amministrativa, frequentò le migliori scuole di Roma.

Nel 370, dopo cinque anni di magistratura a Sirmio, fu incaricato quale governatore della Liguria, poi dell'Emilia e, infine, giunse a Milano come governatore dell'Italia settentrionale. La sua abilità di funzionario nel dirimere pacificamente i forti contrasti tra ariani e cattolici, gli valse un largo apprezzamento da parte delle due fazioni.

Nel 374, alla morte del vescovo ariano Aussenzio di Milano, Ambrogio fu acclamato vescovo,a furor di popolo, anche se non aveva ancora ricevuto il battesimo. Dopo la conferma della carica da parte dell'imperatore Flavio Valentiniano, nel giro di una settimana, Ambrogio fu battezzato e ricevette il cappello episcopale.

Subito dopo la consacrazione episcopale, “Tolto dai tribunali e dall'amministrazione pubblica- dirà il nuovo Vescovo -per passare all'episcopato, ho dovuto cominciare ad insegnare quello che non avevo mai imparato”.Si diede perciò alla lettura dei Libri sacri, poi studiò i Padri della Chiesa e i Dottori. L'opera di Ambrogio fu così vasta, profonda ed importante che difficilmente può essere riassunta. Basta dire che fu considerato quasi un secondo Papa, in un'epoca nella quale certo non mancarono alla Chiesa grandi figure di Vescovi. Ambrogio, però, appariva più alto di tutti per la sua opera apostolica, benché fosse piccolo e delicato nel fisico.

Egli, che veniva dalla carriera dei dignitari imperiali, sostenne dinanzi all'Imperatore, non solo i diritti della Chiesa, ma l'autorità dei suoi pastori. “Sono i Vescovi che devono giudicare i laici, e non il contrario” diceva, e tra i laici metteva, per primo, l'imperatore Teodosio al quale impose una pubblica penitenza che dovette scontare da ottobre a Natale per essere ammesso ai Sacramenti. Un'altra massima di Ambrogio era : “L'Imperatore è nella Chiesa, non al disopra della Chiesa”.

Egli era una persona che credeva fermamente nel suo operato:

  • La sua porta era sempre aperta, e si prodigava senza tregua per il bene dei cittadini affidati alle sue cure.
  • Si batté strenuamente contro l'arianesimo, giungendo a colpi di mano per occupare le chiese di Milano. La corte imperiale di Milano era apertamente schierata con gli ariani.
  • Introdusse il canto nella liturgia, e ancor oggi a Milano vi è l'unica scuola che tramanda nei millenni questo antico canto.
  • A lui si deve la conversione di Agostino, che era venuto a Milano per insegnare retorica: Ambrogio e Agostino sono due dei quattro dottori della Chiesa cattolica antica.
  • Fu fautore della supremazia del vescovo di Roma, contro altri vescovi che lo ritenevano un vescovo come un altro: da lì a poco il vescovo di Roma assumerà il titolo di Papa.

Accanto a queste vicende storiche vi sono delle famose leggende miracolistiche, come quella secondo cui Ambrogio, camminando per Milano, trovò un fabbro che non riusciva a piegare il morso di un cavallo: in quel morso Ambrogio riconobbe uno dei chiodi con cui venne crocifisso Cristo. Dopo vari passaggi un "chiodo della crocefissione" è tutt'ora appeso nel Duomo di Milano, a grande altezza, sopra l'altare maggiore.

Ambrogio introdusse nella chiesa occidentale molti elementi tratti dalle liturgie orientali, in particolare canti e inni. Si attribuisce ad Ambrogio l'inno  “Te lucis ante”, ma la questione è controversa. Le riforme liturgiche furono continuate nella diocesi di Milano anche dai successori e formarono il Rito Ambrosiano  sopravvissuto alle unificazioni dei riti di Pp S. Gregorio I, Magno, 590-604) e del Concilio di Trento.

