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domenica 29 marzo
San Bertoldo

Priore sul monte Carmelo

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Bertoldo, al secolo Bartolomeo Avogadro, nasce in Lombardia, nel XII secolo, da nobile famiglia; studiò all’Università di Parigi dove si laureò in teologia.

Partì per la Palestina con l’esercito crociato e difese Antiochia dagli assalti saraceni. Durante quella battaglia fece il voto che se l’esercito crociato fosse stato liberato dall’assedio, si sarebbe consacrato a vita religiosa. Così fu e, una volta tornato dalla guerra, nel 1154, si recò sul Monte Carmelo, che già in passato era stato sede di comunità cenobitiche. Presso la fonte di Elia costruì una cappella dedicata alla Beata Vergine del Monte Carmelo e, assieme ad altri dieci compagni, condusse vita contemplativa da eremita in celle costruite attorno alla cappella. Essi si chiamarono i “Fratelli di Santa Maria del Monte Carmelo“.

Dopo qualche tempo, fu nominato patriarca di Antiochia il cugino di Bertoldo, Aimerico di Malefaida, che andò a visitare il Monte Carmelo e nominò Bertoldo primo Priore generale dell’Ordine Carmelitano.
In seguito Aimerico prese con sé alcuni monaci di Bertoldo per fondare altre due comunità monastiche carmelitane in Palestina.

Lo scrittore ebreo Beniamino di Tudela, nel 1163, riferisce della presenza di una comunità religiosa sul Monte Carmelo, particolarmente devota al profeta Elia e alla Madonna.
Nel 1185, il monaco greco Foca visitò la comunità del Monte Carmelo e scrisse che vi aveva incontrato un monaco latino di nome Bertoldo proveniente dalla Calabria, ma evidentemente Foca non parla di eremiti latini, bensì di monaci greci, che erano pure sul Carmelo, ma in luogo diverso.

Bertoldo fu un priore molto attento a guidare la comunità più con l’esempio che con le parole o le punizioni. Manifestò sempre un culto particolare per la Beata Vergine, di cui invocò sempre l’intercessione per la protezione dei carmelitani. Infatti, era sempre particolarmente preoccupato per il futuro dei cristiani in Terra Santa, sempre in lotta fra loro e divisi.
Un giorno ebbe una visione che gli mostrò degli angeli che portavano in cielo sulle loro ali un gran numero di confratelli che i saraceni avevano ucciso con le loro scimitarre.

Bertoldo muore serenamente, sul Monte Carmelo, il 29 marzo 1185, dopo aver guidato per quarantacinque anni l’Ordine che aveva fondato.
Alla morte di Bertoldo fu nominato Priore generale san Brocardo al quale nel 1207 il patriarca di Gerusalemme Alberto, diede una Regola ispirata a quella agostiniana.
Dopo la sua morte gli furono attribuiti parecchi eventi prodigiosi.

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℣. O Dio, vieni a salvarmi.

℟. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen.

Inno

Nella santa assemblea,
o nel segreto dell'anima,
prostriamoci e imploriamo
la divina clemenza.

Dall'ira del giudizio
liberaci, o Padre buono;
non togliere ai tuoi figli
il segno della tua gloria.

Ricorda che ci plasmasti
col soffio del tuo Spirito:
siam tua vigna, tuo popolo,
e opera delle tue mani.

Perdona i nostri errori,
sana le nostre ferite,
guidaci con la tua grazia
alla vittoria pasquale.

Sia lode al Padre altissimo,
al Figlio e al Santo Spirito
com'era nel principio,
ora e nei secoli eterni. Amen.

Oppure:

Precémur omnes cérnui,
clamémus atque sínguli,
plorémus ante iúdicem,
flectámus iram víndicem:

Nostris malis offéndimus
tuam, Deus, cleméntiam;
effúnde nobis désuper,
remíssor, indulgéntiam.

Meménto quod sumus tui,
licet cadúci, plasmatis;
ne des honorem nominis
tui, precámur, álteri.

Laxa malum quod fécimus,
auge bonum quod póscimus,
placére quo tandem tibi
possímus hic et pérpetim.

Præsta, beáta Trínitas,
concéde, simplex Unitas,
ut fructuósa sint tuis
hæc parcitátis múnera. Amen.

1a antifona

Mio Dio, sei tu il mio aiuto!

SALMO 62,2-9
L'anima assetata del Signore

La Chiesa ha sete del suo Salvatore, bramando di dissetarsi alla fonte dell'acqua viva che zampilla per la vita eterna (cfr. Cassiodoro).

O Dio, tu sei il mio Dio, all'aurora ti cerco, *
di te ha sete l'anima mia,
a te anela la mia carne, *
come terra deserta, arida, senz'acqua.

