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4 modi per mantenere le vostre amicizie nonostante la distanza

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Edifa - pubblicato il 24/08/20

Anche le amicizie solide possono appassire nel tempo se non vengono coltivate; ecco alcuni suggerimenti per conservarle nonostante la distanza.

Non è facile mantenere le amicizie quando non si ha nemmeno il tempo per stare con la propria famiglia. Ma le amicizie possono essere rafforzate a distanza, in pensieri, parole, opere e anche… omissioni.

1. In pensieri

Possiamo far crescere l’amicizia attraverso il pensiero, perché gli amici sono sempre presenti nella nostra vita, anche quando non li vediamo. In certi momenti cruciali, quando la sua amica Delfina si sottoponeva a una serie di chemioterapie, Maria faceva rivivere il suo affetto impostando per lei il ritmo delle sue giornate: “Bevevo per lei mentre era nutrita per endovena, ballavo per lei mentre era costretta al letto…”

Tuttavia questi momenti, se rimangono solo nella mente, vanno perduti? Maria non pensava solo a Delfina, ma la informava con sms, e-mail, FaceTime… Grazie a questi formidabili strumenti di comunicazione, anche Axelle esprime la sua amicizia tutte le volte che pensa alla sua amica. “Quando passo davanti alla casa di Géraldine che ha traslocato, le mando una foto con un messaggino. A volte è solo: “Ho pensato a te!” Geraldine, invece, si manifesta ad ogni anniversario della morte del bebè di Axelle che ammette: “Un segno di amicizia può rendermi felice, anche quando sono nel dolore”.

2. Parole

Tuttavia, secondo la filosofa Simone Weil, “il calore, lo slancio del cuore e la pietà non sono sufficienti”. L’amicizia non può prescindere dall’ascolto e dall’interesse, se non regolare, almeno occasionale. Maria dice: “l’amicizia svanirebbe se fosse basata solo sui ricordi! ”. Xavier, direttore commerciale di un grande gruppo, traslocava ogni tre anni in tutto il mondo. Come altri uomini, trovava difficile mantenere i suoi buoni amici una volta che erano geograficamente lontani. Pensava a loro senza dare un segno di vita, poi ha deciso di coltivare le sue amicizie con una telefonata almeno una volta ogni tre mesi. Ha fatto mente locale dei suoi “compagni storici”, quelli su cui sa di poter contare, ha poi segnato nel suo diario una fascia oraria nella sua settimana per chiamarli durante i suoi spostamenti alla palestra, dove va di proposito a piedi due volte alla settimana. Per una maggiore efficienza, ha individuato per ciascuno di loro i propri “linguaggi d’amore”: quello sensibile ai doni, quello che si sente amato quando riceve un complimento, e quello che valorizza i servizi resi. “Visto che non ci vediamo molto, meglio puntare sulle cose giuste!” giustifica lui pragmaticamente.

3. Opere

Raffaella, allergica al telefono e ai social network, ha scelto altri mezzi per dimostrare il suo affetto. Si “mette a disposizione” quando un’amica arriva nella sua città; può annullare un’uscita e piegarsi in quattro per farla sentire la benvenuta, va a prenderla alla stazione, le prepara una cena con il suo piatto preferito e chiede al marito di mettere a letto i bambini. Inoltre, una volta all’anno, prenota un “weekend per ragazze” dove riunisce le sue quattro amiche ex capi scout con le quali dirigeva un gruppo di ragazzini.

Spiega André Guigot che: “nell’amicizia, l’impegno si manifesta attraverso i fatti”, ed è per questo che, secondo lui, non si dice “ti voglio bene” ad un amico. Per mostrare agli altri il loro attaccamento, i cristiani hanno risorse aggiuntive. Amandine dà appuntamento a due amiche ogni estate per un ritiro, quanto ad Anouk, chiama sistematicamente i suoi amici quando un bambino riceve un sacramento. Maria, da parte sua, “non prevede nulla”, ma approfitta di ogni occasione d’incontro, viaggia per 1.000 chilometri per la festa di compleanno di un vecchio amico perso di vista e organizza regolarmente delle serate per riunire i suoi gruppi di amici. Insiste nel voler essere presente sia nei momenti felici che in quelli difficili: “Se posso attraversare la Francia per un matrimonio, perché non per un funerale?” sostiene.

Da lontano si può pregare soprattutto per i propri amici: recitare un rosario per loro, mandare un messaggio per l’anniversario del matrimonio, la festa del Santo patrono, e anche far dire delle Messe. Senza dimenticare gli amici in Paradiso, quelli che non ci lasciano mai e con i quali possiamo mantenere un legame. Gli amici di Delfina si riunivano ogni giovedì alla preghiera dei malati della parrocchia per pregare per la sua guarigione, e in questo modo hanno sempre mantenuto la loro amicizia attraverso un legame spirituale diretto “come se lei fosse lì”. Jean-Renaud, da parte sua, ha sperimentato concretamente il frutto della preghiera dei suoi amici: si è miracolosamente svegliato dal coma il giorno dopo una notte di adorazione organizzata da loro.

4. Per omissione

Le relazioni amichevoli si evolvono negli anni, attraverso gli spostamenti, l’età e le preoccupazioni incontrate. A volte le strade si separano e bisogna saper accettare il lutto di un’amicizia, o almeno acconsentire che sia imperfetta e non lineare, e perdonare i silenzi che, chissà, potrebbero essere in grado di consolidare un’amicizia. Maria non è mai stata così vicina alla sua amica Beatrice da quando si è trasferita a Marsiglia: “Non la vedevo da dieci anni e ho ripreso la conversazione là dove l’avevamo lasciata: siamo andate subito dritte all’essenziale.” A volte l’amicizia non ha nemmeno bisogno di essere coltivata per esistere.

Olivia de Fournas

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