Per Rito Ambrosiano non si definisce solo la liturgia della chiesa cattolica che fa riferimento al santo, ma anche un preciso modo di cantare durante la liturgia. Esso viene indicato con il nome di canto ambrosiano ed è caratterizzato dal canto di inni, cioè di nuove composizioni poetiche in versi, distinte dai salmi, che vengono cantate da tutti i partecipanti al rito, a differenza di quanto avveniva per i salmi, solitamente cantati da un solista o da un gruppo di coristi. Esso viene invece cantato da tutti i partecipanti, in cori alternati, normalmente tra donne e uomini, ma in altri casi tra giovani e anziani o anche tra fanciulli e adulti. Alcuni di questi inni sono stati sicuramente composti da Ambrogio: la certezza viene dal fatto che a menzionarle è S. Agostino,che fu suo discepolo.

Ambrogio muore a Milano nella notte fra il 3 e il 4 aprile del 397.

La Chiesa Cattolica venera la memoria il 7 dicembre, giorno anniversario dell'ordinazione episcopale avvenuta nel 374, mentre la Chiesa ortodossa celebra la festa il 20 dicembre.

È patrono degli apicoltori, dei Vescovi, della Lombardia e delle città di Milano e Vigevano.

 

Significato del nome Ambrogio : “immortale” (greco).

Per approfondimenti, leggere la Catechesi di Papa Benedetto XVI:
>>> Sant'Ambrogio
[CroatoFranceseIngleseItalianoPortogheseSpagnoloTedesco]



Fonte principale: wikipedia.org (“RIV./gpm”).

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℣. O Dio, vieni a salvarmi.

℟. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

Inno

O Cristo, Verbo del Padre,
re glorioso fra i santi,
luce e salvezza del mondo,
in te crediamo.

Cibo e bevanda di vita,
balsamo, veste, dimora,
forza, rifugio, conforto,
in te speriamo.

Illumina col tuo Spirito
l'oscura notte del male,
orienta il nostro cammino
incontro al Padre. Amen.

1a antifona

Svegliatevi, arpa e cetra,
voglio svegliare l'aurora.

SALMO 56
Preghiera del mattino nella sofferenza

Questo salmo si riferisce alla passione del Signore (sant'Agostino).

Pietà di me, pietà di me, o Dio, *
in te mi rifugio;
mi rifugio all'ombra delle tue ali *
finché sia passato il pericolo.

Invocherò Dio, l'Altissimo, *
Dio che mi fa il bene.

Mandi dal cielo a salvarmi †
dalla mano dei miei persecutori, *
Dio mandi la sua fedeltà e la sua grazia.

Io sono come in mezzo a leoni, *
che divorano gli uomini;
i loro denti sono lance e frecce, *
la loro lingua spada affilata.

Innàlzati sopra il cielo, o Dio, *
su tutta la terra la tua gloria.

Hanno teso una rete ai miei piedi, *
mi hanno piegato,
hanno scavato davanti a me una fossa *
e vi sono caduti.

Saldo è il mio cuore, o Dio, *
saldo è il mio cuore.

Voglio cantare, a te voglio inneggiare: *
svegliati, mio cuore,
svegliatevi arpa e cetra, *
voglio svegliare l'aurora

Ti loderò tra i popoli, Signore, *
a te canterò inni tra le genti,
perché la tua bontà è grande fino ai cieli, *
e la tua fedeltà fino alle nubi.

Innalzati sopra il cielo, o Dio, *
su tutta la terra la tua gloria.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

1a antifona

Svegliatevi, arpa e cetra,
voglio svegliare l'aurora.

2a antifona

Il tuo popolo, Signore,
abbonda dei tuoi beni.

CANTICO Ger 31, 10-14
Dio libera e raduna il suo popolo nella gioia

Gesù doveva morire... per riunire i figli di Dio, che erano dispersi (Gv. 11, 51.52).

Ascoltate popoli, la parola del Signore, *
annunziatela alle isole lontane
e dite: «Chi ha disperso Israele lo raduna *
e lo custodisce come un pastore il suo gregge»,

perché il Signore ha redento Giacobbe, *
lo ha riscattato dalle mani del più forte di lui.