Così nel santuario ti ho cercato, *
per contemplare la tua potenza e la tua gloria.
Poiché la tua grazia vale più della vita, *
le mie labbra diranno la tua lode.

Così ti benedirò finché io viva, *
nel tuo nome alzerò le mie mani.
Mi sazierò come a lauto convito, *
e con voci di gioia ti loderà la mia bocca.

Nel mio giaciglio di te mi ricordo, *
e penso a te nelle veglie notturne,
tu sei stato il mio aiuto; *
esulto di gioia all'ombra delle tue ali.

A te si stringe *
l'anima mia.
La forza della tua destra *
mi sostiene.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

1a antifona

Mio Dio, sei tu il mio aiuto!

2a antifona

Salvaci, rinnova i prodigi per noi,
strappaci dal potere della morte.

CANTICO Dn 3,57-88.56
Ogni creatura lodi il Signore

Lodate il nostro Dio, voi tutti, suoi servi (Ap 19, 5).

Benedite, opere tutte del Signore, il Signore, *
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
Benedite, angeli del Signore, il Signore, *
benedite, cieli, il Signore.

Benedite, acque tutte, che siete sopra i cieli, il Signore, *
benedite, potenze tutte del Signore, il Signore.
Benedite, sole e luna, il Signore, *
benedite, stelle del cielo, il Signore.

Benedite, piogge e rugiade, il Signore. *
benedite, o venti tutti, il Signore.
Benedite, fuoco e calore, il Signore, *
benedite, freddo e caldo, il Signore.

Benedite, rugiada e brina, il Signore, *
benedite, gelo e freddo, il Signore.
Benedite, ghiacci e nevi, il Signore, *
benedite, notti e giorni, il Signore.

Benedite, luce e tenebre, il Signore, *
benedite, folgori e nubi, il Signore.
Benedica la terra il Signore, *
lo lodi e lo esalti nei secoli.

Benedite, monti e colline, il Signore, *
benedite, creature tutte che germinate sulla terra, il Signore.
Benedite, sorgenti, il Signore, *
benedite, mari e fiumi, il Signore.

Benedite, mostri marini
e quanto si muove nell'acqua, il Signore, *
benedite, uccelli tutti dell'aria, il Signore.
Benedite, animali tutti, selvaggi e domestici, il Signore, *
benedite, figli dell'uomo, il Signore.

Benedica Israele il Signore, *
lo lodi e lo esalti nei secoli.
Benedite, sacerdoti del Signore, il Signore, *
benedite, o servi del Signore, il Signore.

Benedite, spiriti e anime dei giusti, il Signore, *
benedite, pii e umili di cuore, il Signore.
Benedite, Anania, Azaria e Misaele, il Signore, *
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.

Benediciamo il Padre e il Figlio con lo Spirito Santo, *
lodiamolo ed esaltiamolo nei secoli.
Benedetto sei tu, Signore, nel firmamento del cielo, *
degno di lode e di gloria nei secoli.

2a antifona

Salvaci, rinnova i prodigi per noi,
strappaci dal potere della morte.

3a antifona

È giunta l'ora:
il Figlio dell'uomo sarà glorificato.

SALMO 149
Festa degli amici di Dio

I figli della Chiesa, i figli del nuovo popolo esultino nel loro re, Cristo (Esichio).

Cantate al Signore un canto nuovo; *
la sua lode nell'assemblea dei fedeli.
Gioisca Israele nel suo Creatore, *
esultino nel loro Re i figli di Sion.

Lodino il suo nome con danze, *
con timpani e cetre gli cantino inni.
Il Signore ama il suo popolo, *
incorona gli umili di vittoria.

Esultino i fedeli nella gloria, *
sorgano lieti dai loro giacigli.
Le lodi di Dio sulla loro bocca *
e la spada a due tagli nelle loro mani,

per compiere la vendetta tra i popoli *
e punire le genti;
per stringere in catene i loro capi, *
i loro nobili in ceppi di ferro;

per eseguire su di essi *
il giudizio già scritto:
questa è la gloria *
per tutti i suoi fedeli.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

3a antifona

È giunta l'ora:
il Figlio dell'uomo sarà glorificato.

