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domenica 31 maggio
Pentecoste

Solennità dell'effusione dello Spirito Santo

Fred de Noyelle I Godong
Chapelle royale de Dreux. Vitrail représentant la Pentecôte.
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Omelia di Papa Benedetto XVI

 (Domenica, 4 giugno 2006)

Cari fratelli e sorelle!

Il giorno di Pentecoste lo Spirito Santo scese con potenza sugli Apostoli; ebbe così inizio la missione della Chiesa nel mondo. Gesù stesso aveva preparato gli Undici a questa missione apparendo loro più volte dopo la sua risurrezione (cfr At 1,3). Prima dell’ascensione al Cielo, ordinò di “non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere che si adempisse la promessa del Padre” (cfr At 1,4-5); chiese cioè che restassero insieme per prepararsi a ricevere il dono dello Spirito Santo. Ed essi si riunirono in preghiera con Maria nel Cenacolo nell’attesa dell’evento promesso (cfr At 1,14).

Restare insieme fu la condizione posta da Gesù per accogliere il dono dello Spirito Santo; presupposto della loro concordia fu una prolungata preghiera. Troviamo in tal modo delineata una formidabile lezione per ogni comunità cristiana. Si pensa talora che l’efficacia missionaria dipenda principalmente da un’attenta programmazione e dalla successiva intelligente messa in opera mediante un impegno concreto. Certo, il Signore chiede la nostra collaborazione, ma prima di qualsiasi nostra risposta è necessaria la sua iniziativa: è il suo Spirito il vero protagonista della Chiesa. Le radici del nostro essere e del nostro agire stanno nel silenzio sapiente e provvido di Dio.

Le immagini che usa san Luca per indicare l’irrompere dello Spirito Santo – il vento e il fuoco – ricordano il Sinai, dove Dio si era rivelato al popolo di Israele e gli aveva concesso la sua alleanza (cfr Es19,3ss). La festa del Sinai, che Israele celebrava cinquanta giorni dopo la Pasqua, era la festa del Patto. Parlando di lingue di fuoco (cfr At 2,3), san Luca vuole rappresentare la Pentecoste come un nuovo Sinai, come la festa del nuovo Patto, in cui l’Alleanza con Israele è estesa a tutti i popoli della Terra. La Chiesa è cattolica e missionaria fin dal suo nascere. L’universalità della salvezza viene significativamente evidenziata dall’elenco delle numerose etnie a cui appartengono coloro che ascoltano il primo annuncio degli Apostoli : “Siamo Parti, Medi, Elamìti e abitanti della Mesopotamia, della Giudea, della Cappadòcia, del Ponto e dell’Asia, della Frigia e della Panfilia, dell’Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirène, stranieri di Roma, Ebrei e prosèliti, Cretesi e Arabi e li udiamo annunziare nelle nostre lingue le grandi opere di Dio” (At 2,9-11).

Il Popolo di Dio, che aveva trovato al Sinai la sua prima configurazione, viene quest’oggi ampliato fino a non conoscere più alcuna frontiera né di razza, né di cultura, né di spazio né di tempo. A differenza di quanto era avvenuto con la torre di Babele (cfr Gn11,1-9), quando gli uomini, intenzionati a costruire con le loro mani una via verso il cielo, avevano finito per distruggere la loro stessa capacità di comprendersi reciprocamente, nella Pentecoste lo Spirito, con il dono delle lingue, mostra che la sua presenza unisce e trasforma la confusione in comunione. L’orgoglio e l’egoismo dell’uomo creano sempre divisioni, innalzano muri d’indifferenza, di odio e di violenza. Lo Spirito Santo, al contrario, rende i cuori capaci di comprendere le lingue di tutti, perché ristabilisce il ponte dell’autentica comunicazione fra la Terra e il Cielo. Lo Spirito Santo è l’Amore.

Ma come entrare nel mistero dello Spirito Santo, come comprendere il segreto dell’Amore? La pagina evangelica ci conduce oggi nel Cenacolo dove, terminata l’ultima Cena, un senso di smarrimento rende tristi gli Apostoli. La ragione è che le parole di Gesù suscitano interrogativi inquietanti: Egli parla dell’odio del mondo verso di Lui e verso i suoi, parla di una sua misteriosa dipartita e ci sono molte altre cose ancora da dire, ma per il momento gli Apostoli non sono in grado di portarne il peso (cfr Gv 16,12). Per confortarli spiega il significato del suo distacco: se ne andrà, ma tornerà; nel frattempo non li abbandonerà, non li lascerà orfani. Manderà il Consolatore, lo Spirito del Padre, e sarà lo Spirito a far conoscere che l’opera di Cristo è opera di amore: amore di Lui che si è offerto, amore del Padre che lo ha dato.

