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giovedì 26 marzo
San Liudger von Münster

Vescovo

Public Domain
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Liudger di Münster nasce a Utrecht (Paesi Bassi) verso il 745;  era figlio di genitori cristiani (Thiadgrim e Liafburg) e membro di una stimata e molto ramificata dinastia di nobili della Frisia.

Fin da piccolo era votato ad una vita spirituale e lo troviamo fra il 756 ed il 767 studente presso la scuola del Duomo di Utrecht (Martinsstift). Il missionario Gregorio di Utrecht († 775), come insegnante teologico di base, gli trasmise le discipline delle cosiddette sette arti liberali.

Per completare i suoi studi Ludgero si recò a York, presso la locale scuola del Duomo, tenuta dall’erudito Alcuino, dove l’arcivescovo, Etelberto, lo consacrò nello stesso anno diacono. Dopo un soggiorno ad Utrecht fra il 768 ed il 769, Ludgero tornò in Inghilterra ove si trattenne fino al 772.
I conflitti fra Angli e Frisoni lo costrinsero a rientrare ad Utrecht, che lasciò nuovamente dopo la morte del suo maestro Gregorio.

Ludgero svolse la sua prima attività missionaria a Deventer (Olanda), ove egli eresse una nuova chiesa (775 – 776) sulla tomba del primo missionario frisone, san Livino († 775).
Nel 776 iniziò, dopo la sua ordinazione sacerdotale, che ebbe luogo a Colonia il 7 luglio 777, con la missione in Frisia orientale, promossa dal vescovo di Utrecht, Alberico, che fu tuttavia interrotta dall’insurrezione sassone di Vitichindo (784).

Ludgero, allora, intraprese un pellegrinaggio a Roma (784) e a Montecassino (784/785 – 787). Dopo il suo rientro in Frisia fu incaricato da Carlo Magno di condurre una missione nella parte centrale della Frisia (787) e gli venne anche affidata la direzione del convento di San Pietro a Lothusa (Leuze, Belgio). Nel periodo della sua missione in Frisia, verso il 791, ebbe luogo il viaggio di Ludgero nell’arcipelago delle Helgoland (Germania).
Le rivolte della Sassonia e della Frisia del 792 furono forse l’occasione per Carlo Magno di inviare Ludgero in missione in Sassonia. In quel periodo (793) nacque, per opera di Ludgero, una diocesi missionaria presso Münster, con il suo capitolo ed un esteso sistema di parrocchie. A Nottuln (Renania Settentrionale-Vestfalia, in Germania) Ludgero fece
erigere una chiesa ed egli deve anche aver promosso la fondazione di una comunità monacale.

I progetti di Ludgero, di fondare egli stesso comunità monastiche, dovrebbero aver avuto slancio in quel periodo. I primi tentativi di fondare abbazie a Wierum, Wichmond e sul fiume Erft fallirono, ma quello di Werden an der Ruhr ebbe successo. Questa era stata da lungo tempo pianificata da Ludgero, che fin dal 796 provvedeva al sistematico acquisto di beni.
Verso l’800 egli fondò finalmente il suo convento sul terreno acquistato nel 799. Frattanto l’allestimento della nuova diocesi di Münster andava avanti: il 30 marzo 805 Ludgero veniva consacrato vescovo di Münster dall’arcivescovo di Colonia, Ildeboldo, e la diocesi evidentemente fu annessa alla provincia ecclesiastica di Colonia.

Gli ultimi anni prima del suo decesso viaggiò molte volte per la sua diocesi e, durante uno di questi viaggi, il 26 marzo 809, a Billerbeck (Renania Settentrionale-Vestfalia), muore. Egli proveniva da Coesfeld, dove aveva predicato per l’ultima volta, e sulla via per Billerbeck benedisse ancora una volta il territorio di Münster: il luogo ove ciò avvenne ha oggi il nome di Ludgerirast (sosta di Ludgero).
La salma fu portata nella sede vescovile a Münster per la sua esposizione ai fedeli. Un mese più tardi essa fu traslata a Werden, deposta ad est della chiesa abbaziale il 28 aprile e, secondo le sue ultime volontà, interrata sotto un albero.
Nell’813 sul luogo della sua inumazione (locus arboris) fu eretta una cripta.

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℣. O Dio, vieni a salvarmi.

℟. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen.

