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Beato Alfredo Ildefonso Schuster

Monaco, Cardinale Arcivescovo

Di Rei Momo - Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=17107190

Alfredo Ildefonso Schuster nasce a Roma il 18 gennaio 1880 da Giovanni (Johann), caposarto degli zuavi pontifici, e Maria Anna Tutzer, di Renon, sudtirolese; fu battezzato il 20 gennaio.

Rimasto all’età di undici anni orfano di padre, e viste le sue doti per lo studio e la sua pietà, fu fatto entrare, dal barone Pfiffer d’Altishofen, nello studentato di S. Paolo fuori le mura. Ebbe come maestri il Beato Placido Riccardi e don Bonifacio Oslander che l’educarono alla preghiera, all’ascesi e allo studio; si laureò in filosofia al Collegio Pontificio di Sant’Anselmo a Roma.

Monaco benedettino nell’abbazia di S. Paolo fuori le mura, venne ordinato sacerdote il 19 marzo 1904 in S. Giovanni Laterano.

A soli 28 anni era maestro dei novizi; in seguito divenne procuratore generale della Congregazione Cassinese, priore claustrale e nel 1918 abate ordinario di S. Paolo fuori le mura.

Fu nominato da Pp Pio XI (Ambrogio DamianoAchille Ratti, 1922-1939) arcivescovo di Milano il 26 giugno 1929 e cardinale il 15 luglio 1929. Governò la diocesi in tempi difficili per Milano e per l’Italia. Prese come modello uno dei suoi predecessori più illustri: S. Carlo Borromeo.

Si dimostrò assiduo nell’effettuare le visite pastorali nella diocesi che nei venticinque anni del suo episcopato svolse ben cinque volte. Numerose sono le sue lettere al clero e al popolo, le minuziose e dettagliate prescrizioni, specialmente in ordine al decoro del culto divino, i frequenti sinodi diocesani e i due congressi eucaristici.

Ristrutturò, per incarico di Papa Pio XI, i seminari milanesi mediante la costruzione delSeminario Teologico e Liceale di Venegono Inferiore, inaugurato nel 1935. Tra settembre e novembre 1938 vennero emanate alcune leggi che discriminavano gli ebrei italiani (Leggi razziali fasciste).

Il 13 novembre il cardinale Schuster, dal pulpito del Duomo di Milano, per l’inizio dell’Avvento ambrosiano, pronunciò un’omelia che condannava tali provvedimenti: « È nata all’estero e serpeggia un po’ dovunque una specie di eresia, che non solamente attenta alle fondamenta soprannaturali della cattolica Chiesa, ma materializza nel sangue umano i concetti spirituali di individuo, di Nazione e di Patria, rinnega all’umanità ogni altro valore spirituale, e costituisce così un pericolo internazionale non minore di quello dello stesso bolscevismo. È il cosiddetto razzismo. »

Partecipò al conclave del 1939, che elesse papa il cardinale Eugenio Pacelli (Pio XII). Alla caduta della Repubblica Sociale promosse un incontro in Arcivescovado tra Benito Mussolini e i rappresentanti partigiani, nel tentativo di concordare una resa senza spargimento di sangue. Propose anche a Mussolini di fermarsi in Arcivescovado, sotto la sua protezione, per poi consegnarsi agli Alleati. Il Duce però rifiutò, preferendo tentare la fuga. Anziano e malato, si ritirò nel seminario di Venegono.

Qui si spense il 30 agosto 1954 congedandosi dai suoi seminaristi con queste parole: «Voi desiderate un ricordo da me. Altro ricordo non ho da darvi che un invito alla santità. La gente pare che non si lasci più convincere dalla nostra predicazione, ma di fronte alla santità, ancora crede, ancora si inginocchia e prega. La gente pare che viva ignara delle realtà soprannaturali, indifferente ai problemi della salvezza. Ma se un Santo autentico, o vivo o morto, passa, tutti accorrono al suo passaggio. Ricordate le folle intorno alla bara di don Orione? Non dimenticate che il diavolo non ha paura dei nostri campi sportivi e dei nostri cinematografi ma ha paura, invece, della nostra santità ».

Pochi giorni dopo, l’impressionante corteo che accompagnava la salma del cardinale Schuster da Venegono a Milano confermava che “quando passa un Santo, tutti accorrono al suo passaggio”.

Il processo di beatificazione ebbe inizio nel 1957 e si concluse nel 1995 con l’approvazione del miracolo ottenuto per sua intercessione: la guarigione di suor Maria Emilia Brusati, da glaucoma bilaterale.

Fu beatificato da San Giovanni Paolo II (Karol Józef Wojtyła, 1978-2005), il 12 maggio 1996.

Nel 2006 l’Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti (UCID) ha intitolato una borsa di studio in suo onore. Sorte simile ha riguardato il parco antistante la Basilica di S. Paolo a Roma, che porta il suo nome.

Significato del nome Alfredo: “saggio, nobile nella pace” (anglosassone).

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