Questo è il mistero della Pentecoste: lo Spirito Santo illumina lo spirito umano e, rivelando Cristo crocifisso e risorto, indica la via per diventare più simili a Lui, essere cioè “espressione e strumento dell’amore che da Lui promana” (Deus caritas est, 33). Raccolta con Maria, come al suo nascere, la Chiesa quest’oggi prega:“>>> Veni Creator Spiritus – Vieni, Spirito Santo, riempi i cuori dei tuoi fedeli e accendi in essi il fuoco del tuo amore!. Amen.



Fonte principale: vatican.va (“RIV./gpm”).

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℣. O Dio, vieni a salvarmi.

℟. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

Inno

Giorno d'immensa gioia
nella città di Dio:
la fiamma dello Spirito
risplende nel cenacolo.

Si rinnova il prodigio
degli antichi profeti:
una mistica ebbrezza
tocca le lingue e i cuori.

O stagione beata
della Chiesa nascente,
che accoglie nel suo grembo
le primizie dei popoli!

È questo il giubileo
dell'anno cinquantesimo,
che riscatta gli schiavi
e proclama il perdono.

Manda su noi, Signore,
il dono del tuo Spirito,
concedi al mondo inquieto
la giustizia e la pace.

O luce di sapienza,
rivelaci il mistero
del Dio trino ed unico,
fonte d'eterno amore. Amen.

Oppure:

Beáta nobis gáudia
anni redúxit órbita,
cum Spíritus Paráclitus
effúlsit in discípulos.

Ignis vibránte lúmine
linguæ figúram détulit,
verbis ut essent próflui
et caritáte férvidi.
Linguis loquúntur ómnium;
turbæ pavent gentílium,
musto madére députant,
quos Spíritus repléverat.
Patráta sunt hæc mýstice
Paschæ perácto témpore,
sacro diérum número,
quo lege fit remíssio.
Te nunc, Deus piíssime,
vultu precámur cérnuo:
illápsa nobis cælitus
largíre dona Spíritus.
Dudum sacráta péctora
tua replésti grátia;
dimítte nunc peccámina
et da quiéta témpora.
Per te sciámus da Patrem
noscámus atque Fílium,
te utriúsque Spíritum
credámus omni témpore. Amen.

1a antifona

Quanto è buono e soave
il tuo spirito in noi, o Signore, alleluia!

SALMO 62,2-9
L'anima assetata del Signore

La Chiesa ha sete del suo Salvatore, bramando di dissetarsi alla fonte dell'acqua viva che zampilla per la vita eterna (cfr. Cassiodoro).

O Dio, tu sei il mio Dio, all'aurora ti cerco, *
di te ha sete l'anima mia,
a te anela la mia carne, *
come terra deserta, arida, senz'acqua.

Così nel santuario ti ho cercato, *
per contemplare la tua potenza e la tua gloria.
Poiché la tua grazia vale più della vita, *
le mie labbra diranno la tua lode.

Così ti benedirò finché io viva, *
nel tuo nome alzerò le mie mani.
Mi sazierò come a lauto convito, *
e con voci di gioia ti loderà la mia bocca.

Nel mio giaciglio di te mi ricordo, *
e penso a te nelle veglie notturne,
tu sei stato il mio aiuto; *
esulto di gioia all'ombra delle tue ali.

A te si stringe *
l'anima mia.
La forza della tua destra *
mi sostiene.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

1a antifona

Quanto è buono e soave
il tuo spirito in noi, o Signore, alleluia!

2a antifona

Acque e fonti, benedite il Signore.
Lodate Dio, voi rinati dall'acqua, alleluia.

CANTICO Dn 3,57-88.56
Ogni creatura lodi il Signore

Lodate il nostro Dio, voi tutti, suoi servi (Ap 19, 5).

Benedite, opere tutte del Signore, il Signore, *
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
Benedite, angeli del Signore, il Signore, *
benedite, cieli, il Signore.

Benedite, acque tutte, che siete sopra i cieli, il Signore, *
benedite, potenze tutte del Signore, il Signore.
Benedite, sole e luna, il Signore, *
benedite, stelle del cielo, il Signore.

Benedite, piogge e rugiade, il Signore. *
benedite, o venti tutti, il Signore.
Benedite, fuoco e calore, il Signore, *
benedite, freddo e caldo, il Signore.

Benedite, rugiada e brina, il Signore, *
benedite, gelo e freddo, il Signore.
Benedite, ghiacci e nevi, il Signore, *
benedite, notti e giorni, il Signore.

Benedite, luce e tenebre, il Signore, *
benedite, folgori e nubi, il Signore.
Benedica la terra il Signore, *
lo lodi e lo esalti nei secoli.

