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domenica 13 ottobre
San Romolo

Vescovo di Genova, patrono di Sanremo

ROMULUS
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Callisto nasce verso il 155 da una famiglia di schiavi d’origine greca che abitava la zona di Trastevere a Roma; diventò cristiano all’inizio della sua vita d’adulto. Fu inizialmente al servizio di un alto funzionario dell’imperatore Lucio Elio Aurelio Commodo (Lucius AeliusAurelius Commodus), nominato Carpofaro, anch’egli cristiano, che lo incaricò di amministrare i suoi beni. In relazione di affari con alcuni ebrei di Roma, fece cattive operazioni, si sconvolse, prese la fuga, fu finalmente recuperato e chiuso in una cella segreta. Il suo padrone, che lo stimava molto, lo fece rilasciare, pensando che sarebbe riuscito a recuperare il denaro perso. Era sul punto di realizzarsi quando penetrò in un giorno di sabbat(sabato della settimana ebraica) nella sinagoga, perturbò l’ufficio che si celebrava e si fece mettere con severità alla porta dai partecipanti che lo consegnarono al prefetto Fusciano denunciandolo come cristiano.

Fu, quindi, condannato alle miniere di zolfo in Sardegna per avere disturbato una riunione ebrea e perché cristiano. Lavorò durante 3 anni all’estrazione del minerale in Sardegna e là fu a fianco di molti martiri cristiani, relegati come lui: dimostrò verso di loro una devozione ammirevole. Liberato e affrancato, verso il 190, passò alcuni anni ad Anzio.

Zefirino fin dalla sua elezione come papa, nel 199, lo chiamò al suo servizio come segretario personale e, nominandolo arcidiacono della città, lo rese responsabile della direzione del clero e della creazione del primo cimitero cristiano che fece scavare nel tufo sulla via Appia; oggi chiamato “Catacombe di San Callisto”.

Alla morte di Zefirino, nel 217, Callisto è eletto papa: lo rimase 5 anni 2 mesi e 10 giorni. Il suo breve pontificato fu tra i più difficili, segnato dall’opposizione di un sacerdote di Roma, Ippolito, brillante ma eccessivo. Callisto difese contro di lui e qualche altro la  fede trinitaria e fece prevalere l’uso di assolvere tutti  i peccati, anche quelli che i rigoristi, come Tertulliano, consideravano imperdonabili: l’idolatria, l’adulterio e l’omicidio. Riconobbe come valido il matrimonio tra schiavi e donne libere (non ammesso come legale dal diritto romano) ed accettò il nuovo matrimonio dei vedovi e la loro entrata eventuale nel clero.

Politica d’indulgenza generale che gli valse molte critiche: di fronte ai suoi oppositori, restò fermo e diede, senza stancarsi, l’immagine del buon pastore. Apprendendo che un cristiano era stato giustiziato,  su ordine dell’imperatore Alessandro Severo, e gettato nel Tevere, Callisto si nascose sulle rive del fiume e con l’aiuto di alcuni pescatori e membri del clero, lo ritirò dalle acque, celebrando solennemente i suoi funerali nella sua catacombe di via Appia.

Muore il 14 ottobre 222 nel suo quartiere di Trastevere, vittima di una sommossa diretta contro i cristiani. Buttato dall’alto di una finestra in un pozzo, pieno di macerie, fu ritirato da un sacerdote una quindicina di giorni dopo e fu seppellito sulla Via Aurelia nel cimitero di Calepodio. Lasciava la chiesa in piena prosperità, organizzata corporativamente e dotata di una scuola di teologia. All’inizio del IV secolo, era dichiarato martire ed uno dei rari, all’epoca, ad avere una data anniversario che, secondo il Depositio Martirum (Callisti in viâ Aureliâ miliario III) e i martirologi seguenti, ricorre il 14 ottobre.

Nel 790 Pp Adriano I (772-795) fece traslare le sue reliquie a Santa Maria in Trastevere che, pare fosse stata costruita lì dove c’era un modesto oratorio consacrato a Maria che Callisto aveva fatto edificare nella sua casa: primo luogo di culto eretto alla memoria della Madre di Cristo nella Citta Eterna.

