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giovedì 23 gennaio
Santa Marianne (Barbara) Cope di Molokai

Religiosa

MARIANNE
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Marianne Cope, al secolo Barbara Kobb, nasce il 23 gennaio 1838 a Heppenheim (D), suo padre Peter e la madre Barbara Witzenbacher vivevano del misero guadagno di agricoltori. Nel 1840, quando la bimba aveva due anni, la famiglia emigrò negli Stati Uniti, stabilendosi nella città di Utica nello Stato di New York; suo padre ottenuta la cittadinanza americana, cambiò il cognome Kobb in Cope per tutta la famiglia.

Da adolescente prese a lavorare in una fabbrica per dare una mano ai bisogni della famiglia, cresciuta nel frattempo di altri tre fratelli e con il padre invalido. Frequentando la Scuola parrocchiale di S. Giuseppe a Utica, poté fare la Prima Comunione, nel 1848; in quest’ambiente fiorì la sua vocazione allo stato religioso, ma tale desiderio dovette essere accantonato perché le condizioni economiche della famiglia non permettevano il suo allontanamento.

Solo a 24 anni, nel 1862, dopo la morte del padre, poté realizzare il suo desiderio, entrando nell’Istituto delle Suore del Terz’Ordine Francescano di Syracuse dove, dopo il Noviziato, emise la sua professione con il nome di Marianne.

Si dedicò all’apostolato della Congregazione, che fra l’altro consisteva nell’educazione dei figli degli emigrati tedeschi; apprese la lingua originaria dei suoi genitori e fu incaricata di dirigere una nuova scuola specifica.

Per le sue doti intellettuali e per la sua generosa dedizione svolse delicati incarichi nella sua Congregazione, fra i quali la cura dei poveri da lei prediletti, nei due ospedali di S. Isabella di Utica e di S. Giuseppe di Syracuse (1869).

Fu eletta Madre Provinciale nel 1877 e riconfermata all’unanimità nel 1881.

Nel 1883, le giunse una richiesta del vescovo di Honolulu, che a sua volta girava alle suore una petizione del re delle Isole Hawai nell’Oceano Pacifico (allora indipendenti e dall’agosto 1959, 50° Stato degli U.S.A.), il quale chiedeva di avere infermiere per i lebbrosi abbandonati del regno.

La situazione era critica, già 50 comunità religiose avevano rifiutato la petizione reale; padre Damiano De Veuster (canonizzato l’11 ottobre 2009) aveva scelto di vivere in quelle condizioni precarie, ma faceva presente che sarebbero state necessarie delle suore perché i malati, strappati dai familiari e dai loro villaggi, venivano portati nell’isola maledetta di Molokai dove non esistevano edifici idonei né assistenza sanitaria.

Si sarebbe dovuto costruire un ospedale e soprattutto instaurare una severa terapia igienica generale, specie per i figli più piccoli dei lebbrosi che avevano seguito le madri, e impartire loro una educazione.

Madre Marianne scelse sei suore, fra le 25 che si erano offerte, e partì con loro per fondare una Missione delle Suore del Terz’Ordine Francescano nelle Hawai; le accompagnò prima ad Honolulu e poi a Molokai.

Collaborò con il governo locale ad istituire degli ospedali in varie isole dell’arcipelago; padre Damiano de Veuster aveva contratto la lebbra nel 1884 restandone vittima nel 1889 assistito dalle suore fino all’ultimo.

Tutto il lavoro organizzativo passò a Madre Marianne la quale, anche per le minacce delle altre suore di tornarsene con lei in America, dovette restare a Molokai per salvare la Missione e dimettersi da Superiora Provinciale.

Non tornò più in America, restò a servire i lebbrosi per quasi 30 anni fino alla morte. Furono fondate due case separate per i figli dei lebbrosi, tenuti nella più grande igiene, così che una volta adulti potevano essere inseriti sani nella società.

Madre “Marianne of Molokai” come ormai veniva chiamata, conosceva uno per uno i malati, li chiamava per nome, li istruiva a coltivare quell’arida terra in arbusti, fiori ed alberi, donando loro la dignità di esseri umani non più emarginati ed inutili. Gli storici la descrissero come una “religiosa esemplare con un cuore straordinario”.

Muore a Molokai il 9 agosto 1918 ad 80 anni; per la fama della sua santità, che crebbe costantemente dopo la sua morte, il 28 luglio 1983 la Santa Sede dava il nulla osta per l’inizio della Causa di Beatificazione.

 

Il Card. José Saraiva Martins, prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, secondo il nuovo rituale, che con Papa Benedetto XVI (Joseph Ratzinger, 2005-2013) si è voluto instaurare riguardo alle future beatificazioni, che non saranno più esclusivamente celebrate dal papa, ma con la sua approvazione e lettera apostolica verranno celebrate anche da cardinali incaricati o dalle Chiese nazionali, ha beatificato Madre Marianne Cope il 14 maggio 2005, nella Basilica di S. Pietro in Vaticano. Insieme a lei fu beatificata anche Madre Ascensión Nicol Goñi.