Benedite, monti e colline, il Signore, *
benedite, creature tutte che germinate sulla terra, il Signore.
Benedite, sorgenti, il Signore, *
benedite, mari e fiumi, il Signore.

Benedite, mostri marini
e quanto si muove nell'acqua, il Signore, *
benedite, uccelli tutti dell'aria, il Signore.
Benedite, animali tutti, selvaggi e domestici, il Signore, *
benedite, figli dell'uomo, il Signore.

Benedica Israele il Signore, *
lo lodi e lo esalti nei secoli.
Benedite, sacerdoti del Signore, il Signore, *
benedite, o servi del Signore, il Signore.

Benedite, spiriti e anime dei giusti, il Signore, *
benedite, pii e umili di cuore, il Signore.
Benedite, Anania, Azaria e Misaele, il Signore, *
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.

Benediciamo il Padre e il Figlio con lo Spirito Santo, *
lodiamolo ed esaltiamolo nei secoli.
Benedetto sei tu, Signore, nel firmamento del cielo, *
degno di lode e di gloria nei secoli.

2a antifona

Acque e fonti, benedite il Signore.
Lodate Dio, voi rinati dall'acqua, alleluia.

3a antifona

In ogni lingua del mondo
risuona l'annunzio degli apostoli:
Dio ha compiuto meraviglie, alleluia.

SALMO 149
Festa degli amici di Dio

I figli della Chiesa, i figli del nuovo popolo esultino nel loro re, Cristo (Esichio).

Cantate al Signore un canto nuovo; *
la sua lode nell'assemblea dei fedeli.
Gioisca Israele nel suo Creatore, *
esultino nel loro Re i figli di Sion.

Lodino il suo nome con danze, *
con timpani e cetre gli cantino inni.
Il Signore ama il suo popolo, *
incorona gli umili di vittoria.

Esultino i fedeli nella gloria, *
sorgano lieti dai loro giacigli.
Le lodi di Dio sulla loro bocca *
e la spada a due tagli nelle loro mani,

per compiere la vendetta tra i popoli *
e punire le genti;
per stringere in catene i loro capi, *
i loro nobili in ceppi di ferro;

per eseguire su di essi *
il giudizio già scritto:
questa è la gloria *
per tutti i suoi fedeli.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

3a antifona

In ogni lingua del mondo
risuona l'annunzio degli apostoli:
Dio ha compiuto meraviglie, alleluia.

Dal vangelo   di Gesù Cristo secondo Giovanni (20,19-23)

La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!».
Detto questo, mostrò loro le mani e il costato. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi».
Dopo aver detto questo, alitò su di loro e disse: «Ricevete lo Spirito Santo;
a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi».

℣. O Dio, vieni a salvarmi.

℟. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

Inno

Vieni, o Spirito creatore,
visita le nostre menti,
riempi della tua grazia
i cuori che hai creato.

O dolce consolatore,
dono del Padre altissimo,
acqua viva, fuoco, amore,
santo crisma dell'anima.

Dito della mano di Dio,
promesso dal Salvatore,
irradia i tuoi sette doni,
suscita in noi la parola.

Sii luce all'intelletto,
fiamma ardente nel cuore;
sana le nostre ferite
col balsamo del tuo amore.

Difendici dal nemico,
reca in dono la pace,
la tua guida invincibile
ci preservi dal male.

Luce d'eterna sapienza,
svelaci il grande mistero
di Dio Padre e del Figlio
uniti in un solo Amore. Amen.

Oppure:

Veni, creátor Spíritus,
mentes tuórum vísita,
imple supérna grátia,
quæ tu creásti péctora.
 
Qui díceris Paráclitus,
donum Dei altíssimi,
fons vivus, ignis, cáritas,
et spiritális únctio.
 
Tu septifórmis múnere,
déxtræ Dei tu dígitus,
tu rite promíssum Patris,
sermóne ditans gúttura.
 
Accénde lumen sénsibus,
infúnde amórem córdibus,
infírma nostri córporis
virtúte firmans pérpeti.
 
Hostem repéllas lóngius
pacémque dones prótinus;
ductóre sic te prǽvio
vitémus omne nóxium.
 
Per te sciámus da Patrem
noscámus atque Fílium,
teque utriúsque Spíritum
credámus omni témpore.

1a antifona

Lo Spirito del Signore pervade l'universo, alleluia.

SALMO 109, 1-5. 7   

Oracolo del Signore al mio Signore: *
«Siedi alla mia destra,
finché io ponga i tuoi nemici *
a sgabello dei tuoi piedi».

Lo scettro del tuo potere stende il Signore da Sion: *
«Domina in mezzo ai tuoi nemici.