Inno

Nella santa assemblea,
o nel segreto dell'anima,
prostriamoci e imploriamo
la divina clemenza.

Dall'ira del giudizio
liberaci, o Padre buono;
non togliere ai tuoi figli
il segno della tua gloria.

Ricorda che ci plasmasti
col soffio del tuo Spirito:
siam tua vigna, tuo popolo,
e opera delle tue mani.

Perdona i nostri errori,
sana le nostre ferite,
guidaci con la tua grazia
alla vittoria pasquale.

Sia lode al Padre altissimo,
al Figlio e al Santo Spirito
com'era nel principio,
ora e nei secoli eterni. Amen.

1a antifona

Fin dal mattino, o Dio,
fa' sentire il tuo amore per noi.

SALMO 142, 1-11
Preghiera nella tribolazione

Siamo giustificati dalla fede in Cristo e non dalle opere della legge (Gal 2, 16).

Signore, ascolta la mia preghiera, †
porgi l'orecchio alla mia supplica,
tu che sei fedele, *
e per la tua giustizia rispondimi.

Non chiamare in giudizio il tuo servo: *
nessun vivente davanti a te è giusto.

Il nemico mi perseguita, *
calpesta a terra la mia vita,
mi ha relegato nelle tenebre *
come i morti da gran tempo.

In me languisce il mio spirito, *
si agghiaccia il mio cuore.

Ricordo i giorni antichi, †
ripenso a tutte le tue opere, *
medito sui tuoi prodigi.

A te protendo le mie mani, *
sono davanti a te come terra riarsa.
Rispondimi presto, Signore, *
viene meno il mio spirito.

Non nascondermi il tuo volto, *
perché non sia come chi scende nella fossa.
Al mattino fammi sentire la tua grazia, *
poiché in te confido.

Fammi conoscere la strada da percorrere, *
perché a te si innalza l'anima mia.
Salvami dai miei nemici, Signore, *
a te mi affido.

Insegnami a compiere il tuo volere, †
perché sei tu il mio Dio. *
Il tuo spirito buono mi guidi in terra piana.

Per il tuo nome, Signore, fammi vivere, *
liberami dall'angoscia, per la tua giustizia.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

1a antifona

Fin dal mattino, o Dio,
fa' sentire il tuo amore per noi.

2a antifona

Il Signore farà scorrere su Gerusalemme
un fiume di pace e di salvezza.

CANTICO Is 66, 10-14a
Nella città di Dio consolazione e gioia

La Gerusalemme di lassù è libera ed è la nostra madre (Gal 4, 26)

Rallegratevi con Gerusalemme, *
esultate per essa quanti la amate.
Sfavillate di gioia con essa *
voi tutti che avete partecipato al suo lutto.

Così succhierete al suo petto †
e vi sazierete delle sue consolazioni; *
succhierete con delizia
all'abbondanza del suo seno.

Poiché così dice il Signore: †
«Ecco io farò scorrere verso di essa
la prosperità come un fiume; *
come un torrente in piena la ricchezza dei popoli;

i suoi bimbi saranno portati in braccio, *
sulle ginocchia saranno accarezzati.

Come una madre consola un figlio, †
così io vi darò consolazione;*
in Gerusalemme sarete consolati.

Voi lo vedrete e gioirà il vostro cuore, *
le vostre ossa saranno rigogliose
come erba fresca».

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

2a antifona

Il Signore farà scorrere su Gerusalemme
un fiume di pace e di salvezza.

3a antifona

È bello cantare al nostro Dio,
dolce è lodarlo.

SALMO 146
Potenza e bontà del Signore

L’anima mia magnifica il Signore, perché grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente (Lc 1, 46. 49).

Lodate il Signore: †
è bello cantare al nostro Dio, *
dolce è lodarlo come a lui conviene.

Il Signore ricostruisce Gerusalemme, *
raduna i dispersi d'Israele.
Risana i cuori affranti *
e fascia le loro ferite;

egli conta il numero delle stelle *
e chiama ciascuna per nome.

Grande è il Signore, onnipotente, *
la sua sapienza non ha confini.
Il Signore sostiene gli umili, *
ma abbassa fino a terra gli empi.

Cantate al Signore un canto di grazie, *
intonate sulla cetra inni al nostro Dio.

Egli copre il cielo di nubi, †
prepara la pioggia per la terra, *
fa germogliare l'erba sui monti.