Verranno e canteranno inni sull'altura di Sion, *
affluiranno verso i beni del Signore,
verso il grano, il mosto e l'olio, *
verso i nati dei greggi e degli armenti.

Essi saranno come un giardino irrigato, *
non languiranno mai.
Allora si allieterà la vergine alla danza; *
i giovani e i vecchi gioiranno.

Io cambierò il loro lutto in gioia, *
li consolerò e li renderò felici, senza afflizioni.
Sazierò di delizie l'anima dei sacerdoti *
e il mio popolo abbonderà dei miei beni.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

2a antifona

Il tuo popolo, Signore,
abbonda dei tuoi beni.

3a antifona

Grande è il Signore e degno di ogni lode
nella città del nostro Dio. †

SALMO 47
Azione di grazie per la salvezza del popolo

Mi trasportò in spirito su di un monte alto e mi mostrò la città santa, Gerusalemme (Ap 21, 10).

Grande è il Signore e degno di ogni lode *
nella città del nostro Dio.
† Il suo monte santo, altura stupenda, *
è la gioia di tutta la terra.

Il monte Sion, dimora divina, *
è la città del grande Sovrano.
Dio nei suoi baluardi *
è apparso fortezza inespugnabile.

Ecco, i re si sono alleati, *
sono avanzati insieme.
Essi hanno visto: *
attoniti e presi dal panico, sono fuggiti.

Là sgomento li ha colti, *
doglie come di partoriente,
simile al vento orientale *
che squarcia le navi di Tarsis.

Come avevamo udito, così abbiamo visto
nella città del Signore degli eserciti, †
nella città del nostro Dio; *
Dio l'ha fondata per sempre.

Ricordiamo, Dio, la tua misericordia *
dentro il tuo tempio.

Come il tuo nome, o Dio, †
così la tua lode si estende
sino ai confini della terra; *
è piena di giustizia la tua destra.

Gioisca il monte di Sion, †
esultino le città di Giuda *
a motivo dei tuoi giudizi.

Circondate Sion, giratele intorno, *
contate le sue torri.

Osservate i suoi baluardi, †
passate in rassegna le sue fortezze, *
per narrare alla generazione futura:

Questo è il Signore, nostro Dio †
in eterno, sempre: *
egli è colui che ci guida.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

3a antifona

Grande è il Signore e degno di ogni lode
nella città del nostro Dio.

Lettura breve

Sap 7, 13-14

Senza frode imparai la sapienza e senza invidia la dono, non nascondo le sue ricchezze. Essa è un tesoro inesauribile per gli uomini; quanti se lo procurano si attirano l'amicizia di Dio, sono a lui raccomandati per i doni del suo insegnamento.

Responsorio Breve

℟. La tua Chiesa, o Dio, * canta la sapienza dei santi.
La tua Chiesa, o Dio, canta la sapienza dei santi.

℣. L'assemblea ne proclama le lodi *
canta la sapienza dei santi.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
La tua Chiesa, o Dio, canta la sapienza dei santi.

Antifona al Benedictus

I saggi splenderanno come il firmamento;
i maestri di sapienza saranno come stelle nel cielo.

CANTICO DI ZACCARIA
Lc 1, 68-79

Il Messia e il suo Precursore

Benedetto il Signore Dio d'Israele, *
perché ha visitato e redento il suo popolo,

e ha suscitato per noi una salvezza potente *
nella casa di Davide, suo servo,

come aveva promesso *
per bocca dei suoi santi profeti d'un tempo:

salvezza dai nostri nemici, *
e dalle mani di quanti ci odiano.

Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri *
e si è ricordato della sua santa alleanza,

del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, *
di concederci, liberati dalle mani dei nemici,

di servirlo senza timore, in santità e giustizia *
al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.

E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell'Altissimo *
perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade,

per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza *
nella remissione dei suoi peccati,

grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, *
per cui verrà a visitarci dall'alto un sole che sorge,

per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre *
e nell'ombra della morte

e dirigere i nostri passi *
sulla via della pace.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

Antifona al Benedictus

I saggi splenderanno come il firmamento;
i maestri di sapienza saranno come stelle nel cielo.