Testo della Lettera Apostolica del Papa :
«Noi accogliendo il desiderio dei Nostri Fratelli Fernando Sebastián Aguillar, Arcivescovo di Pamplona, e James Michael Moynihan, Vescovo di Syracuse, e di molti altri Fratelli nell’Episcopato e di molti fedeli, dopo aver avuto il parere della Congregazione delle Cause dei santi, con la Nostra Autorità Apostolica concediamo che le Venerabili Serve di Dio Ascensión Nicol Goñi e Marianne Cope d’ora in poi siano chiamate Beate e che si possa celebrare la loro festa nei luoghi e secondo le regole stabilite dal diritto, ogni anno: il 24 febbraio per Ascensión Nicol Goñi e il 23 gennaio per Marianne Cope.
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
Dato a Roma, presso San Pietro, il 14 maggio dell’anno del Signore 2005, primo del Nostro Pontificato.
»

Marianne Cope è stata canonizzata a Roma, da Papa Benedetto XVI (Joseph Ratzinger, 2005-2013), il 21 ottobre 2012, all’occasione della giornata mondiale delle missioni.

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℣. O Dio, vieni a salvarmi.

℟. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

Inno

Al sorger della luce,
ascolta, o Padre santo,
la preghiera degli umili.

Dona un linguaggio mite,
che non conosca i frèmiti
dell'orgoglio e dell'ira.

Donaci occhi limpidi,
che vincano le torbide
suggestioni del male.

Donaci un cuore puro,
fedele nel servizio,
ardente nella lode.

A te sia gloria, o Padre,
al Figlio e al Santo Spirito
nei secoli dei secoli. Amen.

1a antifona

Risveglia, o Dio, la tua potenza,
fa' splendere il tuo volto e noi saremo salvi.

SALMO 79
Visita, o Signore, la tua vigna

Vieni, Signore Gesù (Ap 22, 20).

Tu, pastore d'Israele, ascolta, *
tu che guidi Giuseppe come un gregge.
Assiso sui cherubini rifulgi *
davanti a Efraim, Beniamino e Manasse.

Risveglia la tua potenza *
e vieni in nostro soccorso.

Rialzaci, Signore, nostro Dio, *
fa’ splendere il tuo volto e noi saremo salvi.

Signore, Dio degli eserciti, †
fino a quando fremerai di sdegno *
contro le preghiere del tuo popolo?

Tu ci nutri con pane di lacrime, *
ci fai bere lacrime in abbondanza.
Ci hai fatto motivo di contesa per i vicini, *
e i nostri nemici ridono di noi.

Rialzaci, Dio degli eserciti, *
fa’ risplendere il tuo volto e noi saremo salvi.

Hai divelto una vite dall'Egitto, *
per trapiantarla hai espulso i popoli.
Le hai preparato il terreno, *
hai affondato le sue radici e ha riempito la terra.

La sua ombra copriva le montagne *
e i suoi rami i più alti cedri.

Ha esteso i suoi tralci fino al mare *
e arrivavano al fiume i suoi germogli.

Perché hai abbattuto la sua cinta *
e ogni viandante ne fa vendemmia?
La devasta il cinghiale del bosco *
e se ne pasce l'animale selvatico.

Dio degli eserciti, volgiti, *
guarda dal cielo e vedi e visita questa vigna,
proteggi il ceppo che la tua destra ha piantato, *
il germoglio che ti sei coltivato.

Quelli che l'arsero col fuoco e la recisero *
periranno alla minaccia del tuo volto.
Sia la tua mano sull'uomo della tua destra, *
sul figlio dell'uomo che per te hai reso forte.

Da te più non ci allontaneremo, *
ci farai vivere e invocheremo il tuo nome.

Rialzaci Signore, Dio degli eserciti, *
fa’ splendere il tuo volto e noi saremo salvi.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

1a antifona

Risveglia, o Dio, la tua potenza,
fa' splendere il tuo volto e noi saremo salvi.

2a antifona

Grandi cose ha compiuto il Signore,
sappiano i popoli le sue imprese.

CANTICO Is 12, 1-6
Esultanza del popolo redento

Chi ha sete venga a me e beva (Gv 7, 37).

Ti ringrazio, Signore; †
tu eri con me adirato, *
ma la tua collera si è calmata e tu mi hai consolato.

Ecco, Dio è la mia salvezza; *
io confiderò, non avrò mai timore,
perché mia forza e mio canto è il Signore; *
egli è stato la mia salvezza.

Attingerete acqua con gioia *
alle sorgenti della salvezza.