Provvede il cibo al bestiame, *
ai piccoli del corvo che gridano a lui.
Non fa conto del vigore del cavallo, *
non apprezza l'agile corsa dell'uomo.

Il Signore si compiace di chi lo teme, *
di chi spera nella sua grazia.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

3a antifona

È bello cantare al nostro Dio,
dolce è lodarlo.

Dal vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni (5, 31-47)

In quel tempo, Gesù disse ai Giudei: « Se fossi io a render testimonianza a me stesso, la mia testimonianza non sarebbe vera;
ma c'è un altro che mi rende testimonianza, e so che la testimonianza che egli mi rende è verace.
Voi avete inviato messaggeri da Giovanni ed egli ha reso testimonianza alla verità.
Io non ricevo testimonianza da un uomo; ma vi dico queste cose perché possiate salvarvi.
Egli era una lampada che arde e risplende, e voi avete voluto solo per un momento rallegrarvi alla sua luce.
Io però ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni: le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto facendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato.
E anche il Padre, che mi ha mandato, ha reso testimonianza di me. Ma voi non avete mai udito la sua voce, né avete visto il suo volto,
e non avete la sua parola che dimora in voi, perché non credete a colui che egli ha mandato.
Voi scrutate le Scritture credendo di avere in esse la vita eterna; ebbene, sono proprio esse che mi rendono testimonianza.
Ma voi non volete venire a me per avere la vita.
Io non ricevo gloria dagli uomini.
Ma io vi conosco e so che non avete in voi l'amore di Dio.
Io sono venuto nel nome del Padre mio e voi non mi ricevete; se un altro venisse nel proprio nome, lo ricevereste.
E come potete credere, voi che prendete gloria gli uni dagli altri, e non cercate la gloria che viene da Dio solo?
Non crediate che sia io ad accusarvi davanti al Padre; c'è gia chi vi accusa, Mosè, nel quale avete riposto la vostra speranza.
Se credeste infatti a Mosè, credereste anche a me; perché di me egli ha scritto.
Ma se non credete ai suoi scritti, come potrete credere alle mie parole? ».

℣. O Dio, vieni a salvarmi.

℟. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen.

Inno

Accogli, o Dio pietoso,
le preghiere e le lacrime
che il tuo popolo effonde
in questo tempo santo.

Tu che scruti e conosci
i segreti dei cuori,
concedi ai penitenti
la grazia del perdono.

Grande è il nostro peccato,
ma più grande è il tuo amore:
cancella i nostri debiti
a gloria del tuo nome.

Risplenda la tua lampada
sopra il nostro cammino,
la tua mano ci guidi
alla meta pasquale.

Ascolta, o Padre altissimo,
tu che regni nei secoli
con il Cristo tuo Figlio
e lo Spirito Santo. Amen.

1a antifona

Dio, mio amore, mio rifugio,
in te io confido.

SALMO 143, 1-8 (I)
La preghiera del Re per la vittoria e per la pace

Le sue mani si sono mosse alla guerra quando vinse il regno del male. Ha detto infatti: Abbiate fiducia, io ho vinto il mondo (cf. Gv 16, 33) (S. Ilario).

Benedetto il Signore, mia roccia, †
che addestra le mie mani alla guerra, *
le mie dita alla battaglia.

Mia grazia e mia fortezza, *
mio rifugio e mia liberazione,
mio scudo in cui confido, *
colui che mi assoggetta i popoli.

Signore, che cos'è un uomo perché te ne curi? *
Un figlio d'uomo perché te ne dia pensiero?
L'uomo è come un soffio, *
i suoi giorni come ombra che passa.

Signore, piega il tuo cielo e scendi, *
tocca i monti ed essi fumeranno.
Le tue folgori disperdano i nemici, *
lancia frecce, sconvolgili.

Stendi dall'alto la tua mano, †
scampami e salvami dalle grandi acque, *
dalla mano degli stranieri.

La loro bocca dice menzogne *
e alzando la destra giurano il falso.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

1a antifona

Dio, mio amore, mio rifugio,
in te io confido.

2a antifona

Beato il popolo,
che ha Dio per Signore.

Salmo 143, 9-15 (II)
Preghiera del Re

In Cristo Gesù Dio ha mostrato nei secoli futuri la straordinaria ricchezza della sua grazia mediante la sua bontà verso di noi (Ef 2, 6. 7).