Papa Gregorio IV (827-843) ritrovò il suo corpo e quelli di Pp Cornelio e S. Calepodio sotto l’ingresso della basilica e li fece deporre sotto l’altare maggiore.

 

Significato del nome Callisto : « il più bello» (dal greco kalistos).

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℣. O Dio, vieni a salvarmi.

℟. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

Inno

O giorno primo ed ultimo,
giorno radioso e splendido
del trionfo di Cristo!

Il Signore risorto
promulga per i secoli
l'editto della pace.

Pace fra cielo e terra,
pace fra tutti i popoli,
pace nei nostri cuori.

L'alleluia pasquale
risuoni nella Chiesa
pellegrina nel mondo;

e si unisca alla lode,
armoniosa e perenne,
dell'assemblea dei santi.

A te la gloria, o Cristo,
la potenza e l'onore,
nei secoli dei secoli. Amen.

1a antifona

Rendete grazie al Signore:
eterna è la sua misericordia, alleluia.

SALMO 117
Canto di gioia e di vittoria

Gesù è la pietra che, scartata da voi costruttori, è diventata testata d'angolo (At 4, 11).

Celebrate il Signore, perché è buono; *
eterna è la sua misericordia.

Dica Israele che egli è buono: *
eterna è la sua misericordia.

Lo dica la casa di Aronne: *
eterna è la sua misericordia.

Lo dica chi teme Dio: *
eterna è la sua misericordia.

Nell'angoscia ho gridato al Signore, *
mi ha risposto, il Signore, e mi ha tratto in salvo.

Il Signore è con me, non ho timore; *
che cosa può farmi l'uomo?
Il Signore è con me, è mio aiuto, *
sfiderò i miei nemici.

È meglio rifugiarsi nel Signore *
che confidare nell'uomo.
È meglio rifugiarsi nel Signore *
che confidare nei potenti.

Tutti i popoli mi hanno circondato, *
ma nel nome del Signore li ho sconfitti.
Mi hanno circondato, mi hanno accerchiato, *
ma nel nome del Signore li ho sconfitti.

Mi hanno circondato come api, †
come fuoco che divampa tra le spine, *
ma nel nome del Signore li ho sconfitti.

Mi avevano spinto con forza per farmi cadere, *
ma il Signore è stato mio aiuto.
Mia forza e mio canto è il Signore, *
egli è stato la mia salvezza.

Grida di giubilo e di vittoria, *
nelle tende dei giusti:

la destra del Signore ha fatto meraviglie, †
la destra del Signore si è alzata, *
la destra del Signore ha fatto meraviglie.

Non morirò, resterò in vita *
e annunzierò le opere del Signore.
Il Signore mi ha provato duramente, *
ma non mi ha consegnato alla morte.

Apritemi le porte della giustizia: *
entrerò a rendere grazie al Signore.
È questa la porta del Signore, *
per essa entrano i giusti.

Ti rendo grazie, perché mi hai esaudito,
perché sei stato la mia salvezza.

La pietra scartata dai costruttori *
è divenuta testata d'angolo;
ecco l'opera del Signore: *
una meraviglia ai nostri occhi.

Questo è il giorno fatto dal Signore: *
rallegriamoci ed esultiamo in esso.

Dona, Signore, la tua salvezza, *
dona, Signore, la tua vittoria!

Benedetto colui che viene nel nome del Signore. *
Vi benediciamo dalla casa del Signore;

Dio, il Signore è nostra luce. †
Ordinate il corteo con rami frondosi *
fino ai lati dell'altare.

Sei tu il mio Dio e ti rendo grazie, *
sei il mio Dio e ti esalto.

Celebrate il Signore, perché è buono: *
eterna è la sua misericordia.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

1a antifona

Rendete grazie al Signore:
eterna è la sua misericordia, alleluia.

2a antifona

Alleluia, opere del Signore,
benedite il Signore, alleluia.

