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giovedì 23 novembre

San Clemente I

Papa e Martire

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Clemente I è generalmente noto come Clemente da Roma o Clemens Romanus per distinguerlo dall’Alessandrinus.

La lista dei primi quattro successori di S. Pietro è diversamente ordinata dagli storici. Alcuni mettono Clemente I prima di Cleto; altri confondono Cleto con Anacleto. L'Annuario Pontificio stampato a Roma nel 1871 lo colloca al quarto posto dopo S. Lino e S. Cleto per cui Clemente I sarebbe il terzo successore di S. Pietro.

Secondo Quinto Settimio Fiorente Tertulliano, intorno al 199, la Chiesa di Roma sosteneva che Clemente fosse stato ordinato da Pietro (De Praescriptiones, XXXII), e S. Girolamo affermava che ai suoi tempi la maggior parte dei latini era convinta che Clemente fosse l'immediato successore dell'Apostolo (De viris illustribus, XV). Girolamo sostenne questa tesi anche in molte altre opere. Gli antichi documenti, comunque, mostrano grande incertezza nella sua collocazione temporale.

Di Clemente I una cosa è certa: la profonda conoscenza (rivelata negli scritti) della Scrittura e anche dei testi ebraici e non canonici; si ritiene perciò che sia venuto al cristianesimo dall’ebraismo. Si sa che il suo pontificato sarebbe durato circa 10 anni (dal 90 al 100), sotto gli imperatori Domiziano, Nerva e Traiano. Ma il suo posto è grande nella vita della Chiesa, che lo venera come uno dei “Padri apostolici”, per la lettera alla comunità di Corinto.

Il contesto di origine della lettera è legato a una disputa nella chiesa di Corinto che aveva portato all'espulsione di diversi presbiteri dal loro ufficio. Nulla si sa delle cause del malcontento, sfociato in una rivolta dei membri più giovani della comunità contro i vecchi. Nessuna offesa morale viene addossata ai presbiteri e la loro dimissione viene vista da Clemente come dispotica e ingiustificabile. Nella storia del Cristianesimo rappresenta di fatto il primo intervento da parte del vescovo di Roma in questioni relative alle altre comunità ecclesiali.

Dopo un resoconto elogiativo della condotta passata della Chiesa corinta, Clemente si addentra in una denuncia dei vizi e in una lode delle virtù, e illustra i suoi vari argomenti con copiose illustrazioni dalle scritture del Vecchio Testamento. Perciò egli spiana la strada al suo tardo rimprovero dei presenti disordini, che trattiene fin quando due terzi della sua epistola sono completati. Clemente è eccessivamente discorsivo e la sua lettera raggiunge una lunghezza doppia rispetto alla Lettera agli Ebrei. Molte delle sue esortazioni generali sono molto indirettamente connesse con l'argomento pratico al quale la lettera è diretta, ed è molto probabile che venne stilata basandosi ampiamente sulle omelie con le quali era solito edificare i suoi seguaci cristiani a Roma. L'epistola venne letta pubblicamente di tanto in tanto a Corinto, e per il IV sec. il suo uso si era diffuso ad altre chiese; si trova allegata addirittura al famoso Codex Alexandrinus (Codice Alessandrino), ma ciò non implica che raggiunse mai il rango canonico.

La lettera, detta poi Prima Clementis, afferma, fra l’altro, dopo i testi degli Apostoli, l’autorità dei vescovi sui fedeli e il primato della Sede Apostolica di Roma sulle altre: documento che si diffonde in tutta la cristianità antica e che resta valido in ogni tempo. La voce di Clemente parla “con una gravità saggia, paterna, cosciente delle proprie responsabilità, ferma nelle esigenze e al tempo stesso indulgente nei suoi rimproveri”(G. Lebreton).

Poco si sa degli ultimi anni di Pp Clemente I. Secondo una tradizione del IV secolo, sarebbe stato affogato con un’ancora al collo in Crimea, suo luogo d’esilio, per ordine di Nerva ma gli Atti relativi sono giudicati leggendari. D’altra parte lo storico Eusebio di Cesarea e san Girolamo concordemente dicono che Clemente I muore nel 101, e non parlano affatto di esilio e di martirio.

Significato del nome Clemente : “mite, benigno, indulgente” (latino).

Per approfondimenti, leggere la Catechesi di Papa Benedetto XVI:
>>> San Clemente Romano
[CroatoFranceseIngleseItalianoPortogheseSpagnoloTedesco]



Fonti principali: vatican.va; wikipedia.org (“RIV./gpm”).

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℣. O Dio, vieni a salvarmi.