Invocazioni

A Cristo, buon pastore, che ha dato la vita per le sue pecorelle, innalziamo con fiducia la nostra preghiera:
O Signore, guida il tuo popolo ai pascoli della vita eterna.

Cristo, che in sant'Ambrogio ci hai dato un'immagine viva del tuo amore misericordioso,
- fa' che sperimentiamo in coloro che ci guidano la dolcezza della tua carità.

Tu, che nei tuoi vicari continui a svolgere la missione di maestro e di pastore,
- non cessare mai di governarci tu stesso nella persona dei tuoi ministri.

Tu, che nei santi pastori, posti al servizio del tuo popolo, ti sei fatto medico delle anime e dei corpi,
- fa' che non venga mai meno la tua presenza mediante ministri santi e santificatori.

Tu, che hai animato i fedeli con la sapienza e la carità di sant'Ambrogio,
- fa' che i predicatori del Vangelo ci aiutino a conoscerti e ad amarti come vuoi tu.

Padre nostro

Padre nostro, che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male.

Orazione

O Dio, che nel vescovo sant'Ambrogio ci hai dato un insigne maestro della fede cattolica e un esempio di apostolica fortezza, suscita nella Chiesa uomini secondo il tuo cuore, che la guidino con coraggio e sapienza. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio e vive e regna con te nell'Unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

℟. Amen.

Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna.

℟. Amen.

Dal Vangelo di ✠ Gesù Cristo secondo Luca (19, 41-44)
In quel tempo Gesù, quando fu vicino a Gerusalemme, alla vista della città, pianse su di essa, dicendo:
«Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, la via della pace. Ma ormai è stata nascosta ai tuoi occhi.
Giorni verranno per te in cui i tuoi nemici ti cingeranno di trincee, ti circonderanno e ti stringeranno da ogni parte;
abbatteranno te e i tuoi figli dentro di te e non lasceranno in te pietra su pietra, perché non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata».

℣. O Dio, vieni a salvarmi.

℟. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

Inno

Ave, o stella del mare,
madre gloriosa di Dio,
vergine sempre, Maria,
porta felice del cielo.

L'Ave del messo celeste
reca l'annunzio di Dio,
muta la sorte di Eva,
dona al mondo la pace.

Spezza i legami agli oppressi,
rendi la luce ai ciechi,
scaccia da noi ogni male,
chiedi per noi ogni bene.

Mòstrati Madre per tutti,
offri la nostra preghiera,
Cristo l'accolga benigno,
lui che si è fatto tuo Figlio.

Vergine santa fra tutte,
dolce regina del cielo,
rendi innocenti i tuoi figli,
umili e puri di cuore.

Dònaci giorni di pace,
veglia sul nostro cammino,
fa' che vediamo il tuo Figlio,
pieni di gioia nel cielo.

Lode all'altissimo Padre,
gloria al Cristo Signore,
salga allo Spirito Santo,
l'inno di fede e di amore. Amen.

Oppure:

Ave, maris stella,
Dei Mater alma,
atque semper Virgo,
felix cæli porta.

Sumens illud «Ave»
Gabriélis ore,
funda nos in pace,
mutans Evæ nomen.

Solve vincula reis,
profer lumen cæcis
mala nostra pelle,
bona cuncta posce.

Monstra te esse matrem:
sumat per te preces,
qui pro nobis natus,
tulit esse tuus.

Virgo singuláris,
inter omnes mitis,
nos culpis solútos,
mites fac et castos.

Vitam præsta puram,
iter para tutum:
ut vidéntes Iesum
semper collætémur.

Sit laus Deo Patri,
summo Christo decus,
Spirítui Sancto,
honor, tribus unus. Amen.

Oppure:

Præclára custos vírginum
Deíque mater ínnuba,
cæléstis aulæ iánua,
spes nostra, cæli gáudium;

Inter rubéta lílium,
colúmba formosíssima,
e stirpe virga gérminans
nostro medélam vúlneri;

Turris dracóni impérvia,
amíca stella náufragis,
defénde nos a fráudibus
tuáque luce dírige.