Dal vangelo  di Gesù Cristo secondo Giovanni (1,1-45)

In quel tempo, era malato un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella.
Maria era quella che aveva cosparso di olio profumato il Signore e gli aveva asciugato i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato.
Le sorelle mandarono dunque a dirgli: «Signore, ecco, il tuo amico è malato».
All'udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non è per la morte, ma per la gloria di Dio, perché per essa il Figlio di Dio venga glorificato».
Gesù voleva molto bene a Marta, a sua sorella e a Lazzaro.
Quand'ebbe dunque sentito che era malato, si trattenne due giorni nel luogo dove si trovava.
Poi, disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!».
I discepoli gli dissero: «Rabbì, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?».
Gesù rispose: «Non sono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo;
ma se invece uno cammina di notte, inciampa, perché gli manca la luce».
Così parlò e poi soggiunse loro: «Il nostro amico Lazzaro s'è addormentato; ma io vado a svegliarlo».
Gli dissero allora i discepoli: «Signore, se s'è addormentato, guarirà».
Gesù parlava della morte di lui, essi invece pensarono che si riferisse al riposo del sonno.
Allora Gesù disse loro apertamente: «Lazzaro è morto
e io sono contento per voi di non essere stato là, perché voi crediate. Orsù, andiamo da lui!».
Allora Tommaso, chiamato Dìdimo, disse ai condiscepoli: «Andiamo anche noi a morire con lui!».
Venne dunque Gesù e trovò Lazzaro che era gia da quattro giorni nel sepolcro.
Betània distava da Gerusalemme meno di due miglia
e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria per consolarle per il loro fratello.
Marta, come seppe che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa.
Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!
Ma anche ora so che qualunque cosa chiederai a Dio, egli te la concederà».
Gesù le disse: «Tuo fratello risusciterà».
Gli rispose Marta: «So che risusciterà nell'ultimo giorno».
Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà;
chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno. Credi tu questo?».
Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio che deve venire nel mondo».
Dopo queste parole se ne andò a chiamare di nascosto Maria, sua sorella, dicendo: «Il Maestro è qui e ti chiama».
Quella, udito ciò, si alzò in fretta e andò da lui.
Gesù non era entrato nel villaggio, ma si trovava ancora là dove Marta gli era andata incontro.
Allora i Giudei che erano in casa con lei a consolarla, quando videro Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono pensando: «Va al sepolcro per piangere là».
Maria, dunque, quando giunse dov'era Gesù, vistolo si gettò ai suoi piedi dicendo: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!».
Gesù allora quando la vide piangere e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente, si turbò e disse:
«Dove l'avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!».
Gesù scoppiò in pianto.
Dissero allora i Giudei: «Vedi come lo amava!».
Ma alcuni di loro dissero: «Costui che ha aperto gli occhi al cieco non poteva anche far sì che questi non morisse?».
Intanto Gesù, ancora profondamente commosso, si recò al sepolcro; era una grotta e contro vi era posta una pietra.
Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, gia manda cattivo odore, poiché è di quattro giorni».
Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se credi, vedrai la gloria di Dio?».
Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti ringrazio che mi hai ascoltato.
Io sapevo che sempre mi dai ascolto, ma l'ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato».
E, detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!».
Il morto uscì, con i piedi e le mani avvolti in bende, e il volto coperto da un sudario. Gesù disse loro: «Scioglietelo e lasciatelo andare».
Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di quel che egli aveva compiuto, credettero in lui.

℣. O Dio, vieni a salvarmi.

℟. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen.

Inno

Accogli, o Dio pietoso,
le preghiere e le lacrime
che il tuo popolo effonde
in questo tempo santo.

Tu che scruti e conosci
i segreti dei cuori,
concedi ai penitenti
la grazia del perdono.

Grande è il nostro peccato,
ma più grande è il tuo amore:
cancella i nostri debiti
a gloria del tuo nome.

Risplenda la tua lampada
sopra il nostro cammino,
la tua mano ci guidi
alla meta pasquale.

Ascolta, o Padre altissimo,
tu che regni nei secoli
con il Cristo tuo Figlio
e lo Spirito Santo. Amen.

Oppure:

Audi, benígne Cónditor,
nostras preces cum flétibus,
sacráta in abstinéntia
fusas quadragenária.

Scrutátor alme córdium,
infírma tu scis vírium;
ad te revérsis éxhibe
remissiónis grátiam.

Multum quidem peccávimus,
sed parce confiténtibus,
tuíque laude nóminis
confer medélam lánguidis.

Sic corpus extra cónteri
dona per abstinéntiam,
ieiúnet ut mens sóbria
a labe prorsus críminum.

Præsta, beáta Trínitas,
concéde, simplex Unitas,
ut fructuósa sint tuis
hæc parcitátis múnera. Amen.

1a antifona

Come il serpente nel deserto,
il Figlio dell'uomo sarà innalzato.

SALMO 109, 1-5. 7
Il Messia, re e sacerdote

Bisogna che egli regni finché non abbia posto tutti i suoi nemici sotto i suoi piedi  (1 Cor 15, 25)

Oracolo del Signore al mio Signore: *
«Siedi alla mia destra,
finché io ponga i tuoi nemici *
a sgabello dei tuoi piedi».