℟. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

Inno

Al sorger della luce,
ascolta, o Padre santo,
la preghiera degli umili.

Dona un linguaggio mite,
che non conosca i frèmiti
dell'orgoglio e dell'ira.

Donaci occhi limpidi,
che vincano le torbide
suggestioni del male.

Donaci un cuore puro,
fedele nel servizio,
ardente nella lode.

A te sia gloria, o Padre,
al Figlio e al Santo Spirito
nei secoli dei secoli. Amen.

1a antifona

Svegliatevi, arpa e cetra,
voglio svegliare l'aurora.

SALMO 56
Preghiera del mattino nella sofferenza

Questo salmo si riferisce alla passione del Signore (sant'Agostino).

Pietà di me, pietà di me, o Dio, *
in te mi rifugio;
mi rifugio all'ombra delle tue ali *
finché sia passato il pericolo.

Invocherò Dio, l'Altissimo, *
Dio che mi fa il bene.

Mandi dal cielo a salvarmi †
dalla mano dei miei persecutori, *
Dio mandi la sua fedeltà e la sua grazia.

Io sono come in mezzo a leoni, *
che divorano gli uomini;
i loro denti sono lance e frecce, *
la loro lingua spada affilata.

Innàlzati sopra il cielo, o Dio, *
su tutta la terra la tua gloria.

Hanno teso una rete ai miei piedi, *
mi hanno piegato,
hanno scavato davanti a me una fossa *
e vi sono caduti.

Saldo è il mio cuore, o Dio, *
saldo è il mio cuore.

Voglio cantare, a te voglio inneggiare: *
svegliati, mio cuore,
svegliatevi arpa e cetra, *
voglio svegliare l'aurora

Ti loderò tra i popoli, Signore, *
a te canterò inni tra le genti,
perché la tua bontà è grande fino ai cieli, *
e la tua fedeltà fino alle nubi.

Innalzati sopra il cielo, o Dio, *
su tutta la terra la tua gloria.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

1a antifona

Svegliatevi, arpa e cetra,
voglio svegliare l'aurora.

2a antifona

Il tuo popolo, Signore,
abbonda dei tuoi beni.

CANTICO Ger 31, 10-14
Dio libera e raduna il suo popolo nella gioia

Gesù doveva morire... per riunire i figli di Dio, che erano dispersi (Gv. 11, 51.52).

Ascoltate popoli, la parola del Signore, *
annunziatela alle isole lontane
e dite: «Chi ha disperso Israele lo raduna *
e lo custodisce come un pastore il suo gregge»,

perché il Signore ha redento Giacobbe, *
lo ha riscattato dalle mani del più forte di lui.

Verranno e canteranno inni sull'altura di Sion, *
affluiranno verso i beni del Signore,
verso il grano, il mosto e l'olio, *
verso i nati dei greggi e degli armenti.

Essi saranno come un giardino irrigato, *
non languiranno mai.
Allora si allieterà la vergine alla danza; *
i giovani e i vecchi gioiranno.

Io cambierò il loro lutto in gioia, *
li consolerò e li renderò felici, senza afflizioni.
Sazierò di delizie l'anima dei sacerdoti *
e il mio popolo abbonderà dei miei beni.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

2a antifona

Il tuo popolo, Signore,
abbonda dei tuoi beni.

3a antifona

Grande è il Signore e degno di ogni lode
nella città del nostro Dio. †

SALMO 47
Azione di grazie per la salvezza del popolo

Mi trasportò in spirito su di un monte alto e mi mostrò la città santa, Gerusalemme (Ap 21, 10).

Grande è il Signore e degno di ogni lode *
nella città del nostro Dio.
† Il suo monte santo, altura stupenda, *
è la gioia di tutta la terra.

Il monte Sion, dimora divina, *
è la città del grande Sovrano.
Dio nei suoi baluardi *
è apparso fortezza inespugnabile.

Ecco, i re si sono alleati, *
sono avanzati insieme.
Essi hanno visto: *
attoniti e presi dal panico, sono fuggiti.

Là sgomento li ha colti, *
doglie come di partoriente,
simile al vento orientale *
che squarcia le navi di Tarsis.

Come avevamo udito, così abbiamo visto
nella città del Signore degli eserciti, †
nella città del nostro Dio; *
Dio l'ha fondata per sempre.

Ricordiamo, Dio, la tua misericordia *
dentro il tuo tempio.

Come il tuo nome, o Dio, †
così la tua lode si estende
sino ai confini della terra; *
è piena di giustizia la tua destra.

Gioisca il monte di Sion, †
esultino le città di Giuda *
a motivo dei tuoi giudizi.