Erróris umbras díscute,
syrtes dolósas ámove,
fluctus tot inter, déviis
tutam reclúde sémitam.

Quæ labe nostræ oríginis
intácta splendes única,
serpéntis artes æmuli
elúde vindex ínclita.

Patri sit et Paráclito
tuóque Nato glória,
qui sanctitátis únicæ
te munerárunt grátia. Amen.

1a antifona

Porrò inimicizia tra te e la donna,
tra la tua e la sua discendenza.

SALMO 112

Lodate, servi del Signore, *
lodate il nome del Signore.
Sia benedetto il nome del Signore, *
ora e sempre.

Dal sorgere del sole al suo tramonto *
sia lodato il nome del Signore.
Su tutti i popoli eccelso è il Signore, *
più alta dei cieli è la sua gloria.

Chi è pari al Signore nostro Dio che siede nell'alto *
e si china a guardare nei cieli e sulla terra?

Solleva l'indigente dalla polvere, *
dall'immondizia rialza il povero,
per farlo sedere tra i principi, *
tra i principi del suo popolo.

Fa abitare la sterile nella sua casa *
quale madre gioiosa di figli.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

1a antifona

Porrò inimicizia tra te e la donna,
tra la tua e la sua discendenza.

2a antifona

Il Signore mi ha rivestita di salvezza,
mi ha avvolta con un manto di giustizia.

SALMO 147

Glorifica il Signore, Gerusalemme, *
loda, Sion, il tuo Dio.
Perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte, *
in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli.

Egli ha messo pace nei tuoi confini *
e ti sazia con fior di frumento.
Manda sulla terra la sua parola, *
il suo messaggio corre veloce.

Fa scendere la neve come lana, *
come polvere sparge la brina.
Getta come briciole la grandine, *
di fronte al suo gelo chi resiste?

Manda una sua parola ed ecco si scioglie, *
fa soffiare il vento e scorrono le acque.
Annunzia a Giacobbe la sua parola, *
le sue leggi e i suoi decreti a Israele.

Così non ha fatto
con nessun altro popolo, *
non ha manifestato ad altri
i suoi precetti

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

2a antifona

Il Signore mi ha rivestita di salvezza,
mi ha avvolta con un manto di giustizia.

3a antifona

Ave, Maria, piena di grazia,
il Signore è con te.

CANTICO Ef. 1, 3-10

Benedetto sia Dio,
Padre del Signore nostro Gesù Cristo, *
che ci ha benedetti
con ogni benedizione spirituale nei cieli, in Cristo.

In lui ci ha scelti *
prima della creazione del mondo,
per trovarci, al suo cospetto, *
santi e immacolati nell'amore.

Ci ha predestinati *
a essere suoi figli adottivi
per opera di Gesù Cristo, *
secondo il beneplacito del suo volere,

a lode e gloria
della sua grazia, *
che ci ha dato
nel suo Figlio diletto.

In lui abbiamo la redenzione
mediante il suo sangue, *
la remissione dei peccati
secondo la ricchezza della sua grazia.

Dio l'ha abbondantemente riversata su di noi
con ogni sapienza e intelligenza, *
poiché egli ci ha fatto conoscere
il mistero del suo volere,

il disegno di ricapitolare in Cristo
tutte le cose, *
quelle del cielo
come quelle della terra.

Nella sua benevolenza
lo aveva in lui prestabilito *
per realizzarlo
nella pienezza dei tempi.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

3a antifona

Ave, Maria, piena di grazia,
il Signore è con te.

Lettura breve

 Rom 8, 29-30

Quelli che Dio da sempre ha conosciuto li ha anche predestinati ad essere conformi all'immagine del Figlio suo. Quelli poi che ha predestinati li ha anche chiamati; quelli che ha chiamati li ha anche giustificati; quelli che ha giustificati li ha anche glorificati.

Responsorio Breve

℟. Ti esalto, Signore: * tu mi hai liberata.
Ti esalto, Signore: tu mi hai liberata.

℣. Non hai lasciato esultare il nemico: *
tu mi hai liberata.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Ti esalto, Signore: tu mi hai liberata.