Mio Dio, ti canterò un canto nuovo, *
suonerò per te sull'arpa a dieci corde;
a te, che dai vittoria al tuo consacrato, *
che liberi Davide tuo servo.

Salvami dalla spada iniqua, *
liberami dalla mano degli stranieri;
la loro bocca dice menzogne *
e la loro destra giura il falso.

I nostri figli siano come piante *
cresciute nella loro giovinezza;
le nostre figlie come colonne d'angolo *
nella costruzione del tempio.

I nostri granai siano pieni, *
trabocchino di frutti d'ogni specie;

siano a migliaia i nostri greggi, †
a miriadi nelle nostre campagne; *
siano carichi i nostri buoi.

Nessuna breccia, nessuna incursione, *
nessun gemito nelle nostre piazze.

Beato il popolo che possiede questi beni: *
beato il popolo il cui Dio è il Signore.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

2a antifona

Beato il popolo,
che ha Dio per Signore.

3a antifona

Ora si è compiuta la salvezza
e il regno del nostro Dio.

CANTICO Ap 11, 17-18; 12, 10b-12a
Il giudizio di Dio

Noi ti rendiamo grazie,
Signore Dio onnipotente, *
che sei e che eri, 

perché hai messo mano
alla tua grande potenza, *
e hai instaurato il tuo regno. 

Le genti fremettero, †
ma è giunta l'ora della tua ira, *
il tempo di giudicare i morti, 

di dare la ricompensa ai tuoi servi, †
ai profeti e ai santi *
e a quanti temono il tuo nome, piccoli e grandi.

Ora si è compiuta la salvezza,
la forza e il regno del nostro Dio *
e la potenza del suo Cristo, 

poiché è stato precipitato l'Accusatore; †
colui che accusava i nostri fratelli, *
davanti al nostro Dio giorno e notte. 

Essi lo hanno vinto per il sangue dell'Agnello †
e la testimonianza del loro martirio, *
perché hanno disprezzato la vita fino a morire. 

Esultate, dunque, o cieli, *
rallegratevi e gioite,
voi tutti che abitate in essi.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

3a antifona

Ora si è compiuta la salvezza
e il regno del nostro Dio.

San Giovanni Crisostomo (ca 345-407)

sacerdote ad Antiochia poi vescovo di Costantinopoli, dottore della Chiesa

Discorsi sulla Genesi, 2

« Se credeste a Mosè, credereste anche a me; perché di me egli ha scritto »

Nei tempi antichi, il Signore che aveva creato l'uomo, parlava in prima persona all'uomo, in tale modo che questi poteva udirlo. Così egli conversava con Adamo (...), come poi conversò con Noè e Abramo. E anche quando il genere umano era precipitato nell'abisso del peccato, Dio non ha spezzato tutte le relazioni, anche se necessariamente erano meno familiari, perché gli uomini se ne erano resi indegni. Egli dunque consentì a stabilire nuovamente con loro dei rapporti benevoli, con lettere però, come per intrattenersi con un amico assente; in questo modo egli poteva, nella sua bontà, legare nuovamente a sé tutto il genere umano; Mosè è il latore di queste lettere che Dio ci manda.

Apriamo queste lettere; quali sono le prime parole? «In principio Dio creò i cielo e la terra». Che meraviglia! (...) Mosè che è nato molti secoli dopo, è stato veramente ispirato dall'alto per raccontarci le meraviglie che Dio ha fatte alla creazione del mondo. (...) Non sembra forse dirci chiaramente: «Sono forse gli uomini ad avermi insegnato ciò che sto per rivelarvi? No assolutamente, bensì il solo Creatore, che ha operato queste meraviglie. Guida lui la mia lingua perché io ve le insegni. Da allora, vi prego, imponete il silenzio ad ogni reclamo del ragionamento umano. Non ascoltate questo racconto come se fosse la parola del solo Mosè; Dio in persona vi parla; Mosè è soltanto il suo interprete». (...)

Fratelli, accogliamo dunque la Parola di Dio con un cuore grato e umile. (...) Dio infatti ha creato tutto, e prepara tutte le cose e le dispone con sapienza. (...) Egli conduce l'uomo con ciò che è visibile, per farlo giungere alla conoscenza del Creatore dell'universo. (...) Egli insegna all'uomo a contemplare il Costruttore supremo nelle sue opere, cosicché sappia adorare il suo Creatore.

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