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Cosa fare quando al figlio non piace il suo insegnante?

Insegnante

sebra | Shutterstock

Edifa - pubblicato il 21/11/20

Sono pochi gli studenti che non hanno un insegnante nel mirino. Come devono reagire i genitori ai commenti negativi del figlio su un determinato insegnante? Deve essere sostenuto o rimproverato?

Inès de Franclieu

I primi mesi sono appena passati quando il credito di benevolenza accordato ai nuovi insegnanti è già esaurito: “Il mio insegnante è un incapace!” Quale attenzione dobbiamo dare noi genitori a questi giudizi affrettati, spesso riduttivi e talvolta irrevocabili?

Non giudicare subito il figlio perché potrebbe avere ragione

Accompagnare il figlio significa ascoltarlo sempre, dimostrargli il proprio interesse, lasciargli esprimere i suoi pensieri fino alla fine e solo allora, se necessario, farlo riflettere su quanto ha appena detto. Il solo fatto di essere stato ascoltato, a volte gli permette di rendersi conto da sé di ciò che ha detto e di calmare gli animi. Se invece lo interrompiamo, la frustrazione (“è sempre cosi, non mi ascoltano mai!”) non farebbe che aumentare la sua collera ed accentuare il suo problema.

Dopo averlo ascoltato, bisogna interrogarlo perché potrebbe avere ragione e può darsi che non conosciamo bene l’insegnante in questione. Se le sue opinioni sono fondate, sarà necessario discuterne con l’insegnante, ma se vi rendete conto che il suo parere è ingiusto, conviene invitarlo a fare un passo indietro rispetto a quello che può aver sentito, per esempio dai suoi amici, perché è molto facile rafforzare l’opinione degli altri.

Dare il buon esempio

Lo stesso vale per le amicizie. Diamoci il tempo di scoprire la ricchezza di ogni persona, insegnanti e compagni. I nostri figli devono capire quanto siano distruttivi i giudizi che rinchiudono non solo la persona che viene catalogata, ma anche chi la giudica, poiché non dà la possibilità di vedere le cose diversamente. Tali parole riguardando un insegnante frenano il desiderio di progredire. Una visione positiva, un atteggiamento di accoglienza verso gli altri sono essenziali per il successo scolare e lo sviluppo della persona.

Allo stesso modo, in quanto genitori dobbiamo essere vigili sulle nostre parole. Una volta scelta la scuola, bisogna sostenere il lavoro degli insegnanti, accettare le loro richieste e capire il loro modo di agire. Le nostre critiche hanno l’effetto, sui nostri figli, di fargli mancare il terreno sotto i loro piedi, impedendogli di mettersi con impegno al lavoro. “Perché impegnarsi in francese visto che l’insegnante è cattivo? Lo dicono anche i miei genitori!” Non si tratta di lasciare fare tutto in una fiducia cieca e comoda, ma di esercitare un discernimento prudente e illuminato nell’interesse di una vera cooperazione genitori-insegnanti. Nostro figlio ne sarà il grande beneficiario!

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