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domenica 18 novembre
Sant'Odone di Cluny

Abate

ODO
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Oddone di Cluny nasce intorno all’880 a Le Mans (F), fu il secondo abate dell’Abbazia di Cluny e tra gli artefici della riforma cluniacense.

Era figlio di un feudatario di Deols, vicino a Le Mans, nella regione di Tours; ricevette la sua prima educazione alla corte di Guglielmo I di Aquitania, studiando a Parigi con Remigio di Auxerre.

Intorno al 909 divenne monaco, sacerdote e superiore nella scuola dell’Abbazia di Baume, il cui abate Berno, fu il fondatore dell’Abbazia di Cluny e ne fu il primo abate. Nel 920 divenne abate di Aurillac e nel 927, alla morte di Berno,  fu indicato da questi come successore all’Abbazia di Cluny.

Autorizzato da Pp Giovanni XI (931-935), nel 931, Oddone riformò i monasteri in Aquitania, nel nord della Francia ed in Italia. Il privilegio papale gli diede il potere di unire molte abbazie sotto la sua supervisione e di ricevere a Cluny monaci di altre Abbazie benedettine non ancora riformate; la maggior parte dei monasteri rimasero indipendenti e diversi divennero centri di riforma.

Oddone fu il più grande riformatore di Cluny, che divenne il modello di monachesimo per i successivi secoli avvenire, trasformando il ruolo della pietà religiosa in diuturno stile di vita.

Fra il 936 e il 942 visitò l’Italia diverse volte fondando il monastero di Nostra Signora sull’Aventino a Roma e riformando diversi conventi come quello di Subiaco e l’Abbazia di Monte Cassino. Egli fu spesso coinvolto in importanti missioni di tipo politico, ad esempio nella pace fra Ugo di Arles e Alberico I di Spoleto, da lui mediata su mandato di Pp Leone VII (936-939). Muore a Tours (F) il 18 novembre 942.

Fra i suoi scritti si ricordano una biografia di Gerardo di Aurillac, tre libri di Collationes(opere morali, severe e risolute), alcuni sermoni, un poema epico sulla (Occupatio) in diversi tomi (ed. Swoboda, 1990) e 12 antifone corali in onore di Martinio di Tours. In una delle antifone dice: (“Tu che per tre volte hai vinto il caos, rialza quelli che son caduti nel peccato; come tu dividesti il tuo mantello, rivestici della giustizia!”).

Per approfondimenti, leggere la Catechesi di Papa Benedetto XVI:
>>> Sant’Oddone di Cluny
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Accedi qui all'archivio dei santi del giorno

℣. O Dio, vieni a salvarmi.

℟. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

Inno

O giorno primo ed ultimo,
giorno radioso e splendido
del trionfo di Cristo!

Il Signore risorto
promulga per i secoli
l'editto della pace.

Pace fra cielo e terra,
pace fra tutti i popoli,
pace nei nostri cuori.

L'alleluia pasquale
risuoni nella Chiesa
pellegrina nel mondo;

e si unisca alla lode,
armoniosa e perenne,
dell'assemblea dei santi.

A te la gloria, o Cristo,
la potenza e l'onore,
nei secoli dei secoli. Amen.

1a antifona

Dall'aurora io ti cerco, o Dio:
che io veda la tua potenza e la tua gloria, alleluia.

SALMO 62,2-9
L'anima assetata del Signore

La Chiesa ha sete del suo Salvatore, bramando di dissetarsi alla fonte dell'acqua viva che zampilla per la vita eterna (cfr. Cassiodoro).

O Dio, tu sei il mio Dio, all'aurora ti cerco, *
di te ha sete l'anima mia,
a te anela la mia carne, *
come terra deserta, arida, senz'acqua.

Così nel santuario ti ho cercato, *
per contemplare la tua potenza e la tua gloria.
Poiché la tua grazia vale più della vita, *
le mie labbra diranno la tua lode.

Così ti benedirò finché io viva, *
nel tuo nome alzerò le mie mani.
Mi sazierò come a lauto convito, *
e con voci di gioia ti loderà la mia bocca.

Nel mio giaciglio di te mi ricordo, *
e penso a te nelle veglie notturne,
tu sei stato il mio aiuto; *
esulto di gioia all'ombra delle tue ali.

A te si stringe *
l'anima mia.
La forza della tua destra *
mi sostiene.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

1a antifona

Dall'aurora io ti cerco, o Dio:
che io veda la tua potenza e la tua gloria, alleluia.

2a antifona

Nel fuoco, con voce unanime,
i tre giovani cantavano:
Benedetto Dio, alleluia.

CANTICO Dn 3,57-88.56
Ogni creatura lodi il Signore

Lodate il nostro Dio, voi tutti, suoi servi (Ap 19, 5).

Benedite, opere tutte del Signore, il Signore, *
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
Benedite, angeli del Signore, il Signore, *
benedite, cieli, il Signore.

Benedite, acque tutte, che siete sopra i cieli, il Signore, *
benedite, potenze tutte del Signore, il Signore.
Benedite, sole e luna, il Signore, *
benedite, stelle del cielo, il Signore.

Benedite, piogge e rugiade, il Signore. *
benedite, o venti tutti, il Signore.
Benedite, fuoco e calore, il Signore, *
benedite, freddo e caldo, il Signore.

Benedite, rugiada e brina, il Signore, *
benedite, gelo e freddo, il Signore.
Benedite, ghiacci e nevi, il Signore, *
benedite, notti e giorni, il Signore.

Benedite, luce e tenebre, il Signore, *
benedite, folgori e nubi, il Signore.
Benedica la terra il Signore, *
lo lodi e lo esalti nei secoli.

Benedite, monti e colline, il Signore, *
benedite, creature tutte che germinate sulla terra, il Signore.
Benedite, sorgenti, il Signore, *
benedite, mari e fiumi, il Signore.

Benedite, mostri marini
e quanto si muove nell'acqua, il Signore, *
benedite, uccelli tutti dell'aria, il Signore.
Benedite, animali tutti, selvaggi e domestici, il Signore, *
benedite, figli dell'uomo, il Signore.

Benedica Israele il Signore, *
lo lodi e lo esalti nei secoli.
Benedite, sacerdoti del Signore, il Signore, *
benedite, o servi del Signore, il Signore.

Benedite, spiriti e anime dei giusti, il Signore, *
benedite, pii e umili di cuore, il Signore.
Benedite, Anania, Azaria e Misaele, il Signore, *
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.

Benediciamo il Padre e il Figlio con lo Spirito Santo, *
lodiamolo ed esaltiamolo nei secoli.
Benedetto sei tu, Signore, nel firmamento del cielo, *
degno di lode e di gloria nei secoli.

2a antifona

Nel fuoco, con voce unanime,
i tre giovani cantavano:
Benedetto Dio, alleluia.

3a antifona

I figli della Chiesa
esultino nel loro Re, alleluia.

SALMO 149
Festa degli amici di Dio

I figli della Chiesa, i figli del nuovo popolo esultino nel loro re, Cristo (Esichio).

Cantate al Signore un canto nuovo; *
la sua lode nell'assemblea dei fedeli.
Gioisca Israele nel suo Creatore, *
esultino nel loro Re i figli di Sion.

Lodino il suo nome con danze, *
con timpani e cetre gli cantino inni.
Il Signore ama il suo popolo, *
incorona gli umili di vittoria.

Esultino i fedeli nella gloria, *
sorgano lieti dai loro giacigli.
Le lodi di Dio sulla loro bocca *
e la spada a due tagli nelle loro mani,

per compiere la vendetta tra i popoli *
e punire le genti;
per stringere in catene i loro capi, *
i loro nobili in ceppi di ferro;

per eseguire su di essi *
il giudizio già scritto:
questa è la gloria *
per tutti i suoi fedeli.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

3a antifona

I figli della Chiesa
esultino nel loro Re, alleluia.

Dal vangelo  secondo Marco (10, 35-45)

In quel tempo, dopo quella tribolazione, il sole si oscurerà e la luna non darà più il suo splendore
e gli astri si metteranno a cadere dal cielo e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte.
Allora vedranno il Figlio dell'uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria.
Ed egli manderà gli angeli e riunirà i suoi eletti dai quattro venti, dall'estremità della terra fino all'estremità del cielo.
Dal fico imparate questa parabola: quando gia il suo ramo si fa tenero e mette le foglie, voi sapete che l'estate è vicina;
così anche voi, quando vedrete accadere queste cose, sappiate che egli è vicino, alle porte.
In verità vi dico: non passerà questa generazione prima che tutte queste cose siano avvenute.
Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.
Quanto poi a quel giorno o a quell'ora, nessuno li conosce, neanche gli angeli nel cielo, e neppure il Figlio, ma solo il Padre. Vegliare per non essere sorpresi.

℣. O Dio, vieni a salvarmi.

℟. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

Inno

O Trinità beata,
luce, sapienza, amore,
vesti del tuo splendore
il giorno che declina.

Te lodiamo al mattino,
te nel vespro imploriamo,
te canteremo unanimi
nel giorno che non muore. Amen.

1a antifona

Il Signore estenderà da Sion il suo dominio,
e regnerà in eterno, alleluia.

SALMO 109, 1-5. 7
Il Messia, re e sacerdote

Bisogna che egli regni finché non abbia posto tutti i suoi nemici sotto i suoi piedi  (1 Cor 15, 25)

Oracolo del Signore al mio Signore: *
«Siedi alla mia destra,
finché io ponga i tuoi nemici *
a sgabello dei tuoi piedi».

Lo scettro del tuo potere stende il Signore da Sion: *
«Domina in mezzo ai tuoi nemici.

A te il principato nel giorno della tua potenza *
tra santi splendori;
dal seno dell'aurora, *
come rugiada, io ti ho generato».

Il Signore ha giurato e non si pente: *
«Tu sei sacerdote per sempre
al modo di Melchisedek».

Il Signore è alla tua destra, *
annienterà i re nel giorno della sua ira.
Lungo il cammino si disseta al torrente *
e solleva alta la testa.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

1a antifona

Il Signore estenderà da Sion il suo dominio,
e regnerà in eterno, alleluia.

2a antifona

Tremò la terra e il mare
davanti al volto del Signore, alleluia.

SALMO 113 A
Meraviglie dell'esodo dall'Egitto

Quanti avete rinunziato al mondo del male, avete compiuto anche voi il vostro esodo (cfr. sant'Agostino).

Quando Israele uscì dall'Egitto, *
la casa di Giacobbe da un popolo barbaro,
Giuda divenne il suo santuario, *
Israele il suo dominio.

Il mare vide e si ritrasse, *
il Giordano si volse indietro,
i monti saltellarono come arieti, *
le colline come agnelli di un gregge.

Che hai tu, mare, per fuggire, *
e tu, Giordano, perché torni indietro?
Perché voi monti saltellate come arieti *
e voi colline come agnelli di un gregge?

Trema, o terra, davanti al Signore, *
davanti al Dio di Giacobbe,
che muta la rupe in un lago, *
la roccia in sorgenti d'acqua.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

2a antifona

Tremò la terra e il mare
davanti al volto del Signore, alleluia.

3a antifona

Dio regna: a lui la gloria, alleluia, alleluia.

CANTICO Cf. Ap 19, 1-7
Le nozze dell'Agnello

Alleluia
Salvezza, gloria e potenza sono del nostro Dio; *
veri e giusti sono i suoi giudizi.

Alleluia
Lodate il nostro Dio, voi tutti suoi servi, *
voi che lo temete, piccoli e grandi.

Alleluia
Ha preso possesso del suo regno il Signore, *
il nostro Dio, l'Onnipotente.

Alleluia
Rallegriamoci ed esultiamo, *
rendiamo a lui gloria.

Alleluia
Sono giunte le nozze dell'Agnello; *
la sua sposa è pronta.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

3a antifona

Dio regna: a lui la gloria, alleluia, alleluia.

Origene (ca 185-253)

sacerdote e teologo

Omelie sul libro di Giosuè, n° 16,3 SC 71

“Allora vedranno il Figlio dell'uomo venire ... con grande potenza”

“Rimane molto territorio da occupare” (Gs 13,1)... Considera la prima venuta del nostro Signore e Salvatore, quando è venuto a seminare la sua parola sulla terra.

Si è impadronito di tutta la terra con la sola forza della sua semina: ha messo in fuga le avverse potenze e gli angeli ribelli che dominavano le nazioni, e contemporaneamente ha seminato la sua parola e diffuso le sue chiese. Così è stato il suo primo possesso della terra. Seguimi tuttavia... attraverso le linee sottili della Scrittura, e ti mostrerò la seconda conquista di una terra di cui è detto a Giosuè/Gesù che ce n'è ancora molta lasciata. Ascolta le parole di Paolo: “Bisogna infatti che egli regni finché non abbia posto tutti i nemici sotto i suoi piedi” (1Cor 15,25; Sal 110,1). Ecco la terra di cui è detto che è stata lasciata fino a che tutti siano stati posti sotto i suoi piedi e così egli prenda tutti i popoli nella sua eredità... Per quanto riguarda il nostro tempo, vediamo bene le cose “che restano” e non sono ancora poste sotto i piedi di Gesù; bisogna che egli prenda possesso di tutto. Poiché non potrà finire il mondo che quando tutto gli sarà sottomesso. Dice infatti il profeta: “Tutte le nazioni gli saranno sottomesse, dal fiume sino ai confini della terra; a lui si prostreranno gli abitanti del deserto” (Sal 72 LXX), e “Da oltre i fiumi di Etiopia i miei supplicanti mi porteranno offerte” (Sof 3,10).

Da ciò consegue che nella seconda venuta Gesù dominerà questa terra di cui resta molto da possedere. Ma beati coloro che saranno stati suoi fin dalla prima venuta! Saranno davvero colmati di favori, nonostante la resistenza di tanti nemici e gli attacchi di tanti avversari; riceveranno ... la loro parte della Terra Promessa. Ma quando la sottomissione sarà fatta di forza, nel giorno in cui bisogna che “sia annientato l'ultimo nemico, cioè la morte” (1Cor 15,26), non ci saranno più favori per coloro che rifiuteranno di sottomettersi.

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