Circondate Sion, giratele intorno, *
contate le sue torri.

Osservate i suoi baluardi, †
passate in rassegna le sue fortezze, *
per narrare alla generazione futura:

Questo è il Signore, nostro Dio †
in eterno, sempre: *
egli è colui che ci guida.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

3a antifona

Grande è il Signore e degno di ogni lode
nella città del nostro Dio.

Lettura breve

Is 66, 1-2

Così dice il Signore: Il cielo è il mio trono, la terra lo sgabello dei miei piedi. Quale casa mi potreste costruire? In quale luogo potrei fissare la dimora? Tutte queste cose ha fatto la mia mano ed esse sono mie: oracolo del Signore. Su chi volgerò lo sguardo? Sull'umile e su chi ha lo spirito contrito e su chi teme la mia parola.

Responsorio Breve

℟. Con tutto il cuore ti cerco, * rispondimi, Signore.
Con tutto il cuore ti cerco, rispondimi, Signore.

℣. Custodirò la tua parola: *
rispondimi, Signore.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Con tutto il cuore ti cerco, rispondimi, Signore.

Antifona al Benedictus

Serviamo il Signore in santità e giustizia,
egli ci libererà dai nostri nemici.

CANTICO DI ZACCARIA
Lc 1, 68-79

Il Messia e il suo Precursore

Benedetto il Signore Dio d'Israele, *
perché ha visitato e redento il suo popolo,

e ha suscitato per noi una salvezza potente *
nella casa di Davide, suo servo,

come aveva promesso *
per bocca dei suoi santi profeti d'un tempo:

salvezza dai nostri nemici, *
e dalle mani di quanti ci odiano.

Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri *
e si è ricordato della sua santa alleanza,

del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, *
di concederci, liberati dalle mani dei nemici,

di servirlo senza timore, in santità e giustizia *
al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.

E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell'Altissimo *
perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade,

per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza *
nella remissione dei suoi peccati,

grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, *
per cui verrà a visitarci dall'alto un sole che sorge,

per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre *
e nell'ombra della morte

e dirigere i nostri passi *
sulla via della pace.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

Antifona al Benedictus

Serviamo il Signore in santità e giustizia,
egli ci libererà dai nostri nemici.

Invocazioni

Rendiamo grazie al Signore che ci dona la luce di un nuovo giorno e invochiamo la sua benedizione:
Signore; benedici e santifica la tua Chiesa.

Ti sei fatto vittima per i nostri peccati,
- gradisci l'offerta dei nostri propositi e delle iniziative di questo giorno.

Tu allieti i nostri occhi con le meraviglie del creato,
- sorgi anche nel nostro spirito come sole di giustizia e di verità.

Donaci un cuore generoso,
- perché diventiamo segno e testimonianza della tua bontà.

Fa' che sperimentiamo fin da questa mattina la tua misericordia,
- e la gloria che tu dai ai tuoi amici sia la nostra fortezza.

Padre nostro

Padre nostro, che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male.

Orazione

Dio onnipotente ed eterno, esaudisci le preghiere della tua Chiesa che al mattino, a mezzogiorno e alla sera celebra le tue lodi; disperdi dal nostro cuore le tenebre del male perché procediamo sicuri verso Cristo, vera luce che non tramonta. Egli è Dio e vive e regna con te nell'Unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

℟. Amen.

Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna.

℟. Amen.

Dal Vangelo di ✠ Gesù Cristo secondo Luca (19, 41-44)
In quel tempo Gesù, quando fu vicino a Gerusalemme, alla vista della città, pianse su di essa, dicendo:
«Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, la via della pace. Ma ormai è stata nascosta ai tuoi occhi.
Giorni verranno per te in cui i tuoi nemici ti cingeranno di trincee, ti circonderanno e ti stringeranno da ogni parte;
abbatteranno te e i tuoi figli dentro di te e non lasceranno in te pietra su pietra, perché non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata».

℣. O Dio, vieni a salvarmi.

℟. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

Inno

Dio, che di chiara luce
tessi la trama al giorno,
accogli il nostro canto
nella quiete del vespro.

Ecco il sole scompare
all'estremo orizzonte;
scende l'ombra e il silenzio
sulle fatiche umane.

Non si offuschi la mente
nella notte del male,
ma rispecchi serena
la luce del tuo volto.

Te la voce proclami,
o Dio trino ed unico,
te canti il nostro cuore,
te adori il nostro spirito. Amen.

1a antifona

A te ho gridato, o Signore,
e tu mi hai guarito;
ti loderò per sempre.

