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Vivete lontano dal vostro figlioccio? Ecco come svolgere il vostro ruolo di padrino

Homme et garçon jouent ensemble

© Shutterstock - 4 PM production

Edifa - pubblicato il 13/08/20

Essere scelti come padrino o madrina di un bambino è una grande gioia, ma è anche una grande responsabilità: come possiamo assumercela quando abitiamo lontano?

Il giorno del battesimo, ci impegniamo, come padrino e madrina, ad aiutare i genitori del nostro figlioccio ad “educarlo nella fede e ad insegnargli ad osservare i Comandamenti, affinché ami Dio e il prossimo come Cristo ci ha insegnato”. Non siamo stati dei semplici testimoni di battesimo: abbiamo dato la nostra parola. È una cosa seria… ma poi? Con il passare dei mesi, con il passare degli anni, travolti dalla vita di tutti i giorni e da mille altre preoccupazioni, geograficamente lontani, abbiamo delle difficoltà a mantenere questo impegno e ci sentiamo un po’ colpevoli di non fare abbastanza per i nostri figliocci, o per alcuni di loro. A volte siamo consapevoli di avere addirittura dei torti nei loro confronti, più o meno grandi, ma non è mai troppo tardi per migliorare: anche se non ci siamo occupati di loro per diversi anni, non è un buon motivo per rinunciare.

Essere presenti a tutti gli eventi importanti

Possiamo innanzitutto pregare per loro e chiedere allo Spirito Santo di insegnarci a esercitare la nostra responsabilità e missione. Potremmo scrivere per esempio una vera e propria lettera, in cui cercheremo di riprendere contatto con loro, magari chiedendo perdono per questa nostra lunga assenza. Anche in età adulta è prezioso avere un padrino e una madrina attenti e amorevoli e non è mai troppo tardi per iniziare.

Ricordatevi che la vostra missione è di aiutare prima di tutto i genitori, quindi è importante stabilire un rapporto profondo con loro fin dall’inizio. Anche se li conosciamo bene, anche se sono dei fratelli o dei buoni amici, il nostro statuto di padrino o di madrina stabilisce dei nuovi legami spirituali. Preghiamo per loro e, quando è possibile, preghiamo anche con loro.

E perché non mantenere una relazione epistolare?

Quando il bambino è piccolo, prendiamoci il tempo di parlare di lui con i genitori. Interessiamoci ai suoi progressi, alle sue difficoltà e alla sua personalità che si delinea poco a poco. Manifestiamogli ciò che desideriamo per lui e diamoci i mezzi per mantenere questo rapporto: programmiamo regolarmente un week-end o una serata insieme, o qualche giorno di vacanza ogni anno, quando la distanza geografica non permette di avere degli incontri più frequenti. Stiamo attenti a tutto ciò che fa parte della vita del nostro figlioccio. È importante chiedere delle notizie e farsi presenti, nonostante le distanze, a tutti gli eventi importanti, come i compleanni, il rientro a scuola, i diplomi, ecc.

Inoltre, non dimentichiamo che i bambini, soprattutto a partire dai cinque o sei anni, sono molto felici di ricevere delle lettere di cui sono i destinatari. Anche quando si tratta solo di poche parole su una cartolina, questo dimostrerà loro che qualcuno li sta pensando in modo molto speciale. E appena sapranno leggere e scrivere, le lettere permetteranno di dirsi molte cose, dalle più saltuarie alle più profonde. Una lettera è un vero tesoro: la si conserva e la si rilegge.

Creare ricordi indimenticabili

Il padrino e la madrina sono degli interlocutori privilegiati davanti ai quali il bambino si sente unico e insostituibile. Ecco perché è importante, quando veniamo a visitare il nostro figlioccio, avere un momento per stare da soli con lui: senza i suoi fratelli e le sue sorelle, senza di noi.
Questo può essere semplicemente una passeggiata insieme o un giorno speciale durante il quale facciamo delle cose un po’ divertenti che di solito non facciamo, e al centro delle quali, inseriamo con molta semplicità la Messa domenicale o un momento di preghiera.

Spesso ci sentiamo dei pessimi padrini o madrine… e a volte lo siamo per davvero! La tentazione peggiore, allora, sarebbe quella di scoraggiarci. Ricordiamoci che attraverso la richiesta dei genitori e attraverso la Chiesa che ha approvato la loro scelta, è Dio stesso che ci ha affidato questa missione. Affidiamoci a Lui per realizzarla pienamente, anche se ci troviamo a diversi chilometri di distanza e stiamo sicuri che Lui ci darà i mezzi per compierla, qui e ora.

Christine Ponsard

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