Lo scettro del tuo potere stende il Signore da Sion: *
«Domina in mezzo ai tuoi nemici.

A te il principato nel giorno della tua potenza *
tra santi splendori;
dal seno dell'aurora, *
come rugiada, io ti ho generato».

Il Signore ha giurato e non si pente: *
«Tu sei sacerdote per sempre
al modo di Melchisedek».

Il Signore è alla tua destra, *
annienterà i re nel giorno della sua ira.
Lungo il cammino si disseta al torrente *
e solleva alta la testa.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

1a antifona

Come il serpente nel deserto,
il Figlio dell'uomo sarà innalzato.

2a antifona

Tu, Dio dell'universo,
proteggi e liberi, risparmi e salvi.

SALMO 113 A
Meraviglie dell'esodo dall'Egitto

Quanti avete rinunziato al mondo del male, avete compiuto anche voi il vostro esodo (cfr. sant'Agostino).

Quando Israele uscì dall'Egitto, *
la casa di Giacobbe da un popolo barbaro,
Giuda divenne il suo santuario, *
Israele il suo dominio.

Il mare vide e si ritrasse, *
il Giordano si volse indietro,
i monti saltellarono come arieti, *
le colline come agnelli di un gregge.

Che hai tu, mare, per fuggire, *
e tu, Giordano, perché torni indietro?
Perché voi monti saltellate come arieti *
e voi colline come agnelli di un gregge?

Trema, o terra, davanti al Signore, *
davanti al Dio di Giacobbe,
che muta la rupe in un lago, *
la roccia in sorgenti d'acqua.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

2a antifona

Tu, Dio dell'universo,
proteggi e liberi, risparmi e salvi.

3a antifona

Cristo, inchiodato alla croce per i nostri peccati,
schiacciato dal male del mondo,
dalle tue ferite noi siamo guariti.

CANTICO Cf.1 Pt 2, 21-24
La passione volontaria di Cristo, servo di Dio

Cristo patì per voi,
lasciandovi un esempio, *
perché ne seguiate le orme:

egli non commise peccato
e non si trovò inganno *
sulla sua bocca;

oltraggiato non rispondeva con oltraggi, *
e soffrendo
non minacciava vendetta

ma rimetteva
la sua causa *
a colui che giudica con giustizia.

Egli portò i nostri peccati
sul suo corpo *
sul legno della croce,

perché, non vivendo più per il peccato,
vivessimo per la giustizia. *
Dalle sue piaghe siamo stati guariti.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

3a antifona

Cristo, inchiodato alla croce per i nostri peccati,
schiacciato dal male del mondo,
dalle tue ferite noi siamo guariti.

San Gregorio Nazianzeno (330-390)

vescovo, dottore della Chiesa

Discorsi sul santo battesimo

« Lazzaro, vieni fuori! »

“Lazzaro, vieni fuori!” Sdraiato nella tomba, hai sentito questa chiamata squillante. C’è forse voce più forte di quella del Verbo? Allora sei uscito, tu che eri morto, e non soltanto da quattro giorni, ma da lungo tempo. Sei risuscitato con Cristo (...); le tue bende sono cadute. Non ricadere ora nella morte; non raggiungere coloro che abitano nelle tombe; non lasciarti soffocare dalle bende dei tuoi peccati. Perché pensi forse che potresti risuscitare un’altra volta? Potresti forse uscire dalla morte prima della risurrezione di tutti, alla fine del tempo? (...)

Risuoni dunque ai tuoi orecchi la chiamata del Signore! Non chiuderli oggi all’insegnamento e ai consigli del Signore. Poiché eri cieco e senza luce nel tuo sepolcro, apri gli occhi per non affondare nel sonno della morte. Nella luce del Signore, contempla la luce; nello Spirito di Dio, fissa gli occhi sul Figlio. Se accoglierai tutta la Parola, concentrerai sulla tua anima tutta la potenza di Cristo che guarisce e risuscita. (...) Non temere di affaticarti per custodire la purezza del tuo battesimo e immetti nel tuo cuore le vie che salgono verso il Signore. Custodisci con cura l’atto di assoluzione che ricevesti per pura grazia. (...)

Siamo luce, come l’hanno imparato i discepoli da colui che è la grande Luce: “Siete la luce del mondo” (Mt 5,14). Siamo delle lampade nel mondo, tenendo alta la Parola di vita, essendo potenza di vita per gli altri. Andiamo alla ricerca di Dio, alla ricerca di colui che è la prima e la più pura luce.

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