SALMO 29
Ringraziamento per la liberazione dalla morte

Cristo rende grazie al Padre per la sua resurrezione gloriosa (Cassiano).

Ti esalterò, Signore, perché mi hai liberato *
e su di me non hai lasciato esultare i nemici.
Signore Dio mio, *
a te ho gridato e mi hai guarito.

Signore, mi hai fatto risalire dagli inferi, *
mi hai dato vita perché non scendessi nella tomba.

Cantate inni al Signore, o suoi fedeli, *
rendete grazie al suo santo nome,
perché la sua collera dura un istante, *
la sua bontà per tutta la vita.

Alla sera sopraggiunge il pianto *
e al mattino, ecco la gioia.

Nella mia prosperità ho detto: *
«Nulla mi farà vacillare!».

Nella tua bontà, o Signore, *
mi hai posto su un monte sicuro;
ma quando hai nascosto il tuo volto, *
io sono stato turbato.

A te grido, Signore, *
chiedo aiuto al mio Dio.

Quale vantaggio dalla mia morte, *
dalla mia discesa nella tomba?
Ti potrà forse lodare la polvere *
e proclamare la tua fedeltà nell'amore?

Ascolta, Signore, abbi misericordia, *
Signore, vieni in mio aiuto.

Hai mutato il mio lamento in danza, *
la mia veste di sacco in abito di gioia,
perché io possa cantare senza posa. *
Signore, mio Dio, ti loderò per sempre.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

1a antifona

A te ho gridato, o Signore,
e tu mi hai guarito;
ti loderò per sempre.

2a antifona

Beato l'uomo
a cui il Signore perdona il peccato.

Salmo 31
Ringraziamento per il perdono dei peccati

Davide proclama beato l'uomo a cui Dio accredita la giustizia indipendentemente dalle sue opere (Rm 4,6).

Beato l'uomo a cui è rimessa la colpa, *
e perdonato il peccato.
Beato l'uomo a cui Dio non imputa alcun male *
e nel cui spirito non è inganno.

Tacevo e si logoravano le mie ossa, *
mentre gemevo tutto il giorno.
Giorno e notte pesava su di me la tua mano, *
come per arsura d'estate inaridiva il mio vigore.

Ti ho manifestato il mio peccato, *
non ho tenuto nascosto il mio errore.
Ho detto: «Confesserò al Signore le mie colpe» *
e tu hai rimesso la malizia del mio peccato.

Per questo ti prega ogni fedele *
nel tempo dell'angoscia.
Quando irromperanno grandi acque *
non lo potranno raggiungere.

Tu sei il mio rifugio, mi preservi dal pericolo, *
mi circondi di esultanza per la salvezza.

Ti farò saggio, t'indicherò la via da seguire; *
con gli occhi su di te, ti darò consiglio.

Non siate come il cavallo e come il mulo
privi d'intelligenza; †
si piega la loro fierezza con morso e briglie, *
se no, a te non si avvicinano.

Molti saranno i dolori dell'empio, *
ma la grazia circonda chi confida nel Signore.
Gioite nel Signore ed esultate, giusti, *
giubilate, voi tutti, retti di cuore.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

2a antifona

Beato l'uomo
a cui il Signore perdona il peccato.

3a antifona

Il Signore gli ha dato il potere,
la gloria e il regno;
tutti i popoli serviranno a lui.

CANTICO Ap 11, 17-18; 12, 1bb-12a
Il giudizio di Dio

Noi ti rendiamo grazie,
Signore Dio onnipotente, *
che sei e che eri,

perché hai messo mano
alla tua grande potenza, *
e hai instaurato il tuo regno.

Le genti fremettero, †
ma è giunta l'ora della tua ira, *
il tempo di giudicare i morti,

di dare la ricompensa ai tuoi servi, †
ai profeti e ai santi *
e a quanti temono il tuo nome, piccoli e grandi.

Ora si è compiuta la salvezza,
la forza e il regno del nostro Dio *
e la potenza del suo Cristo,

poiché è stato precipitato l'Accusatore; †
colui che accusava i nostri fratelli, *
davanti al nostro Dio giorno e notte.

Essi lo hanno vinto per il sangue dell'Agnello †
e la testimonianza del loro martirio, *
perché hanno disprezzato la vita fino a morire.

Esultate, dunque, o cieli, *
rallegratevi e gioite,
voi tutti che abitate in essi.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

3a antifona

Il Signore gli ha dato il potere,
la gloria e il regno;
tutti i popoli serviranno a lui.