In quel giorno direte: *
«Lodate il Signore, invocate il suo nome;
manifestate tra i popoli le sue meraviglie, *
proclamate che il suo nome è sublime.

Cantate inni al Signore,
perché ha fatto opere grandi, *
ciò sia noto in tutta la terra.

Gridate giulivi ed esultate, abitanti di Sion, *
perché grande in mezzo a voi è il Santo di Israele».

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

2a antifona

Grandi cose ha compiuto il Signore,
sappiano i popoli le sue imprese.

3a antifona

Esultate in Dio, nostra forza.  †

SALMO 80
Solenne rinnovazione dell'alleanza

Guardate, fratelli, che non si trovi in nessuno di voi un cuore perverso e senza fede (Eb 3, 12).

Esultate in Dio, nostra forza, *
† acclamate al Dio di Giacobbe.
Intonate il canto e suonate il timpano, *
la cetra melodiosa con l'arpa.

Suonate la tromba nel plenilunio, *
nostro giorno di festa.
Questa è una legge per Israele, *
un decreto del Dio di Giacobbe.

Lo ha dato come testimonianza a Giuseppe, *
quando usciva dal paese d'Egitto.

Un linguaggio mai inteso io sento: †
«Ho liberato dal peso la sua spalla, *
le sue mani hanno deposto la cesta.

Hai gridato a me nell'angoscia e io ti ho liberato, †
avvolto nella nube ti ho dato risposta, *
ti ho messo alla prova alle acque di Meriba.

Ascolta, popolo mio, ti voglio ammonire; *
Israele, se tu mi ascoltassi!
Non ci sia in mezzo a te un altro dio *
e non prostrarti a un dio straniero.

Sono io il Signore tuo Dio, †
che ti ho fatto uscire dal paese d'Egitto; *
apri la tua bocca, la voglio riempire.

Ma il mio popolo non ha ascoltato la mia voce, *
Israele non mi ha obbedito.
L'ho abbandonato alla durezza del suo cuore, *
che seguisse il proprio consiglio.

Se il mio popolo mi ascoltasse, *
se Israele camminasse per le mie vie!
Subito piegherei i suoi nemici *
e contro i suoi avversari porterei la mia mano.

I nemici del Signore gli sarebbero sottomessi *
e la loro sorte sarebbe segnata per sempre;
li nutrirei con fiore di frumento, *
li sazierei con miele di roccia».

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

3a antifona

Esultate in Dio, nostra forza.

Dal Vangelo di ✠ Gesù Cristo secondo Marco (3,7-12)
In quel tempo, Gesù si ritirò presso il mare con i suoi discepoli e lo seguì molta folla dalla Galilea.
Dalla Giudea e da Gerusalemme e dall'Idumea e dalla Transgiordania e dalle parti di Tiro e Sidone una gran folla, sentendo ciò che faceva, si recò da lui.
Allora egli pregò i suoi discepoli che gli mettessero a disposizione una barca, a causa della folla, perché non lo schiacciassero.
Infatti ne aveva guariti molti, così che quanti avevano qualche male gli si gettavano addosso per toccarlo.
Gli spiriti immondi, quando lo vedevano, gli si gettavano ai piedi gridando: «Tu sei il Figlio di Dio!».
Ma egli li sgridava severamente perché non lo manifestassero.

℣. O Dio, vieni a salvarmi.

℟. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

Inno

Dio, che di chiara luce
tessi la trama al giorno,
accogli il nostro canto
nella quiete del vespro.

Ecco il sole scompare
all'estremo orizzonte;
scende l'ombra e il silenzio
sulle fatiche umane.

Non si offuschi la mente
nella notte del male,
ma rispecchi serena
la luce del tuo volto.

Te la voce proclami,
o Dio trino ed unico,
te canti il nostro cuore,
te adori il nostro spirito. Amen.

1a antifona

Ti ho voluto come luce delle nazioni:
tu porterai la salvezza ai confini del mondo.

SALMO 71, 1-11 (I)
Il potere regale del Messia

Aperti i loro scrigni, gli offrirono in dono oro, incenso e mirra (Mt 2, 11)

Dio, da' al re il tuo giudizio, *
al figlio del re la tua giustizia;
regga con giustizia il tuo popolo *
e i tuoi poveri con rettitudine.

Le montagne portino pace al popolo *
e le colline giustizia.

Ai miseri del suo popolo renderà giustizia, †
salverà i figli dei poveri *
e abbatterà l'oppressore.

Il suo regno durerà quanto il sole, *
quanto la luna, per tutti i secoli.
Scenderà come pioggia sull'erba, *
come acqua che irrora la terra.

Nei suoi giorni fiorirà la giustizia †
e abbonderà la pace, *
finché non si spenga la luna.

