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4 modi per far crescere in noi la presenza dello Spirito Santo

Photocreo | Depositphotos

Edifa - pubblicato il 22/05/21

In occasione della Pentecoste, ecco alcuni consigli per accogliere con fervore e disponibilità rinnovate lo Spirito Santo in sé stessi.

Un giorno gli apostoli chiedono a Gesù: “Signore, aumenta in noi la nostra fede”. Gesù risponde loro usando l’immagine del seme di senape. Potremmo essere tentati a nostra volta di chiedere lo Spirito Santo in misura maggiore per poter compiere grandi cose. Ma ricordiamoci prima di tutto che lo Spirito Santo è una delle tre persone della Trinità, anche se si manifesta senza un volto personale. Quando lo Spirito Santo si dona, si dona personalmente, senza misura e per intero. Egli è un dono radicale e totale, un riflesso efficace dell’amore assoluto del Padre e del Figlio.

La questione, quindi, si gioca piuttosto sulla parte di quel campo dove lo Spirito Santo vuole agire, in questo caso nella nostra vita. Per parlare della Sua venuta in noi, più che di presenza, la tradizione parla di dimora. Tanto che, seguendo le orme di San Paolo, possiamo dire: “Io vivo, ma non sono più io che vivo, bensì Cristo che vive in me” (Gal 2, 20). Non dovremmo mai smettere di meravigliarci di questa così grande realtà. Siamo resi capaci di portare la presenza soprannaturale di Dio nel più profondo del nostro essere, il che permette a Sant’Agostino di dire: “Chiedetevi nel profondo: se siete pieni di carità, avete lo Spirito di Dio”.

Assicurarsi che la nostra anima sia pronta a ricevere lo Spirito Santo

Prima di tutto, dobbiamo occuparci della dimora dello Spirito Santo poiché Egli vuole farsi “l’ospite dolce dell’anima”, per riprendere le parole della Sequenza di Pentecoste. La locanda che è la nostra anima è pronta ad accogliere questo Ospite che bussa alla porta? Perché se ci facciamo buoni albergatori delle nostre anime e pronti ad accogliere questo Ospite che è lo Spirito Santo, allora questa venuta trasformerà la nostra vita e diventeremo santi.

Riconoscere il disordine del peccato nella nostra vita, chiedere il perdono di Dio

Riordinare l’albergo, renderlo piacevole con un buon profumo e confortevole, tutto ciò così bene che uno ha voglia di restarci, ma questo richiede la nostra cooperazione. Mettere ordine nella locanda significa riconoscere il disordine del peccato nella nostra vita e chiedere il perdono di Dio.

Vivere atti di carità e benevolenza

Questo rende la nostra anima più gradevole. Essere pronti ad aprire la porta non è possibile se continuiamo nella dispersione.

Non dimenticare di pregare ogni giorno

La pratica quotidiana della preghiera ci aiuta ad essere pronti, quando noi gridiamo a Dio: “Vieni, vieni in noi, sommo consolatore!” Ciò che dobbiamo aumentare è il nostro desiderio di riceverLo e la nostra capacità di riconoscere i Suoi passi e di sentirLo bussare alla porta della nostra anima. San Serafino di Sarov, il grande mistico russo, parla di questo desiderio dello Spirito come di una conquista: “La vera mèta della nostra vita cristiana è la conquista dello Spirito Divino. La preghiera, il digiuno, l’elemosina, la carità e le altre buone opere nel nome di Cristo sono i mezzi per acquisire lo Spirito Divino…”. Lo Spirito Santo vuole agire in ogni persona di buona volontà che vuole fare della sua anima una piacevole dimora per la vita soprannaturale di Dio. Date spazio allo Spirito e la vostra gioia sarà immensa. 

Padre Marc Fassier

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