Lettura breve

1 Pt 1, 6-9

Siete ricolmi di gioia, anche se ora dovete essere per un po' di tempo afflitti da varie prove, perché il valore della vostra fede, molto più preziosa dell'oro, che, pur destinato a perire, tuttavia si prova col fuoco, torni a vostra lode, gloria e onore nella manifestazione di Gesù Cristo: voi lo amate, pur senza averlo visto; e ora senza vederlo credete in lui. Perciò esultate di gioia indicibile e gloriosa, mentre conseguite la meta della vostra fede, cioè la salvezza delle anime.

Responsorio Breve

℟. Ci nutri, Signore, * con fiore di frumento.
Ci nutri, Signore, con fiore di frumento.

℣. Ci sazi con miele dalla roccia, *
con fiore di frumento.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Ci nutri, Signore, con fiore di frumento.

Antifona al Magnificat

Il Signore ha rovesciato
i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili.

CANTICO DELLA BEATA VERGINE
Lc 1, 46-55

Esultanza dell'anima nel Signore

L'anima mia magnifica il Signore *
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,

perché ha guardato l'umiltà della sua serva. *
D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.

Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente *
e Santo è il suo nome:

di generazione in generazione la sua misericordia *
si stende su quelli che lo temono.

Ha spiegato la potenza del suo braccio, *
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

ha rovesciato i potenti dai troni, *
ha innalzato gli umili;

ha ricolmato di beni gli affamati, *
ha rimandato i ricchi a mani vuote.

Ha soccorso Israele, suo servo, *
ricordandosi della sua misericordia,

come aveva promesso ai nostri padri, *
ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

Antifona al Magnificat

Il Signore ha rovesciato
i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili.

Intercessioni

Preghiamo Dio fondamento di tutta la nostra speranza:
Benedici i tuoi figli, o Signore.

Signore, nostro Dio, che hai stabilito con il tuo popolo un'alleanza eterna,
- fa' che ricordiamo sempre le grandi opere del tuo amore.

Conferma nella carità tutto l'ordine sacerdotale,
- raccogli i tuoi fedeli nell'unità dello Spirito mediante il vincolo della pace.

Aiutaci a costruire insieme con te la nostra città terrena,
- perché non fatichiamo invano.

Manda operai nella tua messe,
- perché sia glorificato il tuo nome fra tutte le genti.

Accogli fra i tuoi santi i nostri parenti e benefattori defunti,
- ammetti un giorno anche noi nella gioia eterna.

Padre nostro

Padre nostro, che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male.

Orazione

O Dio, che illumini la notte più oscura e dopo le tenebre fai sorgere nel mondo la luce, donaci di trascorrere questa notte lontano dalle insidie del maligno, perché all'alba del nuovo giorno possiamo cantare con la Chiesa le tue lodi. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

℟. Amen.

Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna.

℟. Amen.

Origene (ca 185-253), sacerdote e teologo 
Omelie su Luca, 38, PG 13, 1896-1898

"Alla vista della città, Gesù pianse su di essa"

Quando il nostro Signore e Salvatore fu vicino a Gerusalemme, alla sua vista, pianse su di essa: "Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, la via della pace. Ma ormai è stata nascosta ai tuoi occhi. Giorni verrano per te in cui i tuoi nemici ti cingeranno di trincee"... Forse qualcuno dirà: "Il senso di queste parole è chiaro; difatti, si sono realizzate riguardo a Gerusalemme; l'esercito romano l'ha assediata e devastata fino allo sterminio, e verrà il tempo in cui non resterà pietra su pietra che non venga distrutta".

Non nego che Gerusalemme sia stata distrutta a causa del suo accecamento, eppure faccio la domanda: questi pianti non riguardavano forse la nostra Gerusalemme? Infatti la Gerusalemme sulla quale Gesù pianse, siamo noi, che immaginiamo di avere uno sguardo così penetrante. Se, una volta istruito dai misteri della verità, dopo aver ricevuto la parola del vangelo e l'insegnamento della Chiesa e quando gli è stata data la visione dei misteri di Dio, uno fra di noi pecca, provocherà lamenti e pianti; infatti non si piange sui pagani, bensì su colui che, dopo aver fatto parte di Gerusalemme, se ne è separato.

Lacrime sono versate sulla nostra Gerusalemme perché a causa dei suoi peccati, "i nemici la cingeranno", cioè le forze avverse, gli spiriti cattivi. Alzeranno contro di essa trincee; la assedieranno e non lasceranno "pietra su pietra". Questo succede quando, dopo una lunga continenza e più anni di castità, un uomo soccombe, vinto dalle seduzioni della carne... Ecco dunque la Gerusalemme sulla quale sono sparse le lacrime.

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