E dominerà da mare a mare, *
dal fiume sino ai confini della terra.
A lui si piegheranno gli abitanti del deserto, *
lambiranno la polvere i suoi nemici.

I re di Tarsis e delle isole porteranno offerte, *
i re degli Arabi e di Saba offriranno tributi.
A lui tutti i re si prostreranno, *
lo serviranno tutte le nazioni.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

1a antifona

Ti ho voluto come luce delle nazioni:
tu porterai la salvezza ai confini del mondo.

2a antifona

Dio farà giustizia per i poveri:
li salverà dall'oppressione.

Salmo 71, 12-19
Regno di pace e di benedizione

Andate in tutto il mondo a predicare il vangelo (Mc 15, 15).

Egli libererà il povero che invoca *
e il misero che non trova aiuto,
avrà pietà del debole e del povero *
e salverà la vita dei suoi miseri.

Li riscatterà dalla violenza e dal sopruso, *
sarà prezioso ai suoi occhi il loro sangue.

Vivrà e gli sarà dato oro di Arabia; †
si pregherà per lui ogni giorno, *
sarà benedetto per sempre.

Abbonderà il frumento nel paese, *
ondeggerà sulle cime dei monti;
il suo frutto fiorirà come il Libano, *
la sua messe come l'erba della terra.

Il suo nome duri in eterno, *
davanti al sole persista il suo nome.
In lui saranno benedette tutte le stirpi della terra *
e tutti i popoli lo diranno beato.

Benedetto il Signore, Dio di Israele, *
egli solo compie prodigi.

E benedetto il suo nome glorioso per sempre, †
della sua gloria sia piena tutta la terra. *
Amen, amen.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

2a antifona

Dio farà giustizia per i poveri:
li salverà dall'oppressione.

3a antifona

Ora si è compiuta la salvezza
e il regno del nostro Dio.

CANTICO Ap 11, 17-18; 12, 1bb-12a
Il giudizio di Dio

Noi ti rendiamo grazie,
Signore Dio onnipotente, *
che sei e che eri,

perché hai messo mano
alla tua grande potenza, *
e hai instaurato il tuo regno.

Le genti fremettero, †
ma è giunta l'ora della tua ira, *
il tempo di giudicare i morti,

di dare la ricompensa ai tuoi servi, †
ai profeti e ai santi *
e a quanti temono il tuo nome, piccoli e grandi.

Ora si è compiuta la salvezza,
la forza e il regno del nostro Dio *
e la potenza del suo Cristo,

poiché è stato precipitato l'Accusatore; †
colui che accusava i nostri fratelli, *
davanti al nostro Dio giorno e notte.

Essi lo hanno vinto per il sangue dell'Agnello †
e la testimonianza del loro martirio, *
perché hanno disprezzato la vita fino a morire.

Esultate, dunque, o cieli, *
rallegratevi e gioite,
voi tutti che abitate in essi.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

3a antifona

Ora si è compiuta la salvezza
e il regno del nostro Dio.

Giuliana di Norwich (tra 1342-1430 cc)

reclusa inglese

Rivelazioni dell’amore divino, cap. 36

“Quanti avevano qualche male gli si gettavano addosso per toccarlo”

Per tutto il tempo che vivremo, quando nella nostra insipienza volgiamo lo sguardo a ciò che è riprovevole, nostro Signore Iddio ci avverte teneramente e ci chiama con gran gioia, dicendo all’anima: «Abbandona ciò che ami, figlio mio carissimo. Volgiti a me; sono io tutto quanto desideri. Rallegrati nel tuo salvatore e nella tua salvezza». Sono certa che l’anima perspicace per la grazia vedrà e sentirà che nostro Signore agisce in noi così. Poiché, se quest’azione concerne l’umanità in genere, ogni singolo uomo non ne è escluso. (…)

Ma, ancor più, Dio ha illuminato la mia intelligenza e mi ha fatto capire come Egli opera i miracoli: “Si sa che quaggiù ho già compiuto molti miracoli, straordinari e meravigliosi, grandi e gloriosi. Ciò che ho fatto allora, continuo a farlo e lo farò in avvenire”. Sappiamo che ogni miracolo è preceduto da dolori, angosce, tribolazioni. E’ perché prendiamo coscienza della nostra debolezza e delle sciocchezze che commettiamo a causa del peccato, e così diventiamo umili e ci rivolgiamo a Dio implorando il suo aiuto e la sua grazia. I miracoli vengono dopo, dall’onnipotenza, sapienza e bontà di Dio, e rivelano la forza e le beatitudini del cielo, per quanto è possibile in questa vita temporale. Così si rafforza la nostra fede e cresce la speranza nell’amore. Ecco perché piace a Dio essere conosciuto e glorificato attraverso i miracoli. Vuole che non siamo oppressi dalla tristezza e dalle tempeste che ci capitano; succede sempre così prima dei miracoli!

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