A te il principato nel giorno della tua potenza *
tra santi splendori;
dal seno dell'aurora, *
come rugiada, io ti ho generato».

Il Signore ha giurato e non si pente: *
«Tu sei sacerdote per sempre
al modo di Melchisedek».

Il Signore è alla tua destra, *
annienterà i re nel giorno della sua ira.
Lungo il cammino si disseta al torrente *
e solleva alta la testa.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

1a antifona

Lo Spirito del Signore pervade l'universo, alleluia.

2a antifona

Conferma in noi la tua opera, Signore,
dal tuo santo tempio, alleluia.

SALMO 113 A  

Quando Israele uscì dall'Egitto, *
la casa di Giacobbe da un popolo barbaro,
Giuda divenne il suo santuario, *
Israele il suo dominio.

Il mare vide e si ritrasse, *
il Giordano si volse indietro,
i monti saltellarono come arieti, *
le colline come agnelli di un gregge.

Che hai tu, mare, per fuggire, *
e tu, Giordano, perché torni indietro?
Perché voi monti saltellate come arieti *
e voi colline come agnelli di un gregge?

Trema, o terra, davanti al Signore, *
davanti al Dio di Giacobbe,
che muta la rupe in un lago, *
la roccia in sorgenti d'acqua.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

2a antifona

Conferma in noi la tua opera, Signore,
dal tuo santo tempio, alleluia.

3a antifona

Pieni di Spirito Santo
gli apostoli cominciarono a parlare, alleluia.

CANTICO Cf. Ap 19, 1-7
Le nozze dell'Agnello

Alleluia
Salvezza, gloria e potenza sono del nostro Dio; *
veri e giusti sono i suoi giudizi.

Alleluia
Lodate il nostro Dio, voi tutti suoi servi, *
voi che lo temete, piccoli e grandi.

Alleluia
Ha preso possesso del suo regno il Signore, *
il nostro Dio, l'Onnipotente.

Alleluia
Rallegriamoci ed esultiamo, *
rendiamo a lui gloria.

Alleluia
Sono giunte le nozze dell'Agnello; *
la sua sposa è pronta.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

3a antifona

Pieni di Spirito Santo
gli apostoli cominciarono a parlare, alleluia.

Sant'Aelredo di Rievaulx (1110-1167)

monaco cistercense inglese

Discorso sulla settupla voce dello Spirito alla Pentecoste

« Mandi il tuo Spirito... e rinnovi la faccia della terra » (Ps 103,30)

In principio, lo Spirito di Dio riempì l'universo, secondo il disegno di Dio. « Si estende da un confine all'altro con forza, governa con bontà eccellente ogni cosa » (Sap 8,1). Ma per quanto riguarda la sua opera di santificazione, è soltanto a partire dal giorno della Pentecoste che « lo Spirito del Signore riempie l'universo » (Sap 1,7). Infatti oggi questo Spirito di mitezza è mandato dal Padre e dal Figlio per santificare ogni creatura secondo un piano nuovo, un modo nuovo, una manifestazione nuova della sua potenza e della sua forza.

Prima, « non c'era ancora lo Spirito, perché Gesù non era stato ancora glorificato » (Gv 7,39)... Oggi, venendo dalla dimora, lo Spirito viene dato alle anime dei mortali con tutta la sua ricchezza, tutta la sua fecondità. Perciò questa rugiada divina si posa su tutta la terra, nella diversità dei suoi doni spirituali. È giusto che la pienezza delle sue ricchezze sia scesa per noi dall'alto del cielo, dato che pochi giorni prima, grazie alla generosità della nostra terra, il cielo aveva ricevuto un frutto di una dolcezza meravigliosa... L'umanità di Cristo, è tutta la grazia della terra; lo Spirito di Cristo, è tutta la dolcezza del cielo. È avvenuto dunque uno scambio molto salutare: l'umanità di Cristo era salita dalla terra al cielo; oggi dal cielo è disceso verso di noi lo Spirito di Cristo...

Dappertutto agisce lo Spirito Santo; dappertutto lo Spirito prende la parola. Certamente, prima dell'Ascensione, lo Spirito del Signore era stato dato ai discepoli quando il Signore aveva detto: « Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati, saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi ». Ma prima della Pentecoste, non si era sentita la voce dello Spirito Santo, non si era visto brillare la sua potenza. E la sua conoscenza non era venuta fino ai discepoli di Cristo, il cui coraggio non era ancora stato confermato, visto che erano ancora costretti a nascondersi dalla paura, in una stanza chiusa a chiave. A partire da oggi però, « Il Signore tuona sulle acque..., il tuono saetta fiamme di fuoco..., e tutti dicono: Gloria! » (Sal 28,3-9).

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