CANTICO Dn 3, 52-57
Ogni creatura lodi il Signore

Il Creatore... è benedetto nei secoli (Rm 1, 25).

Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri, *
degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto il tuo nome glorioso e santo, *
degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu nel tuo tempio santo glorioso, *
degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu sul trono del tuo regno, *
degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu che penetri con lo sguardo gli abissi †
e siedi sui cherubini, *
degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu nel firmamento del cielo, *
degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedite, opere tutte del Signore, il Signore, *
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.

Gloria al Padre e al Figlio, *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio e ora e sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen.

2a antifona

Alleluia, opere del Signore,
benedite il Signore, alleluia.

3a antifona

Ogni vivente,
dia lode al Signore, alleluia.

SALMO 150
Ogni vivente dia lode al Signore

A Dio la gloria, nella Chiesa e in Cristo Gesù (cfr Ef 3,21).

Lodate il Signore nel suo santuario, *
lodatelo nel firmamento della sua potenza.
Lodatelo per i suoi prodigi, *
lodatelo per la sua immensa grandezza.

Lodatelo con squilli di tromba, *
lodatelo con arpa e cetra;
lodatelo con timpani e danze, *
lodatelo sulle corde e sui flauti.

Lodatelo con cembali sonori, †
lodatelo con cembali squillanti; *
ogni vivente
dia lode al Signore.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

3a antifona

Ogni vivente,
dia lode al Signore, alleluia.

Dal vangelo secondo Luca (17,11-19)

Durante il viaggio verso Gerusalemme, Gesù attraversò la Samaria e la Galilea.
Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi i quali, fermatisi a distanza,
alzarono la voce, dicendo: «Gesù maestro, abbi pietà di noi!».
Appena li vide, Gesù disse: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono sanati.
Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce;
e si gettò ai piedi di Gesù per ringraziarlo. Era un Samaritano.
Ma Gesù osservò: «Non sono stati guariti tutti e dieci? E gli altri nove dove sono?
Non si è trovato chi tornasse a render gloria a Dio, all'infuori di questo straniero?». E gli disse:
«Alzati e và; la tua fede ti ha salvato!».

℣. O Dio, vieni a salvarmi.

℟. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

Inno

O Trinità beata,
luce, sapienza, amore,
vesti del tuo splendore
il giorno che declina.

Te lodiamo al mattino,
te nel vespro imploriamo,
te canteremo unanimi
nel giorno che non muore. Amen.

1a antifona

Tra santi splendori, il Padre ti ha generato,
prima dell'aurora, alleluia.

SALMO 109, 1-5. 7
Il Messia, re e sacerdote

Bisogna che egli regni finché non abbia posto tutti i suoi nemici sotto i suoi piedi  (1 Cor 15, 25)

Oracolo del Signore al mio Signore: *
«Siedi alla mia destra,
finché io ponga i tuoi nemici *
a sgabello dei tuoi piedi».

Lo scettro del tuo potere stende il Signore da Sion: *
«Domina in mezzo ai tuoi nemici.

A te il principato nel giorno della tua potenza *
tra santi splendori;
dal seno dell'aurora, *
come rugiada, io ti ho generato».

Il Signore ha giurato e non si pente: *
«Tu sei sacerdote per sempre
al modo di Melchisedek».

Il Signore è alla tua destra, *
annienterà i re nel giorno della sua ira.
Lungo il cammino si disseta al torrente *
e solleva alta la testa.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

1a antifona

Tra santi splendori, il Padre ti ha generato,
prima dell'aurora, alleluia.

2a antifona

Beato chi ha fame, chi ha sete di giustizia:
sarà saziato.

SALMO 111
Beatitudine dell’uomo giusto

Comportatevi come figli della luce: il frutto della luce consiste in ogni bontà, giustizia e verità (Ef 5, 8-9).

Beato l'uomo che teme il Signore *
e trova grande gioia nei suoi comandamenti.
Potente sulla terra sarà la sua stirpe, *
la discendenza dei giusti sarà benedetta.