Antifona al Magnificat

Tutti i secoli mi diranno beata:
l'Onnipotente ha fatto in me grandi cose, alleluia.

CANTICO DELLA BEATA VERGINE
Lc 1, 46-55

Esultanza dell'anima nel Signore

L'anima mia magnifica il Signore *
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,

perché ha guardato l'umiltà della sua serva. *
D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.

Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente *
e Santo è il suo nome:

di generazione in generazione la sua misericordia *
si stende su quelli che lo temono.

Ha spiegato la potenza del suo braccio, *
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

ha rovesciato i potenti dai troni, *
ha innalzato gli umili;

ha ricolmato di beni gli affamati, *
ha rimandato i ricchi a mani vuote.

Ha soccorso Israele, suo servo, *
ricordandosi della sua misericordia,

come aveva promesso ai nostri padri, *
ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

Antifona al Magnificat

Tutti i secoli mi diranno beata:
l'Onnipotente ha fatto in me grandi cose, alleluia.

Intercessioni

Riuniti nella preghiera di lode, glorifichiamo Dio, Padre onnipotente, che ci ha dato in Maria un pegno sicuro di consolazione e di speranza. Diciamo con fiducia:
Maria, piena di grazia, interceda per noi.

O Dio, operatore di prodigi, che hai concesso alla santa Vergine Maria di condividere, nell'anima e nel corpo, la gloria del Cristo risorto,
- guidaci alla gloria immortale.

Tu, che ci hai dato Maria per madre, concedi per sua intercessione la salute ai malati, il conforto agli afflitti, il perdono ai peccatori,
- dona a tutti pace e salvezza.

Tu, che hai reso piena di grazia la Vergine Maria,
- allietaci con l'abbondanza dei doni del tuo Spirito.

Fa' che la tua Chiesa sia un cuor solo e un'anima sola.
- Donaci di perseverare unanimi nella preghiera con Maria, madre di Gesù.

Tu, che hai incoronato Maria regina del cielo,
- fa' che i nostri fratelli defunti godano la gioia eterna nell'assemblea dei santi.

Padre nostro

Padre nostro, che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male.

Orazione

O Dio, che nell'immacolata Concezione della Vergine hai preparato una degna dimora per il tuo Figlio, e in previsione della morte di lui l'hai preservata da ogni macchia di peccato, concedi anche a noi, per sua intercessione, di venire incontro a te in santità e purezza di spirito. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unita dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

℟. Amen.

Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna.

℟. Amen.

Origene (ca 185-253), sacerdote e teologo 
Omelie su San Luca, n. 26, 4-5 (SC 87, p. 341)

Fondato sulla roccia, Cristo

Quando affrontate con coraggio le tentazioni, non è la tentazione che vi rende fedeli e costanti; essa rivela soltanto le virtù della costanza e del coraggio che erano già in voi, ma nascoste. "Pensi, dice il Signore, che avessi un altro fine, così parlando, se non quello di manifestare la tua giustizia?" (Gb 40,3 LXX) E altrove dice: "Ti ho umiliato, ti ha fatto provare la fame, per farti capire... in cuor tuo che, come un uomo corregge il figlio, così il Signore tuo Dio corregge te" (Dt 8,3-5).

Allo stesso modo la tempesta non rende solido l'edificio costruito sulla sabbia. Se vuoi costruire, che sia sulla pietra. Allora, quando la tempesta arriva, non rovescerà quanto è fondato sulla pietra; mentre, per ciò che vacilla sulla sabbia, mostrerà subito che quelle fondazioni non valgono nulla. Ecco perché, prima che si levi la tempesta, che si scatenino le raffiche di vento, che straripino i torrenti, quando ancora c'è il silenzio, volgiamo tutta la nostra attenzione al fondamento dell'edificio, costruiamo la nostra casa con le pietre varie e solide dei comandamenti di Dio. E quando la persecuzione si scatenerà e una tormenta crudele si alzerà contro i cristiani, potremo mostrare che il nostro edificio è fondato sulla roccia, Cristo Gesù (1Cor 3,11).

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