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«Non riusciamo a pregare in coppia»: è grave?

COUPLE PRAYING

© Shutterstock

Edifa - pubblicato il 17/11/20

Alcune coppie riescono a pregare insieme con molta facilità, mentre altre riscontrano qualche difficoltà. Ma cosa succede se, nonostante i loro sforzi, la coppia non riesce comunque a pregare insieme?

di padre Max Huot de Longchamp

Ogni vera preghiera introduce nella comunione dei santi, nella comunione delle Persone Divine della Santissima Trinità: è qui che si è marito o moglie, fratello o sorella, genitore o figlio, prima ancora di esserlo per legame di sangue. Questa comunione può esprimersi visibilmente nella vita di famiglia, per esempio, quando tutti i suoi membri vanno insieme alla Messa domenicale, o in modo invisibile, quando ognuno prega nella sua stanza. Potete quindi essere rassicurati: pregate “in coppia” quando pregate veramente, anche se non lo fate contemporaneamente e nello stesso luogo.

“È una grande cosa l’amore, ma solo se torna alla sua fonte”

È nella natura della preghiera essere solitari: dialoghiamo in due, non in tre. Per questo Gesù ci dice: “quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto” (Mt 6,6). Il matrimonio, per quanto santo esso sia, non sfugge a questa regola, a tal punto che l’unico motivo per cui san Paolo permette di sospendere la vita matrimoniale è proprio quello: “Non rifiutatevi l’un l’altro, se non di comune accordo e temporaneamente, per dedicarvi alla preghiera” (1 Cor 7,5). E questo delimita per ciascuno un giardino segreto in cui solo Dio può entrare.

“È dovere dell’uomo spirituale non ostentare le sue ricchezze agli uomini, ma nasconderle nella sua cella e seppellirle nella sua coscienza, in modo da portare sempre scritto sulla porta di quella sua coscienza, così come su quella della sua cella: “Il mio segreto è mio!” (Guillaume de Saint-Thierry, Lettera ai Fratelli di Mont-Dieu). Il monaco che ha scritto questo, disprezzava il matrimonio? No affatto, ma ci indica il suo giusto posto, invitandoci ad attingere l’amore per i fratelli (e soprattutto l’amore coniugale) alla fonte di ogni amore, cioè nel cuore del Padre: “È una grande cosa l’amore, ma solo se torna alla sua fonte, alla sua origine. È così che riceverà qualcosa da cui scaturire continuamente” (San Bernardo, Discorso 83 sul Cantico dei Cantici).


MIENMIUAIF

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I coniugi pregano come coppia, anche se pregano nel loro angolo

Perciò, affinché gli sposi vivano il matrimonio “in comunione”, e non solo “insieme”, è necessario che sia Cristo che li doni l’uno all’altro. Per questo, “è necessario che l’anima degli sposi si stacchi da sé stessa e si snodi. Altrimenti non c’è amore possibile, ma piuttosto un egoismo cercato nell’altro. All’estremo dell’amore umano è l’Amore di Dio, dono totale e reciproco dell’uno all’altra; ma per l’uomo, Dio è l’Altro, l’altro che finalmente si rivelerà, nell’amore, l’essere del nostro essere” (Yves Raguin, Chemins de la contemplation).

Cristo rappresenta il cammino più breve tra i coniugi, e per aiutarsi a vicenda su questo cammino è necessario che si diano l’un l’altro dei momenti e dei luoghi che permettano loro di avere un cuore a cuore con Cristo. Lontano da ogni gelosia, è lì che si riceveranno l’un l’altro da Colui che è “l’essere del nostro essere”, è lì che si riceveranno alla radice di ciò che sono. Forse vivranno insieme questi momenti, come in alcuni monasteri dove la preghiera è vissuta in comunità piuttosto che in cella, ma è in ogni caso nel silenzio e nell’invisibilità della comunione dei santi che sperimenteranno la grazia di essere uniti da Dio nel matrimonio.




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