Onore e ricchezza nella sua casa, *
la sua giustizia rimane per sempre.
Spunta nelle tenebre come luce per i giusti, *
buono, misericordioso e giusto.

Felice l'uomo pietoso che dà in prestito, *
amministra i suoi beni con giustizia.
Egli non vacillerà in eterno: *
il giusto sarà sempre ricordato.

Non temerà annunzio di sventura, *
saldo è il suo cuore, confida nel Signore.
Sicuro è il suo cuore, non teme, *
finché trionferà dei suoi nemici.

Egli dona largamente ai poveri, †
la sua giustizia rimane per sempre, *
la sua potenza s'innalza nella gloria.

L'empio vede e si adira, †
digrigna i denti e si consuma. *
Ma il desiderio degli empi fallisce.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

2a antifona

Beato chi ha fame, chi ha sete di giustizia:
sarà saziato.

3a antifona

Servi di Dio, piccoli e grandi,
lodate il suo nome, alleluia.

CANTICO Cf. Ap 19, 1-7
Le nozze dell'Agnello

Alleluia
Salvezza, gloria e potenza sono del nostro Dio; *
veri e giusti sono i suoi giudizi.

Alleluia
Lodate il nostro Dio, voi tutti suoi servi, *
voi che lo temete, piccoli e grandi.

Alleluia
Ha preso possesso del suo regno il Signore, *
il nostro Dio, l'Onnipotente.

Alleluia
Rallegriamoci ed esultiamo, *
rendiamo a lui gloria.

Alleluia
Sono giunte le nozze dell'Agnello; *
la sua sposa è pronta.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

3a antifona

Servi di Dio, piccoli e grandi,
lodate il suo nome, alleluia.

San Claudio La Colombière (1641-1682)

gesuita

Ritiro, 1674, quarta settimana; scritti spirituali

« Si gettò ai piedi di Gesù per ringraziarlo »

Nella meditazione dell’amore di Dio, sono stato molto colpito alla vista dei beni che ho ricevuto da Dio, fin dal primo momento della mia vita fino ad ora. Quale bontà! Quale cura! Quale provvidenza, per il corpo e per l’anima! Quale pazienza! Quale mitezza! ... Mi sembra che Dio mi abbia fatto penetrare e vedere chiaramente questa verità: che cioè in primo luogo egli è in ogni creatura; in secondo luogo, egli è quanto c’è di buono in esse; in terzo luogo, egli ci fa vedere tutto il bene che riceviamo da esse. E mi è sembrato di vedere questo re di gloria e di maestà, solerte a riscaldarci con gli abiti, a rinfrescarci con l’aria, a nutrirci coi cibi, a rallegrarci coi suoni e gli oggetti piacevoli, a produrre in noi tutti i movimenti necessari per vivere e per agire. Che meraviglia!

Chi sono io, Dio mio, per essere così servito da te, in ogni tempo e in ogni cosa, con tanta premura e amore! Egli agisce allo stesso modo in tutte le altre creature, e tutto ciò per me, come un amministratore zelante e vigilante che fa lavorare in ogni parte del suo regno, per il suo sovrano. Questo è quanto esiste di più mirabile: che Dio operi ciò per tutti gli uomini, benché quasi nessuno ci pensi, se non qualche anima eletta, qualche anima santa. Bisogna per lo meno che io ci pensi, e gliene sia riconoscente.

Immagino che, poiché la gloria di Dio è il fine di tutte le sue azioni, egli fa tutte queste cose principalmente per amore di coloro che ci pensano e ammirano in esse la sua bontà, gli sono grati, e traggono da ciò l’occasione di amarlo: gli altri ricevono gli stessi beni, come per caso, e per fortuna... Dio ridona incessantemente a noi l’essere, la vita, le opere di quanto è creato nell’universo. Questa è la sua occupazione nella natura; la nostra sia ricevere senza sosta ciò che egli ci manda da ogni parte e ridonarglielo con azioni di grazie, lodandolo e riconoscendo che egli è l’autore di ogni cosa. Ho promesso a Dio di farlo